"Un romanzo corale e di avventura. Radica, primo volume di una trilogia fantasy, porterà il lettore tra i Podestati, stupendolo e coinvolgendolo sin dalle prime pagine. Personaggi forti dalle mille sfaccettature, avventure, intrighi politici e interessi commerciali, la dipendenza da una droga oscura, proibita… L’autrice riesce a coniugare reale e fantastico con naturalezza, mescolando problematiche attuali a un intreccio fantastico che lascerà il lettore senza fiato. È un libro consigliato ad una vasta gamma di lettori, dagli amanti del genere fantasy agli amanti dell’avventura e di un tocco di suspense." [L'Editore]
Vi è una terra immaginaria i cui paesi sono detti Podestati. La morte di un Podestà, l’elezione del suo successore, la firma di un’importante convenzione commerciale e l’ombra di una potente e oscura droga fanno da sfondo all’intera trama e saranno all’origine di intrighi, menzogne, agguati, furti, rapimenti, scomparse misteriose, inseguimenti rocamboleschi, ricatti. Una storia corale che, come protagonisti, vede una donna forte, chiamata a guidare la successione e decisa ad ogni costo a rispettare un giuramento; una figlia rimasta orfana coinvolta nei giochi di potere tra mercanti e commercianti; bambini misteriosamente scomparsi; ribelli in lotta per la loro gente; donne votate a preservare la vita; un uomo che gli eventi chiameranno a fare i conti col passato ed esseri, forse mostri, capaci di mutare e farsi crescere le ali. Benvenuti nei Podestati!
Attraverso una narrazione corale in terza persona, l’autrice Lune trasporta il lettore in una terra immaginaria abitata da personaggi fantastici. Premetto che entrare dentro alla storia di Radica all’inizio mi è stato un po’ ostico, perché la complessa struttura della storia, e dei personaggi che si sono divisi la scena, è stata difficile da comprendere. Essendo una storia con un wordbuilding complesso, ho dovuto mettere a fuoco chi è chi, chi fa cosa e chi è alleato di chi ma, superato l’ostacolo, l’avventura ha preso il sopravvento e si è dimostrata avvincente.
La storia inizia con la morte di Sinal, il Podestato di Montrag Minore, e la apposizione del sigillo che dovrà compiere la figlia Solel al successore. A Miri è stato assegnato il ruolo di reggente, prima della morte di Sinal, e le sue decisioni saranno prese per il bene del Podestato. Con arguzia e intelligenza porta a termine la stesura della Convenzione, che permetterà di creare un fondo che aiuta i contadini, artigiani e allevatori in caso di bisogno e che non possa essere contestata, o peggio invalidata, dai Mercanti. Mantiene sempre alta l’attenzione nel comprendere chi al suo fianco è fedele al Podestato oppure chi lo è da alcuni Anziani che vogliono ostacolare l’approvazione del documento e di conseguenza separare il Montrag Minore dagli altri Podestati isolandolo da tutti i territori di Iriba e dalle terre d’oltremare.
Il potere fa gola a tutti e anche in Radica c’è chi vuole arricchirsi e sottomettere quelli che considera più deboli. Miri sfrutterà le sue origini Aku per restare in equilibrio, essere federe al Podestato e tenere ferma la giustizia e la parità di tutti. Al suo fianco si troverà il silenzioso Konran-Jun, inserito come dipendente dell’archivio di Mojtrag Minore dall’ambasciatore Ryume. È un Aku, ma nessuno lo sa poiché deve mantenere un profilo basso, che sfrutta grazie all’abilità nell’indossare maschere espressive quando viene colto in fragrante. L’ambasciatore Ryume proviene da Mirujin, la terra degli Aku, possiede un carattere molto simile alle genti poiché sorride ed esprime le proprie emozioni, cosa impensabile per gli Aku ed è al fianco di Miri. Il suo popolo è additato dalle genti che li considera come dei mostri, dal sangue putrido, in realtà sono educati alla riservatezza e nel non mostrare mai i propri sentimenti. Essendo restii ad accogliere visitatori al loro porto provenienti da quello di Montrag Minore, hanno inviato degli ambasciatori in ogni Podestato per controllare le situazioni. A sostenere Miri c’è anche Ben, l’amico fedele di Sinal e Podestà di Itunév, la cui saggezza, riflessione e il suo essere diplomatico vengono espressi attraverso le azioni che compie nel non scatenare guerre fra i Podestati.
La narrazione scorre parallelamente fra la capitale di Montrag Minore e le terre al nord del podestato, e scandisce il tempo che rimane prima della Festa della Nomina del successore di Sinal. Nella prima abientazione si trovano Miri, Ruyme, Konran-Jun e Ben, mentre nella seconda ci sono Nion, il Tenente Cord di Montrag Minore, Aku al cento per cento ma che dimostra una spiccata capacità di mettersi nei guai come il fratellastro Axel, il Capo delle guardie di Ben e Talic, il Tenente, soprannominato lo Zio per sguardo che fa sentire inermi a causa degli occhi di un assassino e del migliore dei padri allo stesso tempo.
Come ho scritto all’inizio della recensione, Radica è una storia complessa a causa dei molti personaggi principali che la compongono, ma anche per quelli secondari, inoltre le situazioni appaiono come le scatole cinesi dove se ne risolve una ma la stessa porta a intraprenderne un’altra ancora più complicata. Durante la lettura ho avuto l’impressione che fosse un’esigenza dell’autrice il voler porre l’attenzione su ogni personaggio, luogo e interno, descrivendone ogni minimo particolare con estrema meticolosità che, però, mi è risultato troppo. È indubbio il fatto che la storia sia interessante, anche perché tratta argomenti importanti quali le diversità, il senso di fedeltà e di appartenenza, l’ingiustizia e il rispetto verso le persone – sopratutto verso i bambini -, ma forse si potevano omettere alcune cose, non essenziali ai fini narrativi, in maniera da lasciar respirare la storia e dare al lettore dei momenti di pausa. Lo stile narrativo è scorrevole e articolato, i personaggi sono ben caratterizzati e le ambientazioni sono simili a quelle del periodo medioevale e, anche se si tratta di un libro del genere fantasy, la credibilità della storia è spettacolare, sopratutto se viene paragonata ai fatti, purtroppo, che accadono nella nostra realtà.
Il mondo mi sta dicendo di dare una seconda possibilità agli epic fantasy. E lo sta facendo con buonissimi e, soprattutto, originali libri. Radica è un epic fantasy corale che si articola su due piani: uno, più avventuroso, che segue le vicende dei tre Cord Axell, Talic e Nion, impegnati nella ricerca della giovane Solel, custode del Sigillo. Il secondo, invece, ci fa ritrovare invischiati negli intrighi politici che Miri, Reggente, deve gestire con l'aiuto dell'astuto Konran-Jun.
Ammetto che alle prime battute non mi aveva proprio convinta del tutto: il ritmo all'inizio è un po' lento (anche perchè c'è bisogno di esplorare il nuovo worldbuilding) e non mi trovavo molto a mio agio con lo stile dell'autrice. Poi, poco prima della metà, c'è stata la svolta: la trama ha iniziato a iniziato a ingranare e io ho cominciato ad affezionarmi ai personaggi in una maniera incredibile. Da allora, la lettura è andata avanti una bellezza.
I punti di forza di Radica sono sicuramente il worldbuilding e i personaggi. Partendo dal worldbuilding, sicuramente si presenta molto diverso rispetto al classico epic fantasy. Ho amato il richiamo all'Oriente nelle atmosfere e sono davvero curiosissima di scoprire, nel sequel, qualcosa di più sugli Aku. Per quanto riguarda i personaggi, invece, ho apprezzato molto come sono stati costruiti: un romanzo corale non è mai un compito facile, ma l'autrice ci è riuscita benissimo, definendo perfettamente ognuno di loro. La trama mette a dura prova tutti loro, facendoli confrontare con il loro passato, con le necessità del presente e con una realtà dura da digerire. Realtà che colpisce con forza anche il lettore, perché l'autrice non si fa scrupoli dal raccontarla. Essere insensibili a questo racconto è, in definitiva, impossibile.
Ho particolarmente apprezzato (ma in questo sono un caso raro, me ne rendo conto) la mancanza di romance in questo primo volume. Uno dei motivi per cui ho litigato con gli epic fantasy è che spesso le case vanno a finire a inciuci, mentre qui abbiamo la prova che non sempre ce n'è bisogno. Ma non crediate che le relazioni fra i personaggi siano state dimenticate. Anzi, ho amato il rapporto fraterno tra Axell e Nion o il legame che loro hanno con Talic, che rappresenta quasi una figura paterna. Ma si potrebbe anche andare avanti, solo che ho già rischiato gli spoiler
Insomma, amicizia, fiducia, forza, pregiudizio sono solo alcuni dei temi che potete trovare in Radica, insieme a personaggi eccezionali e a un worldbuilding innovativo!
Ambientato in un mondo dove i paesi sono chiamati Podestati. Vi è la necessità di eleggere un Podestà dopo la morte di uno di essi. Da qui inizia la nostra storia, condita con intrighi politici e una misteriosa scomparsa.
Un romanzo corale, che ha per protagonisti dei personaggi estremamente reali, che non si vorranno abbandonare. La costruzione dei personaggi è sicuramente il punto di forza della storia: non sono assolutamente stereotipati, e sono .
La narrazione è sicuramente complessa, infatti la storia viene narrata sotto differenti punti di vista e diversi piani temporali.
Sicuramente non si tratta di una storia semplice, ma di un romanzo ben articolato, la cui trama si sviluppa lentamente.
Proprio per l’accuratezza narrativa la storia risulta accattivante, le parti descrittive, invece, che sembrerebbero rallentare il ritmo narrativo, contribuiscono a rendere la storia più reale, facendo immedesimare il lettore con i personaggi, e rendendo i luoghi descritti più vividi.
Lo stile di scrittura dell’autrice accompagna il lettore verso un crescendo di eventi magnifici, con un finale spettacolare. Non vedo l’ora di leggere il secondo volume del Ciclo dei Podestati - già disponibile.
Consiglio la lettura di Radica a chi è alla ricerca di una storia avvincente, da leggere tutto d’un fiato.
(recensione completa su Reading in the T.A.R.D.I.S.) La trama a mio parere è bene intrecciata. Pur percependo durante la lettura che si tratta di un'autrice "giovane" dal punto di vista letterario, in Radica ci sono già le basi per affermare che Lune ha una grande capacità di creazione. Ci sono due piani narrativi: il primo riguarda Miri, la Reggente, e le vicende strettamente politiche che ruotano intorno a questo personaggio; il secondo ha un POV maggiormente corale e si intreccia intorno alla scomparsa di una giovane donna. L'idea del doppio intreccio è ottima: intanto rende l'idea di un mondo "ampio" pieno di personaggi che hanno a loro volta le loro vite, come d'altronde è anche la vita reale, e inoltre permette al lettore di non annoiarsi mai. Una delle grandi pecche di Eragon, ad esempio, è la monotonia del POV nel primo romanzo: se Eragon per caso ci stesse un po' sulle scatole, come è accaduto a me, saremmo vagamente costretti a sorbirci un POV che non ci fa impazzire. In Radica ciò non avviene e la moltitudine di personaggi rende la trama incalzante e interessante.
Per quel che riguarda gli Aku, vera innovazione nella storia, non sono sicura di quale sia il mio pensiero. Da un lato mi sono piaciuti, la loro presenza era quasi necessaria in un mondo che dopotutto prevede la presenza di creature dalle capacità o dall'aspetto "diverso". Dall'altro lato però penso che ci voglia ancora qualche spiegazione in più: essendo questo il primo volume di una serie, sono sicura che Lune saprà soddisfare la mia curiosità!
Infine qualche parola sullo stile: incalzante e piacevole. Lune usa un modo di esprimersi che "svecchia": pur richiamandosi nelle descrizioni a quella che è la tradizione di questo genere letterario, usa un linguaggio moderno e vivace, che rende la lettura molto scorrevole e soprattutto immediata.