Idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla giustizia, affamati in cerca di un lavoro e di uno stipendio: la Legione straniera è tutto questo, un miscuglio di uomini diversi per motivazioni e provenienze, ma tutti ugualmente irrequieti, malinconici, feroci. Impiegati nelle «guerre sporche» dell'impero coloniale francese, dall'Algeria al Marocco, al Madagascar, all'Indocina, i legionari hanno scritto pagine drammatiche di storia militare. Dietro le rappresaglie brutali ci sono però storie insospettabili di uomini sconfitti alla ricerca di riscatto. Gianni Oliva ne ripercorre le tracce, e ricostruisce le loro vicende come in un grande romanzo epico. Sono storie di barricate e di passione, di vitalismo irrequieto, di ribellione, di fuga, di sfida e redenzione. Il legionario dannato, infelice e generoso, impersonato da celebri attori come Jean Gabin e Gary Cooper, ritrova in questo saggio i contorni storici entro i quali è maturata un'esperienza militare unica nel suo genere.
C’è stato un periodo in cui “mollo tutto e mi arruolo nella Legione Straniera” era espressione entrata nel linguaggio comune (non nel mio, amo il caldo ma non resisterei trentasei secondi di addestramento, e la Feltrinelli più vicina è a 4.000 chilometri). Gianni Oliva, che ha il dono di una penna dalla fluidità invidiabile e che in genere mi cattura parecchio, ci aiuta ad immergerci nell’universo di un corpo armato del tutto atipico, e non solo per la possibilità di arruolamento sotto “identità fittizia”, regolarmente codificata.
“Fra i dannati della terra” non è solo una cronaca storica, ma – per l’argomento trattato, le storie affrontate – il saggio si fa quasi romanzo, storico od epico a seconda del coinvolgimento e del punto di vista: il racconto di uomini provenienti da ogni angolo del mondo, partiti da storie e biografie distantissime fra loro ma dal destino comune, non può che affascinare, e quanto sono affascinanti le parabole di persone diversissime da me, lontane, quasi irraggiungibili. Superata la storia della Legione, le sue tappe più importanti dalle guerre coloniali che la videro sorgere fino alle battaglie mondiali e ai più recenti schieramenti in operazioni di peacekeeping, quello che colpisce in questo testo di Gianni oliva è la profonda umanità di biografie di ribellione o redenzione, idealismo od opportunità.
Certo, forse si soprassiede un po’ sugli aspetti più oscuri della storia dei legionari (e non che siano mancati, come è inevitabile) e si insiste un filo troppo su una organizzazione apparentemente apertissima, in cui “Ogni legionario è tuo fratello d’armi qualunque sia la sua nazionalità, la sua razza, la sua religione”, ma la lettura è comunque gradevole e per gli appassionati del genere siamo dalle parti – insieme al Danilo Pagliaro di Mai avere paura – del “must have”.