A vent'anni dal delitto di Marta Russo, l'incredibile vicenda umana e giudiziaria della studentessa dell'Università La Sapienza di Roma, colpita a morte da un proiettile, il 9 maggio 1997, mentre camminava in un vialetto dell'ateneo con una sua amica, viene ripercorsa dal giornalista Mauro Valentini in un libro che torna sulle tante domande rimaste senza risposta.
Un delitto che ha fatto epoca e scalpore come si suol dire. Immancabilmente, il delitto del secolo. L'omicido di una giovane ragazza, nel centro della piu' grande universita' d'Europa, nel mezzo di una giornata di primavera del 1997. Una ricostruzione puntuale, non verbosa, scritta in maniera inusitatamente qualitativa ed empatica. Dal tono dell'esposizione traspare piu' di un dubbio sulla reale colpevolezza dei condannati e del resto, valutando cio' che viene esposto, questo dubbio e' piu' che doveroso. Un salto indietro nel tempo amaramente intrigante.
Il libro è scritto semplicemente. Con qualche errore a mio avviso. La storia narrata è una delle tante che illustrano la mala-giustizia italiana. È aberrante che una testimonianza estorta come fu quella di Gabriella Alletta possa condurre a oltre un anno di carcerazione preventiva e poi alla condanna di 3 giovani quasi certamente innocenti. E se furono condannati giovani preparati e ben difesi come Scattone e Ferraro, pensate quanti poveri diavoli debbono sopportare processi ingiusti. C'è molto da fare per migliorare il funzionamento del sistema giudiziario. Le chiacchiere di politici e giornalisti spesso sono inconcludenti e solo strumentalizzare.
This entire review has been hidden because of spoilers.