Un livre se penche sur son passé, de la sortie des presses à son départ plein d’espoir vers l’Afrique. Vingt ans d’une vie mouvementée. Il aime, est aimé, risque sa vie, rencontre des lecteurs et des lectrices, discute avec d’autres livres dans les librairies et les bibliothèques, s’interroge sur la marche chaotique du monde. Tout cela donne un roman picaresque, une méditation drôle sur notre finitude, doublés d’une variation à la Queneau sur le mot « pilon ». L’humour, comme toujours, quand il n’est pas un confort, affleure au tragique.
Las aventuras de un libro vagabundo me ha parecido un libro estupendo. Se lee enseguida, puesto que el autor nos transmite la historia de manera sencilla aunque poética; está cargado de preciosas citas sobre el mundo de la literatura que resultan francamente evocadoras. No es una historia trepidante: a pesar de la gran cantidad de acontecimientos vividos por nuestro protagonista, los capítulos se suceden pausadamente, pero manteniendo un buen ritmo, con lo que la lectura se pasa en un suspiro.
No me gusta imaginarme o entrar predispuesta a una lectura. En si el título me sonó interesante, y me resultó algo divertido, ingeniosa idea para desarrollar. Y pues entre frases que merecen destacar, curiosidades y apuntes que tocan la amistad, las clases sociales, el desapego, un libro "casi" parlante nos ofrece una historia fresca para entre ratos, agradable.
L'idea di base (un libro racconta in prima persona la sua storia, dalla stampa al macero, con incontri vari di lettori, librai, altri libri) è carina ma alla lunga stanca; a volte la trama principale si perde negli aneddoti
Reto #4 Popsugar 2018: Un libro que involucre un robo La idea del libro es fascinante y algunos de los lectores del libro me interesaron más que otros. Me gustó.
un libro cuenta tolos los sitos y manos por las que ha pasado. El autor aprovecha para hablar sobre editoriales, lecturas...demasiadas referencias a libros y autores franceses. Se lee bien pero...
Volevano essere tre stelle e qualcosa in più, ma non me la sono sentita di darne quatto.
Ho questo libro nel mio scaffale da un bel po' di tempo, l'avevo acquistato sull'Ibs dopo un giro tra i libri usati, non conoscevo lo scrittore e nemmeno il libro, ma ero rimasta affascinata dalla trama. Ora finalmente l'ho letto, è un piccolo romanzo che tratta la vita di un libro, quindi la voce narrante è proprio quella del libro. E' formato da piccoli capitoli, nei quali viene narrata la sua storia nelle mani di vari lettori, oppure alcune sue situazioni vissute nelle varie biblioteche, bancarelle, o simili con altri libri.
Mi ha affascinato questa cosa appunto. Leggendo queste pagine, non facevo altro che chiedermi "Chissà quante cose hanno vissuto i nostri libri (soprattutto quelli usati) prima di arrivare nelle nostre librerie!!". Possiedo moltissimi libri usati, acquistati qua e là, in giro per le varie città che ho visitato! E mi era quindi inevitabile pensare quali persone avessero letto quello stesso libro prima di me.... Questo però non mi ha permesso di apprezzare al massimo il libro.... Non so precisamente cosa, ma sentivo che qualcosa a quelle pagine mancava, forse sostanza, non lo so...Ma ogni caso c'era un'altra cosa che mi ha leggermente infastidito. Ogni tanto, anche se molto raramente, erano state inserite delle parolacce, di quelle però inutili, che potrebbero essere perfettamente sostituite, lasciando comunque un senso perfettamente capibile al concetto. Non è il primo libro che leggo nel quale sono scritte delle parolacce, (forse, ma dico forse, anche nei libri di Baricco ci sono...giusto per farvi capire) ma in questo caso...non lo so, non le trovavo consone, hanno reso più spiacevole la lettura! Forse non tutti la potrebbero pensare così, alla fine ce ne saranno state una decina in tutto il libro, però anche quelle dieci, sarebbero state ben ben evitabili.
In ogni caso, mi aspettavo qualcosa di diverso, forse ci speravo troppo, forse è rimasto troppo tempo ad aspettare lì tra gli altri libri. Decisamente non lo so... Comunque questo non vuol dire che sia un brutto romanzo, ha i suoi aspetti positivi, che come detto ho apprezzato, diciamo semplicemente che ho letto di meglio. Alla fine però si è rivelato molto scorrevole, su questo non posso dire di no...forse potrebbe essere un buon libro da ombrellone!!
Non so se consigliarlo...quindi.... BUONE LETTURE!!!
Ha nacido en Mayenne, en 1983, con 250 gramos de peso, y tras salir de un oscuro almacén, llega a las estanterías de la primera librería donde recala, compartiendo conversaciones nocturnas con Anna karenina, Crimen y castigo o Madame Bovary. Es el héroe de esta novela, un pequeño libro, que nos cuenta sus aventuras, los distintos lectores que tiene oportunidad de conocer: una vida no exenta de riesgos que a la vez es una suerte de repaso de la industria editorial. Un libro elegante, vagabundo, poeta a ratos y un tanto parlanchín que filosofa sobre la vida, el amor, la amistad a través de los lectores que se cruzan en su camino: desde la chica que lee desnuda, al taxista que convierte su taxi en una pequeña biblioteca ambulante, al fanático religioso que a punto está de llevarlo a un comité de incineración. Libro simpatico, nada del otro mundo.
La idea es muy original: el libro como protagonista y narrador. Muchas de las historias que cuenta son muy interesantes pero a medida que pasamos al final del libro me han parecido más y más pesadas. Además, el libro a menudo es pretencioso, pedante y se da aires de intelectual. Por lo que sus monólogos y las tertulias nocturnas con otros libros son pesadísimas. El libro está bien, para pasar el rato. Es una lectura corta así que se lee en una tarde como mucho.
La lettura dal punto di vista di un libro. Tutto è ribaltato: i lettori sono catalogati in generi in cui chiunque può ritrovarsi, le emozioni sono diverse a seconda di come il protagonista viene letto... Un inno all'oggetto, scrigno di saperi ed esperienze, da custodire augurandogli di sopravviverci.