Se il bosco potesse parlare, racconterebbe di due ragazzi che amavano respirare il profumo della resina. Se le montagne e i sassi avessero voce, direbbero che lassù, dove le cime graffiano il cielo, a volte il respiro si ferma. Come quello di Giacomo, bloccato dalla terra che all'improvviso frana; come quello del suo più caro amico, che preferisce non ricordare il proprio nome, perché da quando la montagna si è sgretolata niente ha più senso. E parlerebbero anche del respiro di Chiara, amica preziosa che ama i boschi solo in cartolina. Non bastano le parole di genitori, professori o amici per riempire un vuoto che sembra incolmabile: Giacomo se n'è andato e ha portato via il sole. Vivere ancora sembra impossibile, se non passando attraverso ciò che è accaduto. Passando di nuovo attraverso il bosco.
"Lo stile. Forse, ancor più che dalle vicende narrate, l’eccezionalità di questa storia è data dallo stile dell’autrice. La parola chiave è: evocativo. Io mi sono immaginate le scene e mi sono immedesimata di volta in volta e nel ragazzino traumatizzato che fugge e nei genitori disperati e nel tradimento e nel senso di abbandono che sente di provare la miglior amica. Ecco, “Voce di lupo” è eccezionale perché, pur essendo un romanzo per bambini o pre- adolescenti, è un romanzo corale. Ma non un romanzo corale qualunque, bensì uno di quelli in cui ti immergi e pagina dopo pagina accompagni tutti i protagonista – che hanno tutti la stessa importanza al fine del messaggio che si vuole trasmettere – e che quando termini, ti cambia, per sempre. La Bonalumi c’è riuscita con uno stile semplice, ma mai semplicistico, e con una prosa fluida e ricca di riflessioni, dimostrando di avere alle spalle un vocabolario di tutto rispetto e di ampio respiro. E con la capacità straordinaria di trasformare un “canto di dolore” in un inno alla vita. Chapeau!!"
Ebbene sì. Ho letto un libro consigliato per lettori a partire dai 12 anni.
Spesso dimentichiamo che le migliori riflessioni e le storie che arrivano fin nel profondo del nostro cuore, sono quelle che ci riportano alla nostra infanzia.
Questa è la storia di un’amicizia profonda tra il protagonista — che nasconde il suo nome quasi fino alla fine della storia, perché possedere un nome significa dare materialità e sostanza a una persona, e lui vorrebbe solo scomparire — Giacomo e Chiara. Il lettore viene trasportato subito all’interno di un bosco e inizia il lungo cammino dell’espiazione assieme al protagonista, di cui non rivelerò il nome, perché lui avrebbe voluto così. Cosa succede quando un incidente improvviso uccide il tuo più caro amico mentre stai facendo una delle cose che ami di più fare con lui?
Questo è quello che accade un luminoso pomeriggio, quando una frana si abbatte su Giacomo, stroncando per sempre la sua giovane vita. Come si supera davvero un lutto? Superare è il verbo più adatto per descrivere una perdita? Il protagonista è immerso nel dolore: composto da uno strato di angoscia che dalla superficie penetra fin dentro al suo cuore, che non resiste.
Il ragazzo ha bisogno di spazio, deve allontanarsi dai genitori, dall’amica, dai compagni di scuola. Deve tornare là dove tutto è accaduto per placare i suoi sensi di colpa, per comprendere fino in fondo la morte e l’assenza di una persona cara.
Laura Bonalumi dà vita a una storia per ragazzi che è un inno alla vita, alla speranza. La scrittura è semplice ma mai banale. La caratterizzazione del protagonista e del bosco in cui si rifugia è magistrale. In alcuni momenti ero lì, con lui, a bivaccare con la sola terra come materasso e le stelle lucenti come coperta, inebriata dal profumo della resina e dai fruscii degli animali notturni.
Consiglio questo romanzo a tutte le persone che pensano che la morte sia davvero un’interruzione definitiva della vita. Io sono convinta che le persone che abbiamo amato davvero, quelle che hanno contribuito a renderci quello che siamo, non se ne vadano mai del tutto e trovino sempre il modo di tornare da noi. L’importante è saper cogliere i segnali: una luce che si accende all’improvviso, il bagliore dentro agli occhi di un lupo, una sensazione alla bocca dello stomaco… chi ci ama trova sempre il modo di tornare da noi.
A me la letteratura per ragazzi piace, da sempre, vuoi perchè da piccola alla fine una gran lettrice non sono mai stata, vuoi che vedo nei romanzi per ragazzi quella leggerezza e quella spensierata gioia che nella letteratura per adulti poco si trova. Tuttavia non mi ero mai trovata davanti a qualcosa del genere. Un romanzo certo per i più giovani ma di una bellezza quasi straziante, in cui scopriamo una tragedia, senza viverla, nella maniera più difficile possibile, attraverso cioè gli occhi di chi resta, di chi all'improvviso si è ritrovato con un pugno di polvere tra le mani. Budy sente su di se non solo la responsabilità di ciò che è successo ma anche la responsabilità del vero ricordo e del dolore. "Con l'aiuto supererai ciò che è successo", questo gli dicono genitori e amici, ma Budy non vuole superare il dolore, anzi lo vuole tenere stretto a se, solo così Giacomo, il suo migliore amico, non andrà mai via. Ma per fare questo Budy deve capire, deve sentire e vedere il luogo che più di tutti lo lega a Giacomo, quel bosco che solo loro conoscono a mena dito, in cui solo loro sanno dove nascondersi. Una fuga? No Budy non scappa, non fugge, Budy deve solo capire e per farlo deve prima di tutto testare se stesso nella solitudine, nell'autosufficienza, in quel sogno mitico che proprio con Giacomo ha costruito.
Racchiusa in questo libro troviamo una storia poetica, di crescita, di perdita, una storia che vede protagonista un tredicenne, un ragazzino, che però ha nel suo cuore, nel suo animo, tutti i tratti dell'età adulta. Lo stile di Laura Bonalumi è perfetto, parla al cuore dei ragazzi ma non lascia da parte gli adulti, ai quali dà molto da pensare, nel loro rapporto coi i ragazzi, nel loro aiutarli a crescere. Il bosco diventa simbolo dello smarrimento del protagonista, ma anche dell'amica Chiara che, in maniera diversa, affronta il suo doppio dolore, la perdita di un amico e la fuga di un amore. Hanno appena tredici anni i protagonisti di questa storia ma leggendo potevano essere sedicenni, ventenni e più per come affrontano argomenti difficili, argomenti che dei bambini mai dovrebbero toccare. Leggetelo, insieme ai più giovani ma anche da soli, leggetelo per loro ma anche per voi, per trovare il vostro sentiero in mezzo al bosco.
Ho passato un weekend in montagna ritrovando vecchi luoghi mai dimenticati e Voce di Lupo di Laura Bonalumi è stata la lettura perfetta per quel momento. Per ricordare chi non c'è più nei luoghi in cui ho passato dei momenti stupendi. Grazie amore mio per avermi fatto rivivere parte di quelle esperienze.♥ http://www.vivereinunlibro.it/2017/10...
GRAZIE JACK❤️. Non fermatevi mai davanti alla dicitura “LIBRO PER RAGAZZI”. Tra queste pagine si nasconde un mondo. Da tanto tempo un libro non mi faceva emozionare e piangere così. È sempre meraviglioso trovare autori che nelle loro righe raccontano di te, quasi come se ti conoscessero da sempre. I libri che uniscono al loro interno boschi, montagne, animali e sentimenti hanno sempre una marcia in più. È un posto speciale nel cuore. Leggetelo.
Ho letto questo libro in un parco affollato, in treno andando al lavoro e persino durante una partita di basket, ma il racconto di Laura è talmente coinvolgente, le sue descrizioni del luogo così dettagliate e magiche, che in realtà non mi sono mai spostata dal bosco e dal cuore di Marco. Bellissimo
Tre amici inseparabili, un incidente che colpisce uno di loro e di cui un altro non si riesce a dare pace, il bosco che può lenire il dolore e un misterioso lupo. Una bella storia di amicizia e di crescita, di come gli adolescenti abbiano bisogno dei loro spazi e dei loro tempi (e non solo loro) per cercare di dare un senso a tutto ciò che accade.
** Non sono di madrelingua Italiana, quindi perdonatemi se trovate qualche errore nella sintassi, ortografia e/o grammatica. Vi ringrazio! **
Un libro pienissimo di emozioni adolescenti e allegorie sulla vita. Solo la scrittrice può spiegare tutti i significati delle innumerevoli figure retoriche presenti nei capitoli, ma noi lettori intendiamo tutto quello che vorrebbe comunicarci: la vita è piena di sorprese; nella vita bisogna imparare a superare gli ostacoli; per crescere bisogna tempo; per capire bisogna amare e imparare; appariranno nella vita persone, animali, scene, o oggetti che possano aiutarci nei momenti difficili... Eccetera.
Ce ne sono una marea di altre filosofie trovabili nel libro. Secondo me, questo non è un semplice libro per i ragazzi. È un libro per farti riflettere altroché intrattere. Ti farà riflettere sulla "tua" vita e su come hai affrontato "tu" gli eventi non desiderati ma purtroppo arrivati all'istante.
Consigliabile a tutti coloro che possiedono menti brillanti!