Non possono fare gli insegnanti né i capi scout, non devono baciarsi e tenersi per mano in pubblico, vanno curati e, se possibile, redenti. Da sempre la politica italiana dice di non avere «nulla contro gli omosessuali» eppure, da sempre, li discrimina. C’è chi invoca «sobrietà», chi domanda «discrezione», chi chiama in causa la Bibbia, chi ricorre a citazioni d’autore. Passano gli anni, cambiano i toni e gli interlocutori ma il risultato – nonostante gli ultimi passi in avanti – resta lo diffidenza e fastidio, fino all’aggressione verbale e all’insulto. Sin dal dopoguerra la crociata contro i «malati» e gli «anormali» recluta quasi capi di Stato e di governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Attecchisce a destra ma spopola anche a sinistra, coinvolgendo figure insospettabili e venerati padri della patria. «Ho molti amici gay» non è solo l’immancabile premessa di rito prima di ogni discorso omofobo, dentro e fuori dall’Aula. È la storia, succinta e dettagliata, di quanto la discriminazione e il pregiudizio contro gli omossessuali siano radicati nella politica e nella nostra società. Garantendo all’Italia l’infelice primato del Paese con la classe dirigente più omofoba in Europa.
Da parte della nostra classe politica, ogni tanto se ne sente una nuova e poi immancabilmente la dimentichiamo, perdoniamo e facciamo finta di vivere in un paese normale. Ritrovarle tutte assieme, in fila l’una dopo l’altra, anno dopo anno, dapprima genera sconcerto, poi rabbia. Poi - e non è giusto!!! - la più completa rassegnazione.
Un libro che definirei “spiacevole”. Chiaramente non per le scelte fatte dall’autore o per lo stile della scrittura, ma proprio per il messaggio svilente illustrato nelle poche pagine che compongono questo testo. In poche parole, leggere Ho molti amici gay significa ricordarsi, grazie a una cronistoria dettagliata e ben documentata, come la politica italiana abbia più o meno da sempre mantenuto un atteggiamento che va dall’omofobo al disinteressato nei confronti del tema dei diritti LGBT+. Questo vale ahimè tanto per gli anni ’60 quanto per gli anni 2010, tanto per la destra quanto per la sinistra (anche se con sfumature molto diverse). Peccato che questo saggio sia molto breve, anche più del previsto: avendolo letto su Kindle sono stato ingannato e la fine mi ha colto di sorpresa, visto che il libro finisce attorno al 60% di completamento. Il restante 40% è infatti occupato dai riferimenti bibliografici (ve l’ho detto che è molto ben documentato!).
Questa e altre mirabolanti recensioni nella mia newsletter mensile sui libri: https://bit.ly/ponzabook
"Non è vero che tutto ciò che non è reato è permesso. Al contrario, l'assenza di una norma, a volte, non significa libertà ma solo repressione."
uno sciorinamento di insulti da varie fazioni e personaltà politiche, sembrava più volto a mostrare che anche la sinistra italiana è stata/è omofobia (duh...) che a dare un'analisi di qualche tipo. ovvio che servano libri così, ma non ha nessuna tesi di fondo ed è semplicemente un po' svilente e deprimente leggere 130 pagine di aggressioni verbali lol
Il titolo di questo piccolo pamphlet chiarisce esattamente il suo contenuto. Una certosia raccolta di testimonianze poco corstruttive e poco tolleranti dei politici italiani dal dopoguerra ad oggi. Lo stereotipo ed il pregiudizio delle istituzioni che apre la posrat e giustifica il cittadino qualunque nelle sue affermazioni omofobe.
Come in "stai zitta e va' in cucina", un'indagine accurata, sobria e spietata delle discriminazioni omofobiche e transfobiche della politica italiana dal dopoguerra a oggi. Leggerla esalta, ripugna, rende consapevoli e incazzati. Incredibile, nonostante il paese in cui viviamo, la quantità pregiudizi, ignoranza e odio che i rappresentanti del popolo che ci sorridono rassicuranti dai cartelloni e dalle televisioni sono capaci di scatenare contro persone che non conoscono e che non influiscono minimamente sulle loro esistenze. Non è un lavoro analitico e profondo, ma una panoramica generale che ci ricorda quanto, a dispetto del progresso e delle lotte, rimaniamo bestiali.
Interessante, forse un pochino troppo didascalico e a tratti accademico, ma Battaglia fornisce un'accurata descrizione storica degli abusi subiti dalla comunità LGBT a causa di personaggi politici, anche di spessore. Per una ragazza giovane come me che non ha vissuto in quegli anni è stato davvero formativo poter ricollegare certi nomi della politica odierna ad atti tremendi, mi ha donato più consapevolezza. Dovrebbero leggerlo tutti, chi come me ancora non c'era, ma soprattutto chi quegli anni li ha vissuti e probabilmente ha dimenticato.........
Libro che purtroppo leggerà solamente chi ha già un'idea chiara della tragica storia politica inerente all'argomento. Libro che più che leggere per passatempo consiglierei come obbligatorio a chi in politica non ha idea di come una loro semplice battuta possa rovinare la vita di molti.