Su Trashendenza e nascita della spazzatura letteraria:
La prefazione di Tommaso Labranca (Che, da sola, vale la lettura di questo volumetto) ci illustra il concetto di letteratura trash, di che libri piacciono al trashista, che non vuole leggere perché "costa fatica e concentrazione", ma che vuole scrivere perché "pubblicare un libro a proprio nome nobilita e innalza il suo spirito". Quindi, le librerie verranno sempre più invase da personaggi pop improbabili ritratti su un volume con fototessera e posa d'autore con la mano appoggiata al mento (anticipa, praticamente, i libri dei calciatori e degli youtuber). Questa è l'intro per un patchwork di estratti, un'antologia di freaks letterari che sfilano uno dietro l'altro, in una marcia-medley che si tinge di inquietante: una poesia di Romina Power sulla morte e sulla maternità, un dramma di Giovanni Paolo II che emula Liala, la prefazione di Carlo Cassola su un libro di poesie dark di bambini delle elementari, un galateo della brava moglie in tempo di lutto, un'antenata di Antonella Clerici che racconta di quando - da bambina- assistette alla mutilazione delle dita di una tizia che lavora in una fabbrica di grissini, un'ode erotica ad Anita Ekberg scritta da nientepopòdimenoche Salvatore Quasimodo, i trip filosofici di Adriano Celentano sul verbo "scopare", una lezione di vita di Wanna Marchi, le avventure pornoerotiche di Federico Fellini raccontate da Sandra Milo, l'autobiografia hardcore di John Travolta... fino ad arrivare a Cicciolina.
Una marcia letteraria trash che si tinge di horror. Affascinante.