Sminare il terrorismo, decostruirne la storia, è il percorso seguito da questo libro che affronta le questioni sollevate dal terrore planetario. Lo sguardo si concentra sulla scena dell'attentato, quel tentativo di forzare il ritmo della storia che sfida la sovranità, non per mostrare l'abisso, ma per soppiantarla. Perciò terrore e rivoluzione, spesso confusi, vanno separati. Piuttosto il terrorismo è lo spettro della sovranità moderna, sempre tentata di invocarlo. Di qui l'esigenza di ridescrivere la figura del terrorista che non è un nichilista, ma mira a un progetto politico o teologico-politico. Mentre affiora l'itinerario verso il terrore dei «cavalieri postmoderni dell'apocalisse», vengono considerati gli effetti di una violenza che colpisce la vittima nella sua nuda vulnerabilità. Questo terrorismo non può essere imputato alla religione. Sullo sfondo di un confronto fra sinistra e jihad si erge il terrore del capitalismo globale, emerge quell'insonnia poliziesca che sostenta la nuova fobocrazia.
Donatella Di Cesare (Rome, April 29, 1956) is an Italian philosopher, essayist and columnist who teaches Theoretical Philosophy at the "La Sapienza" University of Rome. She is one of the most present philosophers in the Italian and international public debate, both academic and media, collaborates with several newspapers and magazines including "L’Espresso" and "il Manifesto". Her books and essays are translated into English, French, German, Spanish, Danish, Croatian, Polish, Finnish, Norwegian, Turkish, Chinese.
Lettura iniziata dopo essere andata alla presentazione di questo libro da parte dell'autrice stessa. Il saggio è discretamente interessante, tanto nell'esposizione di una breve storia del terrore e del terrorismo quanto nella delineazione del pensiero dell'autrice a proposito. Una lettura tutto sommato veloce, piacevole, anche pragmatica o realistica oserei dire, dal momento che avanza le proprie idee analizzando i dati concreti del fenomeno. Certo, non un libro che mi ha cambiato la vita o le idee sulla questione, ma sicuramente una lettura valida sull'argomento.
It feels like this book should have been longer, there were so many concepts, analyses and thoughts wrapped into so few pages that it ended up feeling very disjointed. Excellent look into the role of Russian literature and theologians into the evolution of terrorism, but again, it felt very crammed for such intriguing ideas.