Lei è Una.
Una vita fra tante. Un’adolescente, una ragazza, una donna, una figlia, una femmina.
Nel corso degli anni ‘70, quando l’Inghilterra, lo Yorkshire in particolare, è sconvolta da una catena di femminicidi ad opera di colui che viene ribattezzato come “Jack Lo Squartatore”, Una subisce una violenza sessuale.
Tra il silenzio in cui, all’inizio, si chiude, e il supporto di psicologi e terapeuti che poi la affiancheranno uno dopo l’altro, per tanto tempo, nessuno sembra veramente capire quel vuoto, inafferrabile, che pian piano la consuma da dentro, distruggendola.
“Mi ascoltavano, ma non sembravano sentire. Scrollavano le spalle e andavano avanti con quello che stavano facendo. Intanto, l’uomo continuava a sfregiarle e a ucciderle, una alla volta, proprio sotto il loro naso”.
L’uomo, la minaccia col coltello in mano, l’ombra. Che per tutti è lo Squartatore dello Yorkshire, per Una è l’uomo che l’ha violentata e insieme anche lo Squartatore, entrambi. Attorno a lei una cortina di finto interesse che fa male, che la fa sentire ancora più sola e disperata.
E’ solo grazie al caso che, anni dopo, la polizia arresterà lo Squartatore, dopo che per anni e anni alcune preziose e basilari testimonianze di altre donne a lui scampate non sono state prese in considerazione perché sì, “un po’ queste se la sono cercata!” e poi alcune erano addirittura (addirittura!!) prostitute, “e quindi….”. E quindi?!
Questa è la storia di Una ma anche di tutte le altre. Una graphic novel con un tratto semplice ma di straordinario impatto emotivo. Straziante, diretta, mi ha disturbata, mi ha fatto arrabbiare, mi ha fatto venire voglia di urlare.
Tra l’altro è una coincidenza che l’abbia letta proprio oggi, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, dopo essermene impossessata un paio di settimane fa, grazie al prestito interbibliotecario. Il suo messaggio è imprescindibile e dovrebbero esserci più libri che lo urlano al mondo, perché niente può giustificare un atto di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di qualsiasi donna, ragazza, madre, prostituta che sia, perché no, non è normale che sia normale.