"Un poeta più vicino alla morte che non alla filosofia, più vicino al dolore che all’intelligenza, più vicino al sangue che all’inchiostro.” Continua così un lettore straordinario come García Lorca, che già nel 1934 aveva descritto perfettamente le qualità peculiari e l’unicità di Neruda: “Un poeta pieno di voci misteriose che per fortuna lui stesso non sa decifrare: un uomo vero che ormai sa che il giunco e la rondine sono più eterni della guancia dura della pietra… In Pablo Neruda crepita la luce ampia, romantica, crudele, esorbitante, misteriosa dell’America”. L’antologia, curata e tradotta da Roberto Paoli, offre una selezione delle più belle poesie di Neruda e ne inquadra criticamente l’intera produzione.
Pablo Neruda, born Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto in 1904 in Parral, Chile, was a poet, diplomat, and politician, widely considered one of the most influential literary figures of the 20th century. From an early age, he showed a deep passion for poetry, publishing his first works as a teenager. He adopted the pen name Pablo Neruda to avoid disapproval from his father, who discouraged his literary ambitions. His breakthrough came with Veinte poemas de amor y una canción desesperada (Twenty Love Poems and a Song of Despair, 1924), a collection of deeply emotional and sensual poetry that gained international recognition and remains one of his most celebrated works. Neruda’s career took him beyond literature into diplomacy, a path that allowed him to travel extensively and engage with political movements around the world. Beginning in 1927, he served in various consular posts in Asia and later in Spain, where he witnessed the Spanish Civil War and became an outspoken advocate for the Republican cause. His experiences led him to embrace communism, a commitment that would shape much of his later poetry and political activism. His collection España en el corazón (Spain in Our Hearts, 1937) reflected his deep sorrow over the war and marked a shift toward politically engaged writing. Returning to Chile, he was elected to the Senate in 1945 as a member of the Communist Party. However, his vocal opposition to the repressive policies of President Gabriel Gonzalez Videla led to his exile. During this period, he traveled through various countries, including Argentina, Mexico, and the Soviet Union, further cementing his status as a global literary and political figure. It was during these years that he wrote Canto General (1950), an epic work chronicling Latin American history and the struggles of its people. Neruda’s return to Chile in 1952 marked a new phase in his life, balancing political activity with a prolific literary output. He remained a staunch supporter of socialist ideals and later developed a close relationship with Salvador Allende, who appointed him as Chile’s ambassador to France in 1970. The following year, he was awarded the Nobel Prize in Literature, recognized for the scope and impact of his poetry. His later years were marked by illness, and he died in 1973, just days after the military coup that overthrew Allende. His legacy endures, not only in his vast body of work but also in his influence on literature, political thought, and the cultural identity of Latin America.
«Tu sei la delirante gioventù dell'ape, l'ebbrezza dell'onda, la forza della Spiga. Eppure il mio cuore cupo ti cerca ed amo il tuo corpo allegro, la tua voce sciolta e sottile. Farfalla bruna dolce e definitiva come il campo di frumento e il sole, il papavero e l'acqua.»
Questi versi avrei voluto trovare in questa raccolta.
Invece ho trovato una raccolta molto completa, con un'introduzione colta e parecchi riferimenti, che "teorizza" la poetica di Neruda senza lasciarla sfogare.
Le poesie di Neruda sono imponenti, maestose. Hanno bisogno di «praterie planetarie» e della bianca "energia dell'oceano" che ci sgretola "nella purezza della sua rovina"
Non sono filosoficamente e tematicamente importanti (come è scritto nella prefazione): sono poesie d'impatto. Devono travolgere il lettore con la loro potenza.
Questa comunque bella raccolta, ha, dal mio punto di vista, qualche ostacolo che blocca questo fiume in piena che dovrebbe scaturire dai versi.
Domani corro a prendere "Venti poesie d'amore ed una canzone disperata" per controllare se la mia memoria non mi tradisce quando affermo che
"Tu sei la gioventù frenetica dell'ape, l'ubriachezza dell'onda, la forza della spiga. Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca: amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve. Farfalla bruna dolce e definitiva come il campo dì frumento e il sole, il papavero e l'acqua."
mi sembra meno travolgente rispetto ai miei ricordi. È comunque molto piccola la differenza: non rovina certamente la poesia.
In conclusione una buona raccolta, soprattutto da un punto di vista scolastico. Ottima per chi vuole conoscere la vita, gli spostamenti e alcune idee politiche di Neruda, e vuole valutarlo obiettivamente. Leggermente meno incisiva per chi vuole farsi travolgere.
Pablo Neruda è uno di quei poeti che in apparenza usano un linguaggio semplice, ma in realtà è pregno di significati nascosti, di simboli da interpretare. È uno di quei poeti che sa elevare una materia prosaica e ordinaria e renderla sublime e universale. Solitudine, tristezza, amore, infanzia ed esilio: questo è Pablo Neruda, che parafrasando Massimo Troisi ne “Il postino”, è il poeta dell’amore e del popolo. Questa è più di un’antologia di poesie (che propone una selezione: la più completa penso sia quella dal titolo “Poesie di una vita”, edita Guanda): è un canzoniere della vita di Neruda, dove, parafrasando lo stesso poeta cileno, confessa di aver vissuto. Confessa, infatti, di aver sofferto, di aver nostalgia di una vita che non torna più, e soprattutto di aver amato: aver amato il Cile, aver amato le donne, aver amato ogni singolo oggetto e animale della sua vita. Di aver amato, insomma, la vita.
"Tu sei la gioventù frenetica dell'ape, l'ubriachezza dell'onda, la forza della spiga. Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca: amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve."
Neruda scrive poesie con un linguaggio apparentemente semplice, ma ricco di significati profondi e difficili da scovare. Sono ancora una neofita della poesia (sto cercando di migliorare), perciò credo di non essere riuscita a cogliere la reale essenza di alcuni versi.
3,5. Neruda è Neruda ma le poesie per me sono le poesie, faccio fatica ad appassionarmi ad una raccolta a meno che non si faccia qualcosa di totalmente sperimentale e avanguardistico (qui neppure è un libro a sè).
Letto perché veniva utile per varie challenge. Non ricordo l'ultima volta che ho letto una raccolta di poesie e questo libro mi ha purtroppo ricordato perché: spesso non capisco cosa il poeta voglia dire e a volte mi sembra proprio che siano scritte in una lingua incomprensibile (ancora mi sto chiedendo cosa sia l'albero delle unghie, riesco a pensare solo al tronchetto dove i gatti si fanno la manicure). Probabilmente sono io che non ci arrivo e avrei bisogno che ogni poesia fosse accompagnata da una breve analisi/spiegazione. Mi dispiace perché ero partita con le migliori intenzioni ma purtroppo queste poesie non sono riuscite a coinvolgermi (sono riuscita a finire il libro solo perché la raccolta è molto breve) quindi conclusa la lettura sono rimasta sola con la mia insoddisfazione, un paio di versi memorabili e l'Ode al carciofo, la mia preferita.
Read because it fitted various challenges. I didn't remember the last time I read a collection of poetries and this book reminded me the reason: often I don't understand what the poet is telling and sometimes the language is too obscure (I'm still thinking about the tree of fingernails and I can only think about the log for cats manicure). Maybe I'm not clever enough and I need an explanation for each poem. I wanted to like this book but the poems didn't captivated me (I finished it only because it's very short), so when the book is over I was very unsatisfied because some remarkable verses and the Ode to the Artichoke, my favourite one, aren't enough for a Nobel prize winner.
Disposizioni Compagni, seppellitemi in Isla Negra, di fronte al mare che conosco, ad ogni area rugosa di pietre e d’onde che i miei occhi perduti non rivedranno. Ogni giorno d’oceano mi portò nebbia o inviolate rovine di turchese, o semplice estensione, acqua rettilinea, invariabile, ciò che chiedevo, lo spazio che divorò la mia fronte. Ogni funebre passo di cormorano, il volo di grandi uccelli grigi che amavano l’inverno, e ogni cerchio tenebroso di sargassi e ogni grave onda che scrolla il suo freddo, ed ancor più la terra che un invisibile erbario segreto, figlio di brume e di sali, roso dall’acido vento, minuscole corolle della costa unite all’ infinita arena: tutte le chiavi umide della terra marina conoscono ogni grado della mia gioia, sanno che lì voglio dormire tra le palpebre del mare e della terra… Voglio essere trascinato Giù, nel profondo, con le piogge che il vento Infuriato del mare assalta e stritola, e poi, per canali sotterranei, proseguire verso la primavera segreta che rinasce. Scavate accanto a me la fossa di lei che amo, e un giorno lasciate che mi accompagni di nuovo in questa terra.
Questa silloge, curata da Roberto Paoli, contiene una selezione di poesie di Pablo Neruda tratte dalle sue raccolte datate tra il 1924 e il 1964. L'antologia è sicuramente parziale, dal momento che tutta la produzione politica del poeta cileno, così schierato ideologicamente, è stata depennata per esplicita scelta di gusto dal curatore. La poesia di Neruda è senz'altro una poesia d'amore. Amore per donne, sicuramente, come è evidente nelle sue prime raccolte, ma anche amore per la natura, gli animali e le piante (cui dedica persino odi), per il Cile, per l'oceano. E da questo amore nascono le sottili immagini metaforiche che riempiono i suoi versi, creando testi di facile visualizzazione e nel contempo di grande pregnanza poetica. Questa selezione, nella sua limitatezza, è un ottimo primo approccio alla scrittura di Pablo Neruda e sicuramente invoglierà molti, tra cui me stesso, a leggere le raccolte d'autore.
E' rimasto un odore tra i canneti: un misto di sangue e carne, un penetrante petalo nauseabondo. Tra le palme da cocco le tombe sono piene di ossa demolite, di ammutoliti rantoli. Il delicato satrapo conversa tra coppe, colletti e cordoni d'oro. Il piccolo palazzo luccica come un orologio e le felpate e rapide risate attraversano a volte i corridoi e si riuniscono alle voci morte e alle bocche azzurre sotterrate di fresco. Il dolore è celato, simile ad una pianta il cui seme cade senza tregua sul suolo e fa crescere al buio le grandi foglie cieche. L'odio si è formato squama su squama, colpo su colpo, nell'acqua terribile della palude, con un muso pieno di melma e di silenzio.
Una raccolta di indubbia qualità letteraria, con una poesia scritta in modo semplice ma allo stesso tempo con una potenza lirica importante. Anche il tocco della traduzione di Salvatore Quasimodo permette di mantenere l’essenza del testo originale. Dopo alcune poesie iniziali sulle donne, i testi sono maggiormente orientati verso odi della natura, testi su contesti politici (come quello dell’unione sovietica) e testi di stampo patriottico dedicati al Cile, in cui è forte il senso di appartenenza al luogo. Nonostante la qualità della scrittura la poesia di Neruda non mi convince, non mi risuona molto a livello emotivo (cosa che ricerco quando leggo questo genere).
Trovo che la poesia sia uno spaccato di vita sensazioni e pensieri da dover leggere. Neruda dimostra attraverso una perfetta padronanza del linguaggio una sensibilità innata che lo contraddistingue.
"Per un minuto, per una breve vita, toglimi luce e lascia che mi senta sperduto e miserabile, che tremi tra le fibre del crepuscolo, che riceva nell'anima le mani tremebonde della pioggia".
Il voto basso non è alle poesia di Neruda ma a questa raccolta per me molto deludente. Sicuramente sono le poesie meno note ma mi aspettavo più liricità e le sue poesie d'amore.
Tunica della terra, statua verde, dammi un'onda che sembri una campana, dammi un'onda di zagara furiosa, quel blrulichio di fuochi, quelle navi del cielo capitale, l'acqua che io solco, lo sciame di fiamme celesti: voglio un solo minuto di estensione, e, più di ogni altro sogno, la tua distanza: tutta la porpora che misuri, il grave pensieroso sistema costellato: tutta la tua chioma che visita l'oscurità e il giorno che prepari. - La notte marina