Da Wikipedia: Le mille e una notte è una celebre raccolta di novelle orientali, datata attorno al X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori. È incentrata sul re persiano Shāhrīyār, che, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Un giorno, Sharāzād, figlia maggiore del Gran Visir, decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l'ira dell'uomo contro il genere femminile. Così la bella e intelligente ragazza, per far cessare l'eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l'aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per mille e una notte (che è un modo di dire per indicare un periodo di tempo molto lungo); e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita. Ciascuna delle storie principali delle Mille e una notte è quindi narrata da Sherazad; e questa narrazione nella narrazione viene riprodotta su scale minori, con storie raccontate dai personaggi delle storie di Sherazad, e così via.
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Non è che non mi sia piaciuto, anzi, le storie erano molto belle, ma non mi ha detto molto. Le favole più conosciute (Ali Babà e i quaranta ladroni, Aladino e la lampada magica) sono nel secondo volume, che a questo punto sono interessata a leggere un po' sì e un po' no. Se metà delle storie non fossero sempre state poesie su quanto la fanciulla/il fanciullo in questione era bella/o o preghiere a Dio, mi sarebbero piaciute sicuramente di più; così è un libro carino, ma niente di che. Un po' monotono. 3* anche perché non ho fatto fatica a leggerlo, al contrario di quanto mi era stato detto