"Moda futurista non si limita ad una ricostruzione storica della moda del futurismo, a raccontare o descrivere avvenimenti ed episodi collegati alle ardite creazioni sartoriali dell'avanguardia marinettiana. Attraverso la collazione a livello cronologico di manifesti teorici, di proclami, delle stroncature e di testi anche erotici e pruriginosi legati al vestiario futurista, affronta l'analisi del linguaggio letterario e comportamentale fondato su modelli e prototipi di abiti creati esclusivamente da stilisti e da artisti futuristi prestati al mondo della moda. Questa ricerca non verte né sull'aspetto decorativo dell'abito futurista, né sul suo linguaggio, e quindi sulle tendenze dello stile futurista, bensì sulla traduzione dell'uno nell'altro e viceversa, con il riconoscimento del fenomeno della moda del futurismo quale efficace sistema di significazione: un sistema di senso entro cui si producono le raffigurazioni culturali ed estetiche del corpo rivestito secondo i principi creativi del futurismo. L'abito futurista è descritto nei suoi dettagli artistici, tecnici e sartoriali, analizzalo nel suo contesto e studiato per il suo potere di significazione simbolica, sociale, ideologica, creativa e al tempo stesso erotica. Per questo il vestito futurista è letto e interpretato in qualità di eccezionale strumento di comunicazione, di habitus, di dress code e di objet d'art diventato, al tempo stesso, uno speciale oggetto d'uso quotidiano." (Guido Andrea Pautasso)
"Moda futurista" è un'antologia ricchissima di lettere, memorie, schizzi e cartamodelli. L'importanza dell'atto dei futuristi nel mettere in luce l'indissolubile legame tra artista e forma è evidenziato dalla scelta di parlare di moda...Ma non moda come mera ricerca estetica, ma antropologica e rivoluzionaria. Artistica. Senza ipocrisie nè demeriti racconta le imprese futuriste immerse nella loro buffezza e spesso involontaria genialità. Dai calzini alternati, al trucco per rimandare al tricolore, dall'anticravatta fino alla tuta (e il cappello di paglia) evidenziano l'aspetto più socialista e antiborghese, sempre (sfortunatamente) in un'ottica fortemente fascista. Che la politica e il nazionalismo facciano da pretesto per una ricerca artistica a 360° che vada a prendere ogni campo della vita è probabile. La corrente futurista nell'unione tra artista e vita (spettacoli, mode, musica, arte, scultura, letteratura, politica) sembra come la creazione di una religione laica che pervade gli individui che ne aderiscono in onore dell'ideale antineutrale. Del movimento. Della novità.
3,5 Il libro è senza dubbio un lodevole lavoro di ricerca di variegati contenuti, riccamente analizzati e appronfonditi. Alcuni proclama sono quasi divertenti, nella loro strampalata solennità. Mi ha dato l'impressione che i teorici del futurismo siano caduti vittime della stessa velocità e modernità che tanto glorificavano, cambiando con rapidità le idee o contraddicendosi tra loro.