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288 pages, Kindle Edition
First published March 2, 2017
Da dove cominciare quando un libro ti lascia emozioni che ti serrano la gola?
Il cuore ha dodici stanze. Dodici anelli concentrici legati tra loro da un unico punto d’accesso. Ogni stanza può contenere un certo grado di dolore, un certo grado di felicità. Man mano che si procede verso il centro, le dimensioni delle stanze diminuiscono, ma la concentrazione di dolore e di gioia aumenta proporzionalmente. Per avere accesso a ogni nuova stanza, bisogna necessariamente aver attraversato prima la stanza che la precede. Per poter accedere a ogni stanza successiva, bisogna accettare di perdere una parte di sé nella stanza che si abbandona.
Karen è una donna algida totalmente dedita al lavoro, mai un giorno di malattia o ferie ma il giovedì esce alle 13 e non torna fino alla mattina del giorno successivo. Come utilizza questo giorno?
Il suo carattere così riservato e freddo le permette di mantenere le distanze. Una donna che non fa avvicinare nessuno, nemmeno la sua famiglia.
«Che diavolo ci fai qui, Duane?»
«Ehi», le sorrise allegro. «Nulla. Passavo di qui per caso e…».
«Passavi di qui… per caso?»
«Sì».
«Passavi per caso a South Gate?»
«Esatto», e le indicò la macchina. «Vuoi un passaggio?»
«Duane, come l’hai avuto il mio indirizzo di casa?»
«Era nel tuo PC, tra i numeri da chiamare in caso di emergenza», le confessò senza sentirsi in alcun modo in colpa.
«L’hai fatto di nuovo?»
«Te lo assicuro, Samantha non c’entra assolutamente nulla».
«Ma fammi il piacere…».
«Che fai, te ne vai? Non vieni con me a Los Angeles?», le chiese incredulo, quando Karen gli voltò le spalle per piantarlo in asso. Lo stava facendo davvero. Due ore nel traffico e lo rispediva a casa senza neanche un saluto?
«Karen!», la chiamò ancora, quando superò il vialetto.
E lei finalmente gli urlò: «Non lo vedi che sono scalza?», tornando dentro.
Ho passato il tempo a chiedermi cosa fosse accaduto a Karen per spezzarla così e per averla resa così forte. Una vita organizzata nei minimi dettagli fino a quando un uragano di nome Duane non si abbatte nel suo ufficio e le sconvolge la vita con la forza.
Ho ammirato il carattere determinato di Duane, la fermezza e la caparbietà di urlare i suoi sentimenti nonostante di fronte a lui ci fosse un muro di cinta alto metri e metri.
Ma Karen è il personaggio più bello di questo libro.
Se potessi scegliere in chi immedesimarmi, sceglierei lei, mille volte. Carattere strafottente, nulla che potesse scuoterla. Un punto fermo nella tempesta.
Duane avrebbe voluto essere il pilastro a cui appoggiarsi nei momenti di bisogno, il suo rifugio, non solo un satellite. Eppure era proprio questo.
Questo libro mi ha fatto provare sentimenti contrastanti. Volevo scaraventare il libro fuori dalla finestra in certi capitoli e in altri qualcosa si spezzava dentro di me facendomi bagnare le guance con lacrime calde.
«Se devo oltrepassare questa porta, Karen, voglio che ammetti che hai bisogno di me, esattamente quanto io ho bisogno di te. Dimmelo, o me ne vado», la minacciò, serio quanto non lo era mai stato.
Lei si morse un labbro, studiò il suo viso con un’espressione indecifrabile e quando riaprì bocca mormorò: «Ho bisogno di te».
Uno stile diverso dal solito per la nostra Cecile. Dimenticate le risate, dimenticate il tono leggero. In questo libro si vive! La vita vera quella pesante e piena di ostacoli, quella in cui si soffre e ci si innamora fino ad annullarsi.
Se c’era una cosa che aveva imparato ad accettare, era che amare qualcuno non dava il diritto di essere ricambiati.
Bello, duro, profondo e intenso.
Non trovo altre parole per questa storia stupenda.
Il buio confonde i limiti e impedisce di riconoscerli, ma quando torna il sole riappaiono nitidi e le distanze tra gli opposti si consolidano.
A chi la consiglio? Ai lettori che amano le storie forti e per niente facili, le storie dove l'amore è in grado non di cambiare tutto, ma di costruire su quello che già c'è rendendolo migliore. <3






