Le favole sono sempre fuorilegge: basta dire «c'era una volta» per capovolgere la realtà con tutte le sue regole. Queste però lo sono davvero. Dopo averle ascoltate dalla bocca di suo nonno e averle custodite nella memoria, Lilin ce le regala accompagnate dai suoi disegni-tatuaggi, qui più poetici e potenti che mai. Fiabe spiazzanti, dove i cattivi sono i servitori dello Stato e i lupi hanno molto da insegnare agli uomini. Negli spazi sconfinati di una Siberia mitica e selvaggia, non c'è albero, fiume, animale, che non prenda corpo e voce. L'universo può popolarsi di Madonne armate, sciabole che si fanno giustizia da sole, briganti che rubano l'oro per restituirlo al grande spirito della taiga. È la forza sovversiva della natura che permea ogni cosa e prende il sopravvento sull'ottusità e la prepotenza degli uomini.
Da sempre in Siberia i destini dei grandi imperi si sono intrecciati a quelli degli uomini, componendo un unico tessuto narrativo alla base di molte leggende. Ma la Siberia, nei racconti dei vecchi, è soprattutto un luogo mitico: terra di liberi cacciatori, allevatori e nomadi, fuorilegge e briganti, anarchici per eccellenza, che ripudiano qualsiasi forma di potere che tenda a incatenare l'uomo. Dalle fiabe di Nicolai Lilin emerge un mondo tutto al contrario, dove i concetti di bene e male perdono le loro connotazioni abituali per acquistarne di nuove. Dove un vecchio lupo può insegnare agli uomini il senso del concetto di dignità. Dove l'icona di una Madonna siberiana può animarsi e tirare fuori due pistole per uccidere gli oppressori. Dove i gatti sono gli unici esseri viventi in grado di riconoscere il demonio. Il potere è un sistema corrotto che impone leggi vessatorie. Ricchi mercanti e i loro eserciti privati, emissari dello zar, nobili con vizi inimmaginabili si scontrano con le persone semplici che vivono in armonia con la natura, lottando contro la prepotenza dei tiranni. Sullo sfondo di questa variopinta processione umana si stende un luogo immenso, sconfinato e selvaggio, che lascia nelle anime un segno profondo, indelebile come un tatuaggio, o una ferita.
Nicolai Lilin is a Russian writer of Siberian origin. He was born and grew up in Transnistria, which declared its independence in 1990 but has never been recognized as a state. In 2004 he moved to Italy. In 2009 he published in Italy for Einaudi "Siberian education", his first novel, written directly in Italian. The book has been translated into 19 languages and distributed in 24 countries, and has reached the interest of cinema. It will become a movie directed by Gabriele Salvatores, starring John Malkovic as Grandfather Kuzja. In April 2010 he released his second novel, "Free Fall" (or "Sniper"), and for October 2011 we are waiting for the release of the new novel "The breath of the dark". He currently writes for magazine L'Espresso and he founded Kolima Contemporary Culture, an exhibition space which also hosts cultural events in Milan. Among its activities he is also a tattoo artist, he studied for many years the traditional Siberian criminal tattoos and learned his techniques and complex codes.
Dopo aver letto la Trilogia Siberiana, Lilin mi ispirava parecchio. Alcuni titoli infatti li ho tenuti segnati per un po' di tempo prima di provare a prenderli, e questo è uno di quelli. Le favole sono qualcosa di bello e particolare, che temo si sia perso nel tempo nella nostra cultura. Abbiamo i cartoni che mostrano alcune Favole, ma sono sempre versioni aggiustate e che mescolano varie culture. Sono favole da mondo riscritte principalmente. Invece fra queste pagine abbiamo alcune delle Favole che si narrano ancora in Siberia. Sono strane, lo devo ammettere, alcune fanno sorridere e tutte hanno insegnamenti "siberiani"; se avete letto altro dell'autore, si percepisce che sono mirate alla cultura criminale onesta. Eh si, perché c'è molta differenza con i criminali disonesti. Loro rubano, non seguono le regole e/o le tradizioni, attirando su di se la giustizia (spesso che corrisponde alla morte).
C'è tanto contatto con la natura. Molti degli spiriti di cui si parla vivono nei boschi o nei fiumi. Amba, lo spirito della taiga con le sembianze di una vecchia tigre; o Veres, padrone dell'acqua, per esempio. Vengono anche spiegati alcuni nomi animali e la storia che ne ha dato loro inizio (picchio, ratto, e così via) . A volte non è solo il rispettare le leggi che porta i protagonisti alla salvezza (e i cattivi alla loro giusta punizione), ma c'è anche l'intelligenza e la scaltrezza.
E' stata una lettura interessante e piacevole, scoprire quanto la cultura criminale sia intrecciata nella società da crearne favole con sempre morali positive, alla fin fine. Molte sono crude (c'è quasi sempre almeno un morto di mezzo), eppure c'è sempre una morale per spingere a comportarsi bene. A non essere egoisti, crudeli, superbi,...
Difficile (anche dopo aver letto "Trilogia Siberiana") capacitarsi di quanto quella mentalità criminale potesse essere così importante e vista come la cosa più giusta da fare (Certo, a confronto con altri esempi, risultano decisamente migliori, avendo una "morale" davvero solida alla base per impedire parecchie cose deplorevoli). Anche con queste favole si resta abbastanza increduli, poiché ci si sente sballottati: sono belle e danno potere a questa cultura, permettendone la continua esistenza attraverso queste storie con morali corrette; eppure sostengono qualcosa che non è una società normale, ma resta criminale (come loro stessi si definiscono)... Insomma: bel casino!
Ma dilemmi a parte, resta una raccolta davvero piacevole da leggere. Arricchita con disegni dell'autore (è anche tatuatore per chi non lo sapesse), a cui però non sono certa corrispondano ad ogni favola. Ma non conoscendo i significati dei tatuaggi siberiani non posso dirlo (hanno un loro metodo di lettura, in base alla storia che vuoi raccontare il tatuatore crea qualcosa che lo dica senza bisogno di parole, così la tua pelle parla per te). Fateci un pensiero!
In questo libro di fiabe, e come in tutti i libri di fiabe e leggende che si rispetti, non puo’ mancare l’insegnamento che ci vuole trasmettere. Pagine di folklore della Siberia ci accompagnano in questo piccolo libro fatato. Decorato all’interno con numerosi disegni particolari, il breve libro, assume una nota magica e accattivante.
Raccolta di favole con morale, dove l'argomento principale è lo scontro tra potere e popolo, fatto attraverso personaggi caratteristici della Siberia, ovvero i vecchi saggi, i cacciatori, i briganti e gli anarchici. Secondo me non è un libro, forse uno dei tanti prodotti scritti per onorare un contratto.
I fuorilegge della siberia non sono un'accozzaglia di banditi e sanguinari, ma un popolo che non si piega ai soprusi. I fuorilegge della siberia hanno una loro etica e una loro morale. E di questa morale sono intrise le loro favole. Brevi ma pungenti.
Questa storia è accaduta in un lontano villaggio siberiano, nel cuore della taiga, dove regna Amba, che ha le sembianze di una vecchia tigre.
Alla presentazione del Festival della Criminalità, Lilin aveva esordito spiegando che le fiabe e le favole della sua raccolta sono realmente fuorilegge perché sono le stesse che gli raccontava suo nonno, un vero criminale siberiano, e le stesse che i criminali raccontavano e raccontano. È una premessa che può preoccupare e che smette di farlo nel momento in cui si comprende chi siano i criminali in Siberia e quale ruolo giochino all’interno della società.
[…] cominciarono a buttare nel fiume tutto l’oro e le pietre preziose che lui aveva cercato di portarsi via, in modo che fosse restituito al grande spirito Amba ciò che era suo di diritto.
I fuorilegge siberiani, spesso protagonisti delle fiabe di Lilin, godono di un grande rispetto presso la popolazione perché sono coloro che si oppongono ai soprusi dello zar e alle prepotenze dei signori a lui fedeli e impediscono ai mercanti di impossessarsi dei tesori della Siberia che non appartengono ad altri che allo Spirito della Taiga, Amba. Così ai ladri astuti si contrappongono zar crudeli e ottusi e uomini prepotenti, destinati inevitabilmente a essere sconfitti. La battaglia contro i prepotenti e gli arroganti è centrale nella cultura siberiana, tanto che anche gli animali ne sono coinvolti. Se qualche volta compaiono come aiutanti degli esseri umani, talvolta sono essi stessi protagonisti di cruenti scontri che, spiegando l’origine di alcune caratteristiche fisiche, si spingono a condannare la vanità e l’ingiustizia. Gli animali sono spesso tramiti tra l’uomo e le divinità, che intervengono nelle fiabe per riequilibrare la situazione e riportare la giustizia, soprattutto quando il comportamento degli uomini reca loro offesa.I racconti di Lilin aprono le porte all’immenso e variopinto pantheon siberiano, in cui è centrale Amba nelle sembianze della tigre e non mancano Vento e Alba, Sole e Luna, demoni e divinità malvagie e la Madonna. Non deve sorprendere la presenza di una figura cristiana accanto a divinità pagane: in Siberia il cristianesimo si è fuso al paganesimo creando una commistione originale di elementi religiosi. In molte fiabe è determinante l’intervento della Madonna, alla quale gli uomini si rivolgono per aver conforto e consiglio e dalla quale ricevono un deciso sprone all’azione, nonché una mano armata. La Madonna siberiana, infatti, impugna pistole e coltelli che non esita ad affondare nei cuori degli oppressori. L’importanza della Madonna si riflette in quella della donna che è amata e rispettata nelle vesti di madre e figlia e si rivela per lo più astuta e intelligente. Esemplare è la fanciulla della fiaba l’inverno e l’estate che riesce a tenere a bada gli uomini dello zar grazie alla sua intelligenza.
La ragazzina aprì le braccia e disse: «“La Siberia è il regno dei lupi, per questo noi siberiani leghiamo i cavalli non ai pali ma all’inverno, oppure all’estate!”: che significa secondo te?»
Pur appartenendo a una terra e una cultura a noi lontane, le Favole fuorilegge condividono con quelle della nostra tradizione diversi aspetti, a partire proprio dalla cruda spietatezza delle punizioni esemplari e degli impietosi capovolgimenti della sorte.
Per questo in Siberia si dice che chi cerca il profitto nei conflitti trova solo la morte.
Lilin dà loro il ritmo e l’intonazione della narrazione da ascoltare e alla fine offre sempre qualcosa da imparare: uno spunto da cui trarre un insegnamento morale o un valore da interiorizzare. Sono racconti, alcuni molto brevi, che spaziano tra i generi raccontando miti e origini di usanze, spiegando abitudini e proverbi della Siberia. È interessante notare come i tatuaggi che accompagnano le favole siano altrettanto densi di connotazioni simboliche e raccontino, a loro volta, storie della loro terra natia. Le favole e le fiabe non hanno età e confini geografici, ma raccontano molto di una cultura. Ascoltare Lilin parlare delle tradizioni e della vita siberiane mi aveva affascinata a tal punto da spingermi a leggere questa raccolta; la lettura di Favole fuorilegge mi ha reso curiosa di scoprire qualcosa di più della Siberia.
[…] senza una donna saggia vicino, anche il più abile degli uomini non vale niente.
In recensione quest’oggi l’agile antologia di Nicolai Lilin, Favole Fuorilegge, targata Einaudi. Si tratta di una raccolta di racconti in versione tascabile, 130 pagine in tutto, da leggere tutta d’un fiato, in un paio d’orette. A prescindere dal contenuto, che andremo ad analizzare, posso sin da subito affermare che i 13 Euro di prezzo di copertina mi risultino del tutto indigesti e ingiustificati, ma questo riguarda l’editore e non il buon Lilin. A parte questo le favole narrateci dall’autore sono apprezzabili, sia per la forma che per i contenuti. Soprattutto questi ultimi risultano sempre pregevoli, andando dalla salvaguardia dell’ambiente al giusto peso da dare alla propria reputazione, senza che questa sfoci nell’alterigia. Recensione completa su: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Di Nicolai Lilin ho letto solo "Educazione siberiana" e "Favole fuorilegge". Sul primo mi sono già espressa, su questo secondo libro vorrei dire che le favole sono da sempre un modo per conoscere una cultura e anche in questo caso viene fuori la cultura siberiana fatta di enormi contraddizioni. Può capitare infatti che in Siberia chiediate aiuto alla Madonna e che questa vi aiuti, si...sparando con due pistole al nemico! Può capitare che l'avarizia e la crudeltà vengano atrocemente punite dalla Natura siberiana, una Natura che non perdona i torti subiti e che è comandata da Amba, il dio della taiga e creatore di tutte le cose. In Siberia si mescolano forti credenze religiose a superstizioni pagane ancestrali e capita anche che la morale non sia quella alla quale siamo abituati, che Bene e Male si mischino e i confini tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non siano poi così ben definiti.
Una raccolta di racconti, pronunciati dal nonno dell'autore e pubblicati in questo piccolo libricino, accompagnati dai disegni dello stesso Lilin. Vere e proprie favole fuorilegge, dove i protagonisti sono i criminali della tradizione siberiana, ovvero criminali onesti, criminali che combattono per opporsi ai soprusi dei prepotenti e del potere zarista.
Un bel viaggio ironico e spietato in una Siberia mitica e selvaggia, in cui uomini e animali, spiriti e madonne armate agiscono in nome della giustizia, per difendere valori universali come rispetto e dignità, forza e coraggio, onestà e lealtà. ⚔️
Queste brevi narrazioni hanno il tempo sospeso delle favole, il lessico delle favole, ma la morale di chi vive ai confini della giustizia, ricche di enormi contraddizioni e paradossi. Sacro e profano si mischiano al punto tale da dare un contesto all'affige di una Madonna che imbraccia due pistole. Alle favole si alternano delle illustrazioni che sembrano quasi tatuaggi, come se le figure della tradizione siberiana ti si volessero infiltrare sottopelle.
Ho letto tutti i libri di questo autore ( mi manca solo l’ultimo Il marchio del ribelle) e oggi questi due libri ve li voglio raccontare insieme.Sto parlando di "un tappeto di boschi selvaggi" e "Favole fuorilegge" Ve li racconto così perché sono accomunati dal fatto di raccontarci una parte di storia di un Paese e di una persona. Il primo ha la struttura di un libro fotografico con ad ogni foto legata una storia, un aneddoto e un pezzo di vita dell’autore, l'altro invece come si intuisce dal titolo sono le favole che l autore ha raccolto per portare alle nostre orecchie la tradizione e le “leggende” del suo paese. Si parte dall’ infanzia e si arriva ad oggi. Un viaggio bellissimo attraverso i ricordi della sua vita, con la possibilità di incontrare anche i personaggi della famosa trilogia siberiana.