Anna nasce il primo gennaio del 1700 in una piccola comunità delle Alpi Orientali, zona insieme di confine e di scambi, dove la vita si snoda tra superstizioni e credenze, ma anche tra antichi saperi e saggezze. L’anno che sta finendo transita gli uomini a un nuovo secolo e il passaggio è carico di timori: mettere al mondo un figlio significa un’altra bocca da sfamare ma la nascita è anche un momento di condivisione sociale. Anna, per sorte, crescerà diversa dalle sue coetanee, sperimenterà un intenso rapporto con la natura e nonostante la sua vita sia già stata tracciata dalla famiglia, sarà capace di decidere del proprio destino. Divenuta un’esperta ‘medisinaria’ come sua madre, saprà soccorrere chi ha bisogno, senza farsi intimorire da pregiudizi e diffidenze, e saprà anche vivere l’amore e la morte, attraversandoli.
Anna dei rimedi è un libro probabilmente di nicchia. Racconta la storia di una ragazza "carniella" nata nel 1700. "Carniella" significa nata in Carnia, una zona montana del Friuli-Venezia Giulia. Il libro ripercorre la vita di Anna, tra superstizioni e conoscenze, Anna infatti è destinata a fare la medisinaria, colei che usa le erbe per curare gli altri. Seguiamo la protagonista, detta teneramente Anute in friulano, nei passi principali della sua vita. L'infanzia, l'adolescenza e, soprattutto, l'amore. Il lavoro di ricostruzione storica dell'autrice è splendido e il libro si lascia leggere con agilità. Certo, conoscendo i luoghi, i fiumi e alcune parole di friulano, il libro ha sicuramente un fascino diverso per chi è della zona rispetto a quelli che in tutto il libro vengono chiamati "i foresti".