Arthur Schopenhauer was born in the city of Danzig (then part of the Polish–Lithuanian Commonwealth; present day Gdańsk, Poland) and was a German philosopher best known for his work The World as Will and Representation. Schopenhauer attempted to make his career as an academic by correcting and expanding Immanuel Kant's philosophy concerning the way in which we experience the world.
Una lettura di gran lunga più discorsiva rispetto al Mondo vero e proprio; Schopenhauer scende spesso e volentieri in dettagli scientifici per perorare le proprie tesi filosofiche, ma il problema è che sono tanto superate da far raccapricciare il lettore contemporaneo. All'anima mossa dal bisogno metafisico viene dunque fornito poco più di quanto era già stato scritto nel Mondo, e consiglio eventualmente di attenersi ai supplementi del primo libro e alla prima parte dei supplementi del secondo per avere qualche chiarimento in più sull'impianto generale. Il filosofo tedesco rimane uno scrittore di straordinaria scorrevolezza, e se il lettore riesce a sopperire con una notevole dose di compassione (nell'accezione più buddhista del termine) al pessimismo schopenhaueriano, il testo offre qua e là spunti interessanti, praticamente su ogni cosa (estetica, metafisica, fisica, fisiologia animale, amore sessuale, religione), e potrà essere di particolare interesse allo spirito che nutre interessi storici rispetto a scienza e religioni. Naturalmente, se aveste bisogno di trovare motivi per abbracciare il pessimismo cosmico, questo è l'autore che fa per voi, ma non credo ci sia bisogno di rimarcarlo... effettivamente, nei Supplementi al quarto libro Schopenhauer ci va giù pesante, ben più di quanto abbia fatto nel Mondo. Chissà che il trascorrere del tempo non lo abbia reso ancor più amareggiato di quanto già non fosse a trent'anni.
Ho stilato una breve scaletta dei temi trattati, completa delle citazioni a mio avviso più significative, disponibile a https://kumarproject.com/portfolio/su....
I vari capitoli di questo monumento assolvono diverse funzioni: alcuni integrano gli enunciati del “mondo” con pensieri originali, altri (specie le parti in relazione alla filosofia kantiana) offrono spiegazioni ed esempi alternativi a quelli già forniti, altri ancora aggiungono un lirismo che non si trova nella trattazione primaria. Più chiari diventano i legami con la tradizione filosofica indiana (Vedas ecc), e con l’etica Cristiana. Rarissime sono le ridondanze, nello spirito “repetita iuvant” di un filosofo che ci teneva a farsi capire. Ed è vero che tutto il cerchio aperto con “la Quadruplice Radice” si chiude del tutto solo nelle ultime pagine.