[Da leggere fino in fondo per non farsi fuorviare.]
Ciò che mi ha attirato fin da subito di questo libro è stata la copertina. Non tanto il titolo, e nemmeno la chiacchierata con l'autore (eppure simpatico, interessante, di una passione disarmante nei confronti della scrittura e del proprio stralcio di mondo su carta)... No. La copertina. Mi ha chiamato ed io ho risposto, convinta che non sarei rimasta delusa dal colpo di fulmine.
E in effetti, la scrittura è semplice ma scorrevole, i capitoli si leggono uno dietro l'altro, piacevolmente. Tuttavia, devo essere sincera: più leggevo, più mi rendevo conto che qualcosa non andava. "Cosa sto leggendo?", mi sono chiesta. "Varrà la pena di arrivare fino alla fine?"
Un paio di volte ho seriamente pensato di essermi sbagliata, che il mio sesto senso si fosse bevuto un whisky di troppo. Fino a che, arrivato il colpo di scena, mi sono quasi risposta: "Ok, basta, lo metto via. Finita qui."
Ma poi. Poi è successo qualcosa. Appena prima della resa, l'autore si è scrollato di dosso i cliché e i risvolti assurdi, decidendo che era giunto il momento di capovolgermi a testa in giù e, per dare un diverso significato alle sue parole, di "guardare le margherite crescere dalla parte delle radici". Capire finalmente cosa stava succedendo è stata una liberazione, che mi ha permesso di godermi le ultime pagine con una nuova consapevolezza, una nuova visione delle cose.
Quindi, grazie per non avermi deluso. Adesso, sì, posso dirlo: ne è valsa davvero la pena.
"Bastava solo stare lì ad aspettare." :)