Una nuova biografia di Antonio Gramsci, condotta alla luce delle tante, importanti acquisizioni documentali degli ultimi due decenni. Una biografia che è attenta soprattutto agli aspetti intellettuali e politici della complessa personalità di Gramsci, ma non trascura l’universo affettivo in cui si colloca la breve esistenza di questo personaggio che è oggi l’autore italiano più studiato nel mondo. Il libro, diviso in quattro parti, ciascuna corrispondente a un ben preciso periodo della vita di Gramsci, si snoda secondo una narrazione lineare ma che mostra di volta in volta le riprese che Gramsci farà in epoche successive di spunti che lancia nei diversi periodi, tra la Sardegna natia e la Torino dove scoprirà la classe operaia e la grande industria, tra la militanza nel Psi e quella successiva nel Partito comunista che contribuirà a fondare, tra comunismo italiano e sovietico, tra Togliatti, Bordiga e Stalin, tra le sofferenze fisiche e quelle spirituali, tra le poche vittorie e le molte sconfitte… Scritto da uno dei maggiori conoscitori della vita e dell’opera del sardo, il libro è rivolto tanto agli studiosi quanto a coloro che di Gramsci sanno a malapena il nome, in un tentativo di farlo conoscere agli uni e farlo rimeditare dagli altri, nella convinzione da cui l’Autore è animato che Gramsci sia oggi terribilmente inattuale (in quanto lontanissimo dai modelli dominanti dell’agire dei politici ma anche di quello degli intellettuali), ma nel contempo drammaticamente necessario.
Ho sempre amato le biografie, perché permettono di farsi un'idea abbastanza approfondita sul personaggio di cui si narrano le vicende, attraverso la lettura degli eventi principali e secondari della sua vita e l'analisi degli incontri e dei rapporti che ne hanno forgiato l'indole e il pensiero. "Gramsci: una nuova biografia" riesce compiutamente negli intenti descritti, anche se devo puntualizzare quanto segue: 1) è la prima biografia che leggo su Gramsci, per cui non ho altri metri di paragone; 2) non ho mai avuto un approccio organico all'opera gramsciana, avendo letto solo saggi e alcuni passi dei Quaderni; 3) il mio punto di vista è compromesso in partenza per via del personaggio di cui si tratta. È chiaro, infatti, che approfondire la vita di un uomo, politico, filosofo, autore di caratura immensa qual è stato Antonio Gramsci significhi rafforzare il senso di ammirazione sconfinata che si può provare per una personalità dalla mente finissima e dalla cultura imponente, che non ha mai abiurato le proprie convinzioni e le ha difese strenuamente fino alla fine, anche in catene, anche nell'infermità. Questa biografia, insomma, è molto accurata e interessante, ma anche perché è straordinario il soggetto di cui si parla. Dai passi scelti dal biografo emerge ciò che mi ha colpito e ispirato di più, cioè la resilienza caratteriale di Gramsci, che nella tragicità della sua esistenza, piegato dalla malattia prima, dal confino poi e dal carcere in epilogo, ha sempre reagito alle avversità con un atteggiamento più che valoroso, anche nei momenti di massima disperazione.Un uomo piccolo di statura ma gigantesco nell'animo.
Lettura appassionante e ricca di dettagli storici sulla vita politica di Antonio Gramsci, il libro ha un altro grande merito ossia la capacità di introdurre il lettore sia ai quaderni che alle lettere altra lettura indispensabile per capire la portata innovatrice del grande dirigente politico, giornalista e filosofo vittima della sciagurata stagione fascista.
Il professor D'Orsi opera un colossale lavoro di ricerca su un protagonista della storia e della cultura del Novecento. Appassionato e appassionante. Leggiamo Gramsci e non dimentichiamolo, mai!