Una macchina prevede il futuro. Ma non al 100%. È l'uomo, suggestionato, a renderlo ineluttabile. Questa è la copertina di BlackScreen, a Gennaio in fumetteria e libreria. 112 pagine a colori illustrate dalle belle e spigoloso chine di Fubi. Una storia tratta da un racconto di Lucio Staiano e sceneggiata magistralmente da Giuseppe Andreozzi.
La prima lettura terminata dell’anno è “Black Screen”, una graphic novel edita da Shockdom che ho vinto grazie a un giveaway (ogni tanto accadono i miracoli!). Il tema è molto affascinante: cosa accadrebbe se ciascun individuo conoscesse il proprio futuro? Agiremmo assecondandolo o cercando di cambiarlo? Il nostro futuro è destino scritto o autosuggestione? Grazie a una sorta di visore (tipo quello di Dragonball) i protagonisti vivono sapendo quale sarà la loro prossima mossa, fino a quando non compare il “Black screen” ovvero l’annuncio della morte. A quel punto scatta il desiderio di provare a cambiare gli eventi!
Da un’idea interessante mi sarebbe piaciuto vedere una storia più lunga e approfondita... si legge in un baleno con una leggera difficoltà a seguire la linea temporale ma probabilmente ciò è dovuto a dare il senso finale alla storia! Per ora il mio voto si ferma a ***