Dominanti e recessivi. Due mondi da sempre in lotta tra loro. Una lotta per la supremazia spietata, senza esclusioni di colpi, in cui l’umanità, intesa come carattere distintivo della specie umana, viene lasciata fuori. I dominanti sono la razza superiore, i più meritevoli, i più intelligenti; a loro spetta una vita agiata. I recessivi sono la razza inferiore, vanno eliminati, sterminati, per evitare ogni possibile forma di contaminazione.
Claire è una dominante. Al di fuori del mondo ovattato in cui è sempre vissuta non sa cosa ci sia. Ha giurato fedeltà al suo mondo, alla City, un microcosmo di perfezione, industria e produttività in cui ogni cittadino si muove come una macchina ben oliata e lavora per il benessere di tutto il popolo. Il Mondo di Fuori è qualcosa che la ragazza non ha mai visto e non vedrà mai.
Eleanor, invece, è una recessiva. Fin dalla tenera età ha dovuto lavorare sodo, combattere e battersi per ottenere anche i beni di sopravvivenza più elementari.
Claire ed Eleanor, insieme, sono la commistione di due mondi inconciliabili. Ed è subito odio, rancore, sfida. Perché un giorno qualunque Claire, nella City, si imbatte in Eleanor e a dispetto di ciò che le è stato inculcato, decide di proteggerla dagli altri dominanti che la cercano. La ospita nel suo Loculo – la sua stanza, della grandezza di meno quattro passi per tre – e decide di farla stare lì finché per la recessiva non arriverà il momento più sicuro per lasciare la City.
Così il mondo dei dominanti si scontra con quello dei recessivi: Claire accoglie il nemico, gli offre un posto in cui dormire e in cui mangiare, Eleanor per risposta si mostra sgarbata e poco avvezza alle chiacchiere. Presto, però, la situazione precipiterà e i Vigilanti scopriranno che è stata proprio Claire a proteggere un recessivo, unico infiltrato superstite nella City. Per lei sarà la fine: accusata di alto tradimento, non le resterà altro che scappare con Eleanor e imbattersi in un mondo tutto nuovo che mai avrebbe pensato di vedere.
L’idea dei due mondi a confronto è a dir poco geniale e Irene Grazzini riesce a descrivere alla perfezione quanto la vita delle due specie sia diversa. La storia è avvincente, lo stile è fluido, attento, accurato. L’immaginazione fa viaggi meravigliosi e voli pindarici, le descrizioni sono ricche di dettagli che aiutano il lettore a entrare nel cosmo ideato dall’autrice. Le due ragazze sono profondamente umane, nella loro immaturità, nella loro gioventù e nella loro istintività. Non riusciranno subito a legare, lo scoglio della diversità sarà duro da superare, ma quando dimostreranno che sono disposte a mettere a rischio la propria vita per salvare l’altra, ecco che qualcosa cambierà. Da un’antipatia iniziale a una sintonia unica, fino ad arrivare a un’amicizia vera, di quelle leali, sincere.
A prima vista non potrebbero sembrare più diverse e male assortite: Claire è una studentessa modello, una specie di genio nelle materie scientifiche e non ha mai avuto necessità di guardare oltre il suo naso, e per questo è anche ingenua; Eleanor, invece, sa bene cosa si nasconde dietro il desiderio di supremazia dei dominanti che sono al comando, è una ragazza sveglia, furba, che possiede un’intelligenza molto diversa da quella di Claire. Non ama chiacchierare né esternare i suoi sentimenti. I primi battibecchi vi faranno sorridere, poi vi affezionerete a entrambe.
Quando mi approccio a un libro di genere distopico non so mai cosa aspettarmi, mi piace lasciarmi stupire, entrare nella testa e nel mondo tratteggiato dall’autore senza avere troppi indizi rivelatori. Mi piace scoprire ogni dettaglio/informazione strada facendo e farmi travolgere fino a immergermi totalmente nella storia. È stato così anche con Dominant. Non sapevo cosa aspettarmi, ma mi è bastato leggere il primo capitolo per capire che il romanzo prometteva bene. Lo stile dell’autrice mi ha conquistato, le protagoniste sono personaggi facilmente avvicinabili e per cui ci si ritrova a fare il tifo, i nemici sono spietati al punto giusto, i personaggi secondari danno vita a ulteriori intrecci originali. Una volta iniziato non riuscirete a metterlo da parte né a pensare ad altro. Il desiderio di sapere cosa succederà a Claire ed Eleanor, come se la caveranno nel mondo dei recessivi, sarà fortissimo. Non vi annoierete mai; c’è azione, ci sono i colpi di scena, tutto scorre a meraviglia.
L’unica pecca del romanzo? È il primo volume di una trilogia, il che significa che ci lascia con un pugno di mosche in mano e che ci toccherà aspettare per sapere come andranno le cose. La svolta finale era tutt’altro che prevedibile e se avessi tra le mani il secondo volume sono certa che riuscirei a divorarlo in poche ore.
Dominant è dinamicità, azione, una storia in divenire in cui amicizia e amore sbocciano dove si credeva potesse esserci solo gelo, in cui il confine tra amici e nemici diventa spesso così labile da mettere a repentaglio la propria vita e quella delle persone amate. Una storia che attraverso le vicende di due sedicenni cresciute in mondi diversi da sempre in lotta insegna che la diversità è solo un concetto teorico, che avvicinarsi, somigliarsi, unirsi è possibile perché siamo tutti uguali.
E ora non mi resta che aspettare Recessive, in uscita a giugno.
Complimenti, Irene.