Recensione a cura di Babette Brown per il Blog omonimo.
Per una volta, il mio parere fa a pugni (calma, gente!) con quello dell’Artiglio Rosa (Maria Teresa Siciliano, 27 maggio 2017), che ha assegnato cinque stelline al romanzo breve di Lora Leigh, con la seguente recensione:
Un bel racconto erotico * * * * *
Piuttosto diverso dalla solita narrativa della Leigh: innanzitutto la traduzione ci risparmia l’usuale turpiloquio, poi alle numerose scene di sesso si accompagna anche la capacità di approfondire i sentimenti dei protagonisti e ricostruire il complesso antefatto, sia sul versante giallo, sia su quello intimo.
Nel suo genere e nell’ambito di un racconto, molto bello.
Spiego le mie tre stelline rispetto alle cinque dell’Artiglio:
I protagonisti sono stereotipati. Li incontriamo a ogni romance / racconto di Lora Leigh. Lui è il maschio alfa che non deve chiedere mai; lei, per quanto navigata, ha sempre un afflato di virginale innocenza.
I cattivi sono così cattivi che di più non si può. Da Grant, infame come marito e come amico, alla banda di narcotrafficanti. Macchiette.
Sesso. Tanto e buono, ma ormai -quando Lora attacca- possiamo smettere di leggere e proseguire a memoria.
Può darsi che ne abbia letti troppi di romanzi / racconti di Lora Leigh, e che sia subentrata una certa stanchezza da assuefazione. Comunque, la signora sa scrivere e la traduttrice ha fatto un buon lavoro. E poi… c’è chi venderebbe la nonna per tre stelline!
P. S. Nella sinossi, ho corretto il cognome di Maggie, che è Samuels, non Chavez.