Ci sono persone che restano con noi anche quando se ne sono andate, e a volte basta un gesto minimo, tuo figlio che si sfiora le labbra con un dito mentre gioca, per ricordarti che non sei mai riuscito ad archiviarne il ricordo. È quello che succede a Luciano: il pensiero corre subito ad Alex, il suo capitano di vent'anni prima. Stesso campo, stesso amore, il rugby. Alex, forte, generoso, cuore della squadra e mattatore dello spogliatoio, Alex, il campione che li aveva abbandonati troppo presto. Sei amici, fratelli in campo e nella vita. Sembravano indivisibili. Invece erano rimasti in cinque e avevano finito col perdersi. Oggi, superati i quarant'anni, a unirli c'è una ferita che non si è mai fatta cicatrice. Ma quando il passato torna a presentare il conto con quella che sembra una strana convocazione, è come se l'amicizia che li legava da ragazzi non si fosse mai spenta. È la miccia, l'inizio di un viaggio inatteso e necessario che permetterà a ciascuno di loro di ritrovare l'altro, restituendo un senso doloroso ma pieno allo schiaffo che li aveva colpiti e disorientati. Con "Semplice" Giorgio Terruzzi ci racconta gli inciampi e la forza dei sentimenti dell'adolescenza, e ci ricorda che c'è sempre tempo per riscoprire un'amicizia autentica, perché una squadra che ha lottato davvero non abbandona nessun compagno.
Giorgio Terruzzi (Milán, 1958) colabora con Mediaset, Il Corriere della Sera y GQ. Inició su andadura de la mano de Beppe Viola en la agencia Magazine. Como escritor, ha publicado, entre otros, una biografía del piloto Achille Varzi, Una curva cieca (1991), distinguido con el premio Bancarella Sport de 1992; Il bello del gas, en colaboración con Marco Pastonesi (1995); Fondocorsa (2004); Ho dato l’anima (2005); Il mio dio è ateo (2008); Milanismi y Ladri di cotolette, en colaboración con Diego Abatantuono (2005 y 2013). En su faceta de dramaturgo, ha escrito Tersa Repubblica (con Rocco Tanica y Claudio Bisio, 1994) e I bambini sono di sinistra (con Michele Serra y Claudio Bisio, 2005). El rugby es su gran pasión y tiene el orgullo de ser asesor del A. S. Rugby Milano.
La morte di un amico è sempre qualcosa di terribile, soprattutto quando l'intensità del rapporto è partita negli anni dell'adolescenza, diventa impossibile dimenticare Alex, le situazioni, i ricordi e i profumi sono sempre vivi. E' quello che succede ad un gruppo di amici che giocavano insieme a Rugby, Franco, l’allenatore e narratore, Luciano, Diego, Mario, Angelo e Tommaso. Sono molto diversi tra loro, ognuno con doti e difetti che si compensano, si sopportano e si stimano. Un giorno, quando il dolore per la perdita di Alex sembra essersi attenuato, ecco che torna prepotentemente in un gesto e in alcuni eventi che inducono il gruppo di amici a riunirsi per aiutare Marta, la compagna di Alex. Ognuno di loro dedicherà i propri sforzi per essere di supporto. Lo fanno come avviene nel rugby amatoriale, senza soldi, senza discriminazione, solo per la passione. Gli amici non si abbandonano, soprattutto quelli con cui si è lottato insieme, Franco e gli altri, lo fanno come se Alex fosse ancora vivo. Terruzzi dice che un conto sono i giocatori che giocano, un altro conto sono le persone nella vita che vivono. Una storia toccante, raccontata con lo stesso stile che si avverte nei servizi televisivi di Giorgio Terruzi, didascalico, sentenzioso e dissacrante. Perde un pò di interesse la parte centrale del libro, ma il valore che vuole trasmettere è limpido.