Cosa significa tradire? Come si tradisce? Il tradimento ha per tutti lo stesso significato? Banana Yoshimoto, più che dare risposte, disegna paesaggi emotivi che delineano i confini di uno degli aspetti più dolorosi ed enigmatici del vivere. Chi tradisce? La fanciulla che ha una relazione con un uomo sposato o la moglie ingannata che, consapevole dell'affaire, mente annunciandole la morte dell'amante? Chi si sente più tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla figlia la data di morte della nipotina appena nata, rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta profezia? Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent'anni. Per motivi vari, si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte fortissime, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Sono tutte partecipi o spettatrici di un tradimento che, dalla prospettiva straniata dell'essere altrove, acquista una dimensione diversa e diventa un'occasione speciale per riflettere più profondamente sulla propria identità. Come spesso succede con Banana Yoshimoto, più che la trama in sé, è lo sviluppo psicologico dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi ai molteplici aspetti della realtà. E nelle loro differenti vicende, il tradimento diventa un inevitabile passaggio dell'esistenza, una parte integrante della vita.
Banana Yoshimoto (よしもと ばなな or 吉本 ばなな) is the pen name of Mahoko Yoshimoto (吉本 真秀子), a Japanese contemporary writer. She writes her name in hiragana. (See also 吉本芭娜娜 (Chinese).)
Along with having a famous father, poet Takaaki Yoshimoto, Banana's sister, Haruno Yoiko, is a well-known cartoonist in Japan. Growing up in a liberal family, she learned the value of independence from a young age.
She graduated from Nihon University's Art College, majoring in Literature. During that time, she took the pseudonym "Banana" after her love of banana flowers, a name she recognizes as both "cute" and "purposefully androgynous."
Despite her success, Yoshimoto remains a down-to-earth and obscure figure. Whenever she appears in public she eschews make-up and dresses simply. She keeps her personal life guarded, and reveals little about her certified Rolfing practitioner, Hiroyoshi Tahata and son (born in 2003). Instead, she talks about her writing. Each day she takes half an hour to write at her computer, and she says, "I tend to feel guilty because I write these stories almost for fun."
La Yoshimoto non fa proprio per me. Noiosissimo. Peccato, perché dal retro di copertina sembrava molto interessante. Sicuramente è una questione di gusti personali, fatto sta che a me non ha trasmesso assolutamente nessuna emozione. Al di là di qualche frase che può far riflettere nient'altro.
Questo libro non ha niente a che vedere con il tradimento, a mio parere; questo libro è emotività. In tutti i suoi romanzi, la Yoshimoto traccia sempre, più o meno lievemente, il sottilissimo confine tra tutto ciò che abita il mondo delle sensazioni e tutto ciò che popola il mondo del reale. Tutto, alla fine, in qualche modo, torna immancabilmente all'equilibrio. Ma qui, qui non siamo più in Giappone. Siamo in America latina; il sole è più forte, i colori sono più vividi, l'aria è diversa. Qui c'è uno sbilanciamento così potente verso il mondo della realtà che la dimensione onirica appare in qualche modo più spenta. Si affievolisce. Il confine non esiste quasi più, l'equilibrio si perde. L'emotività sbilancia. L'emotività sbilancia sempre.
Le premesse sono le medesime che ho scritto nel commento di "ricordi di un vicolo cieco". Purtroppo però qui c'è un'atmosfera di aspettativa della morte che non mi piace. Mi sentivo soffocare mentre leggevo. Basta Yoshimoto per me, ho chiuso con questa scrittrice.
È il secondo libro che leggo di questa autrice, e trovo che ha un modo di scrivere poco avvincente, non si fa a tempo a capire chi sono i personaggi e ad immaginare un evoluzione che cambia tutto. In questo libro ho cercato spesso di collegare i vari racconti per dare un senso all'insieme ma Mi sono perso al terzo racconto.
Ho riscontrato questa cosa anche se in proporzioni nettamente minori anche in kitchen.
I temi principali di questo libro è il tradimento e la morta. Il primo viene vissuto dalle protagoniste in modo differente, c'è chi lo subisce chi lo commette, si parla di tradimento carnale e tradimento di aspettative. Mente sulla morte ho percepito sempre quel senso di attesa, tutte le protagoniste pensano alla fine della loro vita. Volendo trovare un nesso tra le due cose, mi è sembrato quasi che avvolte il pensiero della morte giustifichi il tradimento, come se si dicesse "la vita è troppo breve perché non debba essere vissuta a pieno".
La Yoshimoto è un po' monotona nei temi, eh...non c'è un suo libro che abbia letto in cui non ci sia il tema della morte! Però ne parla in modo tanto delicato, che alla fine neanche pesa...ha un modo molto poetico e leggero, per esorcizzare una paura che fa parte un po' di ogni essere umano. Racconti brevi, evocativi...forse non indimenticabili, ma nel complesso fanno passare un po' di tempo in modo piacevole.
Ho trovato questo libro a casa di un amico e ho passato buona parte della domenica a leggerlo. I racconti che Banana Yoshimoto ha raccolto in questo volumetto mi hanno tenuto compagnia in modo quieto, a momenti facendomi sorridere per una qualche trovata narrativa particolarmente simpatica. A chi, affacciandosi sulla porta, mi ha vista rannicchiata sul divano a leggere e mi ha chiesto come fosse, ho risposto facendo spallucce e dicendo: "Interessante". Per questo l'ho chiesto in prestito e me lo sono portata a casa per terminarlo.
La lettura resta interessante per buona parte della raccolta, sebbene ad un certo punto la malinconia inizi ad apparire calcata e i finali deboli, improvvisi, troppo superficiali rispetto a tutto quello che è stato raccontato prima. In ogni storia comunque c'è una giovane donna che dal Giappone arriva in Sud America e si ritrova a riflettere sul tradimento e sulla morte. Vittima di uno scherzo, abbandonata da un uomo, amante complice, amica di chi è stata abbandonata, in ogni storia compare in una veste diversa, ma l'amore tradito e la morte incombente legano con un fiocco rosso ogni storia. Alla fine ho capito che resta interessante proprio per questo, per la capacità di creare una raccolta godibile e coerente. Il meccanismo ti incastra e vai avanti, racconto dopo racconto, per vedere quali panni indosserà la prossima volta l'anonima protagonista. Un esercizio di creatività ben riuscito.
E' una raccolta di 7 racconti ambientati in sudamerica ed incentrati sul tema del tradimento. A mia modesta opinione la Yoshimoto non da il meglio di sè in questa forma narrativa. Come se riuscisse a stento a tracciare un panorama che poi le sfugge e la storia termina lì con tante buone premesse ed una sorta di amaro in bocca per quel che non è stato. Peccato, perchè pochi riescono come lei a rendere con le parole quegli stati d'animo, quell'irrequietezza, quei paesaggi emotivi che ci rendono straniati ai nostri stessi occhi.
Tra tutti i romanzi di Banana Yoshimoto (ne ho letti circa una ventina), questo è senza dubbio quello che mi è piaciuto di meno. Non ho amato molto l'ambientazione sudamericana, e anche le caratteristiche che di solito apprezzo di più nei libri dell'autrice (lo sviluppo dei personaggi, i modi disparati con cui si approcciano alla realtà, l'introspezione) non erano al loro meglio. I racconti mancavano di intensità. Carino, ma niente di più.
Carina l'ambientazione sudamericana, e come al solito la Yoshimoto è un concentrato di frasi "interessanti", da annotare. Però le storie sono così brevi che è impossibile che entrino dentro al lettore comunicando davvero qualcosa. In alcuni casi (specialmente ne "La telefonata") ho avuto proprio la netta impressione di una forte superficialità. In ogni caso una lettura piacevole e veloce.
“La tristezza è un male incurabile. Dà l’impressione di affievolirsi, ma è soltanto una consolazione.”
Più che i tradimenti, questa raccolta di racconti disegna la morte. Pagina dopo pagina, il disegno cambia, ma il soggetto è lo stesso. A volte sono nubi sul punto di strizzarsi l’acqua di dosso - antichi dolori che tornano a galla, a volte sono sentieri silenziosi immersi nella foresta - nuove immagini di grande solitudine, a volte sono fulmini che tagliano in due il cielo - notizie improvvise, batticuore e mano sul petto.
Ma sono importanti anche le tinte vivaci, i colori della vita: Argentina, Paraguay, Brasile… portano energia, nutrono l’anima di nuove sfumature.
Una raccolta di piccole storie, che descrive ricordi e pensieri, positivi e negativi, di diverse donne (straniere fra loro) accomunate da uno stesso avvenimento: il tradimento. Tra tradite e traditrici, il tema caratteristico delle storie è affiancato dal tema della morte, vissuto sia in prima persona dalla donna, sia non, e non a caso: entrambe, per l'autrice, sono tappe fondamentali della vita, dove purtroppo ognuno di noi deve passare. Il libro è costruito da pensieri, racconti in prima persona dalla donna protagonista, memorie e dolcissime descrizioni di svariati luoghi di Buenos Aires. Un libro che prova ad essere alternativo, ma che in realtà non fa altro che riflettere sugli avvenimenti della vita. Da leggere? Essendo una raccolta, può sembrare noioso, ma fondamentalmente è un diario dei pensieri. Poiché sono anche poche le storie, tra un libro complesso e l'altro ci si può cimentare.
Non ho percepito il tratto comune di questi sette racconti nel tradimento, ma piuttosto nella maturazione. Le sette donne protagoniste vivono tutte un momento di consapevolezza della propria crescita, giungendovi sì per vie che col tradimento hanno a che fare, ma approdando a riflessioni che in generale vanno molto oltre: crescono, per l'appunto, ed è questo che le avvicina davvero nel loro non essere in alcun modo collegate le une alle altre. È la prima volta che mi avvicino a questa autrice e ne ho molto apprezzato lo stile semplice e le immagini suggestive proprio nel loro essere così quotidiane; probabilmente avrei aggiunto una stella, se solo questa lettura fosse coincisa con un periodo più sereno e di per sé meno riflessivo.
Raccolta di racconti notevolmente inusuale,incentrata su personaggi che hanno in comune solo l'essere cittadini giapponesi che,per un motivo o per un'altro,si ritrovano a dover affrontare il mondo estremamente diverso ed affascinate rappresentato dal sud america ,principalmente L'Argentina(solo uno dei racconti ha per protagonista una donna trasferitasi in Brasile). L'idea dietro all'antologia è molto interessante e originale e permette di vedere le riflessioni sulla natura e le tradizioni culturali che spesso sono al centro dei lavori dell'autrice sotto una nuce nuova e notevolmente diversa. Purtroppo non tutti i racconti solo sullo stesso livello qualitativo,ma nel complesso è una raccolta molto piacevole.
La mort est un thème que j’apprécie en général chez Banana Yoshimoto, surtout lorsqu’elle y mêle un peu de surnaturel, mais cette fois, c’est peut-être un peu trop dans un même recueil, tout comme c’est un peu trop de placer toutes ces narratrices dans un même décor. Il y a néanmoins de beaux passages, mais je n’ai pas retrouvé l’atmosphère que j’ai toujours ressentie en lisant Banana Yoshimoto.
Un libro ben scritto, i personaggi sono anche interessanti, ma è troppo ripetitivo e le storie non hanno alcun collegamento, più vai avanti e più ti rendi conto di star leggendo il nulla
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Ci ho riprovato con la Yoshimoto perché in casa avevo un altro libro suo, questa volta trattasi di una raccolta di racconti - sette, per la precisione.
Secondo la quarta di copertina dovrebbe focalizzarsi sul tradimento e su come diverse forme di esso fungano da catalizzatore per alcuni cambiamenti nella vita delle sette donne giapponesi protagoniste di questi racconti. La verità è che di tradimento ce n'è ben poco qui dentro, se escludiamo le menzioni di amanti - propri o del coniuge - o di un più ampio significato dato alla parola "tradimento" applicato ad altri contesti.
Tutte le donne di questo libro si trovano a Buenos Aires in Argentina - salvo una che si trova in Messico, ma che comunque è passata per l'Argentina, e l'amica di un'altra che si trova in Brasile - e forse anche questo toglie "qualcosa" ai racconti, specialmente se il lettore è particolarmente curioso riguardo alla cultura giapponese.
La piccola ombra non solo è il titolo di un racconto in particolare, ma forse si può applicare in qualche maniera anche gli altri: l'ombra del tradimento, dei segreti, ma soprattutto della morte. E sì, morte: questo libro sembra esserne pieno e per l'appunto non è tanto il tradimento quanto la morte - fisica o metaforica, di qualcosa o di qualcuno - a fungere da catalizzatore per queste donne e per la loro presa di coscienza della vita che hanno vissuto e che stanno vivendo, dell'importanza del presente e una serena accettazione del futuro, qualunque cosa accadrà.
Vediamo solo spaccati di vita, momenti che durano una giornata o due e mai mi sono sentita coinvolta da qualcuna di loro - ad un certo punto le protagoniste sembrano tutte uguali perché non c'è niente che le distingua, resta tutto su un piano alquanto superficiale e personalmente non mi è rimasto nulla perciò credo proprio che la Yoshimoto non faccia per me.
Un libro sicuramente molto interessante. L’autrice crea degli scenari romantici e profondi, descrive e fa visualizzare al lettore varie situazioni da punti di vista singolari e mai scontati. Però mi è sembrato confusionario, ci sono continui salti sconnessi nel passato dal presente e nel passato dal passato, per cui per me è stato difficile da digerire, e mi dispiace perché trapela da ogni parola uno spessore non indifferente dei punti di vista, delle riflessioni e dei temi trattati. Sviluppato diversamente, questo libro mi avrebbe catturato tantissimo. Resta comunque un bel libro, che consiglio. Non riesco a capire se sia il caso di dargli 3 o 4 stelle, nel dubbio non ne metto nessuna.
A conclusione della review inserisco una riflessione che mi ha colpito particolarmente, come esempio della bravura descrittiva di Yoshimoto:
"Se metti un seme di ipomea nell'acqua dopo averlo leggermente tagliato per farlo germogliare più facilmente, il mattino dopo può succedere che abbia già il germoglio lungo. Quando lo vedo, non penso mai che la vita sia bella e vada rispettata, anzi, provo una sensazione di ribrezzo. Mi sembra una cosa insolente, spudorata, una forzatura. Poi alla fine mi commuovo comunque. Per me la natura di qui è paragonabile a quella sensazione, ha un che di troppo violento, qualcosa che nei momenti in cui sei senza forze ti prende allo stomaco.”
Nel complesso è un libro carino, con anche una piccola riflessione sulla vita condizionata dalle varie ombre che, inevitabilmente, ci portiamo dietro, frutto di episodi particolari che hanno segnato la nostra esistenza. Tuttavia, trovo che questa sensazione si perda dietro le troppe storie narrate all'interno del libro. Il fatto che non ci sia una vera descrizione dei protagonisti delle storie ha come risultato il mescolarsi delle storie stesse ed una difficoltà a scindere le diverse narrazioni. Per quanto mi riguarda, solo una storia mi è rimasta impressa, le altre solo un fiume di parole che già non ricordo più.
Questo è il secondo libro di Yoshimoto che leggo e la sensazione che ho provato è stata quella di leggere sempre la stessa cosa, vari temi uniscono tutti i suoi racconti: morte, abbandono, tradimento, malinconia, tristezza...davvero mai una gioia! Probabilmente non amo il suo stile e quando leggo vorrei farlo concentrandomi su veri romanzi con trame ben costruite, questi libri sono solo raccolte di racconti malinconici.
Terzo o quarto libro della Yoshimoto che leggo, le sue raccolte di racconti mi lasciano sempre un po' il sapore dell'incompiuto, come se avessi voluto sapere molto di più sui personaggi e sulle loro storie. Begli spunti di riflessione, molte le frasi che hanno colto nel segno e sempre presente la sensazione di non arrivare a comprendere fino in fondo dove voleva arrivare l'autrice.
Trovo comunque che sia un bel libro, si fa leggere molto facilmente. Come aggettivo lo definirei "delicato".
I was not that interested in this book but it was sold as a set with the books I wanted to buy so that’s how I had this opportunity to read this book which I’m very glad. It’s a collection of short stories that are about affairs but it’s more about human lives maybe. Life and death were mentioned a lot. Very quick read but each story was very deep and thought provoking. I’m glad I got to read this.