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484 pages, Kindle Edition
First published January 15, 2018

«Tremilacinquecento» disse all’improvviso,
scostandosi dalla scrivania per allontanarsi da me.
«Cosa?»
«Tremilacinquecento chilometri. Sono tanti, Mariana.
Hai percorso tremilacinquecento chilometri per parlare con me.»
«È stato un errore» dichiarai sconfitta.
Lito sorrise, un piccolissimo e breve sorriso.
Così rapido da poter essere frutto della mia immaginazione, ma non era così.
Perché il mio cuore l’aveva riconosciuto e in quel momento
ero stato davvero, davvero fottuto.
Deglutii un paio di volte, guardando l’aspettativa su quel visino con terrore.
«Fammi spazio» dissi, e Lito si spostò per
permettermi di sedermi sul letto accanto a lui.
Fu così che mi ritrovai a inventare una storia, fu così che oltre al sorriso conobbi anche il suono della sua risata composta, come se temesse che ridere troppo forte avrebbe potuto farlo scoprire.
Ma c’eravamo solo io e lui, e nessuno che gli avrebbe fatto del male.
Il dolore enfatizzava il piacere, mi ancorava al momento.
Vincent era reale, noi eravamo reali.
Spezzati, poco lucidi, disperati, ma finalmente noi.
Ero incapace di rinunciare a lui.
Era incapace di togliermi le mani di dosso.
Eravamo malati.
Eravamo inevitabili.
Ero fottuto, nel modo più assoluto.
Quante cazzo di notti l’avevo sognata così?
Quanti maledetti giorni e mesi e anni avevo avuto
quell’immagine nella mia testa?
Mariana.
Nella mia casa.
Come sapete leggo poco i libri auto pubblicati, poche autrici italiane destano la mia curiosità, il mercato del self publishing “per i miei gusti” è denso di trame che più o meno si assomigliano tutte, forse perché ho già letto di tutto di più e se poi andiamo a sommare una scrittura poco curata e spesso carente, la curiosità proprio sparisce.

