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Una quadrilogia: L'odore assordante del bianco - Processo a Dio - Memorie del boia - La fine di Shavuoth

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Nel 2006 Franco Quadri fece uscire da Ubulibri un volume che riuniva i primi quattro testi di Stefano Massini. L'odore assordante del bianco, che aveva vinto il premio Tondelli nel 2005, mette in scena Van Gogh nei giorni del suo ricovero in manicomio. Processo a Dio (interpretato da Ottavia Piccolo, è stato il primo importante successo di Massini) si svolge in un campo di concentramento liberato, dove un'attrice ebrea accusa Dio di essere il vero responsabile dell'Olocausto. Memoria del boia, ambientato nel 1829, è il dialogo tra il leggendario boia di Parigi, Charles Sanson, e un giovane misterioso che poi si svela essere ben noto agli spettatori. La fine di Shavuoth si svolge nel 1911 in un caffè di Praga: uno dei tre personaggi è Kafka. A distanza di dieci anni riproponiamo quel volume con l'aggiunta di una premessa scritta dall'autore per l'occasione.

254 pages, Paperback

First published January 1, 2006

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About the author

Stefano Massini

34 books86 followers
Stefano Massini (Firenze, 22 settembre 1975) è uno scrittore, drammaturgo e saggista italiano, consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, firma del quotidiano La Repubblica e noto volto televisivo per i suoi racconti a Piazzapulita su La7.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Abc.
1,120 reviews108 followers
March 1, 2022
Non è male, ma Massini ha scritto di meglio e purtroppo, avendo già letto altre sue opere più riuscite, sono rimasta un po' delusa.
Fra questi quattro racconti indubbiamente quello che ho preferito è "processo a Dio". L'ho trovato molto forte e devastante allo stesso tempo. L'incalzare delle domande durante il processo, l'emergere di prove sempre più atroci esprimono tutto l'orrore dei campi di concentramento e l'interrogativo più che legittimo su come Dio abbia potuto permettere tutto ciò.
Anche il racconto che chiude il libro, "La fine di Shavuoth", è molto intenso. Presenta delle riflessioni sull'essere umano, sulla paura di rischiare e di mettersi in gioco perché "non si conoscono le regole del gioco". Ma la vita è un gioco che si impara giocando e tirarsi indietro significa condannarsi all'infelicità.
Profile Image for irene.
63 reviews4 followers
February 7, 2024
YITZHAC LÖWY
Tu stai qui, a Praga?
FRANZ KAFKA
Ci sono nato.
YITZHAC LÖWY
(bevendo) Città strana, mi sbaglio?
FRANZ KAFKA Non so.
YITZHAC LÖWV
È come se... Boh. Qui il tempo non scorre: è già passato.
Sarà una sensazione: mi sembra di vivere un secolo fa.
FRANZ KAFKA
E vero invece.
YITZHAC LÖWY
Sí?
FRANZ KAFKA
Al vecchio municipio ebraico, sulla Maiselova, c'è un
grande orologio, l'hai visto?
YITZHAC LÖWY
Mi pare.
FRANZ KAFKA
Sul quadrante, invece delle ore, ci sono le lettere
dell'alfabeto, dall'aleph fino alla yod'bet. Quando lo guardo penso che il tempo a Praga non fa che questo: ripete sempre le stesse parole, all'infinito.

Scrivo qui, come dice Löwy di Kafka, parole di altri.
Non sono brava a scrivere recensioni perché non prendo appunti e scrivo tutto di getto e confusamente: penso questo e quest’altro e quest’altro ancora.

Però ho trovato in questi atti unici il piacere di leggere che a volte non si trova: leggere a volte sembra un dovere, un modo di sentirsi colti, a volte ho l’impressione di non concentrarmi tanto su ciò che leggo ma sul fatto che DEVO leggere. Non è stato così.
Tre di questi atti unici hanno come protagonisti artisti realmente esistiti, e tutti loro mostrano in sé lati crudi di umanità: solitudine, desiderio di un contatto con l’altro, il desiderio di esprimersi.
Non mi sento mai in diritto di dire: questo è bello, questo è brutto, perché non credo di avere l’autorità per farlo.
So che leggere di Kafka che parla di Praga quando non mi aspettavo di leggere di Praga, due giorni prima di lasciare la Repubblica Ceca, mi ha dato un piccolo brivido. So che leggere di persone che mentono per dare un’immagine diversa di sé mi è sembrato vero, come di Van Gogh che nasconde i dipinti sotto il letto, di Kafka che vuole solo scrivere e si sente come quei dieci scalini che si immergono nella Moldava senza sapere dove vanno, di Löwy che viaggia eppure inventa altri mille viaggi che desidera ma ancora non ha fatto, mi ha lasciato qualcosa.
A volte è solo bello leggere e sentire che qualcuno ha steso una mano sulla carta, ha lasciato delle parole, e di ciò che qualcuno ha deciso di lasciarti ti ritrovi a dire “Anche io”.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Bobparr.
1,150 reviews91 followers
July 26, 2022
Quattro testi belli, dove Massini ci fa sentire a nostro agio con personalità passate - Kafka, Balzac… - e lo fa con competenza e maestria.
Dopo la bella lettura di Lehmann Brothers, questo testo giovanile sottolinea come l’autore fosse già ganzo fin dai primi tempi, evitando l’autobiografismo e confrontandosi fin da subito con tematiche complicate e scottanti.
Profile Image for Davide Battilori.
255 reviews1 follower
July 17, 2022
"L'odore assordante del bianco" mette in scena Van Gogh nei giorni del suo ricovero in manicomio.
"Processo a Dio" si svolge in un campo di concentramento liberato, dove un'attrice ebrea accusa Dio di essere il vero responsabile dell'Olocausto. "Memoria del boia" raccoglie le riflessioni del leggendario boia di Parigi.
"La fine di Shavuoth" ha come protagonista Kafka.
Quattro testi di Stefano Massini, primo autore teatrale italiano ad aver vinto un Tony Award.
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