Nei laboratori dei grandi della letteratura per osservare da vicino come i libri nascono, cambiano, vivono
La forza narrativa del Decameron di Boccaccio. La potenza visionaria dell’Orlando furioso di Ariosto. La disarmante bellezza delle Operette morali di Leopardi. Siamo abituati a pensare ai capolavori della letteratura come a qualcosa di immobile e perfetto. Ma c’è stato un momento in cui anche le grandi opere hanno avuto una forma incerta, fragile, provvisoria. Partendo da otto manoscritti d’autore, Matteo Motolese guida il lettore in un viaggio appassionante attraverso biblioteche e collezioni private nel cuore della creazione letteraria. Dal codice su cui Boccaccio, ormai anziano, copia per un’ultima volta le sue novelle al taccuino da tasca su cui Montale scrive con una semplice biro una delle poesie d’amore più belle del Novecento. Dalle pergamene bianchissime su cui Petrarca dà la forma finale al Canzoniere fino al quaderno di una papéterie parigina su cui Eco costruisce la trama del Nome della rosa. Storia dopo storia, questo libro ci accompagna attraverso le trasformazioni della nostra lingua e ci permette di osservare da vicino l’attimo in cui il gesto quotidiano e comune della scrittura dà vita a quella cosa eterna ma profondamente umana che chiamiamo letteratura.
Giovanni Boccaccio, Decameron Francesco Petrarca, Canzoniere Leon Battista Alberti, Grammatica Ludovico Ariosto, Orlando furioso Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Giacomo Leopardi, Operette morali Eugenio Montale, Satura Umberto Eco, Il nome della rosa
Bellissimo saggio sui manoscritti della Letteratura Italiana. Ho letto questo libro per preparare un esame universitario, e nonostante la costrizione, che a volte potrebbe limitare il grado di apprezzamente di un'opera, ho trovato questo libro davvero piacevole. È stata una lettura molto interessante, che analizza le fasi di idealizzazione, stesura, ripensamenti e pubblicazioni di un'opera, passando attraverso quelle che possono essere state le dinamiche interiori e storiche degli autori. All'interno ci sono tavole che presentano le pagine dei manoscritti che Matteo Motolese analizza, prese dai vari luoghi in cui sono conservati, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana allo studio privato di Umberto Eco. Mi è piaciuto molto il fatto che quello che viene spiegato abbia riscontri visivi nelle fotografie dei fogli autografi, in questo modo la lettura e l'analisi diviene più interattiva e coinvolgente. Secondo me è un libro alla portata di chiunque voglia avere una visione, dal Trecendo di Boccaccio al Novecento di Eco, di quello che è stato lo sviluppo della letteratura italiana, sia dal punto di vista culturale sia dal vero punto di vista materiale del testo.
Ammetto il fatto che questa sia stata una lettura "obbligata", in quanto oggetto di esame. E sì, proprio con il suo autore, il professor Matteo Motolese. Si sa, le letture non spontanee spesso non allietano, ogni parola si trasforma in un' enorme subordinata, dello stesso genere di quelle che si trovano in Cicerone (dunque non proprio semplice). Eppure ho dovuto ricredermi: pur partendo da questi presupposti, questo libro, che narra le storie di ben 8 manoscritti di capolavori italiani, mi ha piacevolmente stupito. Lo stile di scrittura è fresco ed agile, molto scorrevole nonostante le molte informazioni tecniche che vengono naturalmente fornite. Ma la cosa che più sorprende è la passione viscerale che Motolese trasmette in ognuno dei capitoli: quella passione che solo chi ama davvero ciò che fa sa esternare in modo così evidente. Questo fa davvero onore ad uno studioso, il cui compito fondamentale è proprio quello di trasmettere tutto il suo entusiasmo ai suoi studenti: avevo infatti già notato a lezione come lui riesca, in modo pacato, a spiegarci semplicemente le meraviglie della nostra lingua e i capolavori che da essa sono scaturiti. Motolese si conferma "letterariamente" una persona gentile, pacata e competente. Quindi il mio voto non può che essere di eccellenza.
Offrono spunti interessanti soltanto gli ultimi tre capitoli, su Leopardi, Montale e, soprattutto, Eco. Le informazioni sugli altri manoscritti e sulla poetica degli autori precedenti sono piuttosto elementari per chi ha già un’infarinatura di letteratura italiana. Ho trovato piuttosto odiosa la scrittura di Motolese, sorry.
Ottima divulgazione, utile per ricordare di cosa è fatta la letteratura. E tra i suoi ingredienti c'è anche la passione del lettore e dello studioso. E la storia di archivi e biblioteche. L'ho letto con piacere, soprattutto la prima parte.