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I demoni e la pasta sfoglia
La letteratura è ossessione. È un demone polimorfo che può assumere le bianche fattezze di Moby Dick o l'aspetto mostruoso dei crostacei di Wells, che può abitare tra le nevi di London, sulle aspre montagne della follia di Lovecraft o nel condominio suburbano di Ballard. È nella luna precipitata in un camino di Landolfi, nell'occhio cieco del gatto di Poe, nei topi di Steinbeck. Si insedia tra le ecolalie di Gombrowicz come nello sdegno con cui l'ingegner Gadda oppone titanicamente un principio d'ordine al grottesco, alla vigliaccheria, all'ingiustizia del reale. L'ossessione è destino e forma, nevrosi e scrittura, e scrivere significa «consegnarsi inermi agli artigli dei demoni». "I demoni e la pasta sfoglia" è il libro in cui Michele Mari affida alla forma-saggio quel rapporto inquieto e vitale con la tradizione che altrove ha esplorato attraverso il racconto, il romanzo, la poesia. Testi che compongono un'indispensabile cartografia letteraria, seguendo punti di fuga inediti e rintracciando parentele inaspettate: il sadismo di Stephen King e quello di Collodi, la misantropia di Celine e la bibliolatria di Kien in "Auto da fé", il riemergere del lupo in Buck nel "Richiamo della foresta" e la voluttà con cui Gregor Samsa si abbandona alla nuova identità di insetto. E poi gli innumerevoli mostri e le infinite stilizzazioni con cui ogni grande scrittore non fa altro che parlare di se stesso, dei propri desideri e delle proprie ferite. Accettando sfide spesso eluse della critica, Mari finisce per modellare le sembianze di un nuovo canone, che attinge tanto alla letteratura gotico-fantastica quanto a forme di scrittura come manierismi e pastiche che, grazie alla loro «natura esibi-toria», rivelano la propria paradossale autenticità, il proprio osceno realismo. Ma "I demoni e la pasta sfoglia" è soprattutto una dichiarazione di poetica in controluce, in cui lo scrittore di "Fantasmagonia" e "Tu, sanguinosa infanzia" mostra il suo rapporto vampiresco con una tradizione eletta a dimora, in una dialettica serrata tra mostruosità e stile, morte e scrittura, persistenza dell'infanzia e attrazione per l'abisso.
- GenresNonfiction
754 pages, Paperback
First published January 1, 2010
About the author
Michele Mari
70 books283 followersMichele Mari è nato a Milano nel 1955.
Figlio del designer e artista Enzo Mari, insegna Letteratura Italiana all'Università Statale di Milano. Dal 1992 risiede a Roma.
Filologo, cultore di fantascienza e di fumetti, il suo stile letterario, estremamente composito, sembra richiamare scrittori quali Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi e Giorgio Manganelli, e fuori d'Italia, Louis-Ferdinand Céline.
Oltre alle opere narrative, va segnalata la produzione poetica. Rilevante anche l'attività critico-filologica e saggistica, volta soprattutto alla letteratura italiana del Sette-Ottocento e alla letteratura fantastica in chiave comparatistica.
Alcuni suoi libri sono Di bestia in bestia (Longanesi 1989), Io venía pien d'angoscia a rimirarti (Longanesi 1990; Marsilio 1998), La stiva e l'abisso (Bompiani 1992; Einaudi 2002), Euridice aveva un cane (Bompiani 1993; Einaudi 2004), Filologia dell'anfibio (Bompiani 1995; Laterza 2009), Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori 1997; Einaudi 2009), Rondini sul filo (Mondadori 1999), I sepolcri illustrati (Portofranco 2000), Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi 2002), I demoni e la pasta sfoglia (Quiritta 2004; Cavallo di Ferro (2010), Cento poesie d'amore a Ladyhawke (Einaudi 2007), Verderame (Einaudi 2007), Milano fantasma (2008, in collaborazione con Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi 2010) e Fantasmagonia (Einaudi 2012).
Figlio del designer e artista Enzo Mari, insegna Letteratura Italiana all'Università Statale di Milano. Dal 1992 risiede a Roma.
Filologo, cultore di fantascienza e di fumetti, il suo stile letterario, estremamente composito, sembra richiamare scrittori quali Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi e Giorgio Manganelli, e fuori d'Italia, Louis-Ferdinand Céline.
Oltre alle opere narrative, va segnalata la produzione poetica. Rilevante anche l'attività critico-filologica e saggistica, volta soprattutto alla letteratura italiana del Sette-Ottocento e alla letteratura fantastica in chiave comparatistica.
Alcuni suoi libri sono Di bestia in bestia (Longanesi 1989), Io venía pien d'angoscia a rimirarti (Longanesi 1990; Marsilio 1998), La stiva e l'abisso (Bompiani 1992; Einaudi 2002), Euridice aveva un cane (Bompiani 1993; Einaudi 2004), Filologia dell'anfibio (Bompiani 1995; Laterza 2009), Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori 1997; Einaudi 2009), Rondini sul filo (Mondadori 1999), I sepolcri illustrati (Portofranco 2000), Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi 2002), I demoni e la pasta sfoglia (Quiritta 2004; Cavallo di Ferro (2010), Cento poesie d'amore a Ladyhawke (Einaudi 2007), Verderame (Einaudi 2007), Milano fantasma (2008, in collaborazione con Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi 2010) e Fantasmagonia (Einaudi 2012).
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Community Reviews
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
October 11, 2017
La mia speranza è che questo libro continui a espandersi e ingigantirsi, con nuovi articoli e nuovi saggi inediti.
Si tratta di una dichiarazione d'amore verso la letteratura e verso coloro che sono ammirati (e suddivisi in perfette sezioni a loro dedicate) perché dagli artigli della letteratura si sono lasciati catturare, così la lettera e l'immersione diventa sempre più un'esperienza quasi spirituale, perché alla fine è questo che vuole Mari, vivere la letteratura come "come legittimi inquilini".
Si tratta di una dichiarazione d'amore verso la letteratura e verso coloro che sono ammirati (e suddivisi in perfette sezioni a loro dedicate) perché dagli artigli della letteratura si sono lasciati catturare, così la lettera e l'immersione diventa sempre più un'esperienza quasi spirituale, perché alla fine è questo che vuole Mari, vivere la letteratura come "come legittimi inquilini".
March 29, 2012
"Nei Cataloghi tutto è folle perché tutto è svuotato di senso dalla transitività e dalla continuità degli elenchi (elenchi di uomini brutti e di uomini inghiottiti dalle sabbie mobili, elenchi di nomi di cani ed elenchi di grandi mangiatori...); ed è folle perché la pretesa di categorizzare il mondo in una ratio si rovescia nel proprio contrario, ogni categoria venendo definita dalla somma di tutti gli individui che le pertengono: come nella presunzione dell'imperatore borgesiano che per avere nozione del proprio impero impone ai cartografi di realizzare una mappa in scala 1:1."
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April 2, 2020Incipit
Céline, Gadda, Gombrowicz, Kafka, Borges, Conrad, Canetti, Manganelli, Perutz, Melville, Landolfi, Maupassant: molti dei nostri scrittori prediletti sono degli ossessi.
I demoni e la pasta sfoglia Incipitmania
Céline, Gadda, Gombrowicz, Kafka, Borges, Conrad, Canetti, Manganelli, Perutz, Melville, Landolfi, Maupassant: molti dei nostri scrittori prediletti sono degli ossessi.
I demoni e la pasta sfoglia Incipitmania
April 15, 2026
Che dire: è un’opera immensa, di quelle che non si “consumano” ma si abitano.
Non è un libro da leggere tutto d’un fiato, anzi. Va preso a piccoli morsi, lasciato lì, ripreso. Ha bisogno di tempo e forse anche di momenti diversi della vita. È una raccolta di saggi brevi, a volte brevissimi, ma incredibilmente densi: alcuni mi sono sembrati subito bellissimi, illuminanti, quasi folgoranti. Altri meno, almeno per ora. E credo che sia proprio questo il suo valore più grande: è uno di quei libri che non invecchiano mai. Quello che oggi ti lascia indifferente, tra dieci o quindici anni potrebbe colpirti in pieno. Cambi tu, e cambia il modo in cui lo leggi.
Mari costruisce un dialogo continuo con la letteratura, con i suoi “demoni” — gli autori amati, le ossessioni, le influenze — e lo fa con una scrittura colta ma mai sterile, sempre viva, attraversata da una passione autentica. È un libro che parla di lettura, ma soprattutto di cosa significa essere lettori nel profondo: lasciarsi possedere dai libri, tornarci, rileggerli, portarli dentro.
Più che una raccolta, è una sorta di compagno di viaggio. Uno di quei volumi da tenere a portata di mano, da aprire a caso, da consultare quando si ha bisogno di ritrovare un certo tipo di sguardo sulla letteratura. E forse è proprio questa la sensazione più bella che mi ha lasciato: sapere che posso tornarci quando voglio. E che, ogni volta, sarà un libro diverso.
Non è un libro da leggere tutto d’un fiato, anzi. Va preso a piccoli morsi, lasciato lì, ripreso. Ha bisogno di tempo e forse anche di momenti diversi della vita. È una raccolta di saggi brevi, a volte brevissimi, ma incredibilmente densi: alcuni mi sono sembrati subito bellissimi, illuminanti, quasi folgoranti. Altri meno, almeno per ora. E credo che sia proprio questo il suo valore più grande: è uno di quei libri che non invecchiano mai. Quello che oggi ti lascia indifferente, tra dieci o quindici anni potrebbe colpirti in pieno. Cambi tu, e cambia il modo in cui lo leggi.
Mari costruisce un dialogo continuo con la letteratura, con i suoi “demoni” — gli autori amati, le ossessioni, le influenze — e lo fa con una scrittura colta ma mai sterile, sempre viva, attraversata da una passione autentica. È un libro che parla di lettura, ma soprattutto di cosa significa essere lettori nel profondo: lasciarsi possedere dai libri, tornarci, rileggerli, portarli dentro.
Più che una raccolta, è una sorta di compagno di viaggio. Uno di quei volumi da tenere a portata di mano, da aprire a caso, da consultare quando si ha bisogno di ritrovare un certo tipo di sguardo sulla letteratura. E forse è proprio questa la sensazione più bella che mi ha lasciato: sapere che posso tornarci quando voglio. E che, ogni volta, sarà un libro diverso.
June 27, 2012
Come sempre Mari ha una scrittura che richiede attenzione e amore per le parole. In alcuni punti è molto difficile, ma passati quelli penso che sia anche questo un libro da consigliare.
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April 8, 2013Non iniziato
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