Incontrarsi quando il dolore è così prepotente che non concede spazio alle regole, fa sì che tra Manrico e Miriam nasca un'amicizia profonda e senza filtri, un'intimità priva di cose non dette e infine un amore straordinario.
"- Come va col sesso in generale? - chiese lei arrivando come al solito al nocciolo della questione. - Calma piatta. E tu? - - Calma piatta - - Ma ti manca? - - Mi manca mio marito. Devo ricambiare mano - Miriam tornò sul lato destro e rioccupò la tasca destra con la mano sinistra. Manrico gliela strinse intrecciando le dita. - Sono piuttosto riservato. Il sesso occasionale non mi ha mai interessato, diciamo non dopo i venticinque anni, prima andava benissimo anche quello, è che non ce la faccio ad andare con una donna solo per scaricarmi... - - Sei praticamente una donna... - - Non sfottermi - - Scusa- - Mi ricordo bene cosa mi hai detto tempo fa... che mi manca l'intimità. È che non riesco creare intimità. Tengo tutti, ma quello non sarebbe un ostacolo, e tutte a debita distanza - - So cosa intendi... lo faccio anche io - Era successo che all'improvviso tutte le persone erano diventate entità sbiadite. Come ombre cinesi su uno sfondo che non avevano niente a che fare con la realtà... solo che la realtà era stranamente deserta. - Il mio problema Miriam – continuò Manrico - è che l'unica donna con cui ho una relazione umanamente significativa in questo momento, sei tu - Quella frase la colpì come una raffica di vento. Il cuore pompò sangue più in fretta, il freddo diminuì rapidamente. - Vuoto il sacco del tutto? - continuò lui. Lei annuì, non era sicura di voler sentire la propria voce. Ma voleva sentire quella di lui. - Diciamo che in linea teorica, se potessi, vorrei venire a letto con te - - Andare a letto con qualcuno in linea teorica, Manrico, è un ossimoro - - Volevo solo prenderla larga. Togli pure la linea teorica - Miriam non rispose, gli strinse però di più la mano nella tasca. - Ma non te lo sto chiedendo. È che casualmente tu e la sola persona con cui riesco parlare coincidete. E tengo molto di più alla tizia con cui posso parlare - Lei gli accarezzò le dita col pollice. Guardò le stelle. Un refolo di vento le soffiò sul viso. Forse passò del tempo. Forse ci fu un lungo silenzio perchè Miriam pensò molte cose prima di parlare, ma forse sembrò così lungo quel silenzio solo perchè lei in pochi istanti superò una distanza che aveva impiegato una vita a costruire. - Se te lo chiedessi io, cambierebbe qualcosa? - chiese lei continuando a guardare la notte. A quel punto fu il cuore di Manrico a fare le capriole."
Ancora una volta la Quasi è riuscita a coinvolgermi e a emozionarmi in questa storia fatta all'inizio di perdita e dolore, due anime che s'incontrano nel momento peggiore, la malattia del proprio compagno di vita, si riconoscono nella sofferenza come un aiuto l'uno per l'altro, un sostegno nell'affrontare l'inevitabile, che purtroppo arriva e li annienta, ciascuno di loro affronta la sofferenza in maniera diversa, pian piano Manrico e Miriam riprenderanno le redini della propria vita, s'incontreranno ancora e quella complicità amichevole, diventerà con il tempo voglia di riprovarci e innamorarsi, e allora inizia la rinascita, ma non tutto filerà liscio, ci sono due famiglie da unire e amalgamare insieme... Ho amato la determinazione e l'ottimismo di Manrico nel voler far funzionare questa famiglia allargata, nel progettare il futuro, con lui Miriam non avrà scampo 😍... L'umorismo e il divertimento non mancano, alcune scene sono esileranti e la piccola Mila è il fiore all'occhiello di questa storia, sia nella commozione che nel divertimento, una piccola grande donna 😂❤️
Nonostante il (davvero) poco realismo di storie e personaggi solo apparentemente realistici e comuni, ogni romanzo di Rebecca Quasi per me è una boccata d'aria. Anche se non riesco quasi mai (Quasi, appunto) ad arrivare alle 5 stelle (che assegno solo ai romanzi "perfetti"...per me ovviamente, quelli a cui non cambierei una virgola), la considero una delle migliori autrici italiane di romance (potrei sbilanciarmi anche con "la migliore") del momento. Quando vengo da una serie di letture mediocri (o peggio) o quando sono semplicemente un po' giù di morale, mi butto sui suoi romanzi, centellinandoli (ne ho da parte ancora un paio per i momenti bui). Per fortuna scrive e pubblica con una certa costanza... Avevo lo stesso "rapporto" con Anne Stuart e Sherry Thomas, che però evidentemente in Italia, con mia grande irritazione, si sono stancati di tradurre.
Manrico e Miriam si conosco nel momento peggiore della loro vita dove il dolore la fa da padrone. Dopo due eventi tragici si perdono di vista ma si rincontrano casualmente e da lì capiscono che la vita è una sola e va vissuta al meglio . Mi è piaciuto tantissimo questo libro mi ha fatto soffrire , emozionare , divertire parla di dolore ma anche di una rinascita .Ho adorato tutta la “nuova” famiglia di Miriam e anche Manrico che è riuscito a farsi voler bene come nel frattempo è riuscita a farsene volere Miriam . Ho adorato poi tantissimo la piccola Mila una ragazzina undicenne ma con tanta grinta e tanta dolcezza. Consiglio di leggerlo per me sono 4,5 stelle .
Una storia delicata e profonda, scritta con garbo e, soprattutto, con realismo e coerenza. Un'autrice della quale intendo leggere altre storie, perchè questa mi è entrata nel cuore. Recensione completa sul blog: https://opinionilibrose.blogspot.it/2...
‘Una scia luminosa si staccò dal firmamento e percorse un arco sotto i loro occhi. Due desideri, anzi uno solo. Pensato due volte.’
Miriam e Manrico ❤️🩹nel momento più difficile della loro vita si incontrano, si sostengono. Nell’Hospice i loro compagni stanno per morire e dalle ceneri di una vita che si sgretola loro si rincontreranno e si lasceranno andare fino ad ottenere la loro giusta seconda possibilità, insieme. I romanzi della Quasi mi fanno sempre bene al cuore, i dialoghi ironici che ti strappano un sorriso e le emozioni che ti tengono con le lacrime agli occhi per gran parte della narrazione. È un romanzo famigliare, due famiglie complicate che si ritrovano a convivere, ovviamente mi sono innamorata della piccola Mila 🥹 Finché ci saranno libri che non ho ancora letto della Quasi tornerò da lei, immensa 👏🏻
Rebecca Quasi ormai è una certezza, una di quelle che riesce a strapparmi un sorriso anche nei miei momenti peggiori. Recuperare tutta la sua produzione un'attività che mi toglie il sonno ma mi regala tanta soddisfazione. Due anime in pena che si uniscono Miriam e Manrico, straziate da una vita che si accanisce mordace, ma che poi riesce a regalare tantissimo, soprattutto in termini di passione, romanticismo e fiducia. Poi ammetto che il mio preferito è Filippo... ok, ok anche Mila. L'unico difetto dei libri della Quasi è che sono troppo, e dico T R O P P O, brevi!
Sto recuperando tutti i suoi libri. Uffa me ne mancano solo un paio e mi dispiace troppo. Trovo le sue storie una boccata d’aria fresca, i personaggi sono veri, ma particolari.
Altro bel libro. Mi chiedo se ci sarà un libro su Luce, mi piacerebbe molto leggerlo. Divertentissima Mila, l’ho adorata, è stata il personaggio più spassoso, soprattutto il giorno del trasloco. Mi è piaciuto molto anche Filippo, che per fortuna ha fatto il rompiballe meno di quello che mi sarei aspettata, anzi ad un certo punto è grazie a lui se le cose si sono messe al meglio
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un libro veramente delizioso, sotto tutti i punti di vista, che mi è talmente piaciuto che una volta iniziato non sono riuscita a chiuderlo se non quando sono arrivata alla parola fine. Bella storia, bei personaggi, bei dialoghi, bello tutto, una storia che inizia nella tragedia ma che racconta di come la vita non si fermi e che le seconde possibilità sono lì, vicino, e coglierle al momento giusto cambia la vita, e non solo dei due protagonisti Miriam e Manrico, ma di tutte le persone intorno loro. Qualche refuso che andrebbe sistemato ma che, per me, non diminuisce in alcun modo il valore complessivo di questa vicenda raccontato benissimo con dolcezza e ironia, tra sorrisi e battute che avvincono, affascinano e conquistano, lasciandoti con il piacere di avere letto una bella storia e con la voglia di iniziarle subito un’altra. Sì, perché a questo punto credo che bisognerà fare molta attenzione, ho l’impressione che leggere i libri di Rebecca Quasi crei dipendenza! *** Più che una conferma alla rilettura, credo ormai di amare smodatamente tutti i libri della Quasi e rileggerli è un tale piacere che non conosce fine. Bellissimo ed emozionante, forse ancora di più del passato.
Ero indecisa sulla valutazione da dare a questo libro. Le descrizioni fornite da Goodreads in merito alle stelline mi sono state d'aiuto. Due stelline: "it was ok". Sì, penso sia così. Non è che il libro in effetti non mi sia piaciuto. Storia leggera, a tratti sfocia nel drammatico, ma in un modo non straziante. Un buon incipit, una buona partenza. Solo che poi, almeno per quanto mi riguarda, esagera. Ho trovato alcune scelte particolarmente artificiose e forzate, solo per il gusto di regalare un «E vissero tutti felici e contenti» che ha il sapore del "poco realistico". Non mi ha nemmeno troppo convinta lo stile dell'autrice (forse posso sembrare un po' pignola in questo): troppi puntini di sospensione, troppo non detto, troppe espressioni fortemente colloquiali che - non so - mentalmente fatico ad adattare a un romanzo. Insomma, una lettura leggera e tutto sommato scorrevole, che però non mi ha lasciato molto.
Miriam e Manrico si conoscono un pomeriggio per caso in un hospice dove entrambi hanno fatto ricoverare i rispettivi coniugi malati terminali arrivati a fine vita. Una tazza di tè e un paio di chiacchiere, si scambiano confidenze come si riesce a fare solo tra estranei o tra persone che stanno vivendo il medesimo dramma personale. I rispettivi coniugi li lasciano a pochi mesi di distanza e Manrico e Miriam si perdono di vista per incontrarsi di nuovo, casualmente, ad un anno di distanza dai propri lutti. La complicità che si era creata tra di loro c’è ancora, quella complicità di chi ha vissuto lo stesso dolore e ha dovuto affrontare la perdita e ricostruirsi da capo. Due chiacchiere, un caffè insieme e gli incontri, dapprima casuali, diventano poi appuntamenti perché quando si sta così bene con qualcuno bisogna fare di tutto per passarci del tempo insieme, riescono a parlare senza filtri e a cuore aperto. Una conoscenza casuale che diventa prima amicizia e poi amore, da un parte i dubbi e le paure legate anche ai rispettivi figli, già grandi quelli di Manrico, in età più critica le ragazze di Miriam, dall’altra la voglia di voler cogliere l’attimo, di afferrare il bello che la vita ti offre con la consapevolezza che tutto può cambiare da un giorno all’altro perché loro ci sono già passati.
Ho ascoltato questo audiolibro quasi di filato, tra una sera e il mattino successivo. È’ stato un ascolto da cui non sono riuscita a staccarmi e per il quale ho accantonato momentaneamente le altre letture che avevo in corso. La Quasi e’ riuscita anche questa volta a raccontare in maniera delicata una storia profonda, che tocca temi importanti, la malattia della persona amata, il senso di colpa di chi resta, il lutto, la vedovanza. Tutto senza appesantire mai la storia, lo stile resta sempre leggero, come in altri scritti dell’autrice che ho imparato ad apprezzare, ma mai superficiale. Mi sono piaciuti entrambi i protagonisti, in particolare di Miriam ho apprezzato il cambiamento dopo la morte del marito, anche i personaggi secondari hanno una bella caratterizzazione, sia le figlie di Miriam che di Manrico danno un bello sprint alla trama,tra tutti la mia preferita e’ stata Mila. Una lettura che consiglio anche a chi in genere non ama e non legge romance.
Secondo libro che leggo di questa autrice, credo però che sia uno dei suoi primi lavori e forse si nota, come se fosse ancora una scrittura un pochino acerba, con qualche refuso soprattutto nella seconda parte. Didattica del sesso per gufi e zanzare ha però confermato la bravura dell’autrice, che con poche pagine riesce a trasmettere veramente tanto.
Miriam e Manrico si conoscono in un momento terribile, entrambi stanno perdendo il proprio coniuge, di malattia. Il loro è proprio un riconoscersi simili, essere nella stessa situazione e avere le medesime emozioni ed esigenze.
Sei il miglior analgesico che si possa prendere. Non hai controindicazioni... mi fai stare incredibilmente bene dopo un periodo in cui sono stata talmente male che non mi ricordavo nemmeno più cosa volesse dire stare bene.
La prima parte del libro è proprio incentrata su questa conoscenza, questa scoperta, dopo un lutto devastante. Miriam e Manrico però non sono soli, hanno entrambi una famiglia e quindi nella seconda parte la storia prende una piega verso un ambito diverso, coinvolgendo tutti i familiari. Mi è piaciuta molto questa cosa, perde un pochino la prerogativa unicamente romance per ampliarsi, virando verso la narrativa. Le dinamiche familiari a me piacciono sempre molto e ho adorato leggere le varie reazioni.
L’unica cosa che non mi ha convinta del tutto è che è stato tutto troppo facile, troppo bello. Quasi una favoletta, anche per quando riguarda i figli e il loro interagire. Purtroppo queste reazioni sono rare, ma leggendo il libro ho avuto spesso il sorriso sulle labbra, l’ho vissuto proprio come quello che è, una storia inventata che dona speranza. ... continua sul blog
Questo mese, grazie ad una challenge, ho deciso di recuperare più o meno tutta la bibliografia della Quasi. Per cui, come prima cosa, ho aperto il mio KU e ho scaricato tutti i suoi libri presenti, senza nemmeno leggere le trame. Il che non è stato proprio un bene, perché appena iniziato ho pensato che questo libro proprio non era adatto a me e a questo momento della mia vita e che forse era meglio abbandonarlo. Ma poi ho deciso di continuarlo, nonostante il magone che mi faceva venire.
Ho trovato la storia carina, senza però essere niente di speciale. Tutto ciò che riguarda la rinascita e il mettersi in gioco mi è piaciuto davvero molto, però durante tutta la lettura mi è sembrato che tutto fosse troppo facile e che ogni minimo disguido si risolvesse troppo velocemente. L’esempio più lampante? Come i figli prendono la situazione: anche quelli inizialmente più scettici dopo più o meno 30 secondi si sono già ricreduti completamente, in modo troppo repentino e senza una vera motivazione data. Molti degli avvenimenti, soprattutto nella seconda metà, ho trovato che siano avvenuti un po’ troppo frettolosamente, sia per le tempistiche che per come sono stati raccontati. Ciononostante il romanzo è stato davvero in grado di emozionarmi: ho perso il conto delle volte in cui mi sono ritrovata a piangere, anche se devo dire che forse ho riso ancora di più!
Tra i personaggi non posso che menzionare Mila, la figlia più piccola di Miriam: l’ho trovata una ragazzina sveglia e dolcissima, una vera e propria forza della natura!
Ho ascoltato questo romanzo in Audible perché avevo letto delle buone recensioni che, soprattutto, incensavano il personaggio maschile. In primo luogo trovo tremendo il nome Manrico ( certo sono gusti ...) ed in più mi sembra che il suo attaccamento alla protagonista, soprattutto per quanto riguarda il sesso, sia quasi patologico. Non credo sia un comportamento verosimile quello di un uomo maturo, vedovo, con figli già grandi che pensa e parla solo e continuamente di sesso. Secondo me denota un problema. Tutti i comportamenti romantici e le gentilezze che ha sembra quasi che abbiano esclusivamente un secondo fine. La protagonista è cattolica praticamente, con tre figlie che non riesce a controllare completamente e l'unica cosa a cui riesce a pensare é , indovina un po', il sesso. Il rapporto fra i figli di lui e le figlie di lei ha qualcosa di incestuoso perché, dato che loro due si sposano, i ragazzi diventano tutti fratelli ed ai genitori non viene neanche il sospetto che sia quantomeno strano che i figli si accoppino due a due. La figlia di mezzo, inoltre, quando ancora non é maggiorenne comincia il rapporto con il fratellastro, di un paio di anni più grande dilei, tutto questo conil beneplacito della mamma cattolica. Non si sentiva proprio il bisogno di un romanzo così assurdo. Inoltre la lettrice italiana è, a mio parere, tremenda. Tutta vocine e sospiri. Le parti lette in francese sono imbarazzanzi. Proprio no. Non so neppure perché dò due stelle invece di una
This entire review has been hidden because of spoilers.
sto leggendo a ritroso tutti i libri di Rebecca Quasi e trovo ogni volta un gioiello: quanto è brava, che dialoghi pieni di humor, ironia intelligente, personaggi veri e sfaccettati! Rebecca, prova a scriverci una sceneggiatura, sarebbe un film perfetto, ci sono pochi autori bravi nei dialoghi come te!
In gergo si usa dire, ho divorato questo libro. HO DIVORATO DIDATTICA DEL SESSO PER GUFI E ZANZARE. proprio così. Iniziato una sera dopo cena, l'ho mollato alle 3 del mattino, assonnata, ma felice. Una storia molto delicata, scritta in punta di piedi, ma che ha in sè una forza che ammalia. Brava l'autrice che riesce sempre a stupirmi e a farmi innamorare delle sue storie
Ancora una volta, la penna di Rebecca Quasi si conferma una certezza di grazia e bellezza. Seppur delicatamente, ogni suo romanzo lascia una incisione profonda nel mio cuore, questo non ha fatto eccezione.
Tra i miei preferiti perchè in questa storia corale tutti i personaggi emergono ed evolvono, l'ironia come sempre segue questo libro e lo avvolge in pieno stile "Quasi". Imperdibile.
Carino. La relazione tra Miriam e Manrico mi è piaciuta molto. Ho apprezzato come si sia evoluta e tutti i lati che ha avuto. Solo che dopo un po' l'ho trovato un po'ripetitivo. Dopo la loro dichiarazione d'amore è diventato un po'monotono e mi ha annoiata un pochino.
Sarà anche la morale cristiana infilata un po' a caso che mi è risultata un po' forzata ed eccessiva... Ma forse questa è solo la visione di una persona non credente.
Inoltre SPOILER: la relazione tra Giada e Giovanni non mi è piaciuta per nulla, l'ho trovata molto forzata. Invece mi erano piaciuti molto i personaggi di Filippo e Luce con la loro relazione ma ahimè non se ne è parlato quasi per nulla.
Ho letto quasi tutti i libri dell'autrice, il suo stile mi piace molto, soprattutto nei dialoghi, e nella caratterizzazione dei personaggi. L'inizio del romanzo è molto commovente, parla dell'incontro di Miriam e Manrico in un momento doloroso per entrambi, infatti, stanno perdendo i loro coniugi a causa di una malattia. Questo dolore comune fa sì che tra di loro nasca un'amicizia profonda, priva dei normali filtri che si avrebbero in altre circostanze, riuscendo a parlare di tutto senza remore. Questa amicizia continua anche dopo la morte dei loro coniugi e col trascorrere del tempo si trasforma in qualcosa di più. Ma Miriam e Manrico però hanno entrambi una famiglia, e i loro figli non sono tutti propriamente d'accordo su questa relazione e quindi la seconda parte del libro si concentrerà sulla famiglia e sul cercare di mettere tutti d'accordo. Ci riusciranno ? Beh se volete saperlo vi consiglio di leggere il libro😉.
This entire review has been hidden because of spoilers.