«Anche se avevo avuto molte ragazze, nessuna mi aveva mai fatto perdere la testa, come Nicole. Non era solo una questione di sesso. La volevo, nessuno avrebbe dovuto mettersi tra me e lei. Tutti gli stronzi che avevano scommesso di portarsela a letto erano soltanto dei perdenti. Io avrei osato di più. Volevo che anche lei mi desiderasse, così come la desideravo io. Che arrivasse al punto di capire che doveva lasciare suo marito, per stare con me, perché ero io l’uomo giusto per lei, anche se mi considerava soltanto un ragazzino arrapato. Anche se ci separavano dieci anni di differenza. Anche se era la mia insegnante e io il suo studente. Nicole doveva essere mia, a tutti i costi.» Il loro primo approccio è uno scontro, nei corridoi del liceo. La prima cosa che Tim intravede, sono due cosce sensuali e il pizzo nero delle calze autoreggenti. La sua nuova insegnante di letteratura americana è una donna procace e disinibita, che nessuno degli studenti si aspettava. Tim è subito attratto da lei, comincia a non desiderare altro, se non averla. Malgrado la cotta per la sua compagna di scuola Jennifer, dolce e innocente, lui smania per Nicole Headley, la donna che gli ha fatto perdere la testa, la supplente capitata lì quasi per caso, e diventata fin dal primo giorno oggetto di scommesse tra i ragazzi del liceo, per giocare su chi per primo se la porterà a letto. Ma Nicole non è il tipo di donna che si concede a chiunque. Provoca, deride, con il suo atteggiamento glaciale. Tim insiste, non si scoraggia, l’unico suo desiderio è perdersi nel corpo della sua professoressa, che lei mette continuamente in mostra per sedurre. Finché non gli si presenta un’opportunità che vale la pena sfruttare, per ricattare Nicole e convincerla a donarsi a lui, così che i suoi sensi infuocati possano finalmente trovare pace.