Un altro piccolo capolavoro di Simenon, un'altra gemma nel tesoro rappresentato dalle inchieste del commissario Maigret, un personaggio amatissimo dai suoi lettori non solo per l'acume e l'intelligenza con le quali conduce le sue investigazioni, ma anche e, forse, soprattutto, per la grande umanità. Maigret è un uomo prima ancora che un finissimo poliziotto, con pregi e difetti che ce lo fanno sentire vicino ed affine, almeno per certi versi. E questa sua straordinaria umanità Maigret la trasmette, con il tramite della propria empatia, a tutti i personaggi che lo circondano, alle vittime ed ai colpevoli reali o presunti prima di tutto, di fronte a cui non si pone mai con un atteggiamento censorio e giudicante, ma piuttosto con quello di chi vuole comprendere scandagliando l'animo umano, non per giustificare, ma per dare un senso ai fatti. Chi ama Maigret lo ritrova uguale a se stesso in ogni indagine, come uomo e come infallibile poliziotto. Anche lo stile di Simenon è ogni volta lo stesso:essenziale, ma efficacissimo, connota una narrazione che prende avvio piano piano per poi accelerare via via in una sorta di trascinante crescendo. Ogni volta, però, Simenon ed il suo personaggio riescono ugualmente a sorprenderci e ad ammaliarci con storie sempre diverse e bellissime.