Cosa farebbero undici ragazzi in Italia, se scoprissero di avere dei superpoteri? Si infilerebbero davvero delle tutine, cercando di salvare il mondo? No, non i Millennials. Loro, che sono stati creati da un programma di ingegneria genetica, sono adolescenti senza genitori a cui rendere conto e senza particolari responsabilità. Ma il destino presenta sempre il conto, e quello per i Millennials sarà particolarmente salato. Si troveranno infatti costretti a districarsi tra i fili di una macchinazione che è stata tessuta intorno a loro e, tra inseguimenti nel tempo alla ricerca della verità, paradossi e loop temporali che potrebbero mettere a rischio la loro stessa esistenza, i Millennials dovranno imparare a collaborare e a capire il significato più vero di avere amici su cui contare e una casa a cui tornare.
Fabio Cicolani vive a Bologna, insegna scrittura creativa alle scuole elementari e alle scuole medie e con la saga de “Le Magie di Omnia” si è affermato come uno degli scrittori del fantastico più apprezzati in Italia dai lettori di tutte le età. Solo per i più piccoli, invece, ha già pubblicato “Il bambino dei draghi” e la serie Monsters’ Park.
All'alba del nuovo millennio, era scoppiato il panico per il temibile Millennium Bug... e proprio da questo leggendario bug degli orologi dei computer parte il libro.
Ambientato a Bologna, ci mostra un gruppo di ragazzi creati "in laboratorio", geneticamente modificati così da avere "superpoteri". La maggior parte vive nella struttura di Magnus, addestrata all'uso dei propri poteri. Alcuni sono scappati, riuscendo a eludere la caccia data loro dagli androidi di Magnus. E una, la protagonista, vive ignara di tutto in una casetta assieme alla madre, con cui dire che non va molto d'accordo sarebbe un eufemismo.
Finché non svela i propri poteri, attirando l'attenzione di Magnus e finendo invischiata in una serie di complotti orditi da e contro Magnus, viaggiando nel tempo e giocando con i paradossi temporali.
L'idea è buona, anche se col respiro internazionale della storia Bologna si vede solo nei primi capitoli, quando la ragazza conduce una vita normale. Poi la città diventa inesistente, e ai fini della storia a parte i primissimi capitoli poteva essere una qualunque cittadina americana. Il prologo non mi è piaciuto, dopo però entrando nella storia e conoscendo i vari personaggi la storia migliora e prende velocità.
Qualche dubbio sulle due ragazze Millennials (sui loro comportamenti, per dirla meglio) e su Penny (a un certo pensavo di aver capito come funzionasse il potere, ma poi cambia...). Molti, invece, sui paradossi temporali. La dinamica è chiara, e il tutto volendo ha senso. Però il Magnus dei primi capitoli dice chiaramente che Jen non era prevista, era un errore, e rimane stupito quando capisce come può usarla. Il che combacia malissimo con tutto il resto del personaggio per come lo scopriamo in fondo.
Bene invece il finale, con gli accenni di Magnus al motivo per cui ha creato il programma. Che mi fa pensare all'ultimo Heroes e, meglio, a Mistborn.
Un gruppo di super eroi adolescenti con poteri molto originali e ben congeniati, un super cattivo dal passato misterioso e i mille dubbi e problemi tipici della giovane età. Millenials è un romanzo ben scritto e con alcune trovate originali e piacevoli che mi ha regalato ore di piacevole lettura. Mi ha un po' stonato il finale in cui non sono riuscito a comprendere, forse per miei demeriti, tutto, inoltre avrei apprezzato più conoscenza dei personaggi secondari che hanno super poteri molto interessanti, ma che secondo me sono poco sfruttati
Ho visto questo libro in uscita al Salone del Libro di Torino in promozione, e subito la copertina ha attirato la mia attenzione. Per chi ama gli eroi Marvel come me, i fumetti, e non ultimo gli X-Man, non potevo proprio evitare di avvicinarmi. E l’autore mi ha passato il suo telefono, ha caricato il trailer del libro e sono rimasta affascinata. E come non esserlo? Questi personaggi vi cattureranno in maniera incredibile, vi attaccheranno al libro come fosse la vostra ancora di salvataggio e vi trascineranno in un mondo che è quanto più normale possibile e una realtà che chi è di Bologna conosce molto bene. E allora, vi chiederete, cosa c’è di fantastico da leggere? Eh, i lettori di fantasy sono critici, diffidenti, ma credetemi, questo viaggio merita davvero la vostra attenzione. Se la trama non vi ha incuriosito, vi posso svelare che: – è una storia che parte dal Millenium Bag del famoso anno 1999, quando tutti eravamo terrorizzati dal perdere tutti i nostri dati al famoso passaggio di secolo – si ha uno scorrimento di ambienti tra Italia e Francia, passando dal 2016 e rivivendo alcuni episodi in anni differenti, con un viaggio temporale – i protagonisti sono ragazzi adolescenti molto dotati e carismatici, ma che sono pur sempre ragazzi alle prese con le problematiche di dotati che crescono in ambienti particolari e chiusi – devono si, salvare il mondo, ma il cattivo, fino alla fine, non è assolutamente chi dice di essere e soprattutto chi non vi aspettereste mai. Vi ho incuriositi? È difficile in casi del genere non fare spoiler, ma la bellezza del libro sta proprio nella lettura della storia, mai scontata, mai noiosa. Vi affezionerete ai personaggi, singolarmente, perché in ognuno di loro troverete la bellezza della sua unicità. Avere dei poteri per quanto possa sembrare Super, significa Problemi, altri problemi, sempre problemi. Non è facile gestirli, come scoprirete accadrà a Jennifer, che ha il controllo sull’elettricità, o a Jikan, che può viaggiare nel tempo, ma deve evitare di distruggere la tela degli eventi per non creare ripercussioni su quella che è la storia accaduta. Inoltre sono presenti gli Atlas, dei soldati in giacca e cravatta, quasi dei cyber umani che si muovo grazie a codici informatici e con le loro abilità sono in grado di eseguire gli ordini di Magnus. Si distinguono solo grazie al colore della cravatta che indossano, gli occhiali da sole, ma soprattutto per la loro inflessibilità nello scontro con i protagonisti. Tanta è la tecnologia che muove questa storia, a volte si rischia, per chi non è addentrato nel mondo dei cyber tech, di non comprendere cosa si sta ‘guardando’, ma l’autore riesce a rendere abbastanza chiaro il concetto, grazie anche a splendide pagine in grafica che parlano dei singoli personaggi o di eventi collegati ai social. Vi confesso solo che il finale a sorpresa e lasciato in sospeso, mi ha un po’ indispettito, ma, come tutti i fumetti che si rispettano, ci si rimanda alla prossima puntata, che speriamo riesca a dare delle risposte a tutte le domande che ci hanno accompagnato nella lettura. Devo dire che alcune scene e atmosfere mi hanno ricordato molto la serie Century di Pierdomenico Baccalario e le sue incredibili saghe, mentre tutta la parte informatica, un altro autore che stimo molto che è James Dashner e le sue fantasmagoriche avventure del mondo di Virtunet. Per l’originalità della trama e la sapienza della struttura, dei disegni e dell’intreccio, non posso che dare 5 stelline. E sperare che la prossima avventura arrivi al più presto!
“Millennials” è un romanzo Young Adult del 2017 scritto da Fabio Cicolani ed edito da La Corte Editore.
Erano un po’ di mesi che lo avevo addocchiato così, quando c’è stata l’offerta “Editore del Mese” con un libro al giorno a 0,99€, non ho potuto resistere. E ho fatto bene.
Il romanzo è ambientato a Bologna, dove Jen (Jennifer), figlia di una mamma anaffettiva e un po’ nel suo mondo, cerca di districarsi con una vita complicata e un segreto molto impegnativo: i super poteri. Jen, infatti, ha la capacità di creare scariche elettriche e di utilizzarle, cosa che prova maldestramente a fare scassinando gioiellerie per aiutare la mamma e i suoi problemi economici. Jen, però, non è l’unica ad avere questi poteri; dopo poco, facciamo la conoscenza di Bit (Bennet), anche lui con capacità eccezzionali e interessato a trovare Jen. Questi ragazzi con i superpoteri, i Millennials, sono frutto di un esperimento genetico per generare bambini senza malattie, ma che, misteriosamente, col Millenium Bug, ha creato ragazzi con capacità straordinarie.
La trama è solo in apparenza il classico YA con ragazzini dai superpoteri che usano le loro abilità per cambiare il mondo: il romanzo ha tinte dark profonde, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nel loro rapportarsi con le proprie abilità. Questo aspetto mi ha ricordato un po’ Heroes, dove i poteri sono insieme un dono, insieme una maledizione, e il semplice fatto di utilizzarli con leggerezza può portare a conseguenze terribili. Ho apprezzato molto l’approfondimento dato a questo aspetto: spesso nei film vediamo i poteri utilizzati nella vita di tutti i giorni con spontaneità e divertimento, le classiche scene che strappano una risata; qui invece le conseguenze sono analizzate nel dettaglio, così come l’impatto del loro utilizzo sulla vita di chi entra in contatto con loro. I poteri non sono belli, non sono carini e non sono simpatici. Sono il vero male del libro, quasi un antagonista silente che è sempre stato sotto gli occhi di tutti. Ho trovato questa parte trattata con grande maturità ed empatia e forse è l’aspetto che mi è piaciuto di più.
Un altro particolare interessante è l’antagonista: sebbene sia un po’ cartoonishly evil per buona parte del romanzo, nel finale regala quello che per me è un sgnor colpo di scena. Purtroppo non posso dire altro per non fare spoiler, ma davvero merita. In generale, ho trovato i personaggi adulti descritti abilmente e mi sono piaicuti di più dei protagonisti adolescenti.
Vi è inoltre una lunga parte che descrive i viaggi nel tempo: personalmente a me piace sempre come espediente narrativo, ma a volte sono un po’ impegnativi e affaticano la lettura. Detto questo, il libro mantiene sempre un bel ritmo e lo stile asciutto e immediato compensa questo aspetto.
Il finale mi ha lasciato interdetta, lo ammetto: quasi avrei preferito che non ci fosse quel capitolo conclusivo, ma lascia la porta aperta ad un seguito che non vedo l’ora di leggere, quindi direi che va più che bene.
In conclusione, consiglio il romanzo agli appassionati di fantascienza e delle ambientazioni urbane nostrane e, soprattutto, a chi vuole leggere un YA fuori dagli schemi. Assolutamente un libro consigliato.
Ho trovato la penna di Fabio Cicolani asciutta e precisa, capace di esprimere senza giri di parole lo stato d’animo dei vari protagonisti, tutti con un carattere diverso ma tutti accumunati da un unico desiderio: trovare un posto da poter chiamare casa. Non hanno scelto loro di avere dei superpoteri, sono nati così. Non sono dei super eroi e non hanno alcuna voglia di fare i paladini della giustizia. Il loro unico scopo è quello di sconfiggere colui che li ha creati: il misterioso uomo chiamato Magnus Atlas, e per farlo non esiteranno a mettere a repentaglio la loro stessa vita.
Se all’inizio il romanzo è ambientato nella Bologna del 2016 (scelta molto azzeccata tra l’altro, in quanto è raro leggere di ragazzi italiani con superpoteri) e ci presenta con molta calma i primi protagonisti – tra i quali Jennifer, la ragazza raffigurata in copertina, e Bennet, che ha il potere mentale di connettersi a qualsiasi rete internet – a mano a mano inizieremo a prendere confidenza con i salti nel tempo, e assisteremo anche alla nascita dell’anomalia avvenuta nel 31 Dicembre del 1999, quando il Millennium Bug aveva mandato in tilt i computer della GenHome che stavano elaborando un DNA ricombinante, capace di alterare i geni di un embrione in modo da renderlo immune alle malattie genetiche.
Ed è proprio grazie ai continui sbalzi temporali presenti nel libro che viene fuori tutta la bravura dello scrittore. Impegnato a tenere insieme la matassa da lui stesso creata, Fabio Cicolani riesce nell’arduo compito di non imbrogliarsi tra le pieghe spazio-temporali, saltando da un punto di vista a un altro e facendo interagire ben undici personaggi, tutti diversi tra loro.