Nella corrispondenza che Moravia indirizza a Morante tra il 1947 e gli anni ottanta si confrontano un uomo e una donna, e1 insieme line grandi si littori del Novecento. Il valore dei documenti qui raccolti sta nella testimonianza intima di un legame in lui la vita non può mai essere del tutto separata dall'arte, tanto che l'amore, nulla di più privato e al contempo di più letterario, si proietta in una dimensione altra, universale. Lo dimostrano queste lettere di Moravia scritte di getto, con verità non meditata e con quel pudore che non impedisce di condividere emozioni, idee e inquietudini [...]. Uniti e insieme divisi. per l'intera vita. Li dividono la diversità di carattere, le origini borghesi per lui e modeste per lei - che pesano sin dai primi momenti sugli equilibri della relazione. A unirli è soprattutto il demone della letteratura che nella corrispondenza vi manifesta di rado, ma è onnipresente a un livello sotterraneo e pronto ad affacciarsi quando la vita lo richieda.'
Alberto Moravia, born Alberto Pincherle, was one of the leading Italian novelists of the twentieth century whose novels explore matters of modern sexuality, social alienation, and existentialism. He was also a journalist, playwright, essayist and film critic. Moravia was an atheist, his writing was marked by its factual, cold, precise style, often depicting the malaise of the bourgeoisie, underpinned by high social and cultural awareness. Moravia believed that writers must, if they were to represent reality, assume a moral position, a clearly conceived political, social, and philosophical attitude, but also that, ultimately, "A writer survives in spite of his beliefs".
Che bello questo viaggio nella vita privata di Alberto ed Elsa! Non ho mai letto epistolari, ma, dopo questa lettura, mi butterò in questo mondo gioioso. Ho scoperto nuovi lati del carattere di Moravia che mai mi sarei aspettato fosse così sottone. Se vi piacciono gli epistolari o amate la Morante o Moravia, queste lettere fanno per voi.
Non mi sento di dar un voto alla raccolta perché sono lettere personali e non pensate per la pubblicazione, quindi mi trovo in difficoltà nel valutarle.
“Quando verrai sarò quasi felice” raccoglie le lettere che Alberto Moravia scrisse ad Elsa Morante dal 1947, periodo in cui il loro rapporto è già entrato in crisi, fino al 1983, anno in cui Elsa tenta il suicidio e scopre di essere affetta da idrocefalia.
Il testo si divide in tre sezioni. Nella prima sono raccolte le lettere, le cartoline e i telegrammi che riportano data e luogo in cui Alberto li scrisse per Elsa. All’interno della seconda parte troviamo, invece, le lettere la cui datazione è avvenuta - là dove possibile - per congettura, in quanto Moravia non l’aveva indicata. Mentre nella terza sezione sono presenti due cartoline e una lettera che Moravia ha indirizzato a Giacomo Debenedetti, in cui compare il nome di Elsa.
In questo epistolario si ricostruisce la storia di un rapporto che non terminerà mai davvero. Alberto continua a rivolgere a Elsa parole d’affetto, si dice felice quando è accanto a lei, e triste quando la donna si allontana da lui, sia fisicamente che sentimentalmente. Moravia le è vicino anche quando la Morante vive un intenso amore, prima per Luchino Visconti e poi per il pittore Bill Morrow. E non prenderà le distanze da lei neanche quando andrà a vivere con Dacia Maraini. Elsa può essere terribile, può offenderlo e lacerargli il cuore con mille ingiuste accuse alla sua persona, ma Alberto non smetterà mai di amarla.
Oltre al rapporto tra Elsa e Alberto, attraverso questa raccolta di lettere è possibile anche ricostruire e scoprire i tanti viaggi compiuti da Moravia. Lo scrittore si reca ben quattro volte negli Stati Uniti e non fa mistero del fatto di non amare particolarmente New York, tanto che in una lettera del 1968 a Elsa, scrive a proposito della città americana “questa volta mi ha fatto una brutta impressione di durezza, violenza, astrazione e vuoto”. Poi si reca in Giappone che etichetta come allegro e curiosa, e ancora la Persia per l’ultimo viaggio di coppia con Elsa, poi l’India che visita con Pasolini, la Russia, Parigi ecc.. Tutti luoghi che gli permettono di prendersi una pausa dalla sua triste e desolata routine che spesso lo conduce alla depressione.
Voglio terminare questa breve recensione dicendo che questo epistolario ci racconta anche tanto di Alberto come uomo. È in queste lettere e a Elsa che lui confida le sue fragilità, in cui rivela il suo male di vivere, a cui affida i suoi sentimenti. Questo è il vero motivo per il quale consiglio di leggere questo libro. Se volete conoscere il vero Alberto, e non lo scrittore de’ “Gli indifferenti”, allora sappiate che lo troverete in queste pagine.
È vero non parlavamo molto perché tu non volevi più parlare con me da ultimo, ma io provavo per te una varietà così ricca di sentimenti che per così dire ogni minuto e ogni secondo nei miei rapporti con te era diverso dal minuto, e dal secondo che l'aveva preceduto.
Una raccolta di lettere di Moravia scritte alla Morante (sono stati sposati per qualche anno ma le lettere sono continuate anche successivamente): la sua scrittura è drammatica e dolce allo stesso tempo, ma molto ripetitiva. Le lettere diventano sempre più tragiche quando i due si separano. Inoltre, avendo solo il punto di vista di lui non credo renda completamente il loro amore ma mi è comunque piaciuto.
Collezione epistolare molto affascinante. Purtroppo mancano tutte le lettere di Elsa, dunque è difficile avere una visione completa e imparziale sulla reazione tra questi due grandissimi autori italiani del novecento. Rimango dunque ora insoddisfatta, ma anche molto incuriosita da personaggio di Elsa Morante. Una donna che "in una società di razzisti antifemminili, vuole affermare la propria autonomia dall'ingombrante marito" (Introduzione, p. XXVI).
«Cara Elsa, […] Ho fretta parto tra mezzora perciò non dico che una sola co-sa: tu spesso dici e affermi che non dobbiamo più stare insieme e tuttavia io quando non ci sei sento una terribile mancanza e penso spesso a te e desidero vederti - Ecco tutto. Mi sento un po' triste e vorrei che tu fossi qui.»
a distanza di quasi un anno finalmente (o purtroppo) ho terminato questa lettura altalenante perché tutto questo tempo mi chiedo? ho vissuto a pieno, secondo le mie emozioni e sensazioni giorno dopo giorno, queste lettere struggenti e dolci in egual modo una storia d’amore tremenda ma indiscutibile, mi stanno a cuore