VALUTAZIONE PERSONALE: 3,8
In questo secondo volume della Quintaglio Ascension Trilogy (titolo originale Fossil Hunter), continua la saga dei Quintaglio, la civiltà di rettili intelligenti alla quale mi sono indubbiamente affezionato.
Sebbene nel complesso la lettura mi abbia più che soddisfatto, questo secondo romanzo della trilogia mi ha però deluso sotto certi aspetti, in particolare inerenti ad alcune scelte narrative che mi hanno tutt'altro che entusiasmato e senza le quali, a mio modestissimo avviso, il romanzo ne avrebbe beneficiato in termini di sense of wonder ed imprevedibilità, la quale va ad un certo punto scemando, sebbene non al punto da compromettere del tutto l'appetibilità della lettura, almeno dal mio punto di vista.
Partiamo dagli aspetti che ho più apprezzato: in questo secondo volume la narrazione acquisisce un carattere decisamente più corale, caratteristica che permette una esplorazione maggiore degli aspetti più interessanti e controversi di questa civiltà di tirannosauridi e che, col procedere della trama principale, si riveleranno tutt' altro che secondari, preludio di ciò che ci si aspetta di leggere, tra l'altro, nel terzo e conclusivo capitolo della trilogia.
Mi è piaciuta moltissimo, inoltre, la caratterizzazione psicologica di alcuni personaggi e il tono più introspettivo di alcune sezioni, sebbene non manchino mai, sia chiaro, la pura azione e la speculazione (fanta)scientifica che rappresentano decisamente i punti di forza di questi primi due volumi della trilogia.
Veniamo alle noti dolenti: i paragrafi dedicati alle Riflessioni dell'Osservatore sono quelli che, mi duole ammetterlo, mi hanno deluso maggiormente e fatto scemare, almeno in parte, la mia iniziale crescente curiosità per l'intera vicenda, tenendomi incollato alle pagine.
Non che contenutisticamente siano scadenti: al contrario, se si è appassionati di fantascienza e si possiede qualche nozione di base sulle scienze naturali non possono che essere apprezzate (sebbene si tratti di qualcosa tutt'altro che originale) ,ma è la loro stessa presenza ed il fatto che, in fin dei conti, si tratti di meri spiegoni totalmente estemporanei alla narrazione principale, quasi fossero un corpo estraneo rispetto a quest'ultima, a renderli decisamente fastidiosi, con l'aggravante di pregiudicare l' imprevedibilità della stessa e la sorpresa del lettore nel prosieguo della lettura. Al contrario, sono proprio queste caratteristiche che rendono il primo volume della trilogia così avvincente e ben riuscito.
Insomma, se non fosse stato per quanto appena detto, la mia valutazione sarebbe stata anche più alta di quella data al termine della lettura del primo capitolo della Quintaglio Ascension Trilogy: nel complesso, tuttavia, se trascuriamo questo incidente di percorso, Fossil Hunter rappresenta un degno sequel, con la speranza che venga corretto il tiro nell' ultimo volume di questa serie.