Capace di coniugare la solidità dei tradizionali indici di ascolto all’intensità meno “quantificabile” ma non per questo meno determinante del coinvolgimento del fandom, pluripremiata e apprezzata dalla critica, Game of Thrones rappresenta, tra i recenti successi targati HBO e nel più ampio panorama seriale contemporaneo, un caso paradigmatico. In un’ottica apertamente transdisciplinare, il volume propone un’introduzione al mondo (o ai mondi) della serie, che trova nel tema della complessità spaziale e narrativa il filo rosso lungo il quale si dispongono i saggi raccolti, che affrontano: le forme di rielaborazione finzionale di un ricco e profondo orizzonte storico (Bonaccorsi), l’impatto sull’industria audiovisiva locale e la sovrapposizione tra spazi reali e spazi del racconto nella promozione del territorio nordirlandese (Baschiera), le sofisticate strategie “architetturali” che gestiscono il coinvolgimento del pubblico (Casoli), il rilievo dei costumi nella costruzione e nello sviluppo dei personaggi (Martin), la circolazione e il ruolo degli storyboard sul Web (Stefani), le configurazioni urbanistiche che caratterizzano l’universo della saga (Poli) e il rilievo della mappa inaugurale dei titoli di testa per la comprensione di più ampi processi di world-building, orientamento e appropriazione “dal basso” tipici delle narrazioni seriali contemporanee (Boni e Re).
Game of Thrones è il pretesto per evidenziare l'importanza della mappa come costruttrice di mondi, modalità per coinvolgere la base nella creazione di un prodotto, strumento che unisce dimensione temporale e spaziale. Alcuni saggi sono meno interessanti e il linguaggio è a volte troppo accademico, ma la raccolta ha spunti interessanti e non banali.
“Game of thrones. Una mappa per immaginare mondi” a cura di Sara Martin e Valentina Re è un libro davvero molto ben fatto che, se non si fosse capito dal titolo, è interamente dedicato alla serie tv fantasy più conosciuta degli ultimi anni. Game of thrones. Un libro che va preso con le pinze, che sicuramente non è per tutti ma soprattutto per i veri appassionati di questa saga, in grado di immergere il lettore nel mondo interamente inventato dall’autore George R. Martin. Un saggio ben strutturato, con approfondimenti davvero interessanti che permette al vero amante della serie di immergersi a 360° gradi in un mondo che, altrimenti, non avrebbe compreso e gli sarebbe rimasto estraneo. Si tratta di una lettura piacevole e molto scorrevole, ovviamente non trattandosi di un romanzo spesso si sente la necessità di appuntarsi qualcosa al margine della pagina o di inserire un post-it colorato per tenere il segno. Vedetelo dunque come una sorta di “studio personale”, da me consigliatissimo. Mi è piaciuto davvero tanto poter tornare ad immergermi nel mondo di Martin, seppur da un lato completamente differente.