Il racconto - che fa parte della raccolta 'Arabeschi' e 'Racconti di Pietroburgo' - scritto in prima persona nella forma di un diario, narra la progressiva discesa nella follia del burocrate Aksentij Ivanovic. Attratto dalla bella figlia del suo direttore, e volendo sapere qualcosa di più sul conto di lei, Aksentij Ivanovic sottrae le lettere che sarebbero state scritte dalla cagnolina Maggie, nelle quali egli crede di leggere tutto il disinteresse della ragazza verso di lui. Appresa la notizia che il trono di Spagna è vacante, Aksentij Ivanovic si proclama monarca di quel Paese, inizia a firmare i documenti come Ferdinando VIII e chiede la mano della figlia del direttore; quindi si mette al lavoro sulla sua divisa da consigliere titolare per farne un manto regale. Ormai divenuto completamente pazzo, Aksentij Ivanovic viene portato al manicomio, che però a lui appare come la corte spagnola. L’effetto di ironia e comicità nasce dal divario che esiste tra la realtà del lettore e quella del protagonista, ma in realtà la follia in quest'opera di Gogol' rappresenta una via di fuga dalla ragione obiettiva, dal raziocinio dei benpensanti e dalla burocrazia, il grado a cui tutto viene sacrificato e da cui tutto dipende: felicità, salute e ricchezza.
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People consider that Russian writer Nikolai Vasilievich Gogol (Николай Васильевич Гоголь) founded realism in Russian literature. His works include The Overcoat (1842) and Dead Souls (1842).
Ukrainian birth, heritage, and upbringing of Gogol influenced many of his written works among the most beloved in the tradition of Russian-language literature. Most critics see Gogol as the first Russian realist. His biting satire, comic realism, and descriptions of Russian provincials and petty bureaucrats influenced later Russian masters Leo Tolstoy, Ivan Turgenev, and especially Fyodor Dostoyevsky. Gogol wittily said many later Russian maxims.
Gogol first used the techniques of surrealism and the grotesque in his works The Nose, Viy, The Overcoat, and Nevsky Prospekt. Ukrainian upbringing, culture, and folklore influenced his early works, such as Evenings on a Farm near Dikanka . His later writing satirized political corruption in the Russian empire in Dead Souls.
Prima di leggere Le anime morte di Gogol ho voluto ascoltare un'audiolibro da un ora per farmi un idea dello stile e delle caratteristiche di Gogol essendo a me sconosciuto, ho notato la grande profondità dell'autore ma il contenuto di questo romanzo è di quelli secondari, non voglio dire nulla di negativo sia chiaro ma è un racconto breve come ne hanno scritto tanti grandi autori. Carino ma nulla di eccezionale. L'interpretazione è ottima.
All'inizio ho riso, con Aksentij Ivanovic Poprishchin. La sua inesorabile caduta verso il baratro della follia beh, lo ammetto, mi ha scatenato una fragorosa risata. Ma sul finire il mio umore è mutato, sfiorando una profonda e reale tristezza. Questi russi mi stanno disarmando...
Un consigliere titolare, addetto a temperare penne d'oca, ha grandi ambizioni. Innamorato della figlia del suo superiore, passa il tempo a fare congetture per una vita migliore. Gogol descrive e rappresenta la follia alla perfezione!
Peccato che queste memorie sono soltanto un breve racconto. Merita comunque le stelle. Cinque? Non posso dargliene una, sarebbe una pazzia. Meglio cinque, così i giochi son fatti. Cos'è del resto la pazzia? Gogol merita anche di più in punta di naso ...
Le memorie di un pazzo è un viaggio nella mente di un uomo alienato. Un racconto breve che ci immerge nella mente di un uomo che perde progressivamente il contatto con la realtà. Attraverso il suo diario, assistiamo al dispiegarsi della sua follia, con deliri paranoici, allucinazioni e manie di persecuzione. Il protagonista, un impiegato di basso rango, inizia a nutrire un'insana ossessione per la figlia del direttore del suo ufficio. La sua frustrazione per la mancata reciprocità e il suo senso di inferiorità lo portano a fantasticare di essere un nobile di alto rango e di sposare la donna amata.
Gogol' usa la follia del protagonista per mettere in luce le ipocrisie e le assurdità della società a lui contemporanea. La burocrazia opprimente, la superficialità dei rapporti umani e la mania di onnipotenza dei potenti sono rappresentate con toni grotteschi e satirici.Il racconto è caratterizzato da uno stile frammentario e incoerente, che rispecchia la mente disordinata del protagonista. Il linguaggio è ricco di metafore, simboli e immagini oniriche, che contribuiscono a creare un'atmosfera di tensione e inquietudine.
Le memorie di un pazzo è un'opera di grande valore letterario e psicologico. Gogol' ci offre uno spaccato lucido e disturbante della mente umana, esplorando i temi della follia, del potere e dell'alienazione. Le memorie di un pazzo è un racconto breve che non lascia indifferenti. La sua scrittura magistrale e la sua profonda analisi dell'animo umano lo rendono un'opera di grande attualità e fascino.
Consigliato agli amanti della letteratura russa, agli appassionati di racconti psicologici a chiunque voglia esplorare i lati oscuri della mente umana. Ce ne sono di soggetti tutt'intorno. Non abbiamo che da scegliere ...
Molto divertente, un Gogol nelle vesti di un Pirandello russo. Il racconto, tra il fantastico e il lisergico a tratti, racconta del progressivo delirio del solito burocrate gogoliano che arriva alla totale follia, forse per amore, forse per monotonia, un po' per celia un po' per non morir. Bello come un tempo i complottisti senza troppi riguardi venivano considersti pazzi a mani basse, una leggerezza che, fortunatamente o meno, oggi non possiamo più permetterci.
Racconto che potrebbe ricordare lo stile introspettivo di Dostoevsky ma che ritrova i tratti distintivi di Gogol. Il protagonista viene osservato da una prospettiva esterna conferendogli un aspetto grottesco. Lettura piacevole che non trasmette eccessivo malessere come tipico di alcune opere della letteratura russa.
consiglio: ascoltare l’audiolibro su storytel, letto da Alberto Rossatti. un vero capolavoro di interpretazione che aggiunge ancor più valore al testo.
"Le memorie di un pazzo" N. V. Gogol: 7 Povero cristo nell'epoca pre psicofarmaci. Pietroburgo 1830 circa Aksentij Ivanovič Popriščin è un consigliere titolare al Ministero, in pratica un funzionario povero, ignorante e rosicone di 42 anni. Sboccia in lui anche un bel disturbo schizofrenico e si invaghisce di Sofia, la figlia del capo. Un giorno, saputa la notizia del trono vacante in Spagna, si autoproclama Ferdinando VIII, Re di Spagna. Sofia nel frattempo ovviamente sposa un altro e lui peggiora sempre più finché lo internano. Il povero Aksentij, intrappolato in un manicomio, crede di essere stato portato in Spagna per l'incoronazione, ma di essere finito in mano all'inquisizione spagnola e torturato per qualche motivo a lui sconosciuto.
Esilarante, ma al contempo fa lascia un retrogusto amaro che spinge alla riflessione, non è propriamente un romanzo, anche se oramai viene spesso pubblicato a parte, ma un racconto molto breve. Non delude le aspettative, rispetta quello che promette.
Per quanto mi riguarda darei cinque stelle pure alle liste della spesa di Gogol', non so come faccia a muovermi così considerando che é morto quasi 200 anni fa..
Questo breve racconto e’ scritto sotto forma di diario, in prima persona dal protagonista, il burocrate Aksentij Ivanovič Popriščin. E’ lui il pazzo del titolo. Invaghitosi della figlia del suo direttore, e volendo scoprire qualche informazione sul suo conto, sottrae le lettere che sarebbero state scritte dalla cagnetta Maggie, nelle quali egli crede di leggere tutto il disinteresse della ragazza verso di lui. Scoperto che in Spagna la monarchia e’ rimasta senza un re, Aksentij Ivanovič si auto proclama monarca e inizia a firmare i documenti come Ferdinando VIII e chiede quindi la mano della figlia del direttore; si mette allora al lavoro sulla sua divisa da consigliere titolare per farne un manto regale. Il racconto si conclude con Aksentij Ivanovič che viene portato al manicomio, convinto di trovarsi alla corte spagnola. Mi e’ piaciuto molto perche’ la narrazione e’sempre incalzante, lui e’ matto come un cappellaio e i suoi deliri mi hanno ricordato discorsi e comportamenti di persone malate di mente letti in altri libri o visti nei film...non e’ facile descrivere la follia....dalla parte del folle.
In questo racconto appartenente al genere del realismo fantastico, il modesto impiegato per il Ministero Aksentij Ivanovič Popriščin, che conduce una vita squallida e abitudinaria, si invaghisce della bella figlia del direttore e da lì inizia la sua lenta discesa nella follia, forse per sfuggire inconsciamente ad un mondo che lui sente come ingiusto e falso: dapprima crede di intrattenere una conversazione epistolare con Maggie, la cagnetta del direttore e della figlia, attraverso la quale spia la donzella di nascosto, poi scopre che in Spagna il posto da Re è vacante, così si convince di avere il sangue nobile e ritiene di essere stato nominato lui stesso come successore. In questo modo potrà certamente permettersi di chiedere la mano a Sophie, che rimane interdetta. Quando infine viene portato in manicomio, egli lo scambia per la corte spagnola. Ho ascoltato questa storia su Audible, che, interpretata da Alberto Rossatti, risulta ancora più tragicomica e drammatica.
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Non so recensire questi racconti classici russi.. riescono a dire tanto con poche parole, a passare dal divertimento e dall'allegria alla tristezza. Si percepisce chiaramente il baratro in cui si è infilato il protagonista e il crescere delle sue visioni, potrebbe essere divertente ma non lo è del tutto. Breve ma intenso.
Questo romanzo è stato più strano di quanto mi aspettassi. Amo la letteratura russa per le sue caratteristiche grottesche ma allo stesso tempo classicheggianti e tetre; ma questo libro è stato bizzarro.
Cinque scintillanti stelline per un altro gioiello di questo autore che non mi delude mai. Il realismo fantastico alla russa di Gogol è, qui come sempre, fonte di riflessione, angoscia e diletto, tutto contemporaneamente, un grandissimo autore!!
L'interpretazione magistrale e attoriale di Alberto Rossatti rende il delirio schizofrenico di Popriščin spassosissimo pur nella sua tragicità intrinseca.
Se volete un audiolibro breve (un'oretta) e narrato con maestria (Rossatti ti trasporta a teatro) è il titolo giusto. La storia di un impiegato che perde la testa sulla prospettiva Nevskij.