Con "Detectives, mostri e fantasmi" si chiude la trilogia che Fernando Savater ha dedicato all'"arte di raccontare storie". Come nei due precedenti volumi "Pirati e altri avventurieri" e "Luoghi lontani e mondi immaginari" - Savater passa in rassegna un'ampia serie di opere, svariando tra cinema e letteratura, e lo fa soprattutto da appassionato e intelligente lettore che confessa i suoi amori più antichi e mai abbandonati. Protagonisti di questo terzo volume sono i grandi autori 'del brivido', in particolare Edgar Allan Poe e Agatha Christie, visti come due dei principali rappresentanti di una letteratura che da una parte non ha mai cessato di fondarsi sul 'mistero' nelle sue molteplici forme, ma dall'altra ha sempre voluto affrontarlo con tutte le chiavi che ha a disposizione, prima di tutte quella della logica. Fra questi due versanti, si situano autori e personaggi indimenticabili, dal grande Sherlock Holmes all'epopea tragica di King Kong, dai maestri del racconto gotico come M. R. James e Lovecraft ad uno degli eroi dell'infanzia di Savater, il bambino William Brown con la sua banda di 'fuorilegge'. E poi: Ian Fleming e Michael Crichton, con le loro trasposizioni cinematografiche, e tanti altri autori noti e meno noti. Savater si mostra ancora una volta lettore onnivoro, ma non solo: ogni libro, ogni storia è un'occasione per riflettere non soltanto sulla letteratura e sulle differenze fra i diversi generi, ma anche sul nostro rapporto con i libri.
Born 21 June 1947, Savater is one of Spain's most popular living philosophers, as well as an essayist and celebrated author.
Born in San Sebastián, he was an Ethics professor at the University of the Basque Country for over a decade. Presently he is a Philosophy professor at the Complutense University of Madrid. He has won several accolades for his literary work, which covers issues as diverse as contemporary ethics, politics, cinema and literary studies. In 1990, Savater and columnist and publisher, Javier Pradera, founded the magazine, Claves de Razón Práctica
He defines himself as an agnostic, an anglophile and a defender of the Enlightenment in the Voltaire tradition.
Conoscevo Savater per i suoi libri divulgativi di filosofia, ma non sapevo avesse scritto una trilogia dedicata alle sue letture, alla sua passione per la lettura. Questo è il terzo volume della trilogia e si occupa di gialli (detective's story) e horror. L'ultima parte del volume, invece, si occupa di cinema con articoli su Alien (molto interessante l'analisi su i vari gradi di naturalezza e artificialità), King Kong, Jurassic Park (alla fine mi è venuta voglia di leggere Crichton) e lo Squalo. Per quanto la parte dedicata al cinema sia stata piacevole ho apprezzato maggiormente le due parte dedicate ai libri. Nella prima parte Sherlock Holmes la fa da padrone. Il primo articolo è dedicato ai rapporti tra la filosofia e la narrazione poliziesca. "Il filosofo e il detective cercano la soluzione di un enigma, suddiviso in alcune domande elementare: perché?, chi?, come? Nel caso del filosofo, il 'mysterium magnum' abbraccia l'universo; più modesto, in apparenza, ma essenzialmente simile, il detective indaga invece l'identità di chi ha compiuto un atto" (p.12). Tra le cose che non sapevo ho trovato che anche Agatha Christie ha cercato di uccidere Hércules Poirot. Altri aricoli sono dedicati a William Brown (dovrebbero essere storie per ragazzi con protagonista un bambino, ma di cui ignoravo persino l'esistenza), a Chesterton (il mago dei paradossi e al suo libro "L'uomo che fu Giovedì"), a Robert van Gulik (lo scrittore olandese autore di una serie con protagonista il Giudice Ti, una specie di Sherlock Holmes cinese ambientato in epoca Tang - VII sec. d.C.-. Il giudice è realmente esistito, ma le storie di van Gulik sono state inventate), a 007 di Ian Fleming.
La seconda parte del libro è dedicata alle storie di terrore e fantasmi. Qui Poe e Lovecraft sono gli imperdibili, ma non mancano articoli su Kafka, Frankestein, Wilde e Dracula. Per quanto riguarda Poe c'è un intero capitolo dedicato alla biografia scritta da Baudelaire su di lui. Per quanto riguarda Kafka e le sue Metamorfosi mi sono trovata in perfetta sintonia con Savater, anch'io ho avuto la fortuna di leggerlo da adolescente, e solo successivamente di scoprirne le varie interpretazioni, quindi ho potuto "avvicinarmi a lui con integra disponibilità e scoprirne, cos',l'incanto più autentico".