Mia ha trent'anni, un pessimo trascorso con gli uomini e una madre che le organizza appuntamenti al buio. Ogni notte sogna il suo principe azzurro, ma al mattino si sveglia accanto a un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale. Tuttavia nella vita di Mia sembra non esserci più spazio per l'amore. O, almeno, così pensava prima di conoscere Alberto, un affascinante medico, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia. La freccia di Cupido riuscirà a colpire la persona giusta per guarire il cuore di Mia?
Sono nata una mattina di primavera a Moncalieri, un comune in provincia di Torino, nel lontano 1986. Tuttavia durante la gravidanza qualcosa dev'essere andato storto perché la sfortuna ha deciso di diventare la mia migliore amica, con buona pace dei simpatici amici immaginari che accompagnavano gli altri bambini. Cresciuta a pane e nutella e cartoni animati, ho dedicato molto tempo alla raccolta punti dell'ospedale Regina Margherita che mi ha ripagata con strani regali e una riserva di determinazione in più. Alle elementari ho scoperto l'amore per la lettura e, dopo aver divorato tutti i libri del Battello a Vapore e della Gaja Junior, sono stata stregata dalla magia di Harry Potter. Una parte di me, il 1 settembre, spera ancora di ricevere la lettera di ammissione a Hogwarts. La scrittura è arrivata più tardi, sotto forma di diario segreto, che tenevo nell'ultimo cassetto del comò chiuso da un fragile lucchetto. Raccontavo storie, che poi erano anche le mie, e scrivevo intere pagine di dediche d'amore per Leonardo di Caprio e i Backstreet Boys. Bradipo per solidi principi morali, inizio mille cose senza portarle a termine. Così è stato anche per l'Università. Convinta iscritta a Farmacia, dopo "solo" tre anni di frequenza ho deciso di abbandonare per passare alla facoltà di Veterinaria. Il 2013 ha rappresentato una svolta, perché sono riuscita finalmente a terminare il mio primo romanzo, Te lo dico sottovoce. Attualmente vivo con un bipede e un animale a quattro zampe nella caotica città di Torino, ma conto di trasferirmi in una grande casa di campagna (cavallo compreso) appena la scrittura mi renderà ricca. Nel tempo libro mi diverto a scrivere in questo blog, Il libro che pulsa, e riempire migliaia di pagine di Word che aspettano soltanto di diventare libri.
2.5 Non so esattamente cosa non mi abbia convinta in questo libro, cosa non mi è andata a genio. La scrittura è buona, senza refusi o errori di sorta. La trama, benché non innovativa, non è da buttare. È l'insieme di tutti gli elementi che non va. Gli argomenti trattati, seppur interessanti, tutti insieme in un unico libro, appesantiscono la trama, rendendo la lettura noiosa. I dialoghi fra i protagonisti, in alcuni frangenti mi sembravano senza senso. Insomma per me, un no.
Recensione presente anche su : http://labibliotecasegreta.blogspot.it/ " Te lo dico sottovoce" è il romanzo d'esordio di una giovane italiana, autopubblicato su Amazon quasi un annetto fa, prima di esser scoperto dalla Newton. In vetta alle classifiche del web per oltre tre mesi, ha ricevuto così tante recensioni positive, da essere considerato il fenomeno editoriale dell'anno. La nostra protagonista è Mia, una giovane ragazza, che ha fatto del suo amore per gli animali, il suo lavoro. E' fermamente convinta che tutti gli animali possano restituire il sorriso alle persone, così oltre a gestire una delle più famose cliniche veterinarie di Torino, è pronta a lanciarsi in un nuovo progetto ideato e realizzato da lei: la pet therapy. Gli animali possono ridare vita e gioia e lei ha deciso di utilizzarli per aiutare bambini malati nella loro lunga e agognata convalescenza, all'interno degli ospedali. Non è stato facile far approvare tale progetto, ma amicizie professioni e la sua autentica passione, l'hanno aiutata. Fino a questo punto della trama, il libro è piacevole, il guaio viene dopo, quando si inizia a scoprire il lato non professionale di Mia. Da sempre in attesa del principe azzurro e pecora nera della famiglia, non riesce a distinguere quello che è buono, da quello che le fa male. Si infligge una sorta di penitenza settimanale a cena dai suoi, dove frecciatine e richiami alla sua vita amorosa, oltre che di stile, sono alla pari di un mignolo che sbatte. Non dice una parola per difendersi e né alza i tacchi e va via. " Alla soglia dei trent'anni avevo perso ogni speranza di poter udire una sola parola carina nei miei confronti. Ero la figlia che non era mai abbastanza..." Subisce e basta, tanto sono solo poche ore, poi ritornerà a casa dal suo meticcio, e il suo mondo tornerà a girare nel verso giusto. Nel momento in cui Cupido si decide a far scoccare la sua freccia, ecco apparire come per magia l'attrazione per Alberto e i primi approcci con il nuovo vicino Diego. Se verso uno è spinta dalla sicurezza, verso l'altro nutre una vera e propria antipatia. Non si capisce bene perchè di primo impatto Mia la pensi così, la scrittrice non è riuscita ad amalgamare la storia bene, come non ci dà modo di capire chi veramente siano questi uomini. Un dottore ed un poliziotto, ma concretamente sembrano due fantocci. La trama regge, ma è il suo modo di esprimersi che fa acqua da tutti i buchi. Mi fa apparire e scomparire personaggi all'improvviso, facendo perdere la continuità del discorso e di conseguenza facendo perdere le emozioni di determinate scene, per poi piazzarmi un'apocalittica serata/mattinata di sesso bollente dal nulla. Non ho letto la versione self, quindi non riesco a capire se il libro nasce originario così o è stato frutto di sbagliatissimi tagli. Io ho percepito Mia come una Psicopatica perchè mentre è ferrea nella scelta del suo uomo e ligia nel suo volersi "conservare", dopo poco mi fa capriole non con uno, ma con due uomini. " L'importante è non avere rimpianti perchè non è giusto stare con qualcuno che non ti rende felice. Ognuno merita la parte migliore di noi". Sebbene mi sia imbattuta tante volte in questo libro, mi son sempre frenata dal prenderlo per due motivi: uno perchè self e l'altro perchè troppe stelline sbrilluccicanti a sostenerlo. Che differenza fa averlo preso editato? Perchè se una casa editrice decide di pubblicarlo quanto meno mi aspetto un discorso fluido e scorrevole, che ci siano errori o meno. Personalmente credevo fosse quel piccolo capolavoro tanto acclamato, ma è stata solo una delusione. Resto sempre più convinta che ci siano troppe stelline e poca verità.
Non ho letto la versione self-publishing di questo romanzo recentemente pubblicato in libreria dalla Newton Compton, ma l'ho trovato ben scritto ed anche originale come trama. Mia è una torinese di trent'anni, gestisce con passione una clinica veterinaria, ama gli animali ed aiutare il prossimo, infatti tra i suoi propositi c'è quello di avviare in collaborazione con un ospedale della sua città un progetto di pet therapy che potrebbe essere di aiuto ai bambini malati. Una ragazza con un cuore grande, la protagonista di questo romanzo, nonostante le sofferenze che l'hanno segnata in passato e che ancora la condizionano. Io amo gli animali, quindi la protagonista Mia è entrata al volo nelle mie simpatie, soprattutto perché ha seguito la propria strada fregandosene dell'opinione della famiglia che, invece di sostenerla, l'ha sempre svilita. Quel suo lasciar correre senza replicare a tono però non mi è proprio andato giù, così come ho trovato frettolosa la risoluzione della questione familiare nel finale. Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Diego, il poliziotto e neo vicino di casa di Mia, un uomo enigmatico, ombroso e affascinante con cui Mia si trova a stretto contatto anche per motivi professionali, al contrario, chi invece non mi è piaciuto per niente dal primo istante è Alberto, un medico dell'ospedale che fa una corte spietata a Mia ma che poi si è rivelato proprio pessimo. Io non amo i triangoli amorosi, in questo caso Mia non ha sempre preso delle buone decisioni, a volte infatti mi ha lasciata con l'amaro in bocca, ma per fortuna poi è rinsavita. Nel complesso il romanzo è molto carino, scorrevole e ricco di dialoghi (a volte anche ironici, un po' di humor è sempre ben gradito!), l'autrice mette molta carne al fuoco nella trama e non tutto è ben approfondito, anche se nel finale ogni cosa trova una risoluzione e non viene lasciato nulla in sospeso. Il punto di forza di questa lettura, a mio parere, è la dolcezza della protagonista nei confronti degli animali e dei bambini malati, certe scene stringono il cuore! Per non parlare di Bubu e tutti gli amici pelosi della storia. Lettura consigliata, soprattutto a chi ha un debole per gli amici a 4 zampe.
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls Ho finito di leggere questo libro e ho dovuto far passare un paio di ore prima di essere in grado di scrivere la recensione. In poche parole WOW! Penso sempre che siano i libri a scegliere i lettori, ed è quello che mi è successo con questo: scorrendo la lista dei libri da leggere e recensire, questo è quello che mi ha fatto sentire in maniera chiara la sua voce, come se dicesse “Leggi me, non te ne pentirai”. Quindi sono contenta di essermi lasciata guidare dall'istinto. Adoro particolarmente le storie al cui interno si trovano animali, penso che dia quel tocco di dolcezza in più al libro, e se poi la protagonista di professione fa la veterinaria, allora iniziamo proprio bene. Ma partiamo dall'inizio.
Questa è la storia di Mia, una donna che è riuscita a realizzare il suo sogno: aprire una clinica veterinaria, non solo per curare gli animali con dei padroni, ma sopratutto per prendersi cura di quelli abbandonati e salvare i cani maltrattati, grazie all'aiuto della migliore amica Fiamma e del collega Antonio.
Aprire una clinica era stato il mio sogno da quando mi ero iscritta a veterinaria; in seguito, con l'aiuto economico della mia famiglia e parte dell'eredità dei mie nonni, ero riuscita a realizzarlo. All'epoca era una costruzione vecchia e circondata da un appezzamento più ampio, e sono state necessarie diverse ristrutturazioni per trasformarla. Quel luogo mi aveva rubato il cuore.
La storia è ambientata a Torino, e non è difficile immergersi in quel contesto in cui la Mole Antonelliana si impone sulla scena e fa da padrona; eppure se chiudo gli occhi riesco a collocare la clinica in un luogo spazioso circondato di verde, con una zona per la riabilitazione di quei cani sottoposti a delicati interventi chirurgici o di quelli che devono essere “reintegrati” nel mondo degli umani.
Nel libro si parla di amore in tutte le sue forme: quello per gli animali, quello fra due persone innamorate e quello per la propria famiglia. Anche se la situazione di Mia è un po' diversa, poiché il suo amore sincero e profondo è rivolto ai nonni con i quali ha vissuto ed è cresciuta, fino a quando non è sopraggiunta la morte, portandoseli via entrambi a distanza di pochi mesi. Il suo rapporto conflittuale con i genitori si trascina per tutto il racconto, facendo emergere la personalità della nostra protagonista: insegue il suo sogno e per farlo va contro la volontà della madre, che vorrebbe vederla sposata a un ricco uomo d'affari. Ci fa capire che i sogni si possono realizzare, basta crederci fino in fondo e perseguirli con tenacia e determinazione, senza lasciarsi abbattere dagli ostacoli che si incontrano durante il proprio cammino.
La sua vita quindi si divide tra la clinica e il nuovo progetto di pet therapy approvato dall'ospedale, ancora in fase di sperimentazione, che prevede la riabilitazione di tre bambini con diversi problemi medici: Lukas malato di leucemia, Martina che necessita di un cuore nuovo e Giulio, un bambino affetto da autismo che vive in un mondo tutto suo, non avendo alcun contatto con la realtà che lo circonda. La determinazione di Mia e la dolcezza dei suoi due assistenti, Bubu e Casper, conquisteranno i bambini accendendo sui loro visi quel sorriso che la malattia ha spento.
La pet therapy è diversa dalla clownterapia, gli animali non hanno le stesse nostre capacità di saper usare la fantasia e l'allegria per donare un sorriso, o per correggere una situazione di tensione. I cani si affidano a te ed è la tua capacità di creare un “patto” a fare la differenza.
La sua vita procede tranquilla, fino a quando il destino non ci mette lo zampino, e si imbatte in due uomini molto diversi tra loro: Alberto è un medico dolce e premuroso che lavora nello stesso ospedale dove Mia porterà avanti le sedute di pet therapy, e Diego, poliziotto affascinante con un carattere difficile, vicino di casa ma anche un collega con il quale si troverà a lavorare fianco a fianco durante le sue missioni di salvataggio canino. Chi farà breccia nel suo cuore???
Il romanzo è ben strutturato, la lettura scorrevole con dei flashback che faranno luce su un passato che Mia non è ancora riuscita a superare, tenendo il lettore con gli occhi incollati su ogni singola riga, regalando emozioni e sensazioni uniche. Sono stata colpita dalla tematica che ha deciso di affrontare, in quanto non si ritrova in molti libri: le malattie infantili nelle sue diverse forme e i “modi” che vengono adoperati per curarli.
Quando si nasce dovrebbe esserci un regolamento che vieti una sofferenza tanto grande a un bambino.
Ho approvato la scelta che vede coinvolti gli animali, siano essi animali di compagnia che vivono la quotidianità della vita del loro “umano” che importanti compagni di giochi di un bambino malato; ma sopratutto è stato importante portare alla luce i tanti casi di maltrattamento e abbandono che subiscono, facendo emergere un concetto importante che cerca di abbattere le barriere dei pregiudizi sulle diverse razze di cani: bisogna imparare a conoscere i nostri amici a quattro zampe,a capire i loro cambiamenti di carattere e gli sbalzi di umore. C'è sempre un perché, dietro le loro azioni.
Una lettura che mi ha coinvolta fin dall'inizio, che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino alla fine, che è riuscita a strapparmi dei sorrisi, che mi ha emozionata e commossa. I miei complimenti vanno all'autrice che con questo suo romanzo d'esordio riesce a toccare le giuste corde del cuore e dell'animo umano. Non posso far altro che consigliare la lettura di questo libro, da condividere con il vostro fedele amico a quattro zampe, l'unico che sarà sempre in grado di capire i vostri sentimenti e che sarà al vostro fianco in qualsiasi momento e situazione.
Il 2016 libresco non poteva iniziare in modo migliore. “Te lo dico sotto voce” è un romanzo delizioso che ha saputo toccare profondamente le corde del mio cuore. Mia, protagonista e voce narrante, �� una giovane donna di trent’anni che nella vita ha sofferto tanto per colpa di un passato che non vuole ricordare, e per colpa di una madre che non ha saputo dimostrale l’amore necessario. Nonostante la sua vita non sia stata tra le più facili, oggi, Mia è una donna forte e determinata che ha saputo realizzare il suo sogno anche grazie all’amore di Bubu – il suo meticcio con le orecchie cadenti, il pelo morbido e una simpatica codina in perenne movimento – che non è solo il suo migliore amico, ma è anche il protagonista indiscusso del romanzo che con i suoi simpatici guaiti è riuscito trasmettere alla perfezione quanta gioia e affetto sa dare un cane a chi ne possiede uno. Grazie ai nonni che le hanno dato cure amorevoli, Mia è una ragazza amata che ha saputo realizzare i suoi sogni e i suoi desideri, infatti, è una veterinaria affermata e proprietaria di una clinica prestigiosa che si occupa non solo degli animali dei suoi pazienti, ma collabora anche con le forze dell’ordine per salvare i cani meno fortunati e più bisognosi di affetto. Grazie al suo lavoro e alla passione per gli animali, Mia sta per realizzare un grande progetto; quello di aiutare dei bambini malati tramite la Pet Therapy presso l’ospedale locale. La sua carriera è all’apice, ma dal punto di vista sentimentale non è altrettanto fortuna, anche perché ha eretto attorno al suo cuore una spessa barriera. Una spessa protezione per tenere a distanza le persone e per non soffrire come ha sofferto in passato. Per questo il principe azzurro che sogna ogni notte ancora non si vede all’orizzonte. Ma tutto è destinato a cambiare quando nella sua vita arrivano Alberto e Diego. Alberto è un medico affermato, un uomo benestante e di buona famiglia che ha il benestare della madre di Mia, e che potrebbe regalarle una vita fatta di agi e lussi. Dall’alte parte c’è Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia, e... CONTINUA SUL BLOG: http://camminando-tra-le-pagine.blogs...
L'autrice ha una scrittura chiara e dettagliata che permette al lettore di ricreare la scena che sta leggendo davanti ai propri occhi, capace di emozionare e tenere alta l'attenzione fino all'ultima pagina. E' riuscita a creare tante atmosfere, quasi che sembra di entrare, in alcuni luoghi e momenti del libro, in una SPA a rilassarsi completamente e a provare un senso di tranquillità, per poi in altri essere trascinati a una lezione di boxe, dove sfoghi la rabbia, passando successivamente per un parco di divertimento, fino a raggiungere il posto più romantico che c'è. I personaggi, i luoghi, le vicende... ogni cosa trasmette un'emozione. Mia mi è piaciuta tantissimo, per la sua sensibilità, per la sua storia, per il fatto che nonostante abbia una famiglia che non è riuscita a darle calore, lei ne abbia così tanto da dare, per il legame profondo che ha con i suoi nonni e perché crede nei suoi sogni. Ognuna di noi può rispecchiarsi in un lato della vita di Mia, perché ha avuto le sue delusioni, ha sofferto così tanto da cambiare, ha la sua buona dose di sfortuna, Cupido sembra averle voltato le spalle, ama gli animali, compie pazzie per chi ama ed è una ragazza semplice. E' una storia toccante, romantica, ma anche divertente. Tocca il cuore e regala sorrisi perché parla di pet therapy, un grandissimo aiuto per i bambini e per alcuni momenti che vedono protagonisti i nostri amici a quattro zampe. Te lo dico sottovoce ci ricorda che se vogliamo veder realizzati i nostri desideri possiamo, che prima o poi la fortuna e Cupido si accorgono di noi e che essere una bella persona ripaga, perché le persone che ti circondano lottano con te e vogliono il tuo bene. Se fosse un film sarebbe una bella commedia, una di quelle senza parolacce, che ti fa spuntare il sorriso, ti fa finire i fazzolettini dal ridere e dal piangere e una volta apparsa la scritta Fine ti lascia addosso un senso di positività. Un'opera prima da non lasciarsi assolutamente sfuggire!
Te lo dico sottovoce è il romanzo d’esordio di Lucrezia Scali, già conosciuta nel web grazie al suo blog “Il libro che pulsa”. Ho avuto la fortuna di vincere a un giveaway il suo romanzo, che ogni caso avrei comprato. Ero curiosissima di leggere qualcosa di suo sia perché si tratta di una collega blogger sia perché mi ispirava. La cover molto carina e la trama accattivante hanno fatto il resto. Finalmente abbiamo fra le mani qualcosa di nuovo e fresco ambientato in Italia.
Siamo nella caotica città di Torino, Mia ha 30 anni ed è una veterinaria. Ha aperto il suo ambulatorio in cui lavora la migliore amica Fiamma e l’amico Antonio e da poco Mia ha ottenuto il permesso di realizzare un progetto di pet therapy all’ospedale. Con un passato difficile da dimenticare e genitori ricchi ma severi, Mia tenta di continuare a sorridere, ma solo l’arrivo di un uomo speciale potrà farle ritrovare la gioia di un tempo…
Vado dritto al punto dicendovi che questo romanzo ha superato ogni mia aspettativa e mi è piaciuto tantissimo. Mi sono fin da subito ritrovata completamente coinvolta nella vita di Mia. Dopo un inizio macchinoso, con descrizioni un po’ schematiche, la storia decolla e si legge tutta d’un fiato. Ho iniziato il romanzo domenica sera e mi sono ritrovata a fare le ore piccole. Non credevo che mi sarebbe piaciuto così tanto e non credevo di potermi affezionare così a Mia. Lucrezia Scali nonostante sia alle prime armi, dimostra una certa abilità nell’approfondire i suoi personaggi. La protagonista Mia l’ho vissuta a 360 gradi in ogni sua più piccola sfumatura. L’autrice ci mostra tutte le sue sfaccettature senza mai rendere la lettura noiosa o poco interessante. Avrei voluto sottolineare e annotarmi tante frasi dette e pensate da Mia e nonostante l’ottima caratterizzazione mi riesce difficile provare a descriverla. Non basta dire che ha un cuore immenso, che si emoziona con il sorriso di un bambino e che si commuove con lo sguardo di un cucciolo. Altro personaggio che sicuramente farà girare la testa a tutte è Diego e non dimentichiamoci di Alberto o dell’amica frizzante Fiamma. Ognun di loro ha un ruolo ben preciso nella storia, costruita con metodo. Se tutti loro mi sono piaciuti, non posso dire la stessa cosa dei genitori di Mia. Unica pecca del romanzo infatti riguarda proprio loro. Li ho trovati stereotipati e poco credibili, con risvolti finali che mi hanno fatta storcere il naso. Ma questa è l’unica pecca del romanzo, già di per sé un ottimo lavoro. Ho adorato l’attaccamento di Mia ai nonni scomparsi che mi ha risvegliato piacevoli ricordi personali. Mi è piaciuta l’ambientazione a Torino e mi è piaciuta ancora di più la forte passione per gli animali di Mia. Si sente forte e chiaro l’amore incondizionato verso il cane Bubu e la fiducia negli animali. Argomento del tutto nuovo, importante e non da sottovalutare, è la pet therapy che fa da cornice alla vita di Mia. Lo stile di Lucrezia Scali è fresco e anche se si tratta di un romanzo d’esordio ha fatto un ottimo lavoro. Ha saputo creare una storia dolcissima, mai banale e scontata, e ha creato personaggi veri come pochi sanno fare. La storia è raccontata in prima persona e forse un po’ per questo motivo e un po’ per il carattere di Mia, mi sono rivista in lei in molte situazioni. Consiglio questo romanzo che non vi lascerà indifferenti a tutti i lettori che hanno voglia di leggere qualcosa di nuovo, dolce ed emozionante.
La storia mi è piaciuta anche se a volte ho trovato dei passaggi non proprio chiari (rapporti di parentela, scorrimento del tempo, sviste nella narrazione) che forse sarebbero potuti essere gestiti meglio. Alcuni argomenti inseriti forse sarebbe stato opportuno renderli più centrali alla trama dandogli più importanza mentre sono stati solo accennati. Come romanzo di esordio non mi è dispiaciuto ma forse sarebbe stato necessario qualche approfondimento.
3.5 - Voto . Mia è una giovane veterinaria, una donna in carriera, con tanti progetti nella testa e tante emozioni nel cuore, troppo spesso soffocate dalle sue grandi paure. Un passato burrascoso, doloroso e una lunga serie di delusioni, l’hanno resa la donna coraggiosa e chiusa che è ora, quello che però non sa, è che il tempo della sofferenza è finito. Lungo lo scorrere delle pagine, impariamo ad apprezzare tanti piccoli aspetti di lei, che la rendono non solo speciale, ma anche molto vicina a quello che sono le donne nella realtà, forti e coraggiose nonostante tutto. Il carattere di Mia, le sue emozioni e le sue speranze la rendono simile a noi, come se fosse l’amica di sempre a raccontarci la sua storia. Un suo grande punto di forza è l’amore per gli animali, la sua passione e dedizione è ammirevole e ci lascia senza parole in più di una situazione. Tra grandi progetti lavorativi e salvataggi di animali in pericolo, la nostra protagonista si trova ad affrontare una grande sfida, l’amore per un uomo forte e affascinante. Sarà proprio lui la cura per la sua anima ferita? Riuscirà a fare a pezzi lo scudo che Mia usa per proteggersi dai sentimenti più profondi e condurla per mano verso un futuro sereno? L’autrice ha avuto la delicatezza di introdurci nel mondo di Mia un po’ per volta, ci presenta una ragazza forte e disillusa e ci permette di entrare nel suo mondo fatto d’amore infinito per gli animali e grandi progetti lavorativi, ma solo in seguito e molto lentamente ci fa scoprire i suoi punti deboli, i lati oscuri che non le consentono di essere pienamente felice. Le zone d’ombra dei protagonisti sono sempre quelle più affascinanti, sono quelle che il lettore vuole davvero scoprire. Ed è stata un’ottima scelta, per me, quella di farci aspettare, di lasciarci ragionare e capire poco per volta cosa si nasconde nel passato della ragazza. Non sempre gli autori scelgono questa strada, spesso troviamo il protagonista tormentato e in breve tempo scopriamo tutto di lui e poi, non ci resta che capire come andrà a finire. Qui però, siamo l’ombra di Mia, la seguiamo nelle sue giornate difficili, fatte di scelte, di paure e di soddisfazioni e anche quando la vediamo gioire dei suoi successi riusciamo a percepire quel sentimento nascosto, quello che le impedisce di lasciarsi andare. Quando ha paura o quando vorrebbe essere felice, viene spontaneo parlare col libro e dire “Avanti su, non puoi fare di nuovo un passo indietro. Qualcosa deve esserci che ti fa sbloccare!” Viene voglia di afferrarla per mano e dirle che non è sola, che qualsiasi cosa sia successa, è ora di andare avanti. Fortuna che c’è chi nel corso del libro sente le nostre richieste e s’introduce nella sua vita sgomitando, senza lasciarle troppe opportunità per dire no. Ed è proprio quando sente il desiderio di lasciarlo entrare nella sua vita, che capiamo cos’è davvero importante per lei. Mia non ha bisogno di dimenticare il passato, ha bisogno di un nuovo inizio. “Te lo dico sottovoce” è stata una bellissima scoperta e spero di leggere presto il seguito. Se dovessi descriverlo in due parole sarebbero: delicato e fresco; la scelta dei personaggi è ottima per far arrivare al lettore il vero messaggio del libro: non esiste passato così buio da non permetterci di sperare in un nuovo bellissimo inizio. Una nota di merito per Bubu, fantastico in ogni situazione. . Dark Bride - per RFS
"Non serrare il tuo cuore, ascolta sempre gli altri e concedi loro seconde possibilità”
Mai titolo fu più azzeccato per un romanzo così delicato che sembra abbia il potere di sussurrare al lettore tutte le sfumature delle emozioni raccontate. Un libro in cui si parla di amore, ma anche di dolori e affetti sinceri, in un susseguirsi di eventi e scoperte che trasmette la sensazione di un lento percorso in cui due vite destinate a intrecciarsi dovranno superare i loro traumi passati per avere una nuova possibilità di essere felici.
L'autrice ha scelto di raccontare una storia in cui si incontrano diverse forme d'amore: quello tra uomo e donna, quello per la famiglia, quello che unisce le vere amicizie e quello unico e speciale che ci viene regalato dagli animali, in particolar modo i cani. Mi sono trovata immersa in una storia che affonda le radici negli eventi e nella realtà della vita trasmettendo sempre una nota di coraggio e positività.
Mia, una giovane donna che ama immensamente gli animali tanto da aver loro dedicato gran parte della sua vita diventando veterinaria e impegnandosi in un'attività meravigliosa come quella della pet-therapy. Lentamente nel corso del libro scopriamo di lei nuovi lati e aspetti che me l'hanno fatta amare: è una donna che ha sofferto per molti aspetti, con una madre che le ha fatto mancare l'affetto necessario, ma comunque forte e positiva, che ha saputo rimboccarsi le maniche e andare avanti e trovare quell'amore che le era stato rifiutato nei nonni e negli amici, oltre che negli animali.
E poi ci sono Alberto un uomo affascinante, che appare serio e onesto; Diego irriverente, sfrontato, sicuro di sé ma anche dolce e solido e con un passato inaspettato. E infine l'adorabile cane di Mia, Bubu, una roccia e una certezza.
L'autrice ha svolto un lavoro accurato, una scrittura semplice ma che trasmette passione e sentimenti, una storia "normale" ma che non manca di sorprendere con rivelazioni improvvise e commuovere per le esperienze vissute dai protagonisti. Per un mio gusto personale le tante descrizioni mi hanno leggermente "distratto" dalla storia, soprattutto nella prima parte , ma obiettivamente non si può non apprezzare come siano ben scritte e "vivide"
Dalla trama di questo libro, credevo di ritrovarmi a leggere un chick-lit ironico sulla Bridget Jones del momento invece andando avanti mi sono resa conto che è la storia di una donna che sì, sogna il principe azzurro ma che è anche la sua storia di riscatto e di rinascita. Mia è una veterinaria molto conosciuta, gestisce insieme all'amica Fiamma una clinica per quattro zampe, non solo, collabora con la Polizia per salvare i randagi e gli animali sfruttati. Il sogno nel cassetto di Mia però è un altro, ha un progetto di grandissima importanza e cioè aiutare i bambini malati a guarire attraverso la pet therapy. Proprio in occasione della discussione del progetto nell'ospedale cittadino, incontra Alberto, un medico molto affascinante e suadente. Contemporaneamente un nuovo vicino sembra incarnare l'uomo dei sogni sul quale Mia si trova spesso a fantasticare, Diego, questo è il suo nome, è anche un nuovo agente di polizia arrivato dalla Puglia con il quale si troverà a collaborare per gli amici a quattro zampe. Fra Diego e Mia non è senz'altro colpo di fulmine, piuttosto lei riconosce subito un grande seduttore e dongiovanni e quindi è un uomo da evitare. Al contrario di Alberto che è galante, la corteggia ed è l'uomo perfetto che piacerebbe anche alla sua famiglia. Per cui Mia cede ad Alberto... Mia non ha un buonissimo rapporto con la sua famiglia, si sente una perdente, si sente continuamente giudicata dalla madre, signora dell'alta borghesia torinese e dalla sorella, fotocopia della madre. Però come sempre, le apparenze ingannano... Nel frattempo Mia ha iniziato il suo progetto di Pet Therapy con due bambini, Lukas e Martina, gravemente malati e questa nuova impresa le dà grandi soddisfazioni e sicurezza... STOP SPOILER, non voglio raccontare altro per non rovinarvi il gusto di leggere il libro ma ora veniamo a ciò che mi è piaciuto e cosa non ho gradito..... continua a leggere su http://newadultedintorni.blogspot.it/...
LA FENICE BOOK Buon pomeriggio #FeniLettori. Oggi vi parlo di un libro molto interessante. Una promettente esordiente italiana.
La copetina è adorabile, perfettamente intonata con il tema del libro. Una storia d'amore ma non solo. Un intreccio di dolori che vanno piano piano scoprendosi con il susseguirsi delle pagine. Una ragazza dolce e adorabile, un cane a quattro zampe e tanta gioia di vivere.
Mia la protagonista del romanzo ha trent'anni, con un passato doloroso alle spalle, una famiglia instabile e una clinica da gestire. La madre sembra quasi odiarla e ritenerla inferiore all'altra sorella. In amore è un disastro e sembra scacciare qualsiasi tipo di uomo le si avvicini, se non fosse per Alberto, perfetto, Dottore e stimato dalla famiglia. Ma ahimè, qualcosa non andrà nel verso giusto.
Il romanzo affronta temi importanti quale: la malattia dei bambini e la Pet-Therapy, che ho gradito molto. L'amore per gli animali. L'istinto di sopravvivenza. I combattimenti clandestini fra cani. L'amore negato di una madre. La perdita. La sconfitta. La delusione. Il tradimento. Uno scritto di trecento pagine vergato in maniera semplice e lineare. Avrei snellito alcune parti ma il tutto risulta strutturato in maniera uniforme e precisa.
Lucreazia Scali al suo esordio, ci lascia senza parole, districandosi perfettamente nel groviglio di pagine e righe che si susseguono; i personaggi sono descritti bene, molti in maniera approfondita altri un pò meno. Tutto si fonda sulla protagonista e sulle sue avventure. Un romanzo dolce e sensibile a tratti intenso. Uno scenario tutto italiano, quello di Torino, d'impatto e diverso.
Una bella storia che punta soprattutto all'amore per gli animali, al loro silenzio, alla loro ombra, al loro esserci vicini anche quando non ce lo meritiamo. Un modo di amare, diverso, unico e irripetibile. Ottimo lavoro. Buona Lettura!
Te lo dico sottovoce è il romanzo d'esordio di Lucrezia Scali, giovane e talentuosa autrice nostrana che lo ha prima autopubblicato, ottenendo un grande successo di vendite e successivamente scoperta e pubblicata dalla Newton Compton.
Il libro, accennato giusto in poche righe, racconta le vicende di Mia, veterinaria trentenne di Torino alle prese con le sue scelte sentimentali, fra scodinzolanti amici a quattro zampe, bambini malati e problemi legati al passato.
Il romanzo si apre con scene divertenti e con uno stile che si caratterizza come scorrevole, brioso, brillante, tanto che lì per lì non potevo credere al fatto di avere fra le mani il libro di un'esordiente! Mi è piaciuta molto la scrittura di Lucrezia e sotto questo punto di vista non posso che elogiarla. Per quanto riguarda i personaggi li ho trovati ben caratterizzati, con un buon background psicologico. Purtroppo, però, temo che siano stati inseriti troppi elementi drammatici in un'unica storia: troviamo, infatti, personaggi con eventi traumatici alle spalle e situazioni familiari difficili, che si vanno a sommare alla malattia dei bambini con i quali Mia lavora e ultimo, ma non meno importante, il salvataggio di alcuni cani a rischio. Nonostante ciò, da buona amante degli animali ho adorato le situazioni in cui Mia aiutava gli animali in difficoltà e l'elemento della pet therapy, che in alcune scene mi ha anche commossa. Il risultato finale però è un romanzo molto gradevole, con una bellissima scrittura e situazioni dolcissime, che sono sicura piacerà a moltissimi di voi. È sicuramente un romanzo che lascia un segno e credo fermamente che l'autrice abbia talento e che avrà una brillante carriera davanti a sé.
Consiglio il romanzo a chi ama gli animali, le storie che parlano di dolori profondi ma anche di cambiamenti e per chi abbia voglia di leggere un romanzo d'esordio scritto davvero molto bene.
*sospiro* No. Sono arrivata in fondo solo per fare numero. No. Nisba nada. Dialoghi irreali, situazioni irreali, cambi di umore di gente irreale. Ad un certo punto, mi sono stati antipatici, tutti tranne i cani. Spesso quando un libro non mi piace, do la colpa al genere. Se è un genere che non mi attira anche un po' per forza mi rimane ostico. A volte al periodo, ci sono quei momenti in cui semplicemente quel libro mi stanca. Qui forse a peggiorare la situazione c'è stata la mia contemporanea lettura di La ragazza che giocava con il fuoco, e lo zio Stieg non è comparabile con gli esseri umani. Eh oh, capita. Forse non sei tu, sono io. Ma fatemi dire che secondo me è un po' anche il libro. Nel senso, alle situazioni che reputo irreali, alla casualità estrema, alle forzature... non si può dire no, secondo me ci sono e rovinano la storia. Ma mi sono molto sorpresa nel constatare che la scrittura c'è. Lucrezia Scali scrive bene, molto bene. E' una scrittura fluida, sa raccontare le cose. Qui secondo me si pecca proprio a livello di trama, troppi stereotipi e poche novità, poco brio. Ma è un romanzo autopubblicato, il primo e risulta evidente che invece la bravura c'è. Va solo molto esercitata. E' una storia raccontata da una persona forse un po' inesperta, ma se lo stile di scrittura c'è, si può migliorare. Quindi in bocca al lupo!
Non mi è piaciuto per niente e sotto tutti i punti di vista purtroppo. Lo stile dell'autrice non è poi così fluido e i cambi di scena sono così improvvisi che mi hanno confusa più di una volta, pensavo di aver saltato qualche riga e invece no, dopo un po' ci si rinuncia e basta e si legge per quello che è... Un libro con molti difetti. La trama per quanto scontata, cosa ricorrente considerato il genere, ha di positivo solo le scene in cui la protagonista è impegnata nell'attività di pet therapy, unici momenti in cui il libro mi ha trasmesso qualche emozione, perché purtroppo con il resto proprio non ci siamo. La protagonista è spesso noiosa e bisbetica. Mia soffre per una questione passata, soffre per la situazione famigliare, soffre per la perdita dei nonni, ha paura di soffrire ancora... Insomma proprio una ragazza solare e divertente! xD Tra l'altro i suoi sbalzi d'umore sono spesso senza senso, come la maggior parte dei dialoghi del libro. Mi è sembrato tutto molto forzato e campato in aria. Gli altri personaggi sono senza spessore e poco caratterizzati, primo fra tutti Diego... per intenderci il cane Bubu è tratteggiato meglio di lui! :D Insomma ho portato a termine questo libro solo perché dovevo utilizzarlo per un contest, altrimenti l'avrei abbandonato almeno a metà.
Non ci posso credere... iniziato ieri e finito oggi!!! Non riuscivo davvero a posarlo e a smettere di leggere. Un romanzo che mi ha conquistata su più livelli, una protagonista che ho adorato e una storia che mi ha commossa. Uno di quei libri che finisco con un sorrisone bagnato di lacrime e che resto a contemplare per svariati minuti una volta chiuso... mi sono immersa talmente tanto nelle vicende della giovane veterinaria Mia che non mi rendevo conto nemmeno del passare delle ore. Non ho trovato nulla di scontato nella trama e mi è piaciuto molto che la storia non si incentrasse solo sulla storia romantica, spaziando in altre dimensioni come quella familiare o quella lavorativa, introducendo molti personaggi interessanti sia umani che canini. Un esordio davvero alla grande per Lucrezia Scali... consigliatissimo!!
Questo libro ha una bella storia, personaggi e dialoghi, a tutto aggiunge anche dei bei sentimenti e tante emozioni tra pet terapy e piccoli ammalati, riesce così a toccare tutte le corde e ti porta a leggere tutto il libro senza accorgertene. Ho dato quattro stelle solo perché non ho gradito il luogo comune che i personaggi si conoscessero in più situazioni e perché il finale l'avrei voluto dettagliato come il resto del libro. Ma questo e' il mio gusto di lettura e pertanto consiglio questo libro .
Carino, ben scritto, ben impostato e argomenti e ruoli dei protagonisti non scontati, diversi dagli stereotipi del rosa. Forse, solo, le parti finali, un po' forzate e inverosimili, ma resta una storia d'amore che si legge con interesse e anche un certo trasporto.
Questo è uno di quei romanzi che attendevo da tempo e sono felicissima che abbia dato inizio al mio 2016 “Libroso”. Recensione completa: http://dragonflyliteraryblog.blogspot...
Davvero una bella sorpresa questo libro.. consigliato alla grande. Spero di leggerne altri ma prego l'autrice di non cambiare mai stile!!! mi ricorda molto la Volontè che io adoro
Quando leggo questo genere di romanzi, ho sempre il cuore che batte fortissimo. Perché sono questi semplici romance, scritti per puro amore verso la scrittura e senza troppe pretese quelli che sanno farti sognare. Se poi sono anche Made in Italy ancora meglio, perché dimostriamo che la nostra editoria è davvero capace di regalare sogni ed emozioni. Come questo genere di romanzi, che con poco, una trama semplice e una storia romantica, sanno regalarti tantissimi palpiti di cuore. Tanto che quando richiudi il libro, lo senti ancora che batte forte nella gabbia toracica. Questo è quello che mi è accaduto leggendo questo romanzo. Oggi vi parlo di “Te lo dico sottovoce” di Lucrezia Scali! Uscito precedentemente in self, aveva già conquistato il cuore di centinaia di lettori, incantati da questa splendida storia. Grazie alla Newton Compton, ora abbiamo il piacere di vedere questo romanzo così dolce e intenso in tutte le librerie! È la storia di Mia: giovane veterinaria con un grande amore per gli animali. Ama il suo lavoro e soprattutto il suo cane Bubu, l’unico maschio della sua vita. Il suo cuore però è un po’ chiuso, causa una grande sofferenza e soprattutto una famiglia che non ha mai appoggiato pienamente le sue scelte di vita. Gente ricca e altolocata, che pensa più alle apparenze che alle cose importanti della vita. Mia è un personaggio che si ama. La si ama per la sua insicurezza, la si ama per la sua dolcezza e grande comprensione, la si ama per la sua passione e il suo amore per gli animali. È una ragazza schietta e molto carina, che crede ancora nel principe azzurro. Ma nel suo cuore vi è una ferita da rimarginare e soltanto una persona ci potrà riuscire. Peccato che nella sua vita entrino ben due uomini: Albero, medico affascinante e all’apparenza serio e romantico, e Diego: poliziotto un po’ burbero e schietto, ma dal cuore d’oro. Entrambi collaborano con lei per via del suo lavoro con gli animali: uno per il progetto Pet Therapy nell’ospedale dove lavora e l’altro per ritrovare cani smarriti o maltrattati o anche per i combattimenti tra cani a cui offrono soccorso agli animali coinvolti. Lucrezia, in questo romanzo, ci trasmette anche un’altra cosa oltre alle tante emozioni che già la storia suscita da sé: il suo amore per gli animali. Tante volte sentiamo di cani abbandonati, maltrattati, che non vengono trattati come si conviene ma soltanto come bestie. La nostra autrice tratta questi argomenti con grande umanità e dolcezza, facendoci vedere molte realtà su cui, troppo spesso, la gente chiude tutti e gli occhi. “Tanto sono solo animali.” NO! Questo libro, anzi Mia in primis, ci insegna che non è assolutamente così! E dobbiamo rendercene conto più spesso, se vogliamo davvero cambiare le cose. Un’altra cosa che mi ha davvero incuriosito è stato il fatto della Pet Therapy! Non sarebbe davvero niente male proporla davvero negli ospedali! Dopo tutto le persone volontarie fanno i clown per allietare la vita dei bambini costretti in ospedale, perché un cane non può fare altrettanto? La trovo sul serio un’idea originale e spero che qualche medico abbia letto il libro e ci faccia un pensiero, perché sarebbe davvero una svolta! Ma torniamo alla storia: Mia si ritroverà il cuore che viaggia in due direzioni. Da una parte Alberto sembra la scelta più logica: è bello, un medico di successo e di ottima famiglia. Quello che anche la sua sognerebbe per lei. Ma dall’altra abbiamo Diego e vi dirò che, fin da quanto è comparso, ho fatto il tifo per lui! Sì, ho un debole per i belli e dannati, un po’ arroganti ma che nascondono un cuore immenso e che sono capaci amare più di chiunque altro. Lui e Mia sono molto opposti, eppure quella scintilla che brilla c’è, ogni volta che li si vede insieme. “«Diego…» dissi sottovoce. «Dimmi, gattina.», rispose baciandomi i capelli. «Sei fiero di me? Voglio dire, fiero della donna che sono?» Mi lasciai andare, avvolta dal calore del suo abbraccio. «Sono sempre stato fiero di te» mi rassicurò «Non devi dubitarne, mai». Rimasi ad osservarlo, senza aggiungere altro, e lui si chinò posando le labbra calde sulle mie. Sentivo crescere dentro di me un sentimento mai provato prima, né con Davide né con altri uomini con cui ero stata. I suoi occhi, quando mi guardavano, erano capaci di confondermi. Non sapevo quale fosse il suo incantesimo, ma su di me aveva funzionato. Andiamo, chi non sceglierebbe lui? È troppo bello!! Ma la scelta spetta alla nostra Mia: chi sceglierà di questi due giovani? La risposta dovrete trovarla voi, leggendo questa piccola favola romantica che fa battere davvero il cuore! Ci saranno tanti altri personaggi, come Fiamma: migliore amica di Mia e che personalmente ho adorato tantissimo! E Antonio, altro collega di Mia che è davvero adorabile! Conosceremo i bambini con cui Mia attuerà la Pet Therapy e vi consiglio di tenere pronti un paio di fazzolettini per loro, sono stupendi! La famiglia di Mia… Ma su di loro non mi esprimo, vi lascio il piacere! Faccio i miei sinceri complimenti a Lucrezia, per avere creato questa storia romantica, allegra ma anche intensa e molto commovente! Spero tanto di leggere presto un suo nuovo lavoro, perché le prospettive sono davvero ottime! Che cosa state aspettando? Perdetevi anche voi nella splendida storia di Mia e dei suoi animali. Innamoratevi anche voi del mitico Bubu!! Io già lo amo! Ve lo dico sottovoce? Non ve ne pentirete!!
“Te lo dico sottovoce” è il romanzo d’esordio di Lucrezia Scali, la admin del blog letterario Il libro che pulsa che mi ha gentilmente inviato il suo libro. Quando si parla di romance, sapete che parto per la tangente, ed ero particolarmente incuriosita da questo libro. La cover e il titolo mi avevano incuriosita parecchio e devo dire che nonostante si tratti di un romanzo d’esordio e autopubblicato, la storia è interessante.
Quando si tratta di storie di seconde possibilità sono sempre molto entusiasta, anche se i triangoli non sono proprio il mio top. Quando si inizia a leggere non si ha nessuna idea di dove si andrà a finire, e anzi si rimane un po’ spiazzati dalla vita semplice, dalla quotidianità della protagonista. Man mano che la storia procede si arriva a percepire che c’è qualcosa di più che riposa tra le pagine del libro, che la Scali condurrà il lettore in un viaggio di scoperta e accrescimento personale. È Mia che racconta la sua storia, in una prima persona cruda e senza misericordia, che si cristallizza davanti al lettore. Una donna che ha sofferto molto, dal passato terribile, che ancora adesso la tormenta. Certi avvenimenti non si dimenticano mai, niente può cancellarli e le cicatrici restano a dolere per il resto della propria vita. Costruendo la sua clinica che cura con un amore disarmante, curando i cani abbandonati in maniera esemplare. Tanti, forse troppi, i dettagli sulla clinica e sul suo lavoro, che lasciano il lettore un po’ spaesato. Ma quello che conta sono i suoi sentimenti e la sua forza di volontà. È una donna che ha sempre lottato, con sua madre che la voleva diversa, con le convenzioni, con chi non riesce a capirla fino in fondo. Ma Mia va per la sua strada, anche quando tutto trama contro di lei e la butta a terra. Ed è per questo che si costruisce dei muri che la proteggono da tutto, è per questo che rifugge qualsiasi forma di contatto. Ma poi un incontro, anzi un doppio incontro, cambia completamente le cose. E allora abbiamo da un lato Alberto, un medico in carriera, disposto a qualsiasi cosa, pur di accontentare sua madre, un uomo determinato a trovare la sua realizzazione anche attraverso il matrimonio. Dall’altro c’è Diego, un poliziotto pugliese, con i suoi drammi alle spalle, che non è disposto a nascondersi dietro nessuna facciata, ma che anzi si getta a capofitto nelle situazioni. Ha molto in comune con Mia, anche se continua a provocarla in un continuo scambio di idee e situazioni. A volte fin troppo accese. Ma Mia non è pronta, scappa, cerca sicurezza e sceglie la strada più facile forse, di certo quella più sbagliata. Diego non è perfetto, e anzi di colpi di testa ne fa tanti, ma credo che sia piuttosto normale, quando gli sbagli si commettono in due. A volte alcune bisogna commettere degli errori per capire qual è la cosa giusta da fare. Molto interessante la scelta della Scali non solo rispetto al lavoro di Mia, la veterinaria, ma anche uno dei temi cardine del libro, quello della pet therapy. Ho due cani e so bene quanto bene facciano, quanto il loro affetto sia fondamentale nella mia famiglia. Le scene in ospedale con i piccoli Martina e Lukas sono piene di tenerezza. E come dimenticare Bubu, il compagno a quattro zampe di Mia? Devo dire che l’ho davvero adorato. L’ambientazione, tutta nostrana, a Torino, è molto curata, e ben riconoscibile, molti sono gli spazi descritti, a partire dalla casa di Mia, ereditata dai nonni e situata fuori Torino. La clinica poi di certo ha un posto speciale.
Il particolare da non dimenticare? Una pallina da tennis…
Una romance a tutto tondo, un libro sulle seconde possibilità cercate e trovate, un mondo pieno di animali e passione, e di lotta per essere felici. Non bisogna mai smettere di credere nell’amore. Buona lettura guys!
Te lo dico sottovoce è il secondo romanzo che ho ricevuto da Newton & Compton nell’ambito del programma Il club dei lettori. A quanto leggo dalla quarta di copertina, si tratta di un romanzo in origine autopubblicato e che poi è passato ad essero edito da N&C, appunto. Premessa: se avessi visto questo libro in libreria, probabilmente non lo avrei comprato. Ho cercato però di leggerlo nella maniera più obiettiva e priva di pregiudizi possibile, e credo di esserci riuscita... il problema è che, nonostante questo, il libro non mi è piaciuto molto. Mia, la protagonista, è una veterinaria che si occupa di salvare, e quando serve rieducare, cani e gatti randagi o vittime di maltrattamenti. Grazie al suo lavoro, incontra i due uomini che nel corso del romanzo se la contenderanno: da una parte Diego, un poliziotto appena trasferitosi a Torino, che inizia a collaborare con lei; e dall’altra Alberto, un medico che sembra avere tutto quello che lei può desiderare in un uomo, e che trova pure il favore della sua invadente madre. Mia incontra più volte Alberto, grazie anche al programma di pet therapy che è stato approvato dall’ospedale in cui lui lavora. Ma ha un segreto, qualcosa nel suo passato che l’ha profondamente segnata e che le impedisce di abbandonarsi del tutto a una nuova relazione. Ora, la storia del triangolo e della donna contesa da due innamorati è abbastanza scontata, e ha il finale che ci si può aspettare fin dall’inizio. Ma io penso che ogni luogo comune possa trovare nuova linfa, se trattato nel modo giusto; e qui questo è mancato. I personaggi non mi hanno dato l’idea di essere ben caratterizzati, ma questo potrebbe anche essere un limite dato dalla scelta dell’autrice di raccontare la storia in prima persona. Anche così, però, Mia non è uno di quei personaggi che buca la pagina, che sembra vivo; anzi, quando viene rivelato il so grande segreto ho pensato che, sinceramente, avrebbe dovuto essere preparato un po’ meglio. Mi è sembrato che fosse stato piazzato per aggiungere un po’ di pathos a una vicenda che, in fin dei conti, tutto sto pathos non ce l’ha. Il suo racconto non mi ha trasmesso nulla, non mi ha smosso, non mi ha portata a provare più empatia per lei e più comprensione per ciò che prova. E questo non perché io sia insensibile o altro, ma perché non ho sentito nel testo l’emozione necessaria per una confessione di quel genere. Se Mia, la protagonista, non è ben caratterizzata, o quanto meno la sua caratterizzazione rimane un po’ superficiale per come la vedo io, va anche peggio per Alberto e Diego; come vi dicevo, la cosa può dipendere dal fatto che il romanzo sia in prima persona, e quindi per ovvi motivi Mia non possa sapere cosa pensano o da cosa sono motivati i due ragazzi. Ma anche qui, lo scoglio della prima persona è aggirabile; mi è capitato di leggere romanzi in cui anche gli altri personaggi erano ben caratterizzati, grazie a un’attenzione ai dettagli, ai comportamenti, alle piccole cose che ci tradiscono senza che ce ne rendiamo conto. Anche qui, mi è parso che la cosa mancasse, e sinceramente non trovo ci sia granché differenza tra i due. Altro punto debole sono secondo me i dialoghi: non li ho trovati naturali, la maggior parte delle volte mi sono chiesta “ma chi parla così nella vita reale?”. La vicenda in sé poi è abbastanza scontata, sia per come procede sia per ciò che succede. La cosa che sinceramente mi ha lasciata più perplessa è la parte giudiziaria alla fine, che ho trovato un po’ inutile ai fini della trama. In definitiva non è un romanzo che consiglierei, nemmeno alla amanti della collana Harmony. Una stella in più solo per le pagine dedicata alla pet therapy e alle abilità degli animali in questo senso, ma nulla più.
da www.ilmondodisopra.it Non leggo spesso romance struggenti su un amore chissà quanto favolistico, perchè mi sembra sempre che il libro finisca tra i clichè, invece con Lucrezia il mio modo di vedere questo genere è totalmente cambiato.
E' vero che questo romanzo parla d'amore, ma uno dei punti centrali che sviluppa è quello sull'amore per gli animali e su come toccano le corde del nostro cuore con parole fatte di musica.
Tanti sono i romanzi che parlano di animali, eppure l'autrice con il suo linguaggio e il suo tono ha reso il tutto diverso ed unico.
La storia ci narra di Mia, una veterinaria di ormai trent'anni, forse complessata dai problemi con una famiglia un po' troppo invadente e con la voglia di vivere la sua vita senza amore. tuttavia quel sogno che tutte le notti le viene in mente, sembra sussurrare tutt'altro.. Ora provate a non alzare la mano, ma quante volte la maggior parte di noi si è svegliata con la bava lunga sul cuscino, con i capelli in disordine dopo aver sognato quel principe azzurro da favola? Quante volte ci siamo scazzate all'idea di svegliarci dopo un sogno così...bello? Quante volte abbiamo sperato di ritrovarci tra le braccia del nostro amato ed invece abbiamo coccolato il nostro fedele amico a quattro zampe? Quello che comunque c'è sempre e ci fa sorridere con il suo modo di fare? Ecco, ora Mia siete un po' anche voi.
Mia ama due cose del suo mondo: la decisione di non aspettare il grande amore, ma poi la sera ecco ricorrere quel sogno, e gli animali. Ama talmente tanto gli animali che il suo progetto più grande riguarda la pet therapy.
La sua routine quotidiana viene travolta quando nella sua vita appaiono non uno, ma due uomini completamente l'uno opposto all'altro. Da una parte troviamo un nuovo vicino poliziotto (il fascino della divisa colpisce ancora) bello e dannato.. (no, non è un vampiro, eppure ha un caratteraccio), insomma il classico stronzo.. almeno secondo lei. Dall'altra invece troviamo un uomo tranquillo, quello che può dar solo senso di pace e sicurezza.
Mia è la classica donna con la D maiuscola pregi e difetti compresi e l'autrice con la sua scrittura ci permette di ritrovarci in lei in molti momenti.
Riga dopo riga ci ritroveremo in tantissimi colpi di scena che faranno vacillare la protagonista (ed anche noi) nelle sue certezze. La sua semplicità e la sua determinazione le permetterà di credere in quello che forse aveva perso e che la notte il suo inconscio le ricordava di sperare.
Ho amato i suoi personaggi, ho sofferto con Mia in alcuni momenti, ho sospirato e come il protagonista della storia infinita, ho parlato con lei. L'ho ascoltata e l'ho esortata ad andare avanti.
Mi sono lasciata prendere dalle emozioni e quando sono arrivata all'ultima pagina il mio cuore ha sussultato, perchè era finito.
Quelle emozioni, quel modo di fare, il libro che per ore mi ha accompagnato, era finito; ecco quindi cosa succede quando un libro ci piace davvero, il cuore sussulta.
Te lo dico sottovoce è un romanzo d'esordio che parla d'amore, ma lo fa trattando l'amore in tutti i suoi campi.. e credo che sia questo che abbia aiutato Lucrezia a rendere il suo romanzo d'esordio, un romanzo vincente.
Come vi dicevo sopra Mia siamo noi, non è una di quelle donne inventate dall'inchiostro di una mano, Mia posso essere io o puoi essere tu che stai leggendo e non c'è cosa più bella di intravedersi in un personaggio.
Consiglio questo romanzo a chi ha voglia di sognare e a chi come me si è innamorata pazzamente della cover.
Posso dire orgogliosa che Lucrezia Scali è delle mie più care amiche virtuali e blogger che ho. La seguo sia su Facebook che sul suo blog “Il libro che pulsa”. Con lei ho sempre scambiato opinioni sulle varie letture durante l'anno, anche perchè abbiamo gusti molto simili. E poi ama i cani come me!! Appena ho saputo della pubblicazione del suo primo libro, mi sono emozionata!! Avere qualcuno che conosci e che pubblica una sua creazione è stato come sapere che una tua cara amica si sposa. Il modo di scrivere di questa autrice emergente è curato e scorrevole, nonostante sia il suo primo libro. Coinvolgente dalla prima all'ultima parola, con un finale molto romantico.
In un istante mi sono ritrovata tra le pareti della casa di Mia, la trentenne protagonista e voce narrante di questa bella storia non solo d'amore, ma anche di vita vera, senza tanti fronzoli.
Leggere la storia di Mia, del suo dolore, delle sue perdite, mi ha fatto emozionare. Mi ha fatto riflettere e pensare che niente è scontato e niente ci è dovuto. Bisogna costruire il nostro futuro, cercando di cancellare un brutto passato, con le nostre forze, magari con qualcuno che ci ami al nostro fianco. Questo è ciò che Mia cerca dalla vita. Ma non è semplice trovare la forza di guardare avanti o di aprirsi con il prossimo. E' molto più facile aprirsi con gli animali, che cura come professione, con il suo amico a quattro zampe Bubu, un cagnolone pieno di vita, e con i bambini del reparto pediatrico dell'ospedale della sua città, per i quali pratica la pet therapy.
"L'ospedale era un mosaico di storie già scritte e di altre ancora da scrivere. Le stanze erano tutte uguali, eppure ognuna raccontava qualcosa di diverso: delle persone che aveva ospitato e lasciato andare via e di quelle che voleva trattenere. Ogni cosa era fredda e incolore: i visi, le barelle, le sedie. Anche l'odore di disinfettante, che impregnava l'intero edificio peggiorò la situazione e non contribuì ad anestetizzare la nausea."
Una vita piena, quella di Mia. Circondata dall'affetto dei suoi pazienti pelosi e dei suoi colleghi-amici. Ma non basta. Mia ha nel cuore una grande e profonda ferita che non si chiuderà mai. A volte solo l'amore può lenire il dolore. Lo troverà mai negli occhi di qualcuno?
“Fiamma scosse la testa. "Mia, mi sa che hai visto troppe oltre Cenerentola. Non arriverà nessun principe azzurro, sono troppo occupati a sistemarsi il ciuffo e andare dell'estetista, oppure a cercare di salvare il loro matrimonio" Terminò con un sorriso sarcastico. "Stop. Mi stai dicendo che sbaglio ad aspettare quello giusto? E dovrei buttarmi in qualche avventura delle tue?" ”
Una storia che si legge tutta d'un fiato, contornata da personaggi che non dimenticherete. Dai piccoli bambini dell'ospedale all'amica e consigliera di Mia, Fiamma. E come potevano mancare i protagonisti maschili? Diego e Alberto. Il Diavolo e l'Acqua Santa. Ma chi è l'uno e chi è l'altro? Non vi resta che leggerlo per scoprirlo. E per 99 centesimi non avete scuse! In bocca al lupo Lucrezia!
Vado fuori dal coro. Ho preso questo libro avendone letto recensioni più che positive fatte da alcune blogger che seguo, e l'ho fatto nonostante io non sia una fan delle autopubblicazioni e della letteratura italiana in generale, trovandola spesso scritta in un modo che semplicemente non fa per me. Questo libro, ahimè, non è un'eccezione (come lo sono invece i libri di Viviana Giorgi <3). La storia è carina, non originalissima ma non è un problema,la protagonista è anche simpatica e il fatto che sia una veterinaria che fa pet therapy è decisamente la ragione di una stellina abbondante, il protagonista è il classico maschione da romanzo rosa e va bene così. Andiamo però alle note dolenti: prima di tutto il tempo, a me piace che si capisca chiaramente il periodo in cui è ambientato un libro e che si noti lo scorrere del tempo durante la storia, in questo libro tutto ciò non è affatto chiaro. Si parla di maggio, di caldo asfissiante e contemporaneamente di gemme che spuntano, e non si capisce quanto sia durata la storia, due settimane? Due mesi? Non saprei proprio dirlo! Parliamo poi del passato della protagonista, ha una tragedia alle spalle (come sembra andare di moda ormai) ma finché non lo dice lei non si capisce, per mezzo libro sembra una ragazza normalissima e poi sbam, ti sbatte in faccia la tragedia. Stessa cosa per il protagonista, anzi nel suo caso ancora peggio, ma non ho intenzione di spoilerare. Altra cosa che non capisco, che non era necessaria all'equilibrio della storia, è la reazione della vecchia signora al fatto che la protagonista e il di lei figliuolo si sono lasciati, totalmente irrazionale e esagerata. Si poteva trovare un modo più semplice per far fare pace ai protagonisti... tipo un dialogo da persona normale... Insomma, ci sono molti lati che semplicemente, per me, rovinano la storia invece di darle qualcosa in più e questo per me è il problema delle autopubblicazioni, cioè la mancanza del lavoro di qualcuno di esperto che consigli cosa tenere e cosa no per l'equilibrio della storia. Cosa però che, a ben vedere, ormai sta mancando anche nei libri pubblicati dalle CE, tutto in nome di un risparmio che inficia sulla qualità. Nonostante tutto quello che ho scritto, spero che l'autrice continui a scrivere, dopotutto è con l'esperienza che si migliora. In bocca al lupo.
Mia è una giovane donna, forte e sensibile allo stesso tempo, con un un passato doloroso alle spalle che non ha smesso di sognare l'amore.
Ha comunque una vita piena di soddisfazioni che le vengono dal lavoro di veterinaria, dalla gestione della sua clinica per animali e dal progetto che sta per iniziare con l'ospedale sulla pet therapy e i bambini malati.
L'amore che tanto sogna non tarderà ad entrare prepotentemente nella sua vita.
Nell'ospedale, con cui collabora per il suo progetto sulla pet therapy, incontrerà un'affascinante medico, Alberto, e inizialmente ne sarà conquistata per i suo modi eleganti e gentili. Contemporaneamete farà la conoscenza del suo nuovo vicino di casa Diego, poliziotto irriverente e dalla vita "movimentata" appena trasferitosi dalla Puglia.
La maschera di Alberto cadrà rapidamente, rivelandosi l'esatto opposto di quello che vuole rappresentare. Diego invece, con cui ha avuto un pessimo inizio, sarà una bella scoperta per Mia.
L' amore di Diego sarà come lui, sincero e diretto, e aiuterà Mia a superare le difficoltà che si presenteranno e a farle guardare con occhi nuovi il rapporto freddo e distaccato con i suoi genitori .
Grazie a lui Mia recupererà fiducia in un sentimento che aveva congelato da tempo.
Ho scelto di leggere questo libro incuriosita dall'esordio letterario e riconosco che, per giovani lettrici, può essere una lettura leggera e a tratti divertente.
Per quanto mi riguarda, pur trattando temi molto delicati e importanti( la pet therapy, i bambini malati e gli animali maltrattati), non sono riuscita ad entrare in sintonia con questo libro che in alcuni momenti ho trovato un po' scontato.
Non ho provato il trasporto nelle storie d' amore che vive Mia e non sono riuscita ad appassionarmi alla storia in generale. Ho riscontrato poca linearità nell' evoluzione dei personaggi, Alberto e Diego, e mancanza di approfondimenti dove forse erano necessari.
Per finire, in una discussione tra Mia e Alberto, lo scambio di battute mi ha ricordato una scena del film "La verità è che non gli piaci abbastanza". Sono andata a rivedere il pezzo in questione e ho ritrovato le stesse battute con la sequenza che ricordavo, che poi è quella del libro.