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416 pages, Paperback
First published January 1, 2008
Lucifero. Venere. Le avevano dato molti nomi, senza riuscire a ridurla al potere dell'oscurità né a quello del giorno. Solitaria, senza genere, unica favilla di una divinità indecisa. La sua virtù era ciò che possedeva: una luce tenue, un coraggio duraturo. Quello che sarebbe servito per attraversare la Terra di Nessuno, vasta quanto il secolo che si estendeva davanti. E per trovare la strada del ritorno.
[…]Lei è un ottimo narratore, lo sa? Al contrario di me, che non riesco a scrivere quello che vorrei.
- I miei sono mondi fantastici...
- Di cos'altro potremmo scrivere se non di ciò che ci riguarda? La sua storia parla dei sopravvissuti a una guerra. Gente come lei e me. E di quelli che non ce l'hanno fatta. I miei sono mondi fantastici... - Di cos'altro potremmo scrivere se non di ciò che ci riguarda?
Ronald non seppe cosa aggiungere. Aveva ragione, ma sentirselo dire da un estraneo lasciava senza parole.
- Sembra di averli traditi tutti, vero? - aggiunse Lawrence. - Amici, fratelli...
Io non sono una guida, non più. - un sorriso amaro. - Non una di quelle buone, comunque.
La vostra idea del bene è molto diversa dalla mia. Un bene imposto con la violenza è comunque causa di dolore.
Un filologo indaga il segreto delle parole, non è così?
Colto alla sprovvista, Ronald aveva annuito.
- E qual è, dunque?
I suoi occhi brillavano di una luce inquieta, azzurri come certi cieli nelle terre del sud. Non c'era ombra di malizia nello sguardo.
In quel momento Ronald si era ritrovato la risposta sulle labbra.
- Le parole danno significato alle cose. Usare un linguaggio è costruire un mondo. Credo sia questo il segreto.
L'altro era tornato a guardare gli anelli nella teca con uno strano sorriso.
- Come un giuramento o una formula magica.
Ronald era rimasto serio.
- Come un atto d'amore. E' scritto che in principio fu il Verbo.