5 stelline e pure una in più. Bentornato Damon!!!!!!
Aveva sempre sospettato che il cielo in Texas sembrasse più grande perché la terra era rigonfia. Stiamo su una cazzo di fibbia, stiamo.
L’orizzonte splendeva come una pesca ammaccata, di viola e d’arancio. Patch sapeva che era l’inquinamento dell’aria il responsabile di quei tramonti e quelle albe spettacolari, ma Cristo santo quant’erano belle.
Sarà perché, come molti lettori italiani, ho un debito di riconoscenza verso "Testa calda", il mio primo vero colpo di fulmine per il genere MM, ma aspettavo da tempo un nuovo libro di Suede (almeno uno che arrivasse in Italia).
Devo dire che mi è piaciuto moltissimo, sin dall'ambientazione.
Suede è riuscito a ricreare benissimo un Texas pieno d'afa e di polvere, tanto che ti sembra di sentire sulla pelle la stessa umidità appiccicosa che opprime Patch e i suoi sentimenti.
E' una storia di ritorni, quella che ci viene raccontata.
Non proprio il figliol prodigo, perché ormai non c'è più nessuna famiglia ad aspettarlo, ma il ritorno di un ragazzino che era troppo bello e troppo fragile per crescere tra fattorie, solitudini e pozzi di petrolio e che era stato costretto a fuggire per avere una possibilità.
Eppure, dopo aver girato il mondo, dopo aver conosciuto persone, Hixville, con le sue 1537 anime, è ancora il Luogo da cui tanto è cominciato, il Luogo più odiato, il Luogo che respinge e attrae.
A Hixville (non proprio dentro casa, ma quasi...) c'è pure Tucker, il primo nemico della sua vita, il suo oppressore, il suo primo oggetto del desiderio. Tucker, con la sua vita alla deriva, il fisico dell'uomo maturo, la parlata strascicata e la sicura indolenza di chi ha sempre saputo, è la vera nemesi di Patch.
L'unico motivo per cui scappare di nuovo o fuggire per sempre.
Di certo, non è una storia d'amore facile.
Non è subito il sereno dopo tanta tempesta.
Tucker è quasi odioso, respingente all'inizio. Seduce Patch senza fare nulla, pur senza mai ammettere i suoi desideri. In questo rimane un texano vecchio stampo, uno che fa ma non ammette ad alta voce, uno che arriva lento sulle cose, che si prende tutto il tempo (anche nel sesso), mentre Patch è nervosismo, agitazione, uno spirito scattoso che vorrebbe solo prendere o scappare.
Ma, nella loro reciproca solitudine, anche Patch e Tucker riusciranno in qualche modo a capirsi, a vedere che ciascuno desiderava la stessa cosa, seppure da un'angolazione diversa.
Ci sono alcune scene di sesso e si sente che sono scritte da un maschio (forse perché c'è meno romance e più schiettezza carnale), ma io le ho trovate giuste per l'ambientazione, così come ho compreso perchè ci fosse bisogno di una corda per ritrovare la sincronia tra due tempi vitali troppo distanti.
Anche in questo Damon è stato superbo.
Infine, una nota sulla traduzione, davvero ben riuscita. A parte gli squarci di bellezza resi altrettanto poetici in italiano, ho trovato azzeccato anche il modo di rendere diversa la parlata di Tucker, trasformandolo in un personaggio ancor più lontano e stridente rispetto al dolce e arrabbiato Patch.
Per me: DA LEGGERE.
Patch rimase immobile. S’irrigidì e schiuse la bocca, si schiuse tutto quanto, ed entrambi s’arresero, s’arresero. Il bacio affamato era come un rosaio che gli fioriva lungo il corpo, nella carne, andava ad arricciarsi intorno alla testiera d’ottone, li avvolgeva, bruciava come una lucciola, più dolce, più forte e più pungente di qualsiasi cosa avesse mai provato. Non servivano nodi.