Il cane, il gatto, io e te. Questa che ci racconta Asor Rosa è un'arca di Noè in formato domestico. Un quartetto di voci che si fondono armonicamente senza solisti. Quattro vite che si compenetrano nei piccoli gesti quotidiani e nelle più complesse strategie relazionali. Perché (in rigoroso ordine di apparizione) un gatto più un uomo più una donna più un cane femmina non fanno solo quattro persone intelligenti e affettivamente fanno un gruppo straordinario, un'entità in grado di intuire qualche briciola di realtà profonda, di condividere ritmi e cicli dell'universo. In principio fu un gatto. Un gatto che racconta la sua nascita avventurosa sotto il riparo di un'automobile parcheggiata in una strada di Roma, e poi la sua adozione da parte di un uomo. La simbiosi che si instaura fra i due viene in seguito arricchita dalla comparsa di una donna, che a un certo punto della storia si stabilisce nella casa del gatto e dell'uomo. Infine arriva un cane femmina e il gruppo è completo.La voce narrante diventa la sintesi delle quattro «persone» unificate dal sodalizio affettivo e di vita quotidiana. Quello di Asor Rosa è un racconto affascinante e divertente, che descrive come forse non è mai stato fatto la convivenza fra gli uomini e i loro compagni di vita del regno animale. Con la convinzione, propria del vero umanesimo, che l'uomo non è superiore agli altri animali e che solo con la mescolanza fra diversi si può diventare migliori.
Alberto Asor Rosa è stato un critico letterario, storico della letteratura, saggista, accademico e politico italiano. Di formazione marxista, vicino alle posizioni operaiste di Mario Tronti, ha collaborato alle riviste Quaderni rossi, Classe operaia, Laboratorio politico e Mondo Nuovo. È stato direttore della rivista Contropiano (1968) e, dal 1990, del settimanale del PCI Rinascita. Ha progettato e diretto la collana Letteratura Italiana Einaudi. Dal 1972 è professore ordinario di Letteratura italiana all'Università La Sapienza di Roma, dopo aver insegnato in altre università, come quella di Cagliari, e nei licei. Dal 1979 al 1980 è deputato per il Partito Comunista Italiano. Abbandona l'attività didattica nel 2003, una volta raggiunti i limiti d'età per la pensione, e inizia a dedicarsi alla narrativa, pubblicando i romanzi L'alba di un mondo nuovo (Einaudi, 2002), Storie di animali e altri viventi (Einaudi, 2005) e Assunta e Alessandro (Einaudi, 2010). Nel 2004 rianima la rivista Bollettino di italianistica, semestrale di critica, storia letteraria, filologia e linguistica, prendendone la direzione[3].
Riprende anche l'attività didattica nel 2006, come professore a contratto a titolo gratuito, presso la Sapienza.
Una historia contada de una manera fascinante y poco común, desde puntos de vista que te hacen sentir dentro de los personajes. Eso sí, a veces difícil de comprender a primera lectura por su extenso vocabulario y forma de escritura. Es un lindo libro que me sacó más de una lágrima.
Mi sono sempre chiesta se gli animali capissero veramente quello che noi diciamo. Se effettivamente riusciamo a comunicare. Penso sia un pensiero di molti e ci sono stati anche studi in proposito. Non entro nello specifico, anche perché non mi interessa in maniera particolare ma so che, secondo gli scienziati gli animali comunicano di certo tra di loro ma non riescono con noi perché sono totalmente differenti. Effettivamente lo sono, noi non abbiamo il pelo (o almeno, si ma ce lo togliamo e comunque non è così tanto!), non camminiamo tutta la vita a quattro zampe… non facciamo molte cose che fanno loro. Però, cosa ci conferma che hanno un cervello così diverso dal nostro, che ci impedisce totalmente di comunicare e di essere capiti? Il nostro cervello non è stato ancora studiato nel tutto, quindi, potrebbe anche essere che non riusciamo ancora a capire il loro. In fondo, chi ha la certezza assoluta? In fondo, siamo andati avanti per molto a credere di vivere sull’unico pianeta dell’universo solo perché non avevamo i macchinari giusti e dobbiamo scoprire ancora moltissime cose. Quindi, partendo da questo pensiero, sono dell’idea che loro potrebbero capirci perfettamente. Certo, è un pensiero che ho partorito già da un po’, però ho incominciato a rifletterci veramente quando ho letto questo libro. Guarderò tutti con occhi diversi. Qui troviamo il racconto delle storie di Micio Nero e Contessa. Un gatto e un cane che nel corso di una vita, si sono incontrati e sono cambiati. Una storia raccontata direttamente da loro, delle difficoltà incontrate, dai mutamenti della loro vita, dagli equilibri spezzati e faticosamente ricostruiti. Ammetto che non è stata una lettura molto leggera, perché vengono trattati argomenti un po’ complessi, però se presi molto alla semplice, devo dire che li condivido. Lo consiglio a tutti, soprattutto a chi non ha animali in casa.
naturalmente, nonostante il blasone dell'autore, una storia pensata da animali avrebbe potuto rivelarsi una banale, infantile scemenza. invece è un libro bellissimo, delicato e profondo, intelligente, commovente. una roba per adulti. scritto, naturalmente, da dio.
Mi trova divisa il mio parere su questo libro. Il mio lato razionale non approva l’eccessiva umanizzazione degli animali ( un gatto nero trovatello chiamato Micio Nero e poi un cane, anzi una cana di razza chiamata Contessa ) che sono i protagonisti di questo libro scritto come se fossero loro a narrare la vicenda ( essenzialmente il rapporto tra l’esistenza animale e quella umana ). Però poi il mio lato “gattaro” tanto affine col mondo felino domestico, spazza via ogni perplessità e si commuove fino alla lacrima. Ci devo pensare su e magari rileggerlo.
Carino e tenero, da non perdere se si convive o si ha in progetto di farlo, con animali (4 zampe ). Più tranquillo e posato di Durrell (il suo 'la mia famiglia e altri animali' è un capolavoro assoluto, anche per lo stile brillante), è ricco di osservazioni profonde e condotte, in maniera insolita, dal punto di vista dei nostri amici.
Un libro semplicemente stupendo!! Mi ha fatto ridere e piangere, mi ha incantato...soprattutto perché avendo in casa una cagnolina e due gatti è molto facile immedesimarsi!