Carlo Emilio Gadda was an Italian writer and poet. He belongs to the tradition of the language innovators, writers that played with the somewhat stiff standard pre-war Italian language, and added elements of dialects, technical jargon and wordplay. Gadda was a practising engineer from Milan, and he both loved and hated his job. Critics have compared him to other writers with a scientific background, such as Primo Levi, Robert Musil and Thomas Pynchon--a similar spirit of exactitude pervades some of Gadda's books. Carlo Emilio Gadda was born in Milan in 1893, and he was always intensely Milanese, although late in his life Florence and Rome also became an influence. Gadda's nickname is Il gran Lombardo, The Great Lombard: a reference to the famous lines 70-3 of Paradiso XVII, which predict the protection Dante would receive from Bartolomeo II della Scala of Verona during his exile from Florence: "Lo primo tuo refugio e 'l primo ostello / sarà la cortesia del gran Lombardo/ che 'n su la scala porta il santo uccello" ("Your first refuge and inn shall be the courtesy of the great Lombard, who bears on the ladder the sacred bird"). Gadda's father died in 1909, leaving the family in reduced economic conditions; Gadda's mother, however, never tried to adopt a cheaper style of life. The paternal business ineptitude and the maternal obsession for keeping "face" and appearances turn up strongly in La cognizione del dolore. He studied in Milan, and while studying at the Politecnico di Milano (a university specialized in engineering and architecture), he volunteered for World War I. During the war he was a lieutenant of the Alpini corps, and led a machine-gun team. He was taken prisoner with his squad during the battle of Caporetto in Octorber 1917; his brother was killed in a plane--and this tragic event death features prominently in La cognizione del dolore. Gadda, who was a fervent nationalist at that time, was deeply humiliated by the months he had to spend in a German POW camp. After the war, in 1920, Gadda finally graduated. He practiced as an engineer until 1935, spending three of these years in Argentina. The country at that time was experiencing a booming economy, and Gadda used the experience for the fictional South American-cum-Brianza setting of La Cognizione del Dolore. After that, in the 1940s, he dedicated himself to literature. These were the years of fascism, that found him a grumbling and embittered pessimist. With age, his bitterness and misanthropy somewhat intensified--one of his less amiable traits was misery. There is some debate amongst scholars as regards Gadda's sexual orientation. Certainly, his work demonstrates a strongly subversive attitude towards bourgeois values, expressed above all by a discordant use of language interspersed with dialect, academic and technical jargon and dirty talk. This is particularly interesting as the criticism of the bourgoise life comes, as it were, from the inside, with the former engineer cutting a respectable figure in genteel poverty.
Breve romanzo, incompiuto e stupefacente come I Prigioni di Michelangelo. Dal caos grezzo della realtà emergono abbozzati ma lucidissimi i ritratti di personaggi le cui vicende si intrecciano con la guerra, inevitabile fine. Da leggere come un poema, da soffermarsi su ogni geniale espressione e trovata linguistica, mai gratuita. Il pipistrello che farfallava topaceo docet.
Primo romanzo di Gadda, La meccanica è un piccolo gioiellino incompiuto in cui lo stile dell'ingegnere, seppur non esplosivo come lo sarà poi nei suoi capolavori principali, si mantiene costante lungo tutta la narrazione secondo una coerenza personale: non un impasto plurilinguistico parecchio ardito, bensì una storia in cui si amalgamano termini dialettali, qualche tecnicismo, scorci lirici, ritratti carichi di un'attenzione psicologica che si rivela dagli originali modi con cui lo scrittore presenta i suoi personaggi: si sente parecchio l'influenza del Manzoni, che ovviamente si intreccia con la rocambolesca poetica gaddiana, sicché seguirne il filo risulta spesso difficile per via delle non poche digressioni che ne arricchiscono l'importanza, tra le brevi ma intense pagine dedicate alla guerra, e quelle, invece, dedite a mettere alla berlina la società milanese di inizio Novecento, tema portato poi avanti ne L'Adalgisa o negli Accoppiamenti Giudiziosi.
Leggere Gadda è sempre un'esperienza piuttosto caotica, anche perché gran parte delle sue opere (specie alcune di quelle che si possono considerare le maggiori) è rimasta incompiuta e letteralmente sconclusionata. Questo in un certo senso ne testimonia l'eccezionalità della scrittura, nel senso che c'è forse da dubitare che vi siano molti altri scrittori che, se invece di libri fatti e finiti avessero lasciato stralci di storie prive di una risoluzione definitiva, sarebbero riusciti comunque a ottenere uno status di classico equiparabile a quello dell'autore milanese. Per me è un po' presto per dare un giudizio complessivo, perché di Gadda ho letto ancora poco, ma mi pare che sia questo il caso soprattutto per "La meccanica", e in particolare per l'edizione Garzanti del '74 che mi sono trovato tra le mani e a cui mancano i tre capitoli conclusivi, lasciati allo stadio di bozze incompiute ma che consentono almeno di mettere il punto a una vicenda che nei cinque capitoli che ho avuto modo di leggere sembra a malapena cominciare. Chi cercasse in questo libro una storia emozionante, fatta di personaggi avvincenti, rimarrebbe (penso) deluso, perché tanto la storia quanto i suoi personaggi si perdono in una marmaglia di vicende, spunti e scorci su altri lidi che a malapena viene lasciato loro lo spazio di farsi raccontare. In questo senso, "La meccanica" è un romanzo che ha ben poco di romanzesco; anzi, non fosse per la scrittura anomala e decisamente poco consona, si potrebbe dire che a tratti è quasi saggistico. Ciò che di rocambolesco manca alla vicenda principale si trova invece nello stile, che a dire il vero è il fattore che contribuisce più di tutto il resto a rendere la lettura di Gadda un'esperienza caotica, di un caos ordinato che spazia dal colloquiale, al dialetto, all'idillico, all'onomatopeico, al neologismo e al gergo tecnico, come più gli pare e piace. È un libro che si legge più per il gusto della forma che per il contenuto. E questo non perché non abbia niente da dire: ma tutti questi excursus sulla prima guerra mondiale, sulla borghesia milanese e sul socialismo, che forniscono un quadro complesso dell'Italia di inizio novecento, forse non sarebbero poi così interessanti se Gadda non ne avesse scritto nel modo in cui ne ha scritto in questo romanzo.
Romanzo incompiuto di Gadda, nel quale come usuale per questo autore la magnificenza della lingua meraviglia sempre. Le vere protagoniste sono Milano nella prima parte e la guerra (la prima guerra mondiale) nella frammentaria seconda parte. Le storie personali sono appena abbozzate, ma ci permettono di entrare nella società milanese di inizio novecento, con le sue divisioni di classe e la pusillanimità della borghesia. Poche decine di pagine dedicate alla guerra ci fanno entrare nel cuore della carneficina, vista da chi l'ha vissuta davvero.