Bianca ama guardare il mondo attraverso l'obiettivo della sua Reflex, cogliere suggestivi scorci delle vie romane e fuggevoli istanti delle vite altrui. Una sera, mentre sta scattando fotografie sui gradini di un negozio chiuso, si avvicina un ragazzo. Poche parole sussurrate, istanti di fuoco e poi solo la curva seducente e perfetta delle sue spalle impressa sulla pellicola, unico ricordo di quell'incontro. Per Bianca, il desiderio sembra incarnarsi in quella pelle color del latte e in quella bocca dalla bellezza struggente e malinconica, ma quando per caso si incontrano di nuovo, capisce che i loro mondi sono in collisione: lei giudica l'ambiente della televisione cui Federico appartiene superficiale e falso, lui ritiene Bianca solo una ragazza presuntuosa e arrogante. A quel punto, però, la scintilla è scattata e, carezza dopo carezza, Bianca scopre nel corpo di Federico un linguaggio che parla direttamente ai suoi occhi e al suo cuore. Eppure non ha il coraggio di lasciarsi andare, perché mentre lui lascia nella sua vita indelebili tracce di passione, un passato mai sepolto del tutto riemerge con prepotenza: sia lei che le sue migliori amiche hanno la sensazione di essere seguite, osservate da una misteriosa presenza, e strane coincidenze le riportano ai tempi dell'università, alla notte terribile che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro. Dimenticare è impossibile, l'assoluzione inaccettabile, la vendetta in agguato.
Dopo mesi e mesi di vuoto assoluto e di libri in cui c’era sempre un ma, finalmente sono riuscita a dare nuovamente 5 stelline ad un libro! E devo dire che non sono nemmeno stupita del fatto che l’autrice in questione sia Serena Nobile, di cui avevo già letto moltissimi libri scritti sotto lo pseudonimo di Virginia de Winter.
Questo libro mi è piaciuto davvero molto, in quanto è risultato proprio ciò di cui avevo bisogno: una bella storia d’amore con quel pizzico di mistero che invoglia sempre di più la lettura. Inoltre, a differenza degli altri libri di quest’autrice, lo stile è più moderno, scorre più fluido e non rallenta per niente la lettura, come succedeva di solito, anzi, la velocizza pure. Ciò nonostante resta molto articolato e ricercato, però non risulta per nulla pesante. Gli ambienti sono descritti magnificamente, per cui è impossibile non trovarsi, ahimè solo con l’immaginazione, immersi nei vicoli di Roma in cui è ambientata la vicenda.
I personaggi mi sono piaciuti molto. Con Federico è stato proprio amore a prima vista. È un attore da fiction italiane, il classico ragazzo di cui tutti pensano abbastanza male, della serie che è superficiale ed è lì solo per il suo aspetto e per chi si è portato a letto, ma in realtà praticamente subito si capisce che questo non ha niente a che fare con la verità: Federico è un personaggio colto ed intelligente, che si porta dentro una gran rabbia nei confronti del mondo. Con Bianca, invece, il mio rapporto è stato più conflittuale e non sempre sono riuscita a sopportarla. Più che altro spesso l’ho trovata molto infantile, tant’è che nel complesso posso dire che Federico sia decisamente il più maturo dei due, nonostante abbia 8 anni di meno. Solo alla fine, quando tutta la sua situazione è stata meglio spiegata, sono riuscita ad apprezzarla maggiormente. Nel complesso Bianca è risultata una donna spaventata e piena di incertezze; la capacità dell’autrice, cosa che ho davvero adorato, è stata quella di trasmettere al lettore queste sue caratteristiche in un modo così vivido che mi sono ritrovata a provarle anch’io come se fossi davvero io nella storia.
Se vi dico che l'ho letto due volte nel giro di pochissimo vi rende abbastanza l'idea di quanto mi è piaciuto? Non che avessi dei dubbi... Adoro tutto quello che scrive questa donna, senza scampo. Per quanto questa sia una storia più semplice e lineare rispetto alle trame complesse come intricati e splendidi merletti a cui ci ha abituati con i suoi romanzi precedenti, nonostante non ci siano creature sovrannaturali o cupi cimiteri, la storia di Bianca e Federico mi ha completamente rapita, complice una Roma da sogno, una capitale come si vedeva nei vecchi film in bianco e nero. Se poi ci aggiungiamo un erotismo maturo e raffinato, che trasuda ormoni da ogni parola... beh, mi dispiace, ma non ce n'è più per nessuno. Questo romanzo, sarà la mia vicinanza d'età con la protagonista, è la trascrizione su pagina di ogni mio sogno erotico. Voglio dire, capitemi, un uomo più giovane quel tanto da darti il senso del proibito, ma abbastanza esperto da accendere gli ormoni neanche fossero imbevuti di accelerante... *muoro* E poi niente, suvvia, anche tralasciando la carnaliltà deliziosa, rimane tutto il resto: una punta di suspense che tiene l'attenzione del lettore sul chi vive, perché si sa, con Virginia niente è come appare e non vedo l'ora di scoprire dove vuole andare a parare. Lo stile di scrittura inconfondibile, colto, ricercato, i riferimenti letterari alla letteratura francese, che ti fa venire voglia di riprendere in mano Colette e Stendhal... Se questo è il Nulla, vorrei che le mie giornate ne fossero piene. ♥
Complimenti ad Harper Collins per l'ottimo acquisto. Ne vogliamo ancora. E presto.
Abbandonato prima di arrivare alla fine del primo capitolo. Non assegno stelline perché l'abbandono non è certo dovuto a fattori quali la qualità della scrittura, lo stile dell'autrice etc., ma esclusivamente a idiosincrasie personali. Purtroppo, quando leggo un romanzo, ho il brutto vizio di dovermi in qualche modo identificare con la protagonista e qui non ci sono i presupposti minimi. Quando leggo che questa si sfonda di alcool come se non ci fosse un domani (capitemi, sono completamente astemia) e che, durante una festa in un locale notturno, non appena incontra un perfetto sconosciuto che la attizza, le si azzera la salivazione, viene colta da "morse di desiderio", "vampate di calore le si raccolgono nel ventre", inizia a ballarci strusciandoglisi addosso, lo limona, gli affonda le unghie nei bicipiti... Ahò, è la prima volta che lo vede, non sa neanche come si chiama! E che è?! No, chiudo, non è per me. E che ci posso fare? Mi è uscita la Rottenmeier... Non è questione di moralismo, è che capisco subito che il romanzo non è decisamente nelle mie corde e che la lettura per me non sarebbe piacevole, quindi passo ad altro, che è meglio. Però, ribadisco, non esprimo nessuna valutazione sulla sua qualità; semplicemente, non mi interessa.
4,5 stelline⭐️ Bianca è una fotografa affermata e ama molto il proprio lavoro, grazie a cui riesce a vedere il mondo con occhi diversi. Crede molto nell'amicizia, per questo è ancora in contatto con le sue amiche dell'Università anche se ognuna ha preso strade diverse. Crede un po' meno nell'amore, infatti non è ancora riuscita a trovare un uomo con cui iniziare una relazione stabile e che sia disposto a prendersi cura di lei. In tutto questo la sua vita è segnata da un evento del passato, che non riesce a dimenticare e che influenza il suo modo di vivere. Avevo letto un altro libro scritto da questa autrice, anche se sotto uno pseudonimo diverso, che non mi aveva convinto completamente. Sono contenta di averle dato una seconda possibilità perché in questo caso è andata molto diversamente. Mi è piaciuto molto questo romanzo, a partire dalla scrittura dell'autrice che qui è più moderna e scorrevole. Grazie al suo stile narrativo, fresco e attento ai dettagli, riusciamo ad immaginarci in tempo reale quello che leggiamo. Riesce a rendere tutto reale, tra cui anche i personaggi. Tra tutti, quello che ho preferito è stato sicuramente Federico, il protagonista maschile. Federico è un attore di fiction, è sempre circondato da ragazze diverse e rispecchia lo stereotipo dell'attore belloccio. In realtà però è molto di più... andando avanti con la lettura pian piano l'autrice ce lo fa conoscere sempre di più fino a che capiamo che Federico è tutto il contrario di quello che pensavamo all'inizio. È proprio questo che me lo ha fatto preferire agli altri personaggi! Pur essendo molto giovane ha dei valori molto forti, legati alla famiglia e all'amore, e non pensa solo al successo. Anche Bianca è un personaggio femminile molto forte, che non ha bisogno di nessuno per andare avanti e che fa fatica a fidarsi degli uomini per le sue esperienze passate. Mi ha fatto molta tenerezza, in alcuni momenti non l'ho capita completamente ma ho provato a comprenderla lo stesso. Un valore aggiunto per me è dato dalla capacità dell'autrice di descrivere l'ambientazione. Grazie alla sua bravura infatti sono riuscita ad immaginarmi alcuni luoghi di Roma, pur non essendoci mai stata. Ho immaginato di girare per gli stessi vicoli in cui hanno passeggiato Bianca e Federico, di mangiare negli stessi ristoranti, di vedere gli stessi paesaggi. In conclusione posso dire che è una bella storia d'amore, molto reale e genuina, senza forzature. Inoltre c'è un elemento di mistero legato all'evento traumatico del passato vissuto da Bianca, che ci portiamo dietro fino alla fine del romanzo. Ora sono molto curiosa di leggere il prossimo della serie per sciogliere questo mistero.
Dopo aver sentito meraviglie su quest’autrice non potevo non darle un’occasione e comprare un suo libro. Se il libro in questione, poi, ha una cover pazzesca e una trama interessante, è fatta. Quello che i tuoi occhi nascondono è un romanzo particolare, scritto da una penna sapiente, esperta, che incanta. I protagonisti sono Bianca, giovane fotografa di Roma, e Federico, studente e aspirante attore nel tempo libero. Tra i due ci sono otto anni di differenza, sono una coppia improbabile e la loro conoscenza è malvista da tutti gli amici, eppure… eppure la passione scoppia in maniera del tutto casuale e imprevedibile. Tanta passione, desiderio, bramosia che finiranno per diventare qualcos’altro in maniera inaspettata sia per i protagonisti che per il lettore. Oltre alla storia di sesso e amore tra Bianca e Federico, c’è un mistero che incombe sulla vita della protagonista e delle sue più care amiche. Quattordici anni prima, in un collegio di Roma, hanno organizzato uno scherzo ai danni di una ragazza, inducendola al suicidio. Dopo tutti questi anni di silenzio e di bugie, però, ecco che qualcosa riemerge. Indizi, paure, sospetti, incidenti. Come un boomerang, uno scherzo tra ragazzine avrà delle conseguenze che cambieranno la vita di Bianca. La componente suspense mi ha tenuto sempre con il fiato sospeso ed è stata costruita ad hoc. Come Bianca, anch’io ho provato ansia, timore, sospetto. È ciò che mi ha riportato all’attenzione quando mi capitava di smarrirmi tra le pagine, tra le descrizioni troppo minuziose e accurate. Per gusto personale non amo i romanzi in cui si lascia così tanto spazio alle descrizioni, nonostante in questo caso ciò che l’autrice ci racconta di Roma, delle sue stradine caratteristiche e dei suoi locali alla moda, sia parte integrante del libro e doni al romanzo un tocco magico. Le descrizioni sono quindi croce e delizia di Quello che i tuoi occhi nascondono. Mi hanno fatto desiderare di vedere ciò che i protagonisti vedevano, di passeggiare e perdermi tra gli scorci di una Roma bella, unica, viva a ogni ora del giorno e della notte. Dall’altra parte, però, hanno rallentato il ritmo di lettura facendomi perdere interesse. Se a circa metà libro ho pensato che non avrei voluto leggere il seguito, arrivata all’epilogo avrei voluto avere già tra le mani La musica nelle tue parole. Desidero sapere come proseguirà la storia tra Bianca e Federico, se il ragazzo riuscirà davvero a scacciare le paure di Bianca, e, soprattutto, non vedo l’ora di scoprire come Serena Nobile risolverà il mistero. Ho bisogno di sapere!
Cara Serena, Il libro mi è piaciuto molto, nonostante non ci siano nè vampiri nè cimiteri nè affascinanti cavalieri che combattono le creature del Presidio. Il mio personaggio preferito, come mi capita spesso, fa solo una breve comparsa: la nonna di Federico. È fantastica, semplicemente fantastica, ma non ti preoccupare, non ho intenzione di tempestarti di richieste per avere qualche spin off su di lei. È bellissimo il rapporto che questa donna ha con i nipoti, la franchezza con cui si rivolge a loro (quella storia del fucile puntato in mezzo alle gambe me la sono immaginata come una fotografia e l'ho messa nel mio personale album dei momenti memorabili dei libri letti), il suo carattere forte e deciso. E poi mi sono nuovamente trovata a rivalutare il tipo di coppia dove lui è il più giovane: Bianca e Federico stanno proprio bene insieme. Come sempre mi sono piaciute le tue descrizioni, confesso che mi hai fatto venire voglia di rivedere Roma, nonostante ci sia stata due volte e non mi avesse fatto un grande effetto. Immagino che vederla con gli occhi di Bianca mi abbia permesso di avere tutt'altra prospettiva. Ho apprezzato anche il "leggero trash" che hai inserito. Passerò presto al volume successivo, perché voglio scoprire il mistero che gira intorno a queste ragazze. Nel frattempo ti ringrazio di cuore.
P.S.: quando riuscirò a visitare di nuovo Roma, ti chiederò l'indirizzo del Trinity College.
Lady Vi per me può scrivere ciò che vuole e con qualsiasi nome tanto io l’amerò lo stesso. Questo libro non è il mio genere, ma qualsiasi cosa esca dalla penna della De Winter/Nobile è pura poesia e nonostante l’argomento trattato privo di qualsiasi volgarità. Mi piace moltissimo il fatto che il libro sia in parte romance ed in parte thriller ed il concept che prevede che ogni libro sarà incentrato su una delle nostre cinque amiche e protagoniste abbinate ad uno dei cinque sensi, questo in particolare è dedicato a Bianca ed alla vista visto – gioco di parole tremendo lo so :P – che è una fotografa. L’ambientazione poi non poteva che essere delle migliori, Roma, ho adorato sfrecciare per le vie della mia amata città in Vespa con Bianca e Federico, il bel tenebroso protagonista maschile, come ho letto in altre recensioni con un’atmosfera un po’ alle Vacanze Romane rivisitato e modernizzato. Come sempre però sono i personaggi la vera forza dei suoi libri, veri e ricchi di sfaccettature, un uomo e una donna che su carta non potrebbero essere più diversi tra di loro ma che si sanno completare come poche persone. Federico è all'apparenza il classico attore belloccio senza sostanza, in realtà è molto di più, colto, intelligente e maturo nonostante la giovane età. Bianca invece che è più grande di Federico ha degli atteggiamenti a tratti infantili, ma è indipendente, forte ma anche in un certo senso sola con un evento traumatico nel suo passato che condiziona tutta la sua vita, evento che la lega indissolubilmente alle sue amiche del cuore…ed anche qui come sempre i bellissimi rapporti di amicizia sono una parte fondamentale della storia, quando erano insieme mi è sembrava di vedere la versione femminile dei cinque smandrappati che chi ha letto Black Friars conosce molto bene XD La parte mistery è stata la mia preferita, ben ideata e sviluppata e ricca di colpi di scena, non vedo l’ora di proseguire la lettura degli altri libri per scoprire l’arcano :P
“Quello che i tuoi occhi nascondono” è il primo libro della nuova serie “I Cinque Sensi” che Virginia de Winter ha pubblicato con lo pseudonimo di Serena Nobile. Dopo il fantasy intriso di gotico Black Friars, le immagini decadenti della Londra Vittoriana de Il Cammeo di Ossidiana e le atmosfere misteriose della Venezia Settecentesca de La Spia del Mare una delle mie scrittrici preferite torna alla ribalta, con un’ambientazione contemporanea, in una primavera romana che indulge lo sguardo e sconvolge il cuore, e incanta come solo lei sa fare.
Leggere Virginia de Winter è sempre un'esperienza unica, che sconvolge e intriga, avvolge e emoziona. Ogni libro risucchia il lettore in un mondo che non lascia scampa, che deve essere navigato e scoperto fino all'ultima parola. Iniziare questo nuovo libro però mostra fin da subito che si ha per le mani qualcosa di totalmente diverso, che sfugge dalla magia e dal gotico, che tratteggia le vite di due giovani che pur sfiorandosi casualmente innescano una reazione a catena che li porterà ad intrecciare indissolubilmente le loro vite. Non ci sono risposte semplici, sono colpi di scena e cuore che galoppa in gola, mentre le atmosfere della romance diventano sempre più infuocate. Ma nonostante il cambio di rotta la storia è intensa e unica. Bianca è una protagonista che riempie la pagina con la sua forza e le sue fragilità che si intrecciano nella sua quotidianità. Una fotografa di successo internazionale, che si rifugia dietro l’obiettivo per scrutare il mondo e tirare le sue conclusioni. Perspicace solo quando di mezzo c’è una camera fotografica, segnata dalla vita e dagli incontri che si sono susseguiti passo dopo passo nella sua esistenza, Bianca è un vortice di spontaneità e freschezza, che si frange contro la corazza che per anni si è cucita addosso come una seconda pelle, tanto levigata quanto appuntita, in gradi di ferire quanto di proteggere. Pungente e irresistibile, Bianca è una scintilla, che nasconde la sua amarezza dietro atteggiamenti scontrosi e irruenti, in una disperata brama per la vita, con guizzi che cancellano i sentimenti e i rallentamenti di una introspezione che non le appartengono. Molto meglio affogare il tutto nell’abbraccio avvolgente dell’alcool, in passioni che gridano ad alta voce. Incontrare Federico metterà tutto in discussione, insieme alla consapevolezza che il passato non resta mai a dormire a lungo, va affrontato e sviscerato, così come le sensazioni risvegliate da un giovane irresistibile e un filo arrogante. Federico, bello, bellissimo, irresistibile, è perseverante e testardo e non si ferma di fronte ai rifiuti di Bianca, perché l’alchimia che li vede protagonisti è insaziabile e irresistibile. Trovare un equilibrio è l’unica possibilità di salvarsi quando ogni gesto sembra una sfida, ogni incontro una lotta, ogni bacio una dichiarazione. I personaggi secondari sono assolutamente stupefacenti e meravigliosi, le amiche di Bianca il miglior seguito possibile, soprattutto Vittoria, che amo profondamente, per il suo essere napoletana e piena di verve. Che libro di Virginia sarebbe senza un gruppo affiatato e fedele e super eterogeneo? E poi c’è decisamente un altro protagonista in questo romanzo: Roma. Le descrizioni di Serena sono vividissime e cristalline, piccoli ritratti di una città immortale che si dispiega nelle pagine con la bellezza di una vecchia signora, e il fascino di una nuova giovinezza, con luoghi incantati e locali in cui festeggiare fino all’alba.
Il particolare da non dimenticare? Il fiore in un vaso…
Lo stile inconfondibile della mano di Virginia, una romance scoppiettante e passionale, un mistero su cui arrovellarsi e un gruppo di amiche inseparabili, disposte a tutto l’una per l’altra. Vi posso assicurare che Virginia/Serena non delude neanche in un setting contemporaneo e senza magia. Perché quando una scrittrice ha talento da vendere lo dimostra in qualunque contesto! Buona lettura guys!
«Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout contre les portes de la nuit.» Prévert
Ci sono autrici che leggeresti alla cieca, anche se scrivessero la lista della spesa, quelle che leggeresti anche se scrivessero fan fiction (reputate in seguito stratosferiche), pur non sapendo assolutamente cosa sia una fan fiction, ci sono autrici che ami talmente tanto che vai in crisi di astinenza quando tutto ciò che di suo è stato pubblicato, lo hai già letto ed anche riletto.
Virginia De Winter è la Mia autrice perché è uscito dalla sua penna il Mio Libro del Cuore, Blackfriars, e non potevo esimermi dal leggere questa sua nuova opera, pur trattandosi di un genere in cui non si era ancora cimentata, ma in cui, secondo la mia affatto soggettiva visione, sia risultata impeccabile, come sempre.
Si è confermata anche in questo libro, Quello che i tuoi occhi nascondono, primo di una serie composta in totale da cinque, proprio come i 5 sensi, un’autrice più che versatile, in grado di tirare fuori emozioni, con la stessa facilità con cui un mago tirerebbe fuori dal suo cappello magico un coniglio o un arcobaleno di colori. Il suo modo di scrivere, per quanto sia diverso rispetto a Blackfriars, ma perché un conto è scrivere un fantasy ed ambientarlo in un tempo immaginario ed un altro è parlare di due giovani adulti, che vivono nell’epoca moderna, in una delle città più caotiche e rumorose al mondo, Roma, rimane invariabilmente unico ed anche facilmente riconducibile a lei.
Se per vedere Axel ed Eloise che si scambiavano un doloroso e dolcissimo bacio avevamo dovuto aspettare più di metà di un libro composto da 704 pagine, qui Virginia, che si fa chiamare Serena Nobile, ma che per me resta sempre lei, è stata molto più immediata, arrivando subito al dunque di un’attrazione istantanea tra Bianca, una fotografa di successo, e Federico, un attore più giovane di lei di otto anni. Non si perde in convenevoli, non fa quei lunghi e tortuosi giri di parole, tipici della sua stratificata scrittura, (che io amo alla follia, senza “se” e senza “ma”) per dire ciò che da subito appare palese al lettore: non importa quanto Bianca abbia potuto soffrire e quanta poca voglia abbia di mettere in gioco ciò che resta della sua spontaneità, se in una piacevole serata primaverile, in una Roma dall’allegria contagiosa, lei incontri, per puro Caso, la Sua Persona. Anche se questa persona è quanto superficialmente lei abbia già catalogato come qualcosa di troppo diverso dalle sue aspettative, un attore di fiction, anche più giovane di lei e per di più inseguito da un branco di adolescenti adulanti, ma se poi questa persona cita con nonchalance Baudelaire o Mallarmé, Zola o Stendhal ed una letteratura francese che Bianca riconosce come facente parte del suo bagaglio culturale, e se in lui vede una persona gentile e volitiva, c’è poco da lottare contro questa attrazione, che porta il nome di Federico Vallesi. C’è solo bisogno di arrendersi e prendere ciò che la vita regala ad entrambi!
«Quando ti ho conosciuto ho pensato che fossi un idiota superficiale. Rendermi conto del contrario è stato un processo abbastanza doloroso.» «Se sono scuse le accetto» rispose Federico. «Quando io ho conosciuto te invece ho pensato che fossi una stronza. A essere sincero lo penso ancora, ma sei la stronza più dolce che io abbia mai incontrato.» Come in ogni suo libro, Virginia è incapace di scrivere una storia d’amore e basta, di condirla di un po’ di sanissimo sesso (e qui di certo non manca, anzi, ne abbiamo tanto e descritto anche minuziosamente e molto molto bene!) e qualche viaggio in vespa per le strade di Roma, che aggiunge anche una vena romantica che fa tanto Vacanze romane, no il fil rouge che fa da sottofondo all’intera serie è un segreto, un qualcosa accaduto quattordici anni prima, di cui sono a conoscenza solo Bianca e le sue tre amiche del cuore, Catherine, Vittoria ed Elle.
I personaggi sono dei perfetti ritratti miniaturisti, in cui Serena Nobile (ammetto che mi faccia un po’ effetto chiamarla così, ma bisogna rispettare il suo volere), con pennellate precise e dalle mille sfumature riesce a renderli non solo realisti, ma proprio reali. Attraverso una macchina fotografica Bianca riesce a vedere ciò che ad occhio nudo è invisibile alla vista, e così Serena Nobile attraverso lo sguardo preciso di Bianca riesce ad andare oltre la superficie delle cose, dei paesaggi, delle persone. Riesce a cogliere il senso delle cose e delle persone, ed è così che Federico, messo a nudo dalla sua reflex, cede alla tentazione di innamorarsi di una donna più grande di lui, che lo ha reputato un idiota appena conosciuto, ma che poi, finalmente, riesce ad essere se stessa almeno con lui.
È una bella storia, che si legge in poche ore, che non ha ambiziose pretese di entrare a far parte della “Grande” Letteratura, eppure è un concentrato di cultura, di conoscenza, in cui la letteratura francese la fa da padrona, in cui citazioni ed interi brani recitati fanno solo venir voglia di riprendere in mano Il rosso e il nero e, come Bianca, innamorarsi perdutamente di un poco di buono come solo Julien Sorel sapeva essere!
E ancora una volta, signore e signori, la maga della scrittura mi ha rubato il cuore.... Santo cielo, manco lo so come faccio a non bruciare viva ogni volta che leggo un libro di Virginia/Serena... Nonostante il mio amore sconfinato per il suo modo di scrivere, sono partita con l'idea che un romance, anche se scritto da lei, con questa copertina rossa, con le parole con cui mi era stato descritto, non mi avrebbe presa come (ahimè) solo i fantasy o la letteratura inglese riescono a inebetirmi... Invece ancora una volta Serena è riuscita a staccarmi completamente dal mondo reale e mi ha trascinata in questo primo episodio della serie in maniera abbastanza feroce: qui a Firenze è una bella giornata, fa caldo, i bei ragazzi iniziano a uscire dalle tane..........e io ho preferito finire di leggere un libro che non è nelle mie corde e che ho iniziato solo ieri notte..... Questo per me è un discreto atto d'amore... Per cui mi permetterò di dire che questa storia è splendida, Federico e Bianca sono due personaggi roventi e interessanti all'altezza di qualunque splendido personaggio di Virginia o Savannah.. Non vedo l'ora sia il 22 Giugno per comprare "La musica nelle tue parole" e leggerlo tutto d'un fiato, anche se sarò in pieno periodo d'esame e vorrò mettere fine alle mia vita..... Nel frattempo, me ne sto qui a sognare Federico Vallesi
Ps, OH. MIO. DIO. Questo è il mio 500esimo libro letto su Goodreads.... quale miglior libro per arrivare al traguardo?!
Ho conosciuto questa autrice grazie alla serie Black Friars di cui ho letto per ora solo i primi due volumi, ed ero molto curiosa di scoprire come se la sarebbe cavata con un romance puro. Che dire, a mio modesto parere se l’è cavata egregiamente perchè Quello che i tuoi occhi nascondono contiene tutti gli elementi per lasciarsi amare dalle lettrici che prediligono questo genere. La protagonista è Bianca, una donna indipendente e a suo modo famosa, un’artista che guarda il mondo attraverso la lente della sua macchina fotografica e che assieme alle sue amiche del cuore porta sulle spalle un segreto che ha condizionato la sua, e la loro, vita fin da ragazzine. L’incontro con Federico Vallesi, attore emergente, sarà un modo per confrontarsi con se stessa e con quei sentimenti che ha sempre avuto difficoltà a mostrare.
Sia Bianca che Federico sono due buoni personaggi, la loro è un’intesa vincente, sono entrambi persone particolari, non privi di difetti ma molto ben descritti. Federico, in particolare mi è piaicuto per la sua pacatezza, per il suo intelletto e per come si pone di fonte alla gente. Bianca ha dalla sua delle colpe che condivide con le amiche di sempre, tutte protagoniste di questa serie composta da 5 romanzi di cui per ora solo due sono stati pubblicati. C’è un mistero che fa da filo conduttore alle vicende, un’inquietudine di fondo che lascia il lettore sul chi va là ma di cui non si sa per l’ora l’epilogo, ma solo le conseguenze che per Bianca sono qualcosa di veramente persante e pericoloso. Questo particolare ha stuzzicato molto la mia fantasia e mi da quella voglia di leggere al più presto sia il secondo volume che i futuri libri. Quindi prossimo appuntamento con Vittoria, cantante lirica, e dopo la vista si passa ad uno degli altri 5 sensi … indovinate voi quale!
3.75 Probabilmente tornerò a modificare questa recensione, perché ci sono ancora un paio di cose su cui devo riflettere, però posso iniziare a buttare giù qualche pensiero. Ho esitato parecchio prima di leggere questo libro perché da un lato morivo dalla voglia di leggerlo (l'autrice è una delle mie preferite, come poteva essere altrimenti???), ma dall'altro ero abbastanza spaventata perché beh... io adoro gli altri libri dell'autrice, adoro il suo stile, le sue storie e i suoi personaggi, ma questi libri sono fantasy mentre qui di fantasy non c'è nemmeno l'ombra e il cambio di genere era quello che mi faceva esitare. Lasciata a me stessa probabilmente avrei continuato a tentennare in eterno, per fortuna che a salvarmi è intervenuta una reading challenge! Ma preamboli a parte, passiamo a parlare del libro. Tra questo e i fantasy c'è un abisso, soprattutto per quanto riguarda lo stile (che è la cosa che forse più amavo negli altri), anche se è possibile intravedere lo stile di cui mi sono innamorata in alcune frasi e in alcune immagini, e mi ha fatto sorridere trovarmele davanti, mi ha dato l'impressione di incontrare una vecchia amica che non vedevo da tempo (e questo potrebbe anche indicare che forse dovrei dedicarmi a una buona e sana rilettura!). In ogni caso, i fantasy restano i miei preferiti, ma questo libro si è rivelato una piacevole sorpresa. E adesso sono davvero curiosa e spero di riuscire a mettere le mani sul secondo in tempi brevi (e già mettere le mani su questo è stata un'impresa, ho girato non so quante librerie nella vana speranza di trovarlo tra gli scaffali!) perché, anche se la parte principale della storia è dedicata al romance, c'è anche una parte più... mistery, se così si può dire, ed è questa parte che ha davvero catturato la mia attenzione. Non posso dire che la parte romance non mi sia piaciuta, la storia tra Bianca e Federico mi è piaciuta e Federico è davvero fantastico, il suo essere un vero gentleman mi ha conquistata, ma in realtà ciò che più mi ha... intrigata è la parte mistery, che ha tenuto viva la mia attenzione, e l'importanza della vista e della fotografia nella narrazione. E qui vi avviso che le cose diventano complicate, perché nella mia testa è tutto chiaro come il sole, so cosa voglio dire e per me ha perfettamente senso. Resta da vedere se avrà senso anche per voi una volta che quello che mi gira in testa sarà messo nero su bianco. In ogni caso ricordatevi che io vi ho avvisati! Per Bianca, la protagonista, la fotografia è non solo il suo modo di esprimersi, ma il suo modo di guardare al mondo e il suo modo di approcciarsi ad esso, e mentre veniamo trascinati dentro la storia, la fotografia diventa anche il nostro modo, il nostro filtro tra noi e il mondo. Ho trovato particolamente ben sviluppata la parte erotica, che nasce dallo sguardo e allo sguardo ritorna. La vista, ciò che Bianca e Federico vedono è ciò che predomina in questo primo volume e sono davvero curiosa di vedere cosa riuscirà a proporci l'autrice con il seguito!
Mi dispiace ma per me è un NO, bello grande. Alla fine della seconda pagina avrei chiuso il libro e buona notte al secchio perché l’antefatto l’ho trovato confuso e la presentazione delle quattro amiche caotica, tanto che ho dovuto rileggere alcuni pezzi almeno un paio di volte. In tutta onestà devo dire che io sono negata con in nomi, per cui questo potrebbe essere più un problema mio che dell’autrice. Però sono andata avanti, sperando che migliorasse. In poche pagine mi sono resa conto che lo stile di Serena Nobile non fa affatto per me. Troppo artificioso e prolisso. Per piacermi avrebbe bisogno di un serio editing che faccia fuori metà degli aggettivi. Ci sono frasi lunghe che potevano essere accorciate senza nulla togliere al senso generale. Per esempio avrei usato un sinonimo al posto di “cesellato” con riferimento allo zigomo di un ragazzo. Sicuramente avrei cassato il successivo “muscolo tornito”. Che dire della “curva muscolosa e conturbante di una spalla candida”? Invece di scattare una foto, la protagonista si ferma a “prendere qualche immagine della siepe”. L’apoteosi la raggiunge con “l’armonia con cui il muscolo curvava gonfiandosi nel bicipite“. Questa proprio non l’ho capita viso che è il bicipite il muscolo che dovrebbe gonfiarsi in se stesso. In tre pagine ho avuto l’impressione che l’autrice si sforzasse. Il narrato non è fluido, è come se avanzasse a scatti appesantito dall’ampollosità e dall’abuso di parole. Un altro vizio che forse dovrebbe correggere è quello delle ripetizioni. L’autrice ripete sempre il nome del locale in cui la protagonista, Bianca, incontra Federico. Non è necessario ripetere sempre il nome, ma è possibile utilizzare sostantivi generici, tipo appunto locale, o altre forme. Ci sono poi delle incongruenze che danno fastidio a una lettura critica: se la protagonista esce a fare le foto con una macchina digitale come può fissare ”sulla pellicola momenti in bianco e nero perfetto nella loro fuggevolezza”? Quanto alla storia forse la cosa che più mi ha colpito è il fatto che per una volta lei è più vecchia di lui. Il libro mi sembra un incrocio tra Gossip Girl e Sex and the city, con quell’aria glamour, le feste, L’alcool a fiumi e il “mistero”. Purtroppo è un tipo di storia patinata che non mi appassiona. Quanto alla trama mistery, sebbene un po’ fiacca, trovo che sia una buona idea per legare tutti i libri della serie.
In tutte queste impressioni negative, ci sono due cose però che mi sono piaciute: le parti relative alla fotografia e Roma. Magari andrò anche io a fare un giro per i vicoli con la mia Sony.
Ho iniziato a leggere questo libro spinta dalla bellezza della cover e dalla trama, devo dire che non mi ha delusa! Una storia intrigante scritta divinamente con un giusto mix di mistero che mi ha fatto stare col fiato sospeso fino all’ultimo, anche se comunque continua nei prossimi volumi della serie e quindi non vedo l’ora di avere sotto mano il secondo libro.
“I suoi occhi emanavano collera e disprezzo; non avevano nulla della premura che le aveva dimostrato quando le era parso un ragazzo qualsiasi, bello e appassionato come un angelo.”
A parte i due personaggi principali, la protagonista indiscussa di questa storia è Roma, infatti l’autrice è riuscita a trasportarmi proprio come se fossi stata davvero in questa bellissima città insieme a loro, descrivendo in maniera sublime le vie, le piazze, le fontane e i locali notturni. La storia inizia con quattro amiche in un collegio e un mistero che ti fa stare subito sull’attenti che appunto come dicevo prima, non vedi l’ora di continuare la storia per vedere cosa sia successo. Quattordici anni dopo questo fatto, le ritroviamo più unite che mai a darsi man forte per ogni cosa che accade nelle loro vite e ognuna avrà un proprio libro dedicato.
“«Quando ti ho conosciuto ho pensato che fossi un idiota superficiale» disse. «Rendermi conto del contrario è stato un processo abbastanza doloroso.»«Se sono scuse le accetto» rispose Federico. «Quando io ho conosciuto te invece pensavo fossi una stronza. A essere sincero lo penso ancora, ma sei la stronza più dolce che io abbia mai incontrato in vita mia.»”
Questa invece è la storia di Bianca, la pecora nera della famiglia Mornier visto che non ha seguito la carriera diplomatica come tradizione di famiglia, ma ha preferito vivere lavorando come fotografa. È una donna di trentatré anni determinata, indipendente, molto sarcastica, forte e non si fida degli uomini. Avendo avuto delle brutte esperienze in passato, cerca in tutti i modi di non affezionarsi più a nessuno. Questo fino a che non incontra Federico Vallesi alla sua mostra, rimanendone subito affascinata.
Serena Nobile aka Virginia De Winter è per me una garanzia, che si tratti di romanzi in costume o di un contemporary romance come "Quello che i tuoi occhi nascondono", con cui non vedevo l'ora di confrontarmi. Il tocco della De Winter è facilmente riconoscibile anche qui e si riconferma una delle autrici di cui potrei leggere di tutto. Stavolta quindi si tratta di un romance ambientato ai giorni nostri, il primo di cinque libri in cui i protagonisti saranno i cinque sensi. Il tutto è farcito da un tocco di mystery che viene presentato a inizio romanzo, con un segreto che cinque ragazze nascondono da tempo.
I personaggi sono come sempre rappresentati alla perfezione, ho potuto sentire la paura e titubanza di Bianca e la rabbia di Federico. La loro storia d'amore è una storia molto passionale, così come ho trovato passionale tutto il romanzo. Ogni elemento, ogni descrizione, ogni fotogramma che Serena Nobile ci ha mostrato va a racchiudere questo quadro perfetto. Come molte storie d'amore la loro è una storia tra alti e bassi dettata da una forte attrazione fisica prima e anche dall'amore, dalla consapevolezza di aver finalmente trovato QUEL qualcuno. Solo che non possiamo scegliere di chi innomorarci, e probabilmente Bianca non avrebbe mai immaginato di innamorarsi di un attore di fiction e soprattutto di uno con otto anni in meno di lei. Eppure questa preoccupante differenza d'età che vede Bianca in realtà io non l'ho notata, perché ho solo visto due persone che si amavano. E poi, a dirla tutta, Federico, che dovrebbe essere solo un ragazzino venticinquenne, molto spesso si è rivelato molto più maturo di Bianca, così deciso a conoscerla e permettere a lei di conoscere se stesso.
Lo stile è sempre molto articolato e particolare, il tratto distintivo di quest'autrice. Così come sono molto distintive le descrizioni di tutti i suoi romanzi. Qui l'ambientazione è romana e, tramite le parole di Serena Nobile, sembrava veramente di vedere Roma. È così che ogni scorcio visto da Bianca attraverso il suo obbiettivo, ogni piccolo dettaglio prende vita. Per me è stato questo il tratto distintivo del romanzo e se ogni romanzo doveva essere dedicato a un "senso" diverso, devo dire che con la vista la Nobile non è andata fuori tema.
L'unico appunto che faccio è che mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista del mystery, perché abbiamo un inizio davvero molto intrigante, qualcosa che delle ragazze hanno fatto e che nessuno dovrà mai sapere. Nel corso del romanzo ci sono vari elementi che fanno tentennare Bianca e solo a un certo punto inizieremo a conoscere la verità, ma sembra che ci sia ancora tanto da dire, e capisco che con cinque romanzi non tutto può essere spiegato nel primo. Ora spero di leggere presto di Vittoria - l'esuberante amica di Bianca che mi è piaciuta tanto in questo libro - e scoprire nuovi dettagli su strane cose che accadono a Bianca e alle sue amiche.
Per fortuna in questo libro la scrittrice ha uno stile diverso da quello che avevo invece trovato in un altro suo libro. Molto meno prolisso, più moderno e più scorrevole. Almeno è scorrevole da leggere. Però la storia non mi ha affascinato per niente. L’inizio è molto bello e soprattutto mi aveva coinvolto: un mistero da risolvere che poteva rivelarsi interessante. Invece non viene fatto alcun passo verso la soluzione…capisco che ci siano altri libri (e immagino anche quanti dovranno essere) però il fatto che non si faccia alcun progresso mi ha deluso parecchio. I protagonisti, bisogna darne atto, sono molto ben descritti e caratterizzati però non mi hanno conquistato per nulla. Ho trovato la protagonista, Bianca, molto infantile, viziata e superficiale. Federico invece riveste il solito bello, superficiale solo in apparenza ma in realtà intelligente e sensibile. Si insomma per me pieno di luoghi comuni. E poi ai colpi di fulmini, specialmente quelli per cui sei immediatamente disposta a cambiare completamente, non credo per nulla. Insomma non è stato un romanzo nelle mie corde e non so se continuerò la serie…
Acquisterò questo libro anche in formato cartaceo. Tutto ciò che scrive questa donna è capace di stregarmi.
Bianca è un personaggio meraviglioso. Non ho potuto che riconoscermi in alcuni tratti del suo carattere. È una di noi. 24episodi in meno di 24h. Lo è, una di noi. Si rifugia nel suo shojo preferito e non riconosce gli attori, a meno che non siano quelli di the vampire diaries. Damon/Ian ha fatto strage di tutte noi...
Federico è un personaggio puro. Non saprei come altro definirlo. Ce ne innamoriamo gradualmente, proprio insieme a Bianca.
E l'altra protagonista indiscussa di questo romanzo è Roma. Come con Venezia in La Spia del Mare, quest'autrice rende le città indimenticabili, attraverso la carta riesci a viverle proprio come se fossi davvero lì a fare un picnic ai Fori Romani o a seguire Bianca e le sue reflex.
Meraviglioso!!!! Finalmente........Da tanto, troppo tempo non leggevo un libro scritto così bene e devo dire che è stata una fantastica, inaspettata sorpresa! Non riuscivo a smettere di leggere, non riuscivo ad abbandonare Bianca e Federico, non volevo scendere da quella Vespa con cui mi sembrava di girovagare per le strade di una Roma magica. Ricercatissimo lo stile di questa autrice, il libro è ricco di citazioni letterarie, teatrali, cinematografiche e addirittura di opere liriche. Raffinatissime ed eleganti le scene di erotismo che vivono questi due amanti appassionati. È davvero raro trovare delle scene così audaci ed erotiche descritte però con eleganza. La trama è ravvivata da un ombra di mistero e suspence che rende la storia ancora più appassionante. Entra a pieni voti nella mia personale classifica dei più bei libri letti.
Notoriamente non sono una grande lettrice di romance. Il genere lo frequento poco ma non lo disdegno, soprattutto se il libro appartiene a un autore che conosco e mi piace. Ecco, in questo caso dire che conosco l’autrice è un po’ riduttivo.
Effettivamente, conosco molto bene l’autrice di Quello che i tuoi occhi nascondono, Serena Nobile, alias Virginia de Winter, avendo apprezzato tutti i libri che finora ha prodotto, anche se trattavano un genere a me più congeniale. Effettivamente, conosco l’autrice anche per altro, dal momento che è una mia amica. Ho avuto il piacere enorme di veder nascere questo libro e anche incontrare Bianca e Federico quando nessuno ancora li conosceva. Questo non significa che non abbia letto (diverse volte) il libro con obbiettività. E con obbiettività vado a giudicarlo.
La storia. Niente vampiri, niente vittoriano, niente gotico, niente spie. No, niente di tutto ciò a cui i lettori della de Winter erano abituati in precedenza. Cosa, allora? Una città, Roma, fatta di vicoli, di locali notturni, di scorci mozzafiato, di gente viva e reale. Un posto che non possiamo non sentire familiare e parte della nostra storia.
||« È una città strana » disse. « disinvolta e provinciale allo stesso tempo. Le manca la modernità di pensiero delle grandi capitali come Parigi e Londra e ha sempre un piede nel passato. In un certo senso qui è come essere sempre fermi tra gli anni Sessanta e Settanta, gli stessi scandali a sfondo politico e sessuale, la medesima mentalità contorta, il fiume di segreti che scorre insieme al Tevere. »||
E chi? All’inizio quattro ragazze, amiche, quasi sorelle. Un collegio, un evento misterioso, un episodio nefasto che segna l’inizio di una persecuzione fantasma. Un filo conduttore che lega le vite di queste ragazze al di là del loro rapporto d’affetto e che ritroveremo negli altri libri della serie.
E poi Bianca Mornier e Federico Vallesi. Leggere di Bianca per me è stato come leggere di qualcuno che conosco molto bene, perché per certi versi mi somiglia molto. E’ una tipa disordinata, nerd, amante di anime e manga, serie tv. E’ ironica, usa molto il sarcasmo ma spesso questa cosa le si ritorce contro: nessuno capisce quello che dice. La compatisco molto, nel senso etimologico del termine, cioè soffro molto con lei. Il mondo di Bianca si divide tra quello che guarda a occhio nudo e quello che realmente vedono i suoi occhi, attraverso la sua amata macchina fotografica. Proprio come accade quando Bianca vede Federico.
||D'istinto Bianca si portò subito la macchina fotografica al volto e lo cercò dietro l'obiettivo. Inquadrò i contorni delle sue spalle, le fasce muscolari che formavano rilievi sulle scapole scoperte e con un tratto secco caricò la pellicola, infine premette il dito sul pulsante di scatto come avrebbe fatto con il grilletto di una pistola.||
Federico Vallesi. Un giovane attore astro nascente del mondo delle fiction nazionali (roba che Bianca non guarderebbe manco sotto tortura e per la verità nemmeno io), bello e conteso da fan urlanti e pazze di lui. Un attore belloccio e senza personalità, tutto bellezza e niente cervello. Beh, questo è quello che crede all’inizio Bianca. Pure io, per la verità.
||«Venticinque ed è un figo» specificò l'altra. «Oh, una definizione molto matura, complimenti.» «Non trovo un termine migliore per definirlo.» Bianca gettò il pane sul piattino. «Non faccio quel genere di lavoro, non invento scatti rubati per stelline da reality show.» «Fiction televisiva» precisò Lorena. Bianca la fissò. «Sei seria?» «Ha avuto un grandissimo successo interpretando la parte del cowboy in La Terra dell'Orgoglio e poi Passione e Redenzione 1 e 2» affermò, in tono altero. «Visto il grande successo, metteranno in produzione anche Ritorno nella terra dell'orgoglio. I produttori adesso se lo contendono.» Bianca scoppiò a ridere così forte che le salirono le lacrime agli occhi. «Mai sentita, ma dal titolo deve essere notevole.» «Dovresti seguire un po' i palinsesti, tenerti informata, invece di guardare solo serie televisive al ritmo di venticinque puntate in ventiquattro ore» disse Lorena. «Certo, rischio di perdermi queste perle» borbottò Bianca, senza fiato per le risate.||
In realtà, quando Federico si ritrova a pensare alla ragazza con la macchina fotografica mentre si accompagna a un’aspirante ospite del Grande Fratello, sorridendo per il fatto che Bianca di Grande Fratello probabilmente conosce solo quello di Orwell, mi sono fermata e ho cominciato a dare di matto. Federico. Orwell. Grande Fratello. L’amore!
Così scopriamo che Federico non è poi così vuoto come sembra, ma che ha una storia alle spalle e l’ambizione di diventare qualcuno. Il qualcuno che Bianca ha visto in lui attraverso l’obbiettivo di una Reflex.
|| In una serie di scatti, presi in sequenza così rapida da creare l'impressione del movimento, Federico vide se stesso accorgersi dell'occhio dell'obiettivo; voltarsi per fissarlo, dritto, in profondità. Notò il mutamento della propria espressione, da distaccato a sorpreso e poi furioso, nell'intervallo di una mezza dozzina di immagini; osservò il modo in cui si era tolto gli occhiali, la luce che gli trafiggeva gli occhi chiari, una ruga al lato delle labbra che gli dava un aspetto più maturo, stropicciato, pieno di fascino. Abbassò le fotografie e impiegò un istante per notare che il cuore gli batteva all'impazzata. Attraverso lo sguardo di Bianca Mornier, aveva scorto qualcosa di sé che gli aveva acceso nel petto una scintilla di speranza e nostalgia. Per la prima volta, aveva intravisto ciò che avrebbe voluto essere. ||
Non mi dilungo a parlare delle scene molto affettuose tra i due protagonisti (che ci sono e sono molto passionali), perché non è la parte che mi ha più colpito nel libro.
E’ la caratterizzazione di Bianca e Federico che ho amato e come l’autrice abbia reso Roma protagonista del racconto assieme a loro.
L’unica pecca è il fatto che il mistero della vicenda iniziale si perde per strada e non trova una vera conclusione. Ma questa cosa, io lo so e ve lo dico, dipende dal fatto che l’arco narrativo deve comprendere cinque libri e, quindi, il mistero sarà svelato nell’ultimo. Ragioni di trama.
Il linguaggio e lo stile. Mi sono divertita un sacco a leggere e rileggere. Ho riso e ho sorriso per le battute e le situazioni imbarazzanti in cui si ficca Bianca. Mi piace lo stile di Serena. Lo trovo molto familiare, sebbene diverso da quello a cui i lettori della de Winter sono abituati, io lo riconoscerei ovunque. Consiglio questo libro a chi ama il romance scritto bene.
Virginia de Winter è tornata sotto lo pseudonimo di Serena Nobile, questa volta con un romanzo di genere romance facente parte di una serie, I cinque sensi. Quello che i tuoi occhi nascondono vede come protagonisti Bianca Mornier, una fotografa di fama mondiale, e Federico Vallesi, un attore di fiction. I due, dopo un primo incontro molto focoso, si rivedono quando Lorena, un'amica di Bianca, le chiede come favore personale di fare un servizio fotografico a Federico e il sarcasmo sferzante della protagonista si presenta con un tempismo eccezionale:
«Tesoro, questo non è un favore: è una marchetta. Lo faccio solo perché ti voglio bene.» «Può risparmiarsi il disturbo» intervenne alle sue spalle una voce maschile che la colpì con la forza di una bastonata. «Lorena, grazie per il tuo interessamento, ma non penso di essere disponibile a lavorare con la signora.»
In seguito a questo infelice secondo incontro, il rapporto tra Bianca e Federico si intreccia e attorno a loro ruotano anche altri personaggi non meno interessanti e divertenti. Alla trama romance si accompagna anche un pizzico di giallo legato al passato di Bianca e delle sue amiche: ai tempi del collegio erano rimaste direttamente coinvolte nel tentato suicidio di una loro compagna. Questo evento torna a tormentarle nel romanzo, anche se risulta in secondo piano ed è evidente che ci accompagnerà nei capitoli successivi della serie. Alcuni dei brani dedicati proprio a questo fil rouge sono tra i miei preferiti, perché hanno dato un tocco giusto di inquietudine nel corso del romanzo.
Serena Nobile aka Virginia de Winter ha abituato i suoi lettori a tre elementi nei suoi scritti: un'ambientazione curata, una rosa di personaggi che entrano nel cuore e uno stile impeccabile. Pur cimentandosi con un genere diverso rispetto ai precedenti romanzi, non sono mancate queste certezze. L'unico appunto che mi sento di fare e che probabilmente dipende molto dal gusto personale è la presenza diffusa di scene davvero molto hot (preparate i ventagli, la temperatura si alzerà) che, sebbene abbia trovato ben inserite, a mio parere avrebbero potuto essere ridotte.
Roma prende vita tra le pagine del romanzo e il lettore accompagna i personaggi tra le sue strade. È un'ambientazione che diventa a tutti gli effetti protagonista insieme a Bianca e Federico. Si sente quanto l'autrice conosca bene la città e che, soprattutto, la vive: è riuscita a sfruttare al meglio una scenografia evocativa e sempre affascinante. Non va dimenticato, poi, che l'occhio fotografico di Bianca ci regala una particolare prospettiva nelle descrizioni di luoghi e personaggi. Il mestiere (e passione) di Bianca è stato utilizzato meravigliosamente non solo nella caratterizzazione del personaggio, ma proprio anche come punto d'osservazione. Una siepe di edera ricopriva la facciata di un palazzo ottocentesco ai piedi di una delle ripide salite che apparivano senza preavviso dietro una svolta qualsiasi. Bianca prese due scatti sul medesimo fotogramma, sovrapponendo le immagini sullo stesso tratto di pellicola. L'effetto sarebbe stato bellissimo, pensò. Regolò il diaframma, controllò la qualità della luce e ripeté l'operazione.
Tra i personaggi, invece, abbiamo un bello schieramento di donne: ci sono le amiche di Bianca Elenoire, Catherine, Vittoria e Lorena, sempre pronte ad aiutarsi e sostenersi a vicenda nonostante le distanze e i fusi orari che le separano. E come non citare anche la formidabile e temibile agente di Federico, Marianna (meglio nota come Maria La Sanguinaria)? Fa poche apparizioni e spesso solo attraverso le parole altrui, ma lascia sempre il segno. D'altronde tutti i personaggi secondari sono ben tratteggiati e vien voglia di conoscerli ancora meglio.
A farla da padrone in questo romanzo, com'è giusto che sia, sono però Bianca e Federico. Bianca è all'apparenza sempre vivace e spensierata, con un sarcasmo affilato che non ha timore di usare, ma che in fondo nasconde molte fragilità. Federico, dal canto suo, non ha avuto una vita semplice ed è rimasto ferito in passato. Sono entrambi diffidenti e non vorrebbero cedere all'attrazione che sentono, ma finiranno per farci comunque i conti. Ciò che mi è piaciuto in particolare del loro rapporto è stata la scelta della differenza d'età: se siamo abituati a un protagonista maschile più grande, non si può dire lo stesso del contrario. E in questo caso vi sono otto anni di differenza tra i due ed è Federico il più giovane (e non mancano battute che giocano proprio su questo particolare). «Non appena prenderò la laurea mi iscriverò all'Accademia d'Arte Drammatica, per ora mi dedico allo studio. Lingue alla Sapienza. Mi laureo in letteratura francese.»
Se Bianca fa della fotografia la sua arte, anche Federico ha una passione: la letteratura francese. E quest'ultima è un punto in comune fra i due personaggi, tanto da divenire parte integrante del loro rapporto e fonte continua di citazioni. Rimanendo in tema, non mancano anche richiami di altro tipo, in particolare a serie tv, manga o anime, che per gli appassionati sono sicuramente molto divertenti da trovare.
«Lo so benissimo che non guardi nulla a parte serie tv per adolescenti, supereroi Marvel e cartoni animati giapponesi, quindi potresti evitare questo snobismo culturale.»
Ultimo, ma non per importanza, è lo stile. Possono cambiare genere, atmosfere e personaggi, ma lo stile di Serena Nobile ha sempre un'impronta riconoscibile: curato e ricercato, anche nella sua nuova cornice. «Ho sempre avuto l'impressione che la mia vita fosse solo un riflesso della fotografia. Come se ogni ora del giorno, ogni esperienza e ogni momento esistessero solo perché io potessi fissarli in una foto. Poi sei arrivato tu.»
“Quello che i tuoi occhi nascondono” è un romance a tutti gli effetti, che per un piccolo secondo ci illude di essere qualcosa di più. Infatti, il romanzo si apre con Bianca, Vittoria, Eleanor e Katherine (un gruppo di amiche e coinquiline) che tentano di nascondere un peccato, fatto ai danni di tale Ludovica Lanfranchi, compagna di università con cui non hanno mai avuto un buon rapporto. Dal secondo capitolo in poi, però, Serena Nobile fa un salto temporale e ci parla di una di loro, Bianca, a una decina di anni di distanza. Bianca ha 33 anni, e nonostante il volere del padre diplomatico, dopo la laurea in Scienze Politiche insegue il suo sogno di diventare fotografa. Ottiene un discreto successo, e nel momento della narrazione ha 33 anni, una casa e uno studio suo e una vita tutto sommato stabile. Finchè non entra nella sua vita Federico Vallesi, 25 anni, attore di fiction e studente di letteratura francese. Sicuro di sé, può avere tutte le ragazze e donne che vuole, ma rimane folgorato dal fascino di Bianca. “Le era parsa una donna bambina rubata alla dolce vita di un film degli anni Sessanta”. Cosa mi è assolutamente piaciuto di questo romanzo? Prima di tutto la descrizione di Roma, il modo in cui si respira in ogni angolo il fatto che la scrittrice conosca la città. L’ambientazione e il modo in cui è descritta, il modo in cui è sentita, mi ha conquistata. Altro fattore che non posso di certo ignorare, è lo stile di scrittura. Ogni parola è soppesata, ogni frase acquista un suo suono e un suo senso in modo assolutamente armonico. Non ho letto questo romanzo, ma l’ho ascoltato su audible, e mentre leggeva alcune parti sentivo proprio il desiderio di mettermi a scrivere. Come se ascoltare questa bella prosa mi facesse venire voglia di dare sfogo alla mia vena artistica. Anche i personaggi e la storia d’amore, tutto sommato, non mi sono dispiaciuti, anche se c’è da dire che entrambi sono due clichè viventi, lui in particolare. Non che a me disturbi, però se non vi piace il genere ragazzo-figo-che-sembra-superficiale-ma-dal-passato-travagliato, non leggete questo romanzo. Questo non toglie che l’introspezione dei due personaggi sia costruita molto bene, al di là di essere figure viste e riviste. Credo che Serena Nobile sia molto capace di inserire descrizioni nel mezzo di una narrazione fitta, facendo degli scatti a parole di momenti, immagini, pensieri. E questo, come anche le descrizioni dell’ambientazione, le è riuscito molto bene. Non ho amato certi risvolti di trama. Prima di tutto, capisco benissimo che Bianca e Federico si piacciano a vicenda e vogliano conoscersi, e scoprirsi. Però, diciamo, che prima di capire di provare sentimenti sinceri l’uno per l’altro, passano lunghi capitoli a fare sesso. Chiarisco: non è un problema trovare scene erotiche in un romanzo, le leggo senza problemi (anche se ascoltarle è stato un po’ diverso), anche se sono molto descrittive come in questo caso. Però ci sono un paio di capitoli in cui ho dovuto mettere a velocità 2x perché fanno letteralmente solo quello. Capitoli che potevano essere più concentrati a indagare le paure di Bianca, il perché non vuole buttarsi in questo rapporto e scappa, ecc. Comunque, sempre a parer mio, i motivi per cui Bianca non si vuole lasciare andare sono a tratti molto poco credibili. Prima di tutto, non ho capito questo continuo rivangare la differenza d’età. 8 anni non sono pochi, ma quando ne hai 25 e 33 non penso che si sentano così tanto, soprattutto perché Bianca non ha mai pensato “No, è troppo immaturo”. La distanza era solo su carta, non c’era distanza intellettuale o emotiva nel loro rapporto. Anche lui non scherza nel ribadirlo, continuando a leggere e citare romanzi francesi in cui le coppie protagoniste hanno una considerevole differenza d’età. L’altro motivo è più comprensibile: .
Nonostante questo, comunque l’ho trovato una lettura (ascolto) godibile e piacevole. La vera cosa che mi dispiace è che la storia passata, quella delle amiche di Università e di quel caso misterioso, rimane molto, molto in sottofondo, accennata solo ogni tanto, e secondo me se fosse stata approfondita di più e alternata di più alla trama romance, il romanzo sarebbe risultato molto più interessante. In conclusione, do tre stelle su cinque.
(Comunque consiglio di leggerlo, più che ascoltarlo, perché non ho amato la lettrice su Audible, e appunto certe scene – se piacciono – sono più godibili lette che ascoltate)
"Mi fai sentire come se non ci fossimo per nessuno. Come se fossimo altrove, molto più lontano della notte e molto più in alto del giorno."
Quello che i tuoi occhi nascondono è il primo romanzo della serie 5 Sensi. Per chi ancora non lo sapesse, Serena Nobile è un altro pseudonimo di Virginia De Winter, autrice della saga Black Friars e del romanzo La spia del mare. Stavolta ci troviamo di fronte ad un romanzo completamente diverso rispetto a quelli a cui Virginia ci ha abituato. La storia che ci racconta è quella di Bianca, giovane fotografa che vive a Roma. Una notte incontra un ragazzo, uno sconosciuto che con poche parole la colpisce. Quando per caso si incontrano di nuovo, Bianca si rende conto che lei e Federico non potrebbero essere più diversi, lui lavora nell'ambiente televisivo che lei non apprezza. Ma pian piano, nonostante le differenze, i due capiranno di non poter fare a meno l'uno dell'altra, mentre un terribile segreto che Bianca nasconde da anni torna prepotente nella sua vita. Premettiamo che finora non mi sono fatta scappare nemmeno un libro di Virginia e li ho praticamente amati tutti; quando ho saputo dell'uscita di un nuovo libro del tutto diverso, devo dire che la cosa mi ha entusiasmato. Stavolta Virginia o Serena che dir si voglia, si cimenta con il New Adult o qualcosa di simile. Non ci troviamo in epoche passate, non ci sono personaggi in costume nè elementi fantasy. E' una storia semplice, in bilico tra romance e thriller, con dei personaggi molto realistici. Bianca e Federico si incontrano una notte e, nonostante provengono da famiglie diverse e abbiano vite molto lontane, si sentono immediatamente attratti l'una dall'altro. Bianca è una giovane donna indipendente, una fotografa di talento che ha rinunciato alla carriera diplomatica che la sua famiglia avrebbe voluto per assecondare le sue passioni. Federico è diventato un attore quasi per caso, attratto da quella sicurezza economica che così ha potuto garantire alla sua famiglia. I loro incontri e scontri si stagliano sullo sfondo di una Roma meravigliosa, mentre alle spalle della loro storia d'amore si sviluppa una story line dal sapore thriller. Il libro si lascia leggere in brevissimo tempo. Lo stile, pur essendo molto più semplice e se vogliamo anche più leggero rispetto all'abituale stile di Virginia, è comunque molto elegante, scorrevole ed evocativo. E' abbastanza evidente che è sempre Virginia a scrivere, il suo stile è molto riconoscibile anche in questa storia così diversa dalla altre. La narrazione ha un bel ritmo sostenuto. Credo però che, visto che questo romanzo è solo il primo di una serie, la storia che legherà ogni romanzo, quel segreto che Bianca e le sue amiche hanno tenuto nascosto finora, sia stato solamente abbozzato. La parte mistery della storia è abbastanza scarna, a favore invece di una parte romance che prende il sopravvento su tutto e resta comunque l'argomento principale del romanzo. Bianca e Federico sono dei bei personaggi, ben caratterizzati e a cui è semplice affezionarsi, così come i personaggi secondari della storia. L'ambientazione è sicuramente un punto forte del racconto, Serena descrive Roma in maniera meravigliosa, leggendo le sue descrizioni quasi ci sembra di essere lì. Non do un voto più alto perchè mi aspettavo qualcosa di diverso, avrei preferito meno romance e più dettagli relativi al mistero che sinceramente mi incuriosisce molto. Sicuramente leggerò il seguito perché come ho detto sono molto curiosa e inoltre, pur non trattandosi di un genere di storia che leggo abitualmente, io continuerò a leggere tutto quello che Virginia pubblicherà perchè è una scrittrice che apprezzo molto. Quindi se vi piacciono le storie romantiche e ben scritte, questo romanzo fa proprio per voi.
Mi dispiace ma per me è un no. Ho trovato la storia poco credibile sotto diversi punti di vista e sono tante le cose che non mi sono piaciute e non mi hanno convinto.
Avevo già letto altri romanzi dell'autrice che però si scostavano parecchio dal genere di quest'ultimo e questo è sicuramente quello che ho apprezzato meno.
Devo essere sincera, faccio veramente fatica a dirvi cosa mi sia piaciuto di questo romanzo perché non c'è niente che mi abbia veramente convinto a partire dalla protagonista, Bianca, con cui non sono riuscita ad entrare in empatia, che non mi ha detto poi molto. Ho apprezzato un po' di più Federico ma anche lui non è riuscito a convincermi del tutto. Un'altra cosa che non mi è piaciuta è come si incontrano i due e ammetto che, se non avessi letto questo romanzo per una challenge alla quale sto partecipando, dopo i primi capitoli avrei chiuso il libro.
L'unica cosa che mi ha piacevolmente sorpreso ed ho apprezzato, perché non viene trattata molto, è la storia d'amore tra una donna un po' più matura ed un ragazzo più giovane, anche se poi la storia tra i due non mi è piaciuta questo conta poco, il messaggio che penso l'autrice volesse dare mi è piaciuto.
Una delle cose che meno mi sono piaciute e ho trovato stonasse parecchio con la storia è il mistero, che poi tanto mistero non è, che apre il racconto, veramente poco credibile, prevedibile ed abbastanza inutile ai fini della storia.
Un'altra cosa che in generale non apprezzo quasi per nulla nelle storie d'amore sono le scene di sesso esplicite, o meglio, non apprezzo quando è un continuo ripetersi di queste scene, descritte anche in modo molto dettagliato ed ad un certo punto, a mio avviso, oltre che a rendere il racconto noioso, si va anche a cadere un pochino nel volgare. Ci tengo a precisare che questa è una cosa molto soggettiva e questo è stata semplicemente la mia impressione. Tra le altre cose questa è una componente che così forte non troviamo negli altri romanzi dell'autrice, perlomeno non in quelli che io ho letto, e mi è sembrato quindi che non essendo questo un fantasy e non avendo tanti elementi misteriosi e magici o luoghi particolari da descrivere alla fine si andasse un po' sempre a parlare di quello perché forse non c'era molto altro da dire...questa è stata l'impressione che ho avuto.
Molto bella è anche la passione della protagonista per la fotografia; anche in questo caso mi sarei aspettata ci si focalizza su un pochino di più su di essa ed invece anche quando si trova a fare un servizio fotografico accade tutt'altro...peccato!
Il romanzo si legge comunque molto velocemente perchè lo stile dell'autrice è molto scorrevole e piacevole, peccato per la storia.
È indubbio che quando si ha tra le mani un libro di Serena Nobile/Virginia de Winter si ha tra le mani un tesoro prezioso, e questo libro non rappresenta l’eccezione alla regola. Quello che nascondono i tuoi occhi, libro d’apertura della nuova serie romance, è completamente diverso dai libri fino ad ora pubblicati dalla scrittrice. Non ci sono atmosfere gotiche, non ci sono elementi soprannaturali; c’è solo una storia d’amore e un segreto da svelare. La storia è ambientata nella capitale del suolo italico, Roma e, sebbene questa città non sia stata partorita dalla mente di Serena Nobile, l’autrice mostra ugualmente il suo talento tratteggiandola con la cura e l’attenzione per i dettagli che la contraddistinguono. Non si può negare: nelle mani di Serena, ogni luogo assume quell’aria magica e segreta che hanno le città intrappolate all’interno delle palline di neve.
Filo conduttore della vicenda è un episodio nefasto che lega per sempre la vita di un gruppo di amiche che, sebbene siano sparse per il globo, rimangono unite, supportandosi e consigliandosi a vicenda. Tra queste amiche, la lente d’ingrandimento è posta su Bianca Mornier, una giovane fotografa con alle spalle una famiglia diplomatica. Bianca è una ragazza con cui è facile entrare in sintonia: è un po’ nerd, ama le serie televisive e i manga, disordinata, ironica e distratta. Preferisce osservare il mondo attraverso la lente della sua macchina fotografica, con la quale si sente più a suo agio. La vita di Bianca viene sconvolta dall’incontro con Federico Vallesi, un giovane attore ambizioso, che aspira a diventare una persona di successo e che rimane subito affascinato dalla figura di Bianca, dal suo sarcasmo pungente. La relazione tra i due è molto passionale, una relazione anche sofferta. Serena ha costruito molto bene il loro percorso come coppia: è fatto di incomprensioni, sfuriate, trasporto. Quel tipo di percorso che a me piace leggere, ma proprio tanto! La caratterizzazione dei personaggi rimane un punto di forza di questa scrittrice.
Insomma, in questo primo libro, abbiamo tutto quello che ci era stato promesso, no? Beh, se devo trovare un piccolo difetto al libro è proprio questo. Serena, con Quello che i tuoi occhi nascondono inizia a tessere l’intreccio che unirà tutti i libri della serie; una trama fatta di mistero che, a mio avviso, in questo primo libro è lasciata in sordina. La cosa è perfettamente comprensibile, dato che questo è un mistero che spazia in cinque volumi, ma mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. (VOGLIO SAPERE!) Si è preferito dare spazio alla parte romance della storia, molto presente e presentata alla perfezione, alternandola con la sensazione di persecuzione che Bianca prova per via dell’incidente avvenuto nel suo passato. Il mistero non trova una vera conclusione, in quanto il libro si chiude lasciandoci con ancora più domande di quelle che avevamo quando abbiamo iniziato. Fortuna vuole che il secondo libro uscirà molto presto: non vedo l’ora!
Che dire? Che scriva di vampiri in epoche lontane o di "babbani" dei giorni d'oggi, questa autrice mi affascina e mi tiene incollata alle pagine del libro come pochi altri. Il suo modo di scrivere mi incanta, ciò che immagina e il modo in cui lo descrive è affascinante e nelle sue storie non manca mai il colpo di scena che ti sorprende e ti lascia con il fiato sospeso. La sua cultura e la sua passione per la letteratura è evidente capitolo dopo capitolo e i riferimenti più o meno diretti a personaggi, autori, libri, film o serie tv non mancano mai! Questa è una storia misteriosa e accattivante che mi ricorda molto le (dis)avventure delle Pretty Little Liars. Un affetto incondizionato e un segreto da custodire è ciò che unisce un gruppo di amiche alle prese con la loro vita quotidiana. Il fatto che siano ricche e facciano lavori particolari e affascinanti, il loro stile di vita e le loro avventure d'amore, fanno sognare ad occhi aperti. Non può mancare il bello è dannato che ruba il cuore non solo della protagonista, ma di tutto l'universo femminile. Ovviamente anche delle lettrici! Voglio dire, chi non desidera un giovane bello, romantico e passionale (che Christian Gray gli spiccia casa!). Ed proprio questo che amo dei romanzi di questa autrice, il fatto che mi fa sognare, emozionare, vivere una vita parallela alla mia realtà. I suoi romanzi sono un'evasione dal mondo reale e un tuffo in una realtà forse impossibile, ma sicuramente entusiasmante. Consiglio questo libro a tutte le lettrici che come me amano sognare ad occhi aperti ed immedesimarsi in altre vite e alle lettrici che come me hanno amato i libri di Virginia De Winter. Troverete la storia molto diversa da quelle di Black Friars o La Spia del Mare, ma troverete la stessa magia nelle parole e proverete lo stesso batticuore ad ogni sguardo, tocco o sussurro dei personaggi che si amano.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Mi conoscete, sapete l'amore che provo per la scrittura di questa autrice, le ho dedicato il mio San Valentino quest'anno. Ma sapete anche che se non mi piace qualcosa io lo dico, indipendentemente da chi ho di fronte. Appartengo a questa scuola io, saremo anche sciallette ma siamo oneste noi! Questa premessa per togliermi un sassolino dire che le mie parole sono sempre sincere. In questo caso poi sono partita terrorizzata. La Lady qui ha cambiato completamente genere, pure nome. Il suo modo di scrivere è ideale per gli storici, non riuscivo proprio a immaginarmelo in un contemporaneo. Avevo paura che l'avesse stravolto e che non mi piacesse come prima. Sono felice di dirvi che i miei timori erano decisamente infondati. Perché fin da subito è lei, in ogni parola, nella punteggiatura. È stato come tornare a casa, davvero. Il suo stile ricercato, elegante, è presente da subito. Mai avrei pensato ad abbinarlo a un romance contemporaneo invece ci sta benissimo. Anche perché, secondo me, questo non è un classico romance. La storia d'amore tra Bianca e Federico non è così importante, non viene messa in risalto. Molto più rilevante ho trovato la caratterizzazione dei personaggi. Infatti è un libro introspettivo, che scandaglia l'animo. Non abbiamo in questo il classico bad boy e la timidina che lo conquista in un lampo. Abbiamo invece due persone piene di paure e insicurezze, che affrontano la vita come possono. Cercano di raggiungere gli obiettivi senza farsi troppo male, vivendo al meglio e sbagliando. Avrei apprezzato qualche riga in più sul passato di entrambi ma il tutto funziona lo stesso benissimo. ... continua sul blog