Il romanzo si presenta come una rivisitazione del capostipite letterario del genere horror, cioè Dracula di Bram Stocker, e prende spunto anche dal film di Coppola. Un'idea originale, quella di ambientare il continuo di questa storia epica nella nostra contemporanietà, con caratteri però stemperati, e con particolari della città di ambientazione, cioè Londra, che sembrano rinviare a caratteristiche storiche dell'epoca vittoriana. Allo stesso modo la retorica di Vlad, il suo carattere misterioso e profondamente aderente agli ideali e agli standard relazionali di quel periodo, tendono a far rimanere il lettore ancorato alle pagine. Questo miscuglio del passato con il presente ha un risultato ineguagliabile, reso ulteriormente dalla reincarnazione dell'amore perduto, per secoli, di Dracula, e ritrovato negli occhi di una passante, Yrden. Un personaggio che si presenta paragonandosi ad un fenomeno metereologico e ad un colore: grigia come la nebbia che circonda constantemente Londra. Yrden è caratterizzata da una forte fermezza d'animo che la spinge ad una totale devozione verso la famiglia, e che la porta quasi a perdere se stessa nel lavoro, per consentirne la sopravvivenza. Una "se stessa" che ritrova poi in Dracula, quando il puzzle è ormai completo, verso la fine del romanzo, ed il lettore rivive, insieme alla protagonista, il suo passato nei panni di Minna. Il passato si rivela essere una cosa contro cui tutti combattono, compreso Dracula, e che si incarna negli altri protagonisti, che hanno ereditato dalle loro famiglie, per secoli, l'odio nei confornti del vampiro. Un passato di cui Vlad è schiavo, che lo rende prigioniero di Harker, in Hellsgate, suo carnefice, che usa il suo sangue per effettuare esperimenti sugli umani, al fine scientifico di elaborare un siero per l'immortalità. Una delle vittime coinvolte, in questo tentativo del raziocino umano, tipicamente moderno, di giocare a superare Dio e a sconfiggere il destino dell'umanità, è il fratello di Yrden, Peter Clarks. La sua bontà d'animo è corrotta dalla mentalità machiavellica e dalla volontà dell'uomo di corrompere la natura. Egli aiuta Dracula a fuggire da Hellsgate, sacrificando la sua stessa vita, collaborando, così, al soddisfacimento della secolare sete di vendetta di quest'ultimo. Un libro in cui il confine tra il bene il male, il bianco e nero, è così soffuso da determinare la mescolanza dell'uno nell'altro, che culmina con la determinazione del grigiore della vita umana di Yreden. Il tutto trova un equilibrio alla fine, nonostante l'impossibilità, da parte del lettore, di stabilire chi rappresenti il male e chi il bene. Dracula dovrebbe rappresentare il male assoluto, considerando anche tutti i crimini da lui commessi, ma che si rivelano essere sfondo di un difetto tipicamente umano, cioè la voglia di vendetta per il dolore arrecato. Il vero antagonista della storia è Harcker, che si rivela essere anche una perfetta incarnazione del suo bisnonno Johnathan, che prende il sopravvento su di lui verso la fine del romanzo, intenzionato a rendere la vita di Dracula e Yrden un inferno. Un amore, il loro, che trova una caratterizzazione più impressionante solo nella seconda parte, dove questo tipo di romanticismo arriva a stemperare gli aspetti sanguinolenti dell'horror, che però non risultano così malvagemente marcati. In questo modo la morale risulta totalmente falsata, delineando la definizione di un amore platonico. L'opera rispecchia l'originale, senza sfociare nel plagio oppure in una rivisitazione banale del capostipite letterario del genere. Il tutto è, inoltre, cirdondato da un velo di ironia, che mette in risalto anche la profonda ricercatezza dell'autrice, come con il riferimento alle storie del folclore popolare, con il personaggio di Jack lo squartatore, citato nel libro durante il tentativo della polizia di capire a carico di chi fossero i crimini commessi in quei mesi. L'equilibrio tra il bene ed il male, di cui si parlava, viene ristabilito alla fine, grazie all'aiuto di Darren Van Helsing. La narrazione, infatti, salta da un personaggio all'altro nella descrizione del racconto, caratterizzando profondamente tutti i personaggi, come con Marcy che è un personaggio che colpisce per il suo coraggio, così come i nuovi personaggi fungono da espediente per l'introduzione della contemporanietà. In tal modo nessuno viene lasciato in sospeso, e ciò rende talvolta blando il ritmo della narrazione, rallentanto da particolari che emergono in maniera evidente anche nei dialoghi, rendendoli fuori dalla norma conversativa. Il tutto si chiude alla fine, quando appaiono tutti i personaggi in unica scena, e così tutti i pezzi del puzzle vengono messi al posto giusto, restituendo al lettore un giusto finale.
Per me voto 4 stelle
Recensione di Miriam Palomba