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La compagnia delle anime finte

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Dalla collina di Capodimonte, la «Posillipo povera», Rosa guarda Napoli e parla al corpo di Vincenzina, la madre morta.
Le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente la vita di entrambe.
Immergendosi «nelle viscere di un purgatorio pubblico e privato», Rosa rivive la storia di sua madre: l’infanzia povera in un’arida campagna alle porte della città; l’incontro, tra le macerie del dopoguerra, con Rafele, il suo futuro padre, erede di un casato recluso nella cupa vastità di un grande appartamento in via Duomo; il prestito a usura praticato nel formicolante intrico dei vicoli, dove il rumore dei mercati e della violenza sembra appartenere a un furore cosmico.
È una narrazione di soprusi subìti e inferti, di fragilità e di ferocia. Ed è la messinscena corale di molte altre storie, di «anime finte» che popolano i vicoli e, come attori di un medesimo dramma, entrano sulla ribalta della memoria: Annarella, amica e demone dell’infanzia e dell’adolescenza, Emilia, la ragazzina che «ride a scroscio» e torna un giorno dal bosco con le gambe insanguinate, il maestro Nunziata, utopico e incandescente, Mariomaria, «la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata», Iolanda, la sorella «bella e stupetiata»…
«Anime finte» che, nelle profondità ipogee di una città millenaria, sono segnate tutte, come Vincenzina e come la stessa Rosa, da un guasto che attende una riparazione. Riparazione che, nelle pagine finali del libro, giunge inaspettata ad accomunare Rosa e Vincenzina in un medesimo destino.
Dopo l’acclamato Il genio dell’abbandono, Wanda Marasco torna a raccontare Napoli e i segreti della sua commedia umana con un romanzo dalla lingua potente e poetica, cosí materica e allo stesso tempo cosí indomitamente sottile.

240 pages, Paperback

First published April 20, 2017

8 people are currently reading
124 people want to read

About the author

Wanda Marasco

4 books5 followers
She is a writer, teacher, actress, and director.
She started her writing career in the 70's with poetry, followed in the 90's with theater texts. At the beginning of the new millennium, she started publishing novels, set mostly in her hometown, Naples

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24 (14%)
1 star
7 (4%)
Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Recensioniconcise.
43 reviews59 followers
January 3, 2024
Stile napoletano!

Wanda Marasco è una delle scrittrici napoletane contemporanee che è più affascinante, insieme a Antonella Cilento. Condividono uno stile che impasta napoletano antico, ricchezza di linguaggio e compassione per il propri personaggi. Forse è meno intenso del precedente "Il genio dell'abbandono" ma è una storia fortemente radicata nella vita oscura dei vicoli.

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ENGLISH VERSION

Neapolitan style!

Wanda Marasco is one of the most fascinating contemporary Neapolitan writers, together with Antonella Cilento. They share a style that blends ancient Neapolitan, richness of language and compassion for their characters.
Perhaps it is less intense than the previous "The Genius of Abandonment" but it is a story strongly rooted in the dark life of the alleys.
Profile Image for Frabe.
1,201 reviews56 followers
December 24, 2017
La scrittura, in questo romanzo, è fatta di immagini ed espressioni forti, tese a colpire, e utilizza spesso il dialetto (napoletano): non ho apprezzato entrambi questi elementi, specie il primo. Esempio (la narratrice rievoca la figura della madre): “Mi hai picchiata. I tuoi rari baci erano timidi, trattenuti da un respiro impaurito. Mi hai convogliata di nuovo nel tuo ventre. Il pathos, per un pelo, non è diventato pazzia. (…) Le tue labbra non erano umane e la tua carne non era materna. Cassetto dopo cassetto, ho ritrovato le tue mutande da clown, lasche e bianche. La tua vagina ci stava dentro con un odore di piscio e di talco. Avevi un piccolo naso pendente, eri comica e randagia nel cammino. Inventavi animali fiabeschi. Piangevi come i bicchieri sotto la fontana. Sgocciolavi le mammelle bagnate nel lavatoio. Manovravi l'inverno davanti alle lastre e alla pioggia di Capodimonte. Intuivi spietatamente i pericoli. Ti era affiorata una vena sfumata sul collo. Qualche volta volevi ridere, più spesso tremavi.”
Profile Image for Fien Vermeylen.
59 reviews4 followers
April 18, 2024
3,5 sterren. Mooi, maar soms iets te vluchtig geschreven. Bepaalde verhaallijnen of gebeurtenissen mochten voor mij heel wat meer uitgewerkt worden. Misschien heb ik de fijngevoeligheid van dit boek ook niet helemaal kunnen ervaren doordat ik het in het Italiaans las.
Profile Image for Paola Rinaldi.
30 reviews6 followers
May 7, 2017
Nel nuovo romanzo di Wanda Marasco praticamente tutto è teatro, drammaturgia, a cominciare dal titolo: una voce narrante fortissima, intensa, penetrante, raccoglie le tante voci di una comunità serrata e ne mette in scena le storie. Le anime sono finte perché recitano ciascuna la loro parte, costrette ad essere personaggi di una vita spremuta dalla miseria su un palcoscenico unico, che parte dalla torre in cima alla collina di Capodimonte (che a me fa sempre venire in mente le statuette in ceramica che pure loro in fondo sanno di teatro) e ruzzola giù per le Centoscale fino a incastrarsi nei vicoli di una città che è proprio quella ritratta dalla copertina del romanzo. Rosa, la voce, è dinanzi al corpo morto della madre Vincenzina e racconta, a sé e a lei, di sé e di lei e della loro vita, prima e dopo loro stesse, entrambe madri e figlie in tempi sfasati. Rosa fonde la propria voce e il proprio personaggio con quella della madre (come ha sottolineato Paolo Di Stefano durante l’incontro) e si comincia da lontano, dagli anni Quaranta agli anni Ottanta del secolo scorso, dall’adolescenza di Vincenzina, figlia degli umili contadini Adelì e Biasino coi loro dieci figli, che incontra Rafele, virgulto dell’illustre e dotta famiglia Maiorana da e per sempre contraria a questa unione, alla loro vita matrimoniale e ai figli fino a quando i figli saranno loro a loro volta coniugi e genitori: : “Ma’, mi senti? Questo è il racconto che stava sulla terra da prima che io nascessi. Sto provando a metterci dentro tutte le anime recitanti. Fino alla fine, ma, come un drammaturgo che non si arrende”. Non solo non si arrende Rosa, ma Marasco ha una forza che cresce in ogni parola pronunciata da Rosa, in ogni gesto recitato sulla pagina: “Possiedo dei raggi teatrali per immaginare i due. Certi fili di sole da attaccare ai polsi e alle caviglie di Vincenzina e Rafele, perché le loro figure si sconnettano e si riuniscano sopra i basoli, a ogni strattone di luce”. Di immobile, in questo libro, c’è solo il corpo di Vincenzina che non smette di irradiare energia, perché al centro di questi vortice sembra esserci sempre e ancora lei, come se fosse madre non solo di Rosa ma di tutte le altre madri e pure padri e se fosse anche tutte le sorelle e i fratelli, gli amici, i figli e le orche (queste donne che succhiano e risputano il dolore attorno alle disgrazie, e dunque anche a Vincenzina quando Rafele si ammala di un cancro che lo uccide), come se il ventre di Napoli fosse in fondo il suo. L’immagine del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino che si trova proprio a Napoli nella Cappella San Severo non mi ha mai abbandonato durante la lettura del romanzo: perché c’è tanta carne, nel racconto di Rosa, tanta materia e “angoscia della gravità” (ha detto Marasco all’incontro), un senso di ineluttabilità con cui bisogna convivere e per questo, appunto, il mondo è un teatro. Io mal sopporto l’opulenza barocca nell’arte, ma quello che il teatro (e la musica) ha prodotto in questo periodo è grandioso, e l’ho ritrovato anche qui: nell’atmosfera, ma anche nella forma, che fatico a separare dalla sostanza. Tutto quello che toccano i personaggi del romanzo è stato scavato fuori dal tufo e riaccatastato come a unire sotto (e tanta della vita di Rosa si svolge nei sotterranei) e sopra: si deposita così a strati il tempo, spesso il passato finisce poi in cima e può capitare che, sedendosi su una lastra, ci si debba stendere sui fantasmi di un passato antichissimo. E’ quello che capita a Rosa nella sua inquietante amicizia dell’adolescenza con Annarella, per esempio; ma i fantasmi, come quelli di Eduardo evocati nel romanzo, sono testimoni presenti di un passato di morte (che arriva naturale come la vita ma è gialla, fatta di malattia e superstizione, di demoni nascosti in mosconi o in fessure dei muri) e si mischiano ai vivi, che Marasco dota di così tanta forza da non farci intristire, in questa tragedia (in senso greco ecco): ho trovato il maestro Nunziata una figura eroica (e tenera, nel suo entusiasmo), mi sono commossa per Mariomaria (“la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata”, che brava Marasco!) e poi c’è la madre di Rafele, la giovane Emilia, o Iolanda… e c’è l’usuraio Carmine Musca, che rende sua complice nella vergogna della miseria pure Vincenzina, la cui assenza di umanità scatenerà altrettanta bestialità. Però ci sono anche Giovanni, il marito di Rosa, e i suoi figli, in quelle parti in italiano, dove il dialetto (che Marasco ha dovuto ricostruire e studiare), che a me pare quasi un codice segreto tra gli attori di questa Compagnia di anime finte che cozzano le une contro le altre, lascia prendere aria al cuore e fa entrare la luce, riportandoci come un ascensore sul tetto della torre, sulla collina, via dai vichi scuri e soffocanti. Con le opere di Wanda Marasco, raccontare la trama non serve, però: bisogna proprio leggerle, lasciarsi stregare dalla magia dei suoni e dei ritmi che le parole portano in sé e con cui costruiscono immagini in movimento, gesti che afferrano le viscere. Davvero una lettura che è esperienza.
Qui trovate anche il video dell’autrice che legge l’incipit del romanzo:
http://chooze.it/blog/2017/05/the-sho...
Profile Image for Utti.
514 reviews35 followers
December 10, 2022
Bah. Ho chiuso il libro, dopo aver letto l'ultima pagina sul treno, e ho esclamato "Bah" ad alta voce. Quindi, la recensione più onesta potrebbe essere di sole tre lettere.

Tratta in inganno forse dal titolo, forse dalla copertina ho comprato questo libro usato qualche settimana fa.
La sensazione è quella di avere tra le mani un libro che vuole essere tante cose senza esserne nessuna: uno specchio della Napoli povera del dopoguerra, ma su questo "L'amica geniale" è di un altro pianeta; un esercizio di manierismo fatto per immagini, mica riuscitissimo; un racconto corale, che però non si capisce. Il risultato finale è qualcosa di incompiuto e insoddisfacente, un non finito che mi azzarderei a definire mediocre.
Profile Image for Babette Brown.
1,124 reviews27 followers
July 24, 2020
(Luana Troncanetti)
Da qualche mese a questa parte, leggo solo per documentazione, in rari casi per diletto (questo romanzo di Wanda Marasco, per esempio). Il mio svago per disintossicarmi da procedure giudiziarie/ricerche sul traffico delle schiave sessuali/varie ed eventuali.

Non c’è nulla di più oscuro di alcune dinamiche familiari, questa spettacolare autrice toglie il fiato. È sangue e carne e musica, tutto miscelato in una capacità espressiva non sempre semplice da cogliere al volo. Sono ritornata più volte su alcuni tratti, non perché ‘difficili’ o sporchi di termini forbiti: li detesto. La sua è una scrittura pulita ma intensa, priva di orpelli. Il talento non ha bisogno di mettersi in mostra infilando il suo vestito più scintillante, non impressiona il lettore con quei virtuosismi che in genere sfiancano. Il talento include anche un pensiero di Erri De Luca “Fai risentire alla scrittura il callo del tuo dialetto d’origine”, è l’uso di termini spolverati dal gesso dell’italiano “alto”, è la costruzione inconsueta dei pensieri, un modo così originale di usare le parole che ti costringe a rileggerle. Fai una pausa, metabolizzi, prosegui con un ‘ooh!’ incastrato fra occhi e lingua. Bellissimo, erano mesi che non leggevo qualcosa di così potente, passavo da una pagina all’altra con l’impressione di assistere a un miracolo. Non me ne vogliano i bravissimi e le bravissime, quelli magnificati spesso con ragione e altre volte invece no. Quelli “famosi”, molto più di lei.
Sono commossa dal talento di questa penna, nerissima nonostante questo romanzo non sia classificato come noir e splendida, anche se non appare ogni due per tre sui social o sui giornali. Non con quella frequenza martellante dei prodotti, intendo.
Mi succede, a volte, di dover leggere testi per ragioni professionali o per documentazione. Testi il più delle volte validi, ma il talento è un’altra cosa. Lo sfarzo non mi appartiene, il mio lusso attuale è quello di poter leggere – di tanto in tanto – un libro di raro splendore solo perché l’ho deciso io.
Profile Image for Rowizyx.
390 reviews155 followers
July 8, 2017
Non so, volevo che questo libro mi prendesse e invece mi ha lasciato indifferente. Non capisco se ho un pregiudizio nei confronti dei libri che parlano di questa Napoli (anche la Ferrante non mi ha detto niente), o che cosa, però boh, è un libro che lascio passare. La tragedia di questa famiglia non mi ha proprio detto nulla.
Profile Image for Danilo De rossi.
176 reviews9 followers
August 10, 2017
Quando la realtà fa irruzione nella poesia, o la poesia si fa largo nella realtà. Un libro in cui le ferite personali diventano feritoie attraverso le quali esplorare le profondità umane; un romanzo che mette in scena una coralità di personaggi, tutti appartenenti alla schiera degli umiliati e offesi. Una storia scritta con garbo che, sullo sfondo di una Napoli infinitizzata, mette in scena le vite di persone comuni, delineate con estremo realismo. Una scrittura potente, che si mette a servizio di storie crude e coinvolgenti.
Profile Image for Giulia Zanfi.
175 reviews16 followers
July 11, 2017
Scritto benissimo. Ciò che colpisce di più è sicuramente la lingua. La Marasco è una Maestra in questo. Ci accompagna nei vicoli di Napoli e ci spinge in mezzo a una folla di personaggi rumorosi, disperati, che tentano inesorabilmente di sopravvivere.
Profile Image for Jessica Florio.
43 reviews5 followers
June 1, 2024
Sinceramente questo modo di scrivere non è affatto nelle mie corde. Alterna parti in napoletano (che da napoletana per me non sono un problema) a un linguaggio che non riesco a definire se non “sognante” faticoso, mi ha destabilizzata . Non l’ho capito. E non vedevo l’ora di finirlo. 😞 mi dispiace
Profile Image for Corinna.
678 reviews49 followers
July 16, 2017
Secondo tentativo con la Marasco, anche se con Il genio dell'abbandono non sono mai andata oltre il secondo capitolo (e il libro è ancora lì nel mio ereader che mi osserva), ma anche se stavolta ho finito il libro non posso dire che sia rimasta colpita.
Come dice il titolo, questa storia sembra una rappresentazione teatrale della vita di "finte" persone, attori che tentano in vano di modificare la loro parte ma riescono a stento a sopravvivere in questo dramma che si svolge tra le strade di Napoli.. E proprio perchè i personaggi hanno questa caratterizzazione, le loro storie mi hanno lasciata del tutto indifferente! Lo stile quasi poetico della Marasco a volte ha fatto la differenza, ma neanche la miglior scrittura del mondo può bilanciare una indifferenza tale verso la trama..
Profile Image for Teobooks.
18 reviews2 followers
July 17, 2017
*** dal blog www.sipregadileggere.it ***

E’ la storia della famiglia di Vincenzina Umbriello, raccontata dalla figlia Rosa, immaginata per lo più, al capezzale della madre morta. Una vita povera, di sofferenze e privazioni, umiliazioni e rimorsi, vissuta in una Napoli in bianco e nero, nei rioni poveri del primo dopoguerra, tra stretti vicoli, muretti, cantine e terrazze. Dalla nascita alla morte, è la storia di una donna forte e determinata, che vivrà purtroppo una vita ingombra di ombre e tragedie e piuttosto estranea alle soddisfazioni e alle gioie, fin da bambina incontrerà la morte e la malattia come compagne di viaggio e imparerà presto ad essere adulta, grazie alle esperienze e all’amicizia non sempre limpida di Annarella.

La storia della famiglia Umbriello si intreccerà con la ben più agiata famiglia Maiorana quando per caso Vincenzina incontrerà Rafele (Raffaele), l’uomo che diventerà suo marito nonostante le opposizioni della famiglia di lui. Le storie dei componenti delle due famiglie si intrecceranno più volte, verranno narrate singolarmente, a volte quasi come racconti a parte, ma saranno lo sfondo di un unico dipinto generale. Una storia di vita profonda e struggente, con i suoi risvolti neri e le sofferenze tipiche anche del periodo storico e della zona geografica, narrato in maniera sublime da una poetessa, alternando un dialetto napoletano (comprensibilissimo) ad un Italiano con la “I” maiuscola.

Non è mia abitudine fare “spoiler” o approfondire troppo la trama, per il semplice motivo che sono io il primo a non amare certe cose in un libro che vorrei leggere. Ci sono decine di personaggi e di storie qui dentro, storie che fanno male, che raschiano dentro come uno scalpello, inquietudini, malattie fisiche e mentali, disperazione e abbandoni. Cupo e pesante seppure breve, si legge che è un piacere nonostante la complessità di certi passaggi e l’intrico di certe frasi. Un altro libro italiano di grande spessore, alla faccia di chi cerca sempre il più sconosciuto autore straniero…

Non lo consiglio a tutti, ma solo a chi vuole cogliere la struggente normalità di un vivere senza orizzonte.
13 reviews
September 24, 2024

Mein persönliches schlechtestes Buch des Jahres. Auch, weil der Klappentext ein ganz anderes Buch verspricht.

"Mitten in den Kriegstrümmern blüht eine verbotene Liebe auf. Rafeles Mutter bietet ihr Geld an, um sie für den zurückgenommenen Heiratsantrag zu entschädigen – und sie loszuwerden. "


"Doch Vincenzina bleibt an Rafeles Seite, der sie mit seinen Affären zur Verzweiflung treibt. Ist das Liebe? Oder ein Fluch, der über Generationen hinweg bestehen bleibt?"
Diese Fragen werden einfach nicht aufgegriffen. Die letzte wurde nicht mal zwischen den Zeilen erwähnt. Das wäre ja eine spannende Idee gewesen. Lernen die Töchter vom Vorbild ihrer Mütter? Ist es ein unbewusster Kreislauf, aus dem sie nicht auszubrechen schaffen? Wird es irgendeiner von ihnen doch mal bewusst und wie geht sie damit um?

Logisch ist dieses Buch dann aber auch nicht:
"Rosa spricht zu ihrer eben verstorbenen Mutter Vincenzina. Und sie erzählt: Wie Vincenzina, eine Analphabetin vom Land, in die Großstadt flieht und Rafele trifft, den Sprössling einer großbürgerlichen Familie. "
What? Warum erzählt die Tochter der Mutter die Geschichte der Mutter, bei der sie ja selbst nicht dabei war? Statt, dass die Mutter, die dannja eh als Geist erscheint ihre eigene Geschichte selbst erzählt. Ergibt wirklich viel Sinn...

Und wenn dann noch der Schreibstil absolut wirr und unpersönlich ist ist für mich wirklich allerunterstes Niveau erreicht.

Profile Image for Stefania.
551 reviews9 followers
July 12, 2024
"Non era giusto, disse Mariomaria. La gente campava di cose maligne. La signorina beveva, le aveva sentito più volte il fiato alcolico, ma mille volte falsa era l'accusa di quell'altro vizio. Lui poteva dirlo. La Capece non l'aveva mai toccato, nemmeno con un dito. Ogni tanto gli diceva belle cose: <> La Capece aveva capito la sua natura."
Questo libro mi è piaciuto molto perché è scritto davvero bene, il linguaggio è adattato ai personaggi e al contesto, risulta molto verace ma con innesti pregni di profondità. Questa lettura mi ha ricordato molto mia nonna e quell'atteggiamento tipico del passato fatto di rassegnazione e parole spicce. Queste anime finte che si aggirano nel caos del mondo, cercando un punto fermo per divenire reali e realizzate mi hanno commossa tanto. C'è Rosa che racconta la storia dei suoi genitori, soffermandosi molto su sua madre Vincenzina e ci sono i suoi amici, vicini di quartiere e i loro desideri, vezzi e vizi. Mi sono sentita molto coinvolta emotivamente da queste storie di miseria e cattiveria, di dolore e speranza.
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,272 reviews144 followers
July 23, 2017
Non è tanto la storia, o meglio le storie, quanto la scrittura che imprime bellezza a questo romanzo. Una scrittura potente, ricca, incisiva, evocativa, accattivante. Espressioni così particolari che a volte paiono poesia pura. Una lingua che è musica e fa danzare le parole. Per certi versi mi ricorda la bella scrittura di Patrizia Rinaldi, altra napoletana doc; hanno molto in comune.

Il racconto è un insieme di ricordi, di fotografie e cartoline che passano dal color seppia ai colori pastello, di generazione in generazione; che raccontano di gioie e dolori, ricchezza e povertà, giovinezza e vecchiaia, salute e malattia, felicità e pazzia; che raccontano di destini incrociati in povere case e ricche magioni, tra i vicoli e le scale di una Napoli in bianco e nero, struggente e malinconica, dolce e violenta insieme.

Bellissima la copertina (che ha ispirato l'acquisto) e intrigante in titolo.
Profile Image for Concetta Maddaluno.
205 reviews2 followers
December 18, 2017
È un libro troppo crudo e cupo per i miei gusti: nei basci napoletani non arriva mai il sole, è tutto buio e impolverato come la casa dei Maiorana, emblema di questo romanzo: tante stanze (anime) non aperte (finte). Potrebbe essere anche questa la verità, ma possibile non c’è neanche uno spiraglio di speranza? Anche la scrittura segue la trama, spigolosa e cruda...
Non mi ha convinta del tutto...
Profile Image for Elena Favaro.
381 reviews11 followers
September 9, 2017
Bel quadretto di una Napoli Capodimonte povera. Un linguaggio a volte difficile da comprendere ma meravigliosamente intrecciato all'italiano per descrivere gli avvenimenti di questa numerosa famiglia. Tanti personaggi, tutti importanti, per rappresentare uno spaccato di una storia meravigliosa.
Profile Image for Nadja.
161 reviews3 followers
April 27, 2018
I did not really get the ending, but the style and the tone are really beautiful. A very aesthetic 3 stars rating.
Profile Image for Airmoon.
128 reviews2 followers
October 18, 2021
L'autrice ha una scrittura particolare non sempre facile. Si deve piacere e abituare al suo modo brutale di presentarti alcune cose.
Profile Image for Rita Centaro.
46 reviews4 followers
November 15, 2018
Vincenzina conduce e Rosa racconta e le loro voci si fondono e recitano le storie di questa compagnia che altri non è che il teatro della vita, come si evince già dal titolo.
Ed è un libro scritto in prosa, prosa poetica, prosa magica, da leggere come poesia.
Ed è un dramma, dove la finzione si fonde con la realtà, il passato si amalgama al presente, i sentimenti si intersecano con la violenza.
Ed è commedia, l’eterna commedia della vita e ne vedi i lapilli che eruttano in uno stile che è proprio di Wanda Marasco.
Ed è teatro, leggi le storie e ne vedi le scene, Capodimonte si unisce a Centoscale, gli anni 40 si congiungono a gli anni Ottanta, l’essere figlia si sovrappone all’essere madre, famiglie illustri si intrecciano a famiglie povere…
Ed è movimento, nemmeno il corpo statico di Vincenzina è immobile, cammina e ci accompagna attraverso i vichi e i sotterranei durante la lettura dei vari personaggi (obbligati alla finzione dalle angustie della vita) di Rosa, Rafele, Nunziata, MarioMaria, Emilia, Iolanda, Musca, Annarella, Giovanni…
E diventa un libro stregato, che ti conquista, mentre traduce da sé desueti vocaboli dialettali trasformandoli in musica, accompagnandoti in una discesa che porta agli inferi dove la conoscenza va ben al di là di quella terrena.
E se Eduardo (che non a caso l’Autrice cita), ha segnato il mondo teatrale e letterale con la sua Parthenope, ha fatto di un dialetto una lingua universale, di una povera parte d’Italia una fucina di profondi caratteri umani e Totò ne è stato l’emblema, Wanda, pirandellianamente, ne è la continuità trasportata ai giorni nostri!
Encomiabilmente, in questo libro “ La compagnia delle anime finte” la scrittrice tratteggia, portando avanti la sua tetralogia, una “Napoletanità” in modo talmente dirompente, che nemmeno le anime dei defunti, riescono ad esserne esenti!
“Ma’, mi senti? Questo è il racconto che stava sulla terra da prima che io nascessi. Sto provando a metterci dentro tutte le anime recitanti. Fino alla fine, ma, come un drammaturgo che non si arrende”.
Profile Image for Tina.
Author 22 books32 followers
August 9, 2020
Rosa parla con la madre Vincenzina, appena morta ma ancora presente e vicina, e ne rivive (tra ricordo, fantasia e visione) la vita, insieme a quella degli altri familiari, dei bambini della scuola e di altre figure miserabili e tragiche del quartiere napoletano di Capodimonte. Per tutti la felicità sognata e forse sfiorata in qualche momento vago e luminoso, si trasforma sempre troppo presto in un fato di pietra, cupo e irremovibile. E' una Napoli oscura, mai di maniera, in cui tra morti e vivi non c'è nessun confine, perché la stessa energia inesorabile continua a fluire dagli uni agli altri, e nulla mai sembra poter cambiare.
La lingua bellissima, tra dialetto e poesia, sa accompagnarci in questo viaggio disperato e ostinato e riesce a incantarci comunque. Leggetelo, se non lo avete ancora fatto.

Altre recensioni qui: http://dentroilcerchio.blogspot.it/
Profile Image for Angie.
25 reviews2 followers
November 10, 2024
2.5/3? Non lo so. Ho un debole per le storie ambientate a Napoli e qui Marasco colloca la storia nel '46, tra Capodimonte e i vasci pieni di miseria della città partenopea, quindi volevo davvero leggere questo libro da tanto tempo, anche perché quando uscì anni fa avevo letto solo recensioni entusiaste. Purtroppo non capisco ancora se mi sia piaciuto veramente. Wanda Marasco ha uno stile sicuramente particolare, certe frasi però mi sono sembrate troppo imbellettate, piene di fronzoli retorici che alla lunga mi hanno stufata, messe lì nella narrazione continuamente per mostrare al lettore quanto bene si sappia scrivere. Forse proverò a leggere altro dell'autrice...
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