Il Processo 4/5 🌟
Un racconto in cui traspare al massimo l'ideologia di kafka.
Un pretesto semplice ma che arriva ad analizzare il rapporto dell'essere umano con la legge e in maniera macroscopica dell'essere umano con la terra.
Il processo e la condanna che inesorabilmente gravano sulla sorte del protagonista gli fanno perdere la testa, e così si vede la sua rovina.
La perdita di energie, di interesse al proprio lavoro, di idee e pergiunta di voglia di combattere il suo stesso processo.
Una straziante storia in cui viene messo a nudo il rapporto che ogni essere umano ha con il mondo, l'incromprensibilità del mondo e delle sue leggi e l'enigma della vita.
K. non riesce mai ad afferrare la verità che costantemente gli sfugge e diventa inafferrabile, parabola dell'essere umano con la verità indecifrabile del mondo
Il Castello 4/5 🌟
Seppur opposta risulta, per certi versi, la continuazione ideologica del Processo.
Una storia kafkiana, dove la tensione e l'angoscia tipiche dell'autore sono constantemente palpabili.
Le interpretazione per questo libro, come per il processo, sono innumerevoli e in continuo cambiamento ed evoluzione. Quella a cui io resto più fedele è la rappresentazione di una meta irraggiungibile.
Josef K. e K. sono entrambi alla ricerca delle regole che governano il loro mondo ma entrambi sbagliano alla radice del loro problema: non comprendendo perché sono accusati o perché sono stati convocati.
Questa stessa incomprensione può essere rispecchiata nella nostra vita di tutti i giorni e, come dicevo prima, nella ricerca di una qualsiasi meta in verità irraggiungibile.
Ricerca di un oggetto, di una condizione, di una persona che non siamo in grado di comprendere a pieno e che mai riusciremo a comprendere.
Ricerca e, di conseguenza, attesa che ci logoreranno e priveranno della nostra forza vitale togliendo significato a qualsiasi nostra attività e in maniera inevitabile, alla nostra stessa esistenza.
Due storie simili e allo stesso tempo molto diverse che sono riuscite a toccarmi nel profondo. Seppur piene di significati differenti, non mi recludo la possibilità di una futura, anche se lontana, rilettura con conseguente migliore comprensione.