Luca Sabatini ritorna al paese natale in Abruzzo dopo quarant'anni anni di prigione: il vero colpevole del delitto ha confessato in punto di morte. L'intero borgo però non perdona a Luca quel presunto "peccato" che è stato foriero di rovina per tutti, né gli perdona di non aver tentato di difendersi. Uomo mite, Luca sopporta la solitudine sorretto dal segreto ricordo di un amore impossibile. Solo Andrea Cipriani, antifascista e capo partigiano appena tornato dall'esilio, cerca di comprendere, attraverso un'ostinata e difficile inchiesta contro omertà irriducibili, le ragioni dell'ingiustizia che ha straziato la vita di Luca.
Figlio di una tessitrice e di un piccolo proprietario terriero, perde assai presto il padre e la madre, nel terremoto che nel gennaio del ‘15 distrugge gran parte della Marsica. Interrotti gli studi liceali, si dà alla politica quale socialista attivo e prende parte alle lotte contro la guerra e al movimento operaio rivoluzionario; nel 1921 partecipa a Livorno alla fondazione del Partito Comunista (che rappresenta a Mosca, con Togliatti, nel Komintern), ma se ne stacca nel 1930, in disaccordo con le purghe staliniane. Antifascista, resta in esilio in Svizzera dal 1930 al 1945, anni durante i quali matura la sua vocazione di scrittore. Pubblicato in traduzione tedesca a Zurigo nel 1933, “Fontamara” è il suo romanzo d’esordio, che lo impone all’ attenzione generale: oltre ad essere una straordinaria analisi della cultura centro-meridionale, “un documento su una civiltà ormai definitivamente morta” (Fofi), è pure con ogni probabilità il più bel libro sui contadini italiani che sia mai stato scritto. Il successivo “Pane e vino” del ‘36 riprende, in una chiave più sentimentale, meno ironica, i temi del fortunato predecessore, laddove “Il seme sotto la neve” (1942) sembra stazionare tra manierismo e ritualità. Frattanto, nel periodo 1932-'34 egli è redattore del mensile in lingua tedesca, edito a Zurigo, «Information», cui collaborano artisti ed intellettuali del calibro di Thomas Mann, Bertolt Brecht, Robert Musil. Fiorente, pure, la sua attività saggistico-culturale, che annovera il saggio “Il fascismo, le sue origini e il suo sviluppo” (1934) ed il trattato di filosofia politica “La scuola dei dittatori” (1938). Nel 1944, rientrato in Italia, si stabilisce a Roma, ove aderisce al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. La sua produzione letteraria continua con il lavoro teatrale “Ed egli si nascose” (1944) e con i romanzi “Una manciata di more” (1952), “Il segreto di Luca” (1956), “La volpe e le camelie” (1960): meno originali dei precedenti, più legati ad un modello di letteratura tardo-ottocentesca, esprimono una sorta di conversione del nostro, che approda qui ai lidi di un socialismo ibridato col cristianesimo. Di grandissimo interesse, invece, “Uscita di sicurezza” (1965), raccolta di saggi politici in cui egli racconta il doloroso travaglio che lo condusse infine a distaccarsi dall’ ideologia comunista, e “L’avventura di un povero cristiano” (1968), sua ultima fatica apparsa in vita, un intrigante romanzo - saggio incentrato sulla figura di papa Celestino V, in seguito trasformato in testo teatrale. Ebbe a dire di lui Albert Camus: "Guardate Silone. Egli è radicalmente legato alla sua terra, eppure è talmente europeo".
Il Segreto di Luca è uno stranissimo, unico, straordinario romanzo d'amore. Certo, è quanto di più lontano dalla banalità in cui spesso si cade frequentando il genere. E insieme è quanto di più vicino Silone potesse immaginare per descrivere l'amore nell'Abruzzo, nella terra dei "cafoni" (tra virgolette in realtà bisognerebbe mettere la parola comunemente intesa come insulto e non come una categoria umana, con l'universale e nobilissimo significato che ha e di cui Silone è stato il lucido e commovente cantore).
Dentro quel modo assoluto di vivere l'amore ci si può trovare un carattere di fondo degli abruzzesi: ispido e dolce, irriducibile e mansueto, che non è mai andato del tutto perduto, che finisce sempre col tornare. Luca appartiene ad una genìa di uomini duri come le rocce delle montagne dove vive, ma con l'insospettabile "tendenza a sognare e a guardare dentro di se". Chi è nato e vive in questa terra, scavando dentro di sè, può trovarne ancora le tracce, come un'ossatura, come uno scheletro del proprio stesso carattere. Chi vuole conoscere un modo altrimenti incomprensibile di concepire i sentimenti (l'amore, ma anche l'amicizia o la semplice ospitalità) e la fedeltà a sè stessi non ha che da leggere queste pagine.
È la storia di un uomo che si lascia condannare all'ergastolo e sconta quasi integralmente la sua pena proprio per la vocazione e la scelta di rimanere fedele a sè stesso, ad un sentimento che gli riempie la mente e la vita. E per il rispetto arcaico ed innato che deve portare a quel che prova ed all'oggetto del suo sentimento. E non importa che quell'oggetto sia irrimediabilmente lontano, irraggiungibile.
Sullo sfondo c'è il paesaggio aspro e bellissimo delle montagne d’Abruzzo. C'è la visione profondamente anarchica e profondamente religiosa di Silone. C'è tutta la sua pregiudiziale sfiducia nella giustizia dei giudici e nell'Italia dei valori bollati, oggi incredibilmente tornata di moda anche nel campo, quello della sinistra, che sempre e nonostante tutto è stato il suo. Ma d'altronde Silone, come il suo Luca, non ha mai goduto della benevolenza di quelli che dovevano essere dalla sua parte. Pochi scrittori hanno subito l'ostracismo e il vilipendio feroce della critica militante (quel che ne hanno scritto su Rinascita per esempio resta a loro imperitura vergogna). Lo hanno ignorato e massacrato da vivo e continuano a massacrarlo da morto. Anche per questo gli sono così profondamente legato. Anche per questo vale la pena di leggerlo: Luca, in qualche modo ed in qualche forma, per fortuna, non finirà mai di ritornare.
Andrea Cipriani, capo ed eroe partigiano ritornato da trionfatore nel suo paesello di Cisterna, ha apparentemente tutti i mezzi per imporsi e portare a termine la sua missione anche in tempo di pace. Comunista d'acciaio, è pronto ad utilizzare tutta la sua volontà ed il suo carisma per stroncare le superstizioni retrograde della campagna povera dell'Italia del dopo guerra e per imporre il progresso socialista.
Ma insieme con lui fa ritorno dopo decenni e decenni di carcere per una accusa ingiusta anche Luca, portando con se il mistero di non aversi voluto difendere da un crimine che non ha commesso e la ancor più misteriosa vergogna che tutto il paese soffre nell'incontrarlo, a tal punto intensa da degenerare in terrore.
Il temperamento focoso del partigiano comunista, va da sé, mal si addice ai misteri, alle mezze verità delle colpe collettive, ed Andrea si mette ferocemente ad indagare su quale possa essere lo scandalo che ha portato Luca ad accettare l'ergastolo per una colpa che non ha commesso e l'intero paese a trattare un innocente come se fosse un appestato. La sua ricerca diventa tanto più feroce quanto più si inspessisce il muro di omertà e di arcaica superstizione che incontra sulla sua strada: arriverà ad utilizzare la martellante aggressione che usava negli interrogatori dei prigionieri, per arrivare ad una verità tanto semplice e primitiva ma proprio per questo cosi rivoluzionaria da essere quasi surreale: lo scandalo che Luca ha portato nel paese è quello più antico del mondo, quello del troppo amare.
Innamorato follemente di una donna promessa per interesse e tradizioni ad un altro uomo, per non dare scandalo e non violare regole tanto antiche e seguite quanto disumane (propugnate per prime proprio da quel sacerdote che avrebbe dovuto combatterle, in nome di un sistema arcaico e conservatore), Luca ha deciso di distruggere la sua vita in nome dell'amata e per non indurla in tentazione rifiuta di difendersi da una accusa infamante e va in prigione.
Questo supremo sacrificio, invece che un gesto di rassegnazione, risulterà essere segnale di un amore purissimo che la gretta gente di paese non sa capire: arriverà a dare ancor più scandalo e violenza che il suo opposto (il tradimento, il duello d'amore sarebbero stati criticati ma compresi dai perbenisti di turno). Da qui il silenzio e l'omertà che il paese intero oppone alle domande insistenti di Andrea, che pure davanti al mistero dell' Amore e della Morte con la sua formazione Marxista e guerriera andrà in crisi (rispettando però la volontà di colui che nel frattempo si è fatto suo amico).
Essere riuscito a trattare di un tema tanto profondo e difficile in un libro snello, leggero e di appena 180 pagine, parlando di gente semplice e vera, è ulteriore segno del genio letterario di Ignazio Silone. Leggendo senza nessuna difficoltà le pagine scorrevoli e precise della sua prosa, balzano ai nostri sensi le piccole case dell'Italia contadina, con le piccole cucine piene di odori e di sapori, la vita dura ma comprensibile dei nostri padri, le dure regole di un vivere sociale stabile e certo ma anche oppressivo nel suo conservatorismo. Ci sono stati punti in cui mi sembrava che venissero descritte le due stanzette con le mura piene di carabattole in cui viveva, in quei luoghi ed in quegli anni, mio nonno ciabattino.
Ma proprio da una anima cosi semplice spunta una stilla di sentimento altissimo: invece di lottare per l'amata o di spingerla al tradimento, l'amore di Luca lo porta al sacrificio supremo della rinuncia a difendersi.
Il richiamo allo stesso gesto e per lo stesso amore compiuto dal Cristo è evidentissimo, e Silone con feroce ironia gioca su questo parallelismo con il conservatorismo del vecchio parroco, in buona fede ma spiritualmente misero, e con l'arrivismo crudele ed avido del nuovo prete; entrambi del sacrificio del Cristo sono propugnatori ed entrambi ovviamente non lo capiscono, ed anzi ne restano scandalizzati.
Uno spaccato realistico e vivo dell'Italia dei nostri padri, ed insieme una stupenda storia d'amore. In tempi in cui escono porcherie con centinaia e centinaia di pagine che raccontano banalità condite da perversioni sessuali, questo piccolo capolavoro è un'opera indimenticabile che le librerie dovrebbero esporre nelle prime file e che dovremmo tutti quanti rileggere e far leggere
C’è una bellissima frase che viene detta a un certo punto del libro parlando di adulterio: se [...] fossero stati amorosi da adulterio, mettiti questo in testa, non avremmo avuto una tragedia, ma una commedia. Qui c’è il terribile significato della scelta di Luca. Molto bella l’ambientazione in un piccolo paese in montagna con i personaggi che hanno vissuto e vivono tramandandosi tutti i loro pregiudizi sul protagonista e la sua vicenda.
Di Ignazio Silone avevo letto qualcosa tantissimissimi anni fa, e mio malgrado devo ammettere di ricordarne poco o niente. Anzi, proprio niente. Dunque, si riparte da zero.
Ora, tutto mi aspettavo tranne che trovare un giallo/noir con una spruzzatina di gotico. E parlando di giallo/noir: tutto mi aspettavo tranne che mi piacesse. E proprio per questo, mi aspettavo che la matassa si sbrogliasse in maniera geniale e perfetta, e invece alla fine i gesti ed i comportamenti si rivelano in qualche caso un tantino forzati. La scrittura, d'altronde, è davvero di livello superiore. I dialoghi in qualche passo suonano un poco teatrali, ma che importa, se raggiungono il loro scopo non solo di raccontare una storia ma dipingere un quadro completo. Il meccanismo è ben oliato e ben architettato: i dettagli dell'inquisitoria vengono svelati poco a poco. I primi capitoli contengono un'immagine tanto veritiera quanto impietosa della politica di livello locale, per la precisione a livello del piccolo comune. Il sindaco che cerca di tenersi alla larga dai guai. Il nuovo parroco che ha come ideale religioso l'incremento edilizio. E poi l'anziano giudice che esibisce la sua falsa modestia come un pavone che fa la ruota. I paesani con le loro paturnie e manìe e superstizioni, disposti a perdonare un adulterio, capaci eventualmente di comprendere persino un ipotetico omicidio, ma impossibilitati a concepire i sentimenti di caratura superiore. Il partito che si propone (o impone) come nuova religione. C'è ironia pur senza fare parodia, direi che c'è quasi quasi una parentela con Guareschi.
Media aritmetica di tutto quanto sopra: quattro stelle comode.
Quattro stelline e mezza! Siamo a Cisterna, paesino della provincia dell'Aquila negli anni 50'. I protagonisti principali sono due, Luca Sabatini e Andrea Cipriani. I due sono legati da un legame di amicizia, instaurato molti anni prima. Andrea, da bambino aiutò la madre di Luca a tenere la corrispondenza con il figlio che si trovava in carcere, essendo lei analfabeta. Luca conoscerà personalmente Andrea, solo molti anni dopo quando entrambi faranno ritorno a Cisterna. Luca, dopo trent'anni verrà scarcerato, fu condannato all'ergastolo per aver ucciso e derubato un suo compaesano e solo molti anni dopo, grazie alla testimonianza del vero colpevole, che in punto di morte confessò il delitto, Luca viene liberato. Dovrà fare i conti con la reticenza e i pregiudizi dei suoi compaesani che tutt'ora lo vedono colpevole. Anche Andrea si era fatto, qualche anno di galera per aver pubblicamente offeso il regime fascista dell'epoca. Andrea, ora politico affermato e ben visto, rientrando a Cisterna farà di tutto per scoprire come mai Luca all'epoca dei fatti non fece niente per difendersi o per sostenere la sua innocenza e come mai nessuno mai testimoniò in sua difesa. Un romanzo incentrato sulla lotta di un uomo per scoprire la verità e per riabilitare un suo amico. Mentre leggo pensavo che tra le mani avevo uno scrittore, una penna magistrale, una trama ben costruita, personaggi, pochi, ma ben delineati, tanto da farmi catapultare in quel periodo storico e in quel contesto, facendomi apprezzare molto questo autore e il suo libro.
Stupendo! 🖤 In questo romanzo c’è tanto dell’Abruzzo e degli abruzzesi che non può lasciare indifferente un figlio di questa terra. Gli abruzzesi dell’entroterra e della Marsica sono persone chiuse, difficili, diffidenti, burbere ma sono anche indefessamente dedite al lavoro, al sacrificio, al lavoro contadino, alle tradizioni popolari, alle credenze religiose, al culto delle proprie madonne e dei propri santi. Questo è un romanzo che parla di un amore impossibile, contrastato e distruttivo. Parla di una pena ingiusta e del giudizio feroce del paese nei confronti di un uomo innocente che subisce una pena tremenda solo per amore. Ma l’amore se non è riconosciuto dalla collettività diventa solo un’onta da nascondere e seppellire sotto cumuli di omertà, pregiudizi e imprecazioni al diavolo. Silone attraverso i suoi romanzi ci parla di una terra devastata da sempre dai terremoti, dalle carenze economiche, dalla disoccupazione, dall’emigrazione giovanile, Questa terra di briganti e di “cafoni”; di macerie da ricostruire e che invece restano sempre lì a farsi monumenti avvolti da erbe infestanti e da pagine di storia scolorite ma mai del tutto cancellate. Ad ogni passaggio letto viene in mente uno dei tanti borghi abbarbicati sulle nostre colline che sono quasi già montagne. Paesi fantasma, diroccati, distrutti, con i fienili e le chiesette abbandonate; le porticine di legno e i catenacci arrugginiti. È un ritratto spietato e anche romantico degli abruzzesi dalla scorza dura, dallo sguardo severo e giudicante verso i forestieri, ma anche verso i compaesani che purtroppo con tanta leggerezza marchiamo negativamente come dei Caino da allontanare e temere per tutta la vita. Abbiamo milioni di difetti, ma tra le nostre peculiarità è un vanto poter annoverare anche Ignazio Silone.
Il mio primo incontro con Ignazio Silone: un romanzo che mi deluse ma non mi ha impedito di continuare a leggere successivamente altre sue opere con maggiore diletto.
"È sempre così l'amore? Mio Dio, mio Dio, non riconoscevo più la creazione. Sentivo il cielo nel cuore. Era come se dalla testa mi sprizzassero centinaia di stelle. Le felicità era penetrata nel mio essere e vi aveva suscitato una luce che ignoravo. Tutta la terra girava attorno a noi due come una trottola."
Luca Sabatini ritorna nel proprio paese natale, un borgo contadino dell’Italia centrale, dopo molti anni di prigione, scontati ingiustamente e senza difendersi: il vero colpevole del delitto di cui lui era stato accusato, infatti, confessa la sua colpa. Nonostante questo, agli occhi di tutti egli resta “l’ergastolano”, colui che ha macchiato l’onore di una cittadina tanto mite e tanto tranquilla. Negli stessi giorni, ritorna in paese anche Andrea Cipriani, antifascista e capo partigiano il quale, spinto dall’amicizia verso Luca, cerca di ricostruire cosa è davvero successo in quegli anni e soprattutto di scoprire perché Luca, innocente, ha sempre rifiutato di difendersi. Qual è il segreto che Luca nasconde? L’ “inchiesta” di Andrea di scontra con l’omertà di un paese che, chiuso in se stesso, pare avere perso l’imperativo della verità. Con uno stile semplice ma ad effetto Ignazio Silone costruisce un potente e profondo romanzo morale, che esplora temi quali l’onore e l’onestà, e al contempo dipinge un affresco vivo della società contadina, un mondo dove il tempo pare essersi fermato, dove vige un codice di leggi non scritte, volte a salvaguardare solo la propria familiarità, la propria placidità, a discapito di tutto il resto. E, al di là della scrittura, non è affatto un romanzo semplice, questo: è un romanzo tosto e di forte impronta morale, che andrebbe analizzato, studiato e discusso, oltre che letto, per le molteplici questioni, peraltro sempre attuali, che solleva. E, in ultimo ma non per ultimo, è anche una storia d’amore, ma di quell’amore platonico e assoluto, che sacrifica tutto il resto, e del quale oggi non si legge quasi più. Insomma, in tutto e per tutto un romanzo d’altri tempi, scritto da un altro grande che ha fatto la storia della nostra letteratura.
Romanzo pubblicato da Ignazio Silone nel 1956, “Il segreto di Luca” è una lettura inaspettata, che fa trovare, nel bel mezzo della campagna abruzzese del Novecento, una storia d’amore degna degli Stilnovisti.
Luca Sabatini torna nel suo paese d’origine dopo quarant’anni. Ormai è un vecchio ma ancora sano, alto e robusto. I suoi capelli sono grigi e molto corti, la barba di alcuni giorni, i piedi scalzi. Arriva a Cisterna dei Marsi, paesino situato a 950 metri sul livello del mare in un giorno d’estate, dopo la fine della seconda guerra e varie altre calamità che qui si sono abbattute. Pochi suoi coetanei sono ancora vivi, ma quei pochi se lo ricordano bene: Luca ha scontato 40 anni di prigione, di ergastolo per la precisione, per un crimine che in realtà non ha mai commesso. Cosa è celato dietro il suo sacrificio? Quale storia struggente, avvincente o drammatica ha voluto nascondere Luca, tano da aver preferito scontare un ergastolo invece di raccontarla pubblicamente? Infatti Luca è innocente. Il vero colpevole ha finalmente confessato il delitto poco prima di morire e Luca è stato graziato e rimesso in libertà, ma senza un indennizzo da parte dello Stato per l’errore giudiziario subito e senza la riabilitazione, che richiederebbe un altro processo. Luca può però contare su alcuni vecchi e nuovi amici, il vecchio parroco don Serafino, il giovane Toni e soprattutto Andrea Cipriani, il figlio del suo migliore amico di gioventù, che non ha mai avuto dubbi riguardo alla sua innocenza. È proprio Andrea che vuole ricostruire finalmente quali sono stati i fatti e le circostanze che hanno spinto Luca a subire una pena tanto grave pur non avendo commesso il reato. E li ricostruirà, così anche noi lettori potremo conoscere quale fu il segreto di Luca.
Romanzo pieno di poesia, d’amore e di sentimento, questo gioiellino della nostra letteratura italiana del Novecento saprà farvi trascorrere qualche ora colorata di romanticismo e di malinconia.
مردی که چهل سال حبس رو به خاطر فاش نشدن عشقش به خانومی که با یک مرد ثروتمند ازدواج کرده تحمل میکنه و توی دادگاه محاکمه هیچ دفاعی از خودش نمیکنه با این که کاملا بی گناه بوده و قتلی رو به اون نسبت داده بودند .بعد از دادگاه معشوقه اش از همسرش جدا میشه و خودش رو به صومعه ی تارکان دنیا میسپاره در واقع کشیش شهر با نسبت دادن دیوانگی به این زن اون رو به صومعه میسپاره و کشیش این کار رو به این خاطر میکنه که نمیخواسته ماجرای عشق لوکا و اون خانوم بین مردم به ریشخند گرفته بشه.بعد از چهل سال که لوکا از زندان آزاد میشه پسری به نام آندرا که شخصیت برجسته ی سیاسی هم بوده پیگیر ماجرای شب قتل و بی گناهی لوکا میشه.آندرا از دوران کودکیش که مادر لوکا توی خونه شون کار میکرده نامه هایی رو که مادر لوکا به خاطر نداشتن سواد نمیتونسته بنویسه رو مینوشته و از همون کودکی شیفته ی شخصیت متفاوت و رازآلود لوکا میشه.بعد از آزادی لوکا آندرا به اون صومعه میره و میفهمه سال گذشته معشوقه ی لوکا فوت شده و برای لوکا نامه هایی به یادگار گذاشته. و عشق هم چنان پر از درک نشدنه
I didn't read this in the original Italian, but was the only one in the list on here. Anyway, one of my favorite novelists spins this tale about Luca, recently released from prison after serving for a crime he didn't do, and everyone knows he didn't do.
Romanzo breve, che si legge in pochissimo tempo, ma non per questo non degno di nota. Silone ci parla di Luca Sabatini, un anziano abruzzese che, dopo un'assenza durata quarant'anni, fa ritorno nel suo paese natale, Cisterna dei Marsi. A tenerlo lontano così a lungo è stata una condanna all'ergastolo per un crimine mai commesso e da cui ha rifiutato di difendersi, crimine da cui è stato scagionato dopo la confessione tardiva del vero colpevole. Nello stesso periodo torna nella Marsica anche Andrea Cipriani, ex maestro e partigiano ora datosi alla politica, figlio di un vecchio amico di Luca. Andrea non l'ha mai conosciuto, ma sin da bambino è sempre stato convinto della sua innocenza e ora è deciso a scoprire la verità che Luca e i pochissimi testimoni superstiti continuano a nascondere.
Del romanzo ho apprezzato l'abilità di Silone nel mantenere la suspense e la decisione di non seminare indizi qua e là, ma di lasciare che il lettore arrivi alla verità insieme ad Andrea Cipriani durante le sue peregrinazioni e interviste coi personaggi coinvolti nel caso. Manca quell'intensità che ho trovato e amato in Fontamara, lo ammetto, anche se si tratta di due storia diverse. Se il primo aveva al centro la politica e la situazione dei cafoni, il secondo li mette da parte per dare spazio ai sentimenti umani e ai moti dell'animo. Silone non se la cava affatto male, ma io coi finali non mi intendo bene quando sono affrettati e quello che fa calare il sipario sulla ricerca di Andrea e su Luca, ahimè, rientra in questa categoria e non mi permette di dare più di tre stelle.
Jelikož jsem intelektuál jak pán, zaplul jsem do antikvariátu a koupil další knihu z edice Světové četby od Odeonu, což je nejlepší edice, protože ji člověk může strčit do kapsy a všichni víme, že věci, který se dají nosit v kapse, jsou boží. Lukovo tajemství začíná příjezdem Luky do města po čtyřiceti letech vězení. Tehdy se nechal odsoudit dost prapodivně a teď se všichni bojí, co z něho vyleze (teď výjimečně nemluvím o kadění). A nevyleze z něj nic, protože jen sedí doma. Naštěstí se okolo motá syn jeho starého přítele, který je shodou okolností Colombo a začne v malé italské vesničce rozplétat špagety minulosti.
Jak jsem si ze začátku říkal, že bude příjemný přečíst si zase nějakýho Itala, po chvíli jsem si uvědomil, že čtu dvojníka Marquéze, který frčí ty stejný ingredience: městečko, divný lidi, starosta, kněz, nemluvnej hrdina co chodí od baráku k baráku a tajemství, který má kořeny hluboko v lidství, cti a vášni. Pomalu se tak rozplétá antický příběh lásky, protože tehdy ještě měli italové raději brunetky než pizzu, a za chvilku tu máme love story jak parmezán, která potvrzuje rčení "za vším hledej ženu." To mimochodem občas dělám, když jsem o víkendu dost nadrženej, ale i když odsunu ledničku nebo gauč, tak za ním žena nikdy není.
Il segreto di Luca è un libricino non troppo voluminoso che racchiude una sintesi mirabile del pensiero e dell'arte narrativa di Ignazio Silone. Etichettato come giallo, come romanzo d'amore, è in realtà tutto questo e molto altro ancora: in poche pagine si condensano le principali paure, aspirazioni, desideri, grettezze dell'uomo.
Il romanzo ruota intorna all'ingiustizia del processo di Luca che, pur essendo innocente, sarà condannato all'ergastolo perchè rifiuta di difendersi e svelare il suo alibi...
La storia di un amore reso impossibile dalle norme culturali della società in cui vivono i protagonisti. Luca ha trascorso 40 anni di prigione da innocente: avrebbe potuto difendersi; tuttavia, ha scelto di non farlo per non condannare la reputazione della donna amata (ma già sposata) che costituiva il suo alibi. Mi ha davvero colpito la resilienza del protagonista. L'idea di una vita distrutta per "l'onore" non può che fare arrabbiare, ma l'ho letta come una denuncia di Silone nell'Italia ancora legata alla "cultura tradizionale" per ricordare che una vita dovrebbe valere di più di quello che pensa la gente.
Mi ricordo che me lo fece leggere il prof di lettere ai tempi delle medie. All'epoca non ci capii un tubo. Forse non era il libro giusto da dare in pasto ad un branco di dodicenni.
Criticare uno scrittore ormai entrato nel canone degli autori italiani del XX secolo è senz'altro imbarazzante, ma in coscienza il romanzo non è granché. La trama è molto debole e il "segreto" di cui parla il titolo diventa palese, a chiunque abbia un po' di fantasia, dopo le prime venti pagine del racconto. Purtroppo a questa fiacchezza non fa riscontro né una grande abilità nel descrivere i personaggi, né dei dialoghi verosimili ed interessanti: tutto il romanzo odora di "prosa alta", risultando così quasi una parodia della vera letteratura. Che delusione da un autore presente in tutte le antologie italiane!
Non male. Lunghezza giusta, abbastanza coinvolgente, argomento interessante con la giusta combinazione di generi. Ovviamente lontano dall'essere un capolavoro, ma una prova molto buona.
Eviterei di definirlo "romanzo rosa". Andrea è quasi un investigatore, curioso e deciso di scoprire la verità, a volte risultando perfino violento e senza alcuno scrupolo. Fra le pagine ho respirato dolore, sofferenza, Fede, rancore e odio, ma anche stima, amore sincero e riconoscenza, dettati dall'amicizia e non solo. I paesaggi e le scene (cfr. Agnese che stende i panni quando viene "aggredita" da Andrea) appaiono limpidi e semplici, ma così ricchi di sentimento! Anche quei tronchi tagliati dove ci si siede per riposare sembrano prendere vita. Ancora una volta un romanzo italiano, ambientato in quel povero dopoguerra che personalmente consiglierei a chiunque.
Per quanto sia (forse) scorretto confrontare l'opera minore di un autore con il suo capolavoro, questo libro ha poco del piglio brillante e travolgente di Fontamara; i personaggi sono opachi e meno interessanti, i temi di rivalsa e ingiustizia sociale paiono sbiaditi. Rimangono il fascino della terra abruzzese di sfondo, l'analisi della stessa classe sociale, la scorrevole penna di Silone, ma senza l'incisività e visionarietà di Fontamara.
“Io l’aspettavo a metà strada, pronto a cogliere il suo sorriso, che avrei richiamato alla memoria fino al giorno dopo, innumerevoli volte. La mia vera vita era quel sorriso prolungato, dentro di me, per ore e ore.”
devo dire pensavo peggio, ho amato come descrive il suo amore per Ortensia. in poche parole è un cucciolotto che ha accettato di andare all’ergastolo per scappare al suo suicidio.
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Riletto dopo anni, non per passione, ma per scarsa memoria. Rimane comunque un ottimo libro che interseca magistralmente i temi della giustizia, dell'amicizia, della solitudine e dell'amore. Una lettura che scorre via veloce, senza intoppi, che ti porta a ricercare, con uno dei personaggi, di rivelare quale sia il "segreto di Luca". E una volta scoperta, non puoi non fermarti a ragionare sulle scelte, i compromessi e le rinunce che noi tutti siamo costretti a fare.
Il segreto di Luca, Ignazio Silone (1956, Mondadori) RILETTURA DOPO CINQUANT'ANNI
La vicenda si svolge a Cisterna dei Marsi - Alt. s. M. 950, dice il cartello all'entrata del paese - in un inverno dei primi anni '50. Luca Sabatini ritorna al paese da ex ergastolano, graziato dopo tanti anni di ingiusta detenzione: in fin di vita, il vero colpevole aveva ammesso la responsabilità del delitto per il quale Luca era stato condannato da innocente. Il suo ritorno è accolto con molta diffidenza, il ricordo di quell'avvenimento di tanti anni prima è ancora disturbante. Negli stessi giorni torna a Cisterna, tornato dall'esilio, anche Andrea Cipriani, un giovane e promettente politico, ex capo partigiano: all'epoca dei fatti ancora bambino, Andrea aveva aiutato Teresa, la madre di Luca, analfabeta, a intrattenere il rapporto epistolare con il figlio detenuto, e quindi conosceva, se non i precisi dettagli, la scia di dolore che la vicenda aveva portato con sé. Si dedica quindi a scoprire la verità sul caso di tanti anni prima, sacrificando in nome della verità la sua carriera politica. Ricostruisce, pertanto, aiutato anche dell'anziano sacerdote don Serafino, l'amore fra Luca e Ortensia, contraccambiato ma impossibile a causa del matrimonio di lei, e la scelta di Luca (il suo segreto) di non difendersi al processo per non compromettere la donna che ama. È una faccenda piuttosto intricata, e l'autore, per la verità, non mette molto impegno nel renderla lineare. La sua attenzione è piuttosto rivolta alle riflessioni sulla giustizia - "un ingranaggio spietato. Non ammette scherzi di nessun genere" - sull'amore - "una trappola crudele" - le omertà e il brusio di un piccolo paese di montagna: ipocrisie, viltà, pregiudizi atavici sono tratteggiati in modo vivido ed efficace.
Nota a margine: la copertina (graphic designer: Manuele Scalia/Alberto Burri, FERRO SP4 (part.), 1959. Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello) per me non ha nesso, la trovo incomprensibile.
Read in Danish. Found it in one of the bookshelves at my grandpa's house. I really liked it, but I would like to read it again sometime to understand it better. My grandpa told me that it changed his view on life, so reading it meant a lot to me, although it didn't necessarily change my view on life. I hope that if I read it once more, I could understand what it means to him a little more.
Brief and simply told tale of man returning to his village after 40 years in jail for a crime he did not commit, and the gradual revelation of the events that help understand why he did what he did.