Protagonista del libro è lo scalogno romagnolo, unico e inconfondibile per la piccola forma a fiaschetto, la buccia coriacea, il colore, la fragranza, gli aromi e i sapori aristocratici e delicati.
Graziano Pozzetto mette in luce le caratteristiche merceologiche, nutrizionali e salutari che hanno consentito a questo prodotto di ottenere il riconoscimento dell’IGP e compie un ampio excursus spazio-temporale sull’utilizzo dello scalogno in cucina, a partire dai ricettari della cucina medievale offrendo tante idee per cucinarlo.
Graziano Pozzetto è giornalista, scrittore, gastronomo, bibliofilo, ricercatore, autore rigoroso e prolifico, divulgatore appassionato e molto attivo (oltre 2300 incontri in quarant’anni). Ha ottenuto importanti riconoscimenti locali e nazionali. È stato tra i fondatori storici dell’Arcigola Slow Food. È protagonista di un enciclopedica codificazione culturale ed antropologica sui mangiari, cibi, vini, prodotti tipici, eccellenze, memorie identitarie, storie e testimonianze di cibo delle Romagne. Ha tracciato il mosaico delle unicità gastronomiche e culturali che, insidiate da omologazioni devastanti, esprimono la civiltà, la storia, il territorio e la sua gente. La Giuria del Premio Bancarella Cucina gli ha conferito il Premio Baldassarre Molossi 2011 alla carriera. Per i tipi del Ponte Vecchio ha pubblicato Caro vecchio porco ti voglio bene. La tradizione del maiale in Romagna (2014) e Frutti dimenticati frutti indimenticabili. Tradizione, biodiversità, cucina (2015) Graziano è orgoglioso di far parte dell’“Unione degli inciciuiti” di Ravenna, la cui appartenenza si guadagnava meritoriamente tutti i giorni: invecchiando gli riesce sempre meglio!