"Desiderare", in italiano, è un atto bellissimo, viene dalla parola sidera, "stelle", e significa letteralmente: accorgersi che nel tuo cuore c'è qualcosa di più di quel che, per ora, le stelle stanno concedendo all'umanità.
Igor Sibaldi (Milano, 1957) è uno scrittore, slavista, drammaturgo e traduttore, nato da padre italiano e madre russa. Si è laureato all'Università Statale di Milano nel 1981 in lingue e letterature slave. È studioso di teologia, filologia, filosofia e storia delle religioni ed è autore di opere sulle sacre scritture oltre che di narrativa e teatro. Negli anni Ottanta e Novanta ha tradotto varie opere di letteratura russa, in particolare romanzi e racconti di Tolstoj e di Dostoevskij, dedicandovi monografie e saggi introduttivi; in seguito ha tradotto il Vangelo di Giovanni dal greco antico nel volume Il codice segreto del Vangelo e parte della Genesi dall'ebraico antico nel volume Il libro della Creazione. Sibaldi ha creato il proprio pensiero sulla base delle filosofie di Fedor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Carl Gustav Jung, Eraclito, Carlos Castaneda, Theodor Adorno, Hegel, Sigmund Freud e la Bibbia. Nella sua visione, l'uomo deve recuperare la propria dimensione ed il proprio "Io" e gli angeli, intesi come emanazioni dell'inconscio, spingono l'essere umano alla scoperta di questa realtà.
Questo è il secondo libro di Igor Sibaldi che leggo e, se non avessi prima ascoltato sul web tanti dei suoi interventi e stralci dei suoi seminari, non avrei mai potuto apprezzare la sua profondità di pensiero. Nel senso che anche questo libro per me è illeggibile, mentre gli stessi concetti, da lui espressi a voce, sono interessantissimi. Non so proprio come spiegarmelo, perché Igor Sibaldi è davvero un gigante, oltre ad essere un grande pensatore è anche un valentissimo studioso ed è piacevole e istruttivo ascoltare tutto quello che dice, mentre per me non lo è altrettanto leggere quello che scrive. Probabilmente il suo modo di scrivere e forse anche le sue scelte editoriali non riscontrano proprio il mio gusto. Qui ad esempio avrebbe potuto semplicemente scrivere un saggio sull’argomento, sarebbe stato già bello leggere il suo pensiero diretto, invece ha impostato la trattazione dell’argomento come un ‘dialogo socratico’, che poteva anche essere un’idea, ma quello che ne è venuto fuori è un inutile e farraginoso appesantimento di tutta la struttura narrativa del libro.
Premetto che ho finito di leggerlo solo perché me l’ha prestato un’amica, è il libro più pesante che io abbia mai letto, non solo per il genere, ma proprio per i discorsi affrontati, ad un certo punto viene detto che alcuni potrebbero avere delle difficoltà nel seguire i discorsi, io sono stata una di quelle persone, lo ammetto! Comunque è stato interessante, anche se non del mio genere preferito. È ben scritto, ma pensavo fosse diverso, mi piacerebbe leggere la versione da cui è “tratto”.
Riassumerei il libro di Igor Sibaldi con una citazione “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre”. Sibaldi con questo libro fa proprio questo, apre la nostra mente e ci fa capire quanto sia infinita l’esperienza della vita. Ti fa rendere conto della nostra cecità e che in realtà basterebbero un paio di occhiali da vista per concepire quanto tutto sia così semplice e nitido. Un grande scrittore, un grande libro e un grande maestro, grazie. “La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente.” Einstein - consiglio con tutta me stessa questo libro, vi cambierà la vita.
Desiderare. Perché desiderare? Come desiderare? Cosa desiderare? A tratti è piuttosto arduo stargli dietro, è facile distrarsi e perdere il filo del discorso, che già di per sé non è dei più semplici da seguire. Tuttavia alla fine rimangono svariati punti che effettivamente ti ronzano nella testa e che vanno rielaborati con calma. Da valutare per chi vuole confrontarsi con modi diversi di pensare e... riflettere.
Seguo Igor Sibaldi da diversi mesi su YouTube, mi sono avvicinata ai suoi libri da poco tempo, sono molto impegnativi soprattutto se non si conosce il suo stile però veramente illuminante. Non vedo l'ora di andare a un suo evento live 💪😁
La tecnica dei 101 desideri consiste nel darsi la possibilità, anzi 101 possibilità, di essere felici, di realizzare qualsiasi cosa desideriamo, qualsiasi obiettivo, con fiducia, con il sorriso. Igor Sibaldi ci insegna l’importanza di desiderare ✨🧞♀️
Questo ennesimo viaggio a bordo di una delle navi di Igor Sibaldi, mi lascia un nuovo punto di osservazione del mondo dei desideri.
Benché sia stata cresciuta a pane, amore e desideri (mia mamma, la più grande sostenitrice di questo mondo onirico) ho messo da parte le mie certezze per fare un tuffo nel vuoto.
Se avessi espresso a mia madre la volontà di andare sulla Luna, mi avrebbe detto: "Beh, facciamo un programma e vediamo come andarci". Forse questa è la ragione per cui ho comprato il libro... Di certo, non cercavo una formula magica per esaudire tutti i miei desideri, anche perché facendo mie le parole di Sibaldi "non è una questione di magia, ma di filosofia".
Leggendo mi sono ritrovata a riflettere in un mondo pieno di incertezze, dove ogni parola ha il suo peso, ogni frase è determinante, ogni desiderio è un progetto.
Per desiderare bisogna imparare a pensare da uomini liberi. Liberi dalla paura, dall'ignoranza, dai sensi di colpa e da qualsiasi meccanismo di difesa. Liberi dalle continue "pressioni selettive del mondo" che mirano a trasformare le persone in gregge!
In questa prospettiva di viaggio, ho imparato che i desideri sono un mezzo magnifico per scoprire chi siamo. Come una mappa il libro mi ha indicato delle strade. A me, la libertà di acquisire quelle capacità necessarie per imparare a desiderare.
Ho letto frasi potenti, ma anche semplici. Tutte convergono verso un'unica direzione: senza desiderio non si può vivere! Tra le righe c'è un chiaro messaggio che esorta a non accontentarsi, ad "andare oltre" desiderando solo cose che ci meravigliano perché infondo non vale la pena desiderare nient'altro.
Il libro si legge velocemente, naviga tra filosofia, religione, miti e persino fiabe che spiegano con semplicità e ironia, come arrivare, o meglio come partire alla ricerca di noi stessi formulando almeno "101 progetti di libertà".
Ispirata da questa "filosofia dei desideri", ho persino riaperto il mio quaderno e ho aggiornato la mia lunga lista alla ricerca di nuove abilità e talenti.
Libro incoraggiante che in qualche modo vibra con una preconoscenza interiore..de siderare significa andare aldilà delle stelle ,aldilà del conosciuto ,spingersi dove i nostri occhi e i nostri sensi non sono ancora arrivati approdare laddove solo l'immaginazione ha accesso perché vede prima di vedere..Significa prendere confidenza con quel vuoto ,uno spazio che si genera tra le cose del mondo perché ne accadano altre e con il proprio vuoto che è fatto di quel qualcuno che ancora non hai scoperto di essere e che ti viene precluso rimanendo al di qua di quello che i limiti con cui sei cresciuto ti portano a rimanere ..da leggere ..da iniziare a mettere in pratica ,sapendo che forti resistenze e forze faranno a gara per far fallire l'impresa e che verranno abbattute dal semplice desiderare perché saranno solo trascese
Boom. Sibaldi ribalta le prospettive e lo fa con ironia e capacità. Interessante e ispiratore, questo è un libro di quelli da tenere sempre a portata di mano.
Io sosterrò che l’arte, la scienza, la filosofia, il bisogno di religione sono tutti modi di desiderare, e che dunque ogni cultura si nutre di desideri.
🧞 Pensavo che mi sarei trovata davanti a un testo leggerino sulla tematica del desiderio. Niente di più sbagliato.
🏛️ In realtà il testo è di stampo filosofico, materia con cui non avevo a che fare dai tempi del liceo.
🤓 Da un lato questo inaspettato spessore mi ha colpito in positivo (e qui deve essere sicuramente la secchiona che è in me a parlare): quasi mai apprezzo le letture tropo leggere.
🤔 Dall'altro, però, vuoi perché disabituata a questo tipo di discussione, vuoi per il modo in cui le cose sono state esposte, ho perso il filo più volte e solo in alcuni punti mi è venuta la curiosità di tornare indietro a vedere cosa mi stessi perdendo.
🧠 Ad ogni modo, a quasi un mese dalla sua conclusione, sono ben pochi i concetti che mi sono rimasti impressi.