Vincenzina conduce e Rosa racconta e le loro voci si fondono e recitano le storie di questa compagnia che altri non è che il teatro della vita, come si evince già dal titolo.
Ed è un libro scritto in prosa, prosa poetica, prosa magica, da leggere come poesia.
Ed è un dramma, dove la finzione si fonde con la realtà, il passato si amalgama al presente, i sentimenti si intersecano con la violenza.
Ed è commedia, l’eterna commedia della vita e ne vedi i lapilli che eruttano in uno stile che è proprio di Wanda Marasco.
Ed è teatro, leggi le storie e ne vedi le scene, Capodimonte si unisce a Centoscale, gli anni 40 si congiungono a gli anni Ottanta, l’essere figlia si sovrappone all’essere madre, famiglie illustri si intrecciano a famiglie povere…
Ed è movimento, nemmeno il corpo statico di Vincenzina è immobile, cammina e ci accompagna attraverso i vichi e i sotterranei durante la lettura dei vari personaggi (obbligati alla finzione dalle angustie della vita) di Rosa, Rafele, Nunziata, MarioMaria, Emilia, Iolanda, Musca, Annarella, Giovanni…
E diventa un libro stregato, che ti conquista, mentre traduce da sé desueti vocaboli dialettali trasformandoli in musica, accompagnandoti in una discesa che porta agli inferi dove la conoscenza va ben al di là di quella terrena.
E se Eduardo (che non a caso l’Autrice cita), ha segnato il mondo teatrale e letterale con la sua Parthenope, ha fatto di un dialetto una lingua universale, di una povera parte d’Italia una fucina di profondi caratteri umani e Totò ne è stato l’emblema, Wanda, pirandellianamente, ne è la continuità trasportata ai giorni nostri!
Encomiabilmente, in questo libro “ La compagnia delle anime finte” la scrittrice tratteggia, portando avanti la sua tetralogia, una “Napoletanità” in modo talmente dirompente, che nemmeno le anime dei defunti, riescono ad esserne esenti!
“Ma’, mi senti? Questo è il racconto che stava sulla terra da prima che io nascessi. Sto provando a metterci dentro tutte le anime recitanti. Fino alla fine, ma, come un drammaturgo che non si arrende”.