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Lourdes

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Infagottata nella sua uniforme da viaggio, la giovane Maria Angulema si accinge, incongrua dama di carità avventizia, a compiere il pellegrinaggio di Lourdes con uno scopo segreto e bruciante: rendere al mittente il pesante fardello di dolore che si porta dietro da quando suo padre è morto in un incidente automobilistico – e «chiedere formale spiegazione e magari soddisfazione di tanta sofferenza al Padreterno». Ferma nel suo proposito, armata soltanto della sua «anima sbiadita e pesta», l’avventizia si trova subito sommersa, fin dalla stazione di partenza, da «una folla rumorosa composta da pellegrini, parenti dei pellegrini, malati veri, parenti e familiari dei malati veri, malati finti, parenti e familiari dei malati finti, curiosi, sfaccendati, militari in libera uscita, puttane nigeriane, dame o sorelle di carità – riconoscibili, queste ultime, dalla divisa uguale a quella di Maria –, barellieri o fratelli». Incompresa e appariscente, scaraventata suo malgrado sul palcoscenico delle celebrazioni religiose, Maria si accanisce con goffe manovre nel tentativo di espugnare la grotta di Massabielle, da cui viene costantemente respinta, mentre sempre più incombenti si fanno alcune comparse demoniache – come la Micchelina e la Nazzarena, cugine diabetiche di Montecastrilli, la stridula Samantha col tiacca, la terrifica Liona, «mangiatrice di viscere alla brace» armata di roncola – o angeliche, come il bellissimo Gonzalo Gómez y Morena, barelliere della Vergine della Macarena di Siviglia, che ha occhi «simili a due laghi profondi» e di cui Maria si crede innamorata prima che tutto venga travolto, dentro e fuori di lei, dall’incontro sublime con il Padre che, avvolgendola «in un abbraccio d’Amore», la consola infine di ogni afflizione. Il reiterato strazio, che la comicità rendeva ancor più tormentoso, sbocca allora come un maestoso estuario nell’illuminazione – e nasce così il sospetto che solo attraverso quella sinistra e beffarda sequenza di eventi essa potesse o dovesse essere raggiunta. Si dice che un nuovo scrittore si riconosca innanzitutto da una certa inflessione della voce. È il caso del primo romanzo di Rosa Matteucci, che ci prende di sorpresa con l’insolenza, la drasticità, la vocazione alla comicità della voce narrante, l’audacia dell’impasto linguistico – ma anche con la sua superba capacità di nominare la dolorante sostanza del mondo.

131 pages, Paperback

First published January 1, 1998

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About the author

Rosa Matteucci

16 books4 followers

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31 (42%)
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2 stars
7 (9%)
1 star
2 (2%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
January 7, 2026
BUCCIOTTI



Matteucci popola il suo breve romanzo di un’umanità che s’è fermata a vari stadi di evoluzione precedenti le caverne.
Adotta un costante registro comico che considerata l’umanità descritta è gioco facile, un po’ come sparare sulla Croce Rossa. La qual cosa, dato il tipo di materia trattata qui, è ancora più facile.
Ho faticato a cogliere se almeno la protagonista Maria Angulema presentasse qualche remoto appiglio d’empatia, o anche solo blando interesse per Rosa Matteucci, che sceglie di tenersi a una distanza dai suoi personaggi che per me è tutto meno che giusta, decisamente esagerata.
Tutti i personaggi non s’innalzano oltre la macchietta e mi sembra tutto alquanto banale e comunque forzato.
E forse queste mie reazioni vengono impacchettate dal mio percepire la sua comicità alquanto tendente al grottesco: tono che mi è difficile gradire, soprattutto se di marca italica. Ho sempre avuto l’impressione che a noi non riuscisse affatto bene, che sia un registro più adatto a certo umore british, dark e black.



La terza stella arriva per l’elemento che salvo e ho apprezzato: la scrittura, che Rosa Matteucci maneggia bene. Al punto che, nonostante abbia faticato a concludere questo breve romanzo d’esordio, fatica dovuta a noia, ho comunque voglia di leggere altro di questa signora. E lo farò.

PS
Con lo stesso titolo esiste un film più che notevole della brava regista austriaca Jessica Hausner. Le foto sono prese da lì.

Profile Image for Eddy64.
594 reviews17 followers
November 30, 2025
Me li ricordo i treni speciali per Lourdes, in transito nelle stazioni di Genova e Torino, con i binari riservati, l'attività frenetica prima della partenza... e su uno di questi treni inizia il pellegrinaggio di Maria, in qualità di assistente volontaria senza troppa vocazione, bruttina e impacciata, di famiglia un tempo ricca ma ora in ristrettezze. Un'esperienza grottesca, se non fantozziana, a cominciare dall'affitto della divisa di seconda mano, con due scarpe sinistre che oltre a far camminare storti causeranno una gran puzza di piedi...
Angariata da superiori altezzose, bistrattata da false invalide che godono a farsi servire in ogni occasione, anche in bagno, strapazzata dalle compagne per le sue origini nobiliari, il pellegrinaggio si rivela un microcosmo autoritario, stravagante e feroce. Anche a Lourdes non andrà meglio, un caos in albergo come sulle spianate, attraversate da torme forsennate di pellegrini. Sballottata da una parte all'altra, in un susseguirsi tragicomico di eventi e inconvenienti, tra odori e puzze di ogni genere, dal cibo ad altri più corporali che sembrano impregnare l'aria e i luoghi in ogni momento. Maria vuole portare al cospetto di Dio il dolore per la morte del padre (e cercare anche l'amore di un uomo); le ultime pagine, con un improvviso cambio di registro all'insegna della spiritualità e della mistica della grotta dei miracoli offrono una risposta e un viatico per l'esistenza. Feroce, ironico e grottesco, sorretto da un linguaggio ricco di inventiva e di echi dialettali, Lourdes mi ha convinto dall'inizio alla fine. Quattro stelle meritate a un pellegrinaggio indimenticabile...
Profile Image for Martin De Martin.
12 reviews1 follower
July 5, 2022
Una donna qualsiasi, senza grandi qualità, si unisce a un viaggio della speranza nelle scomode vesti di dama di carità al fine di "rendere al mittente" il suo fardello (l'improvvisa e improbabile morte del padre). Da questo assunto Rosa Matteucci - in maniera non so quanto autobiografica, ma credo che lo sia almeno in una minima parte - ne approfitta per raccontare un'umanità tanto tragica e dolente da risultare grottescamente comica: l'equivalente nazionalpopolare più vicino è probabilmente il primo Fantozzi, ma con una massiccia aggiunta di disperazione che - pur non smettendo mai di strappare sorrisi - riesce davvero a mettere a disagio. Il tutto è arricchito dall'uso di un italiano incredibilmente vario e colorito, che passa senza soluzione di continuità da un'elegante e ricercata raffinatezza alle più grette espressioni da osteria: raramente mi è capitato di leggere così volentieri per il solo gusto di scoprire quali parole si possono usare per descrivere il colore del vomito di una vecchia o il tanfo di un rivolo di mestruo. Una bellissima sorpresa.
Profile Image for Guidollo.
12 reviews1 follower
July 24, 2021
Vivido viaggio in un girone infernale. Da leggere assolutamente.
Profile Image for Stefanie.
48 reviews3 followers
October 12, 2024
Oder doch 5?
Katholischer body horror
Profile Image for Anna Russo.
122 reviews7 followers
December 20, 2025
Maria Angulema non è simpatica, non è bella, è sciatta e anche molto pigra. E a me piace tantissimo perché lei i suoi difetti li riconosce tutto, non ne va fiera ma non li nasconde. È un essere umano con tante ammaccature e un pesante fardello nel cuore: l'esperienza dell'ingiustizia e della sofferenza pura davanti a cui ogni uomo, anche il più odioso e deprecabile si chiede perché. Questa ricerca di senso - che in realtà è una resa di conti, un vis a vis con Lui, per mezzo di lei, la Bianca Signora- la spinge a Lourdes come dama/infermiera sul treno bianco, dove, stipati come animali che vanno al macello, si ammassano malati veri e finti, vecchie signore bisbetiche, comitive chiassose e scomposte, non troppo pulite. L'occhio del narratore è spietato. Indugia nei dettagli grotteschi, piega in direzione del comico ogni tragedia personale raccontandola con implacabile realismo ed epurandola da ogni tentazione di pathos (che detesto). Così sentiamo i talloni che fanno male, l'odore dei capelli sporchi, l'umidiccio tra le gambe, tutta la desolazione del corpo. Quel corpo abbrutito, sofferente, disgustoso che tuttavia è il protagonista e ci racconta una infermità collettiva, distribuita, da cui nessuno si salva, nemmeno i presunti sani. I barellieri, le ragazze, un improbabile Renato Zero. Un corpo che tuttavia nel bagno rituale ritorna nuovo e leggero.
Tornando a Maria Angulema, una dama meno caritatevole di lei non esiste né una più incapace, né una più acrimoniosa eppure è da lei, dalla sua caduta a picco, dalla sua solitudine assoluta che erompe un forte senso di pietà, per sé e per gli altri. Ed è così che Rosa Matteucci ci racconta il sacro, argomento quasi tabù nella narrativa contemporanea, spogliandolo di ogni melliflua ipocrisia. La sua scrittura che ho imparato a conoscere quest'anno è diversa da ogni altra in circolazione. Difficile, capace di toccare registri diversi in un plurilinguismo ricco e, secondo me, che non sono nessuno ma che amo leggere, efficacissimo.
Profile Image for Giovanni Pepa.
151 reviews1 follower
Read
August 20, 2025
non avevo mai letto nemmeno matteucci, è un libro folgorante, in cui l'eleganza della prosa esalta il grottesco e il tragico di una vicenda dozzinale - una donna decide di recarsi a lourdes in seguito a un lutto, con tutta la compagnia di malati veri e finti. con deformazioni caricaturali da espressionismo tedesco (mi ha ricordato böll e bernhard, ma più divertente, molto più divertente), matteucci rappresenta il fatalismo burocratico della morte, della malattia e della religione, utilizzando una lingua che spazia tra l'ipercolto e il dialetto. il dialetto poi è quello orvietano, e avevo un tuffo al cuore a ogni "dio caro".

che bello che sia stato scritto un libro del genere nella lingua di casa mia
Profile Image for Mirumir.
14 reviews2 followers
June 6, 2025
Prendere Lourdes, sostituire al finale la conclusione dell'episodio su Lourdes di Cartagloria, fulminea e struggente, lasciarla parlare da sola: perfezione. Anche così Rosa Matteucci è la scrittrice più interessante e brava che abbiamo. Mi piace la sua maniacalità formale alla Bernhard, la sua ripetizione con minuscoli incrementi e variazioni, il suo controllo sovrano, il modo in cui pratica l'umiliazione dell'io narrante, l'istinto gogoliano per i personaggi e i personaggetti.
(Per motivi molti simili: in Cartagloria, dopo una prima parte notevolissima, notevolissima!, mi è piaciuto molto l''esercizio' sulla genuflessione).
Profile Image for Bunny.
248 reviews96 followers
November 16, 2020
Becero, grottesco, divertente in molti punti e scritto col suo stile ricercato che avevo apprezzato già in Costellazione familiare. Qui abbiamo Maria, la protagonista, che è una giovane ragazza che, in seguito al lutto per la perdita del padre a causa di un incidente, decide di andare a Lourdes come accompagnatrice/infermiera con un gruppo di malati e fedeli. Peccato che la sua indole e la sua sensibilità non siano le più adatte per questo ruolo.
Profile Image for Paola.
761 reviews156 followers
December 14, 2010
Della Matteucci mi son piaciuti Cuore di mamma, per l'ottima descrizione di un rapporto madre-figlia terrificante, e India per signorine, divertente descrizione dell'incapacità di una donna occidentale ad adattarsi a un paese sconfinato e caotico come l'India.
Lourdes invece... per niente o molto poco.
La storia é banale e stiracchiata. Signorina, marchesina decaduta, per espiare o scaricare fardello (quale? si capisce poco e male, ha a che vedere con morte del padre comunque), decide di fare pellegrinaggio a Lourdes come dama di carità o sorella.
La marchesina per niente abituata all'umana dolenza e sofferenza, fatta di bisogni fisiologici da soddisfare, da corpi deformi e effluvi corporeei che non odorano di violetta, si ritrova in situazioni e contesti ai quali o fugge oppure vi fa fronte con strategie fantozziane, e da male la situazione non può che andare peggio.
L'umana congrega che l'attornia malati e non, viene guardata con altezzosità e viene de-scritta come un insieme grottesco di villici che parlano in dialetto stretto, hanno l'intelligenza di una mosca, hanno e fanno umori e odori nauseanti.
La marchesina dopo un calvario che comprende accompagnare i malati al bagno ogni tanto, nascondersi nei cessi a fumare, incontrare strani esseri alieni leggermente decerebrati (Samantha con il th, scrivilo una volta e poi basta dai!), pellegrini affetti da sacro fuoco religioso, aver vomitato o essere sul punto di farlo diverse volte, parlare delle sue mestruazioni e del fatto che non trova un assorbente in tutta Lourdes, parlare per non so quante pagine della divisa ridicola che le tocca portare, la scuffia soprattutto, sudare arrancando con carrozzelle varie su e giù per Lourdes, alla fine ecco la catarsi: entra nella piscina di acqua santa, con le mestruazioni (sigh) e dio in persona le fa capire che:
- non é la sola sulla faccia della terra a soffrire (ah ah ah )
- che gli altri, sani o malati, esistono e guarda un po' te che strano, non sono sulla crosta terrestre per fare, dire, essere quello che la signorina marchesina decaduta desidera che loro facciano, dicano e siano.
Ah ecco... Grande illuminazione.
Salvo qua e là una scrittura arguta, una bella frase ironica.
Altrimenti era una stellina.
E francamente e in tutti i casi non sopporto che l'umana sofferenza venga così grottescamente trattata. (e lo dico da atea integralista e fondamentalista, ma qui anche se trattasi di voluta invenzione letteraria, mi ha infastidito alquanto il continuo e greve sguardo egotico della protagonista).
E alla signorina nobile decaduta Matteucci auguro di farne ancora tanti di pellegrinaggi a Lourdes... che ne ha bisogno.
Profile Image for Claudia.
324 reviews30 followers
April 10, 2012
L'autrice è un'artista delle parole.
Cosa s'impara da questo romanzo breve? Che è meglio non andare a Lourdes, alla protagonista ne succedono di tutti i colori, e la fede è l'ultima cosa presente in tutti questi pellegrini, malati, volontari.
Ma lo sapevo già da prima che Lourdes fosse un posto da evitare: mio cugino ci è dovuto andare per lavoro, cento metri dopo aver passato il cartello all'inizio del paese, gli è arrivato un sasso sul parabrezza che gliel'ha mezzo distrutto. L'ha dovuto sostituire.
Profile Image for Maria Vittoria.
8 reviews3 followers
December 13, 2022
Un libro geniale, scritto in maniera strabiliante ed addirittura, a tratti, esilarante. Per puro gusto personale non ho amato il finale, ma in ogni caso il resto del (brevissimo) libro vale da sé la pena della lettura.
Profile Image for giulia.
154 reviews15 followers
July 7, 2025
bello? si. sono confusa dal finale? si.
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

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