Questo saggio di Vilém Flusser - il più grande filosofo della comunicazione di area germanica del xx secolo - è un'analisi delle "nuove immagini" prodotte nella società dei media. Immagini che sono "tecnoimmagini" perché realizzate nell'era della tecnica. E che hanno determinato una decisiva mutazione dell'orizzonte conoscitivo. L'attuale età dell'informazione non è, però, né una catastrofe, né una benedizione. È, più semplicemente, un nuovo modo di stare al mondo, che coinvolge ogni aspetto della vita l'estetica, l'etica, la politica, la religione. A partire da questa concezione, Flusser elabora un grandioso e ambizioso affresco, a metà tra la rigorosa argomentazione filosofica e una visionaria previsione sul futuro dell'umanità. Un'utopia che non va considerata una semplice proiezione fantastica di cosa accadrà un domani, ma una critica di un presente che contiene già in sé le molteplici potenzialità future. "Immagini" è un libro a più affascinante e superficiale, illuminante e contraddittorio, freddo come la telematica e poetico come solo può essere il pensiero di un uomo, che, giunto al limitare della sua esistenza, è costretto ad accettare la sofferenza quale tratto distintivo della vita stessa.
Vilém Flusser was a philosopher born in Czechoslovakia. He lived for a long period in Brazil and later in France, and his works are written in several different languages. His early work was marked by discussion of the thought of Martin Heidegger, and by the influence of existentialism and phenomenology. Phenomenology would play a major role in the transition to the later phase of his work, in which he turned his attention to the philosophy of communication and of artistic production. He contributed to the dichotomy in history: the period of image worship, and period of text worship, with deviations consequently into idolatry and "textolatry".
Flusser was born in 1920 in Prague into a family of Jewish intellectuals. His father, Gustav Flusser, studied mathematics and physics (under Albert Einstein among others). Flusser attended German and Czech primary schools and later a German grammar school.
In 1938, Flusser started to study philosophy at the Juridical Faculty of the Charles University in Prague. In 1939, shortly after the Nazi occupation, Flusser emigrated to London to continue his studies for one term at the London School of Economics and Political Science. Vilém Flusser lost all of his family in the German concentration camps: his father died in Buchenwald in 1940; his grandparents, his mother and his sister were brought to Auschwitz and later to Theresienstadt where they were killed. The next year, he emigrated to Brazil, living both in São Paulo and Rio de Janeiro.
In 1960 he started to collaborate with the Brazilian Institute for Philosophy (IBF) in São Paulo and published in the Revista Brasileira de Filosofia; by these means he seriously approached the Brazilian intellectual community. During that decade he published and taught at several schools in São Paulo, being Lecturer for Philosophy of Science at the Escola Politécnica of the University of São Paulo and Professor of Philosophy of Communication at the Escola Dramática and the Escola Superior de Cinema in São Paulo. He also participated actively in the arts, collaborating with the Bienal de São Paulo, among other cultural events.
Beginning in the 1950s he taught philosophy and functioned as a journalist, before publishing his first book Língua e realidade (Language and Reality) in 1963. In 1972 he decided to leave Brazil.
He lived in both Germany and the South of France. To the end of his life, he was quite active writing and giving lectures around media theory. He died in 1991 in a car accident, while visiting his native Prague to give a lecture.
Scritto nel 1985, questo testo di Flusser è - come sancisce in apertura - uno sviluppo di Per una filosofia della fotografia, proseguendo il discorso sulle immagini "tecniche" inaugurato in quel libro. Le pagine aumentano in maniera evidente e altrettanto evidente è la strutturazione del testo, organizzato in 20 capitoli poi "riassunti" nelle pagine conclusive, che crea un vero e proprio "sistema" per il pensiero di Flusser sulla società del presente/futuro, caratterizzata da una rivoluzione filosofica, politica ed economica (queste le tre categorie usate da Flusser per leggere diverse epoche storiche). Il libro suona a tratti profetico per quanto già realizzato dai più recenti sviluppo tecnologici (su tutti: internet e dispositivi portatili) che Flusser non poteva conoscere, a tratti distopico, a tratti purtroppo semplicistico e "ideologico" per alcuni ragionamenti tagliati troppo con l'accetta o eccessivamente basati sull'uso delle parole e delle etimologie. Peraltro, a proposito di questo, lavoro di traduzione non facile, che a volta azzecca il termine giusto per rendere l'espressione originale (dal tedesco) e a volte no. Sicuramente lettura non leggera (e non priva di errori tipografici). A ogni modo, testo importante, da studiare, assimilare, criticare.